{"id":54588,"date":"2024-05-28T12:36:40","date_gmt":"2024-05-28T11:36:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54588"},"modified":"2024-05-28T12:36:41","modified_gmt":"2024-05-28T11:36:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-il-muro-di-francesca-bigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54588","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Il muro&#8221; di Francesca Bigi"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno schizzo d\u2019acqua fin\u00ec sulla finestra. A terra i vetri del bicchiere, caduto dalle mani maldestre di Filippo. Il ragazzo rimase ad osservare i disegni che si vennero a creare, combinati a quelli della pioggia che cadeva stanca di fronte al suo appartamento. Forme libere, sciolte da vincoli geometrici, viventi quasi. Pens\u00f2 di aver casualmente creato un\u2019opera d\u2019arte, qualcosa di irresistibile ed armonioso. Un sorriso amaro, che conosceva fin troppo bene, si deline\u00f2 sul suo volto. Distruggere ogni fantasticheria. Un meccanismo che lo aveva accompagnato dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, quando con infantile cinismo rifiutava di mostrare compassione per i protagonisti delle tristi favole raccontate dalla tata Angelica. Cominci\u00f2 ad apparire nelle fantasie del ragazzo dal momento che scopr\u00ec la masturbazione, nonostante la sua bellezza fosse stata mortificata dallo scorrere del tempo. Distolse lo sguardo dal vetro della finestra; le gocce d&#8217;acqua che vi scorrevano lente erano tornate ad essere un liquido insignificante. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla sua destra il tavolino d&#8217;ebano sul quale poche ore prima giaceva una siringa contenente eroina. A rompere il silenzio quel fastidioso scoppiettare di bollicine. Giulia non aveva messo lo spumante in frigo come lui le aveva chiesto. La cosa non lo sorprese, era solo una stupida viziata. Si diresse in camera da letto portandosi dietro la bottiglia, dalla quale bevve un sorso con un gesto ampio e innaturale. Filippo era solito comportarsi come se qualcuno lo stesse sempre osservando. Una continua recita per s\u00e9 stesso. Lei dormiva distesa sopra le coperte, dal viso assopito non traspariva alcuna dolcezza. A lui importava poco, come di molte altre cose, tranne del trasferimento. Il trasferimento<strong>.<\/strong> Dovette insistere non poco con quei genitori che si ritrovava, sempre preoccupati per il suo futuro. Che cazzo ne sanno loro, pens\u00f2 Filippo. Finalmente si erano decisi a liberarlo comprandogli un trilocale. Libert\u00e0. Ora aveva quello che desiderava, quattro mura tutte per s\u00e9. Rimaneva solo il fastidio provocato dall\u2019 insonnia di quella prima notte. Ritorn\u00f2 in salotto<strong>,<\/strong> guard\u00f2 fuori. Per separare il palazzo dalla strada avevano costruito da poco un muricciolo alto circa un metro e mezzo. Restava solo da nascondere con uno stucchevole giallo canarino il grigio sporco che dominava la struttura. Nascondere.L\u2019immagine parve familiare a Filippo. Improvvisamente gli venne in mente il viaggio impostogli a undici anni dai suoi. Avevano visitato un campo di concentramento. La giovane guida, che il ragazzo ricordava bene per i prosperosi seni, parlava in tono solenne di ci\u00f2 che era avvenuto in quei luoghi. Filippo era l\u2019unico che non esibiva un\u2019espressione da funerale e l\u2019immagine di quei bambini separati dai genitori gli provoc\u00f2 un breve istante di invidia. La meticolosit\u00e0 dei tedeschi nel progettare e nell\u2019organizzare quelle strutture lo aveva da sempre affascinato, come l\u2019enorme muro che cingeva il complesso. <\/p>\n\n\n\n<p>A lungo aveva costituito per molte persone la sottile linea dell\u2019orizzonte. Efficiente, impensabile da abbattere. La stanchezza cominci\u00f2 a farsi sentire.Nel vetro si era intanto delineata una strana figura. Lo scorrere dell\u2019acqua ne mutava continuamente la forma. Un divenire a cui lui non poteva porre alcun freno. La cosa lo infastid\u00ec. Ma il suo amaro sorriso non comparve sul volto. Era immobile, incapace di agire, inerme. \u00a0Venne assalito dal panico. Cominci\u00f2 a balbettare terrorizzato. Con un gesto improvviso scaravent\u00f2 la bottiglia contro il vetro, provocando il frantumarsidi entrambi. I forti rumori provocati dall\u2019impatto svegliarono Giulia. Filippo si sent\u00ec soffocare, apr\u00ec il portone e scese velocemente le scale inciampando pi\u00f9 volte, senza pensare di aver addosso solo i pantaloni della tuta. Arrivato nel cortile si blocc\u00f2. Per un istante osserv\u00f2 il muro. Tetro, terribile, imponente nella sua moderata altezza. La pioggia continuava imperturbabile a scendere su di lui. Ormai fradicio decise di uscire da quello stato vegetativo. Si accost\u00f2 con prudenza ad esso, sforzandosi di trovare il modo di aggirarlo. Evitare. I suoi passi si fecero via via pi\u00f9 lesti, costeggiando il muro con la frenesia con cui un criceto corre nella ruota. I pensieri affollarono la sua testa. <\/p>\n\n\n\n<p>Sopraffatto dal panico si ferm\u00f2. Scrut\u00f2 attorno rendendosi conto di essere solo. Nelle vicinanze, alberi piegati dal vento, simili a quelli della casa in campagna dove trascorreva le vacanze durante l\u2019infanzia. Alberi sotto i quali aveva dormito, circondato dal nulla. Rumore del vento che sferza le fronde. Erano le stesse piante che ora vedeva in strada e sembravano provare la sua oppressione. Filippo ebbe in quel momento una strana sensazione. Parve appoggio, comprensione, solidariet\u00e0. Si avvicin\u00f2 a quello che ormai appariva un muricciolo e lo scavalc\u00f2 con un balzo che gli parve fin troppo naturale. Il senso di oppressione abbandon\u00f2 infine il suo petto. Si volt\u00f2 e scorse la finestra rotta dalla quale proveniva un\u2019isterica risata femminile. Pos\u00f2 lo sguardo sul muro. La pioggia, che aveva cessato di cadere, smise di nascondere le sue lacrime. Si allontan\u00f2 dalla sua libert\u00e0 trasformatasiin prigione. Nessuno lo guardava ora.<em>\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giorno seguente i telegiornali annunciarono la morte di Filippo Battini,<\/em> <em>trovato sul suo letto dalla fidanzata. Il decesso fu attribuito all\u2019eroina consumata la sera prima.&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54588\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54588\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno schizzo d\u2019acqua fin\u00ec sulla finestra. 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