{"id":54582,"date":"2024-05-28T12:31:20","date_gmt":"2024-05-28T11:31:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54582"},"modified":"2024-05-28T12:31:22","modified_gmt":"2024-05-28T11:31:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-le-streghe-di-mabul-di-francesca-bigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54582","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Le streghe di Mabul&#8221; di Francesca Bigi"},"content":{"rendered":"\n<p>Una zanzara si era posata in cerca di sosta sull\u2019alluce di Zahara. La piccola mano si mosse veloce con l\u2019intenzione di scacciare l\u2019ospite indesiderato. Cominci\u00f2 poi a grattare la pelle su cui si stava gi\u00e0 delineando un punto rosso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante l\u2019ora di cena fosse ormai passata, il sole arancione bruciava ancora sui suoi piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mare che si intravedeva sotto le assi di legno disposte di fronte casa era calmo. E la poca luce che illuminava l\u2019isola, permetteva a Zahara di scorgere le stelle marine di colore blu adagiate sul fondo della sabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni bambini e le loro ombre correvano sulle palafitte tremolanti che si articolavano lungo la costa. Un vasto reticolo che univa le numerose capanne del villaggio di Zahara.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era traccia di adulti. A quell\u2019ora gli uomini erano ancora per mare, mentre le donne si riparavano all\u2019ombra per intrecciare collane adorne di ciondoli ricavati da conchiglie e gusci di cocco, da mettere da parte per il mese successivo.<\/p>\n\n\n\n<p>A giugno erano terminati i lavori per la costruzione di un piccolo complesso di case di legno che sarebbe servito ad ospitare i primi turisti dell\u2019isola. Turista. Zahara non ne aveva mai visto uno. In realt\u00e0, aveva imparato quella parola solo l\u2019anno precedente.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutta l\u2019isola non si parlava d\u2019altro. Da tempo quell\u2019angolo salmastro di terra aveva visto intensificarsi le visite di misteriosi cinesi venuti, secondo la sua inni? (nonna in Bajau), dalle terre lontane della grande isola.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno mormorava persino che sarebbero arrivate a Mabul le auto. Zahara, per quanto riguardava le automobili, si sentiva pi\u00f9 preparata. Grazie ad alcuni modellini che il suo amico Nurul le aveva mostrato, sapeva quantomeno come erano fatte.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola si sollev\u00f2 dal gradino di legno aiutandosi con le mani e si avvi\u00f2 verso la casa di Jamilah, una compagna di giochi che abitava non troppo distante. Lungo il cammino, di fronte ad una capanna, ud\u00ec alcune donne discutere della nascita di un bambino nel vicino villaggio di Kampung Musu.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra siamo quattrocentotr\u00e8\u201d riflett\u00e9 Zahara. Teneva conto del numero di bambini presenti sull\u2019isola, anche se non era pi\u00f9 tanto sicura della precisione del suo conteggio. La Amaun di Yusuf aveva spiegato una volta che a Kota Kinabalu, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi del paese, vivevano ben due milioni di persone.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Quante persone ci sono a Mabul?&#8221; chiese Zahara ad Amaun, ma la donna non seppe rispondere, vedendo nella espressione della bambina una delusione profonda. Entrambe convennero che fosse ingiusto che nessuno si fosse mai preso la briga di contarle. Decisero quindi di avviare un piccolo censimento, coinvolgendo gli altri bambini del gruppo. Solo quelli che sapevano contare per\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoprirono cos\u00ec che le persone che abitavano a Mabul erano circa millecento. Non era un compito facile tenere il conto. Ogni settimana, nuovi arrivati giungevano a bordo di fatiscenti barchini dal sud delle Filippine, mentre altri lasciavano l\u2019isola senza troppi saluti, alla ricerca di fortuna lungo la costa, dove i turisti avevano gi\u00e0 cominciato ad arrivare anni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Zahara, non senza fatica, durante l\u2019ultimo anno si era dedicata a mantenere il conto almeno dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Quattrocentotr\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola distolse lo sguardo pensieroso dal gruppo di donne intento a parlare e ad intrecciare chincaglierie e prosegu\u00ec lungo le palafitte che l\u2019avrebbero portata a casa dell\u2019amica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sperava di trovarla l\u00ec e di non dover tornare nella sua capanna.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni prima, uno tsunami proveniente dall&#8217;est aveva portato una violenta tempesta sull&#8217;isola.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune capanne erano crollate a causa del forte vento, e le famiglie che vi vivevano, come era consueto fare in quei casi, si erano trasferite temporaneamente dai vicini. A Zahara era toccata la famiglia di Yusuf. A nulla erano servite le proteste di Zahara rivolte sia alla madre che alla sua inni\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Un giorno trover\u00f2 la principessa Johor, e allora potr\u00f2 andare via,&#8221; il pensiero prendeva forma nella mente della piccola mentre i suoi piedi evitavano abilmente le assi di legno rovinate o i punti dove erano mancanti del tutto. La luce del giorno stava rapidamente svanendo, cos\u00ec decise di accelerare il passo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua inni\u2019 le aveva raccontato molte volte la storia del popolo dei Bajau. Migliaia di anni prima, una potente tempesta aveva causato un&#8217;alluvione che aveva portato lontano da casa la principessa. Il Sultano, disperato per la perdita della figlia, aveva ordinato al suo popolo di salpare per mare e di non fare ritorno finch\u00e9 non avessero trovato la principessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec i Bajau erano diventati nomadi di mare. Forse, rifletteva Zahara, era proprio a causa di quell&#8217;antico insuccesso che nessuno si prendeva la briga di contarli.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi pensieri tornarono a Yusuf. Era un mostro, un mostro di origini cinesi. Tirava i capelli a Zahara e si rivolgeva a lei chiamandola strega. L\u2019ultimo episodio risaliva a qualche settimana prima, quando Yusuf le aveva rubato una piccola macchina gialla, un regalo dell\u2019amico Nurul.<\/p>\n\n\n\n<p>La bambina non sapeva molto sulle streghe. Non ne aveva mai vista una, n\u00e9 di persona n\u00e9 sui libri. La sua inni\u2019 diceva che non esistevano. Yusuf sosteneva invece che ce ne fossero ben tre a Mabul.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sicuramente era Fatimah, la donna anziana che abitava in una capanna piena di oggetti strani, di cui Zahara non conosceva il nome, e dove si recavano gli abitanti di Mabul quando stavano molto male.<\/p>\n\n\n\n<p>Le streghe di Mabul sono tre, ma nessuno sa quanti sono i bambini di Mabul.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata davanti alla casa dell\u2019amica, Zahara sal\u00ec barcollando le scalette di legno per evitare di cadere. Il buio era quasi completo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancor prima di bussare, sent\u00ec un urlo provenire dalla sua destra.<\/p>\n\n\n\n<p>Spaventata, si accorse che qualcuno stava correndo dietro di lei. Era l\u2019amica, ma non sembrava sorpresa dalla sua presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Zahara le chiese dove stesse correndo. Jamilah spieg\u00f2 che stava giocando a nascondino con altri bambini, e continu\u00f2 per la sua strada senza curarsi delle parole dell\u2019amica che le chiedeva di fermarsi e se avesse sentito anche lei l\u2019urlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Zahara vide la sagoma dell\u2019amica sparire nel buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Indecisa sul da farsi, cominci\u00f2 a camminare verso la direzione dell\u2019urlo, lungo una palafitta che portava verso il mare. Dopo pochi minuti, lasci\u00f2 alle spalle l\u2019ultima capanna che fiancheggiava il percorso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento proveniente da ovest le scompigliava i capelli, rendendo ancora pi\u00f9 faticoso avanzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo, si volt\u00f2 rendendosi conto di essere sola in mezzo al mare. Sotto le assi di legno, le onde si erano fatte pi\u00f9 forti, facendo oscillare pericolosamente la struttura sorretta da travi ammuffite. Stava per tornare sui suoi passi quando sent\u00ec qualcuno mugugnare dietro di lei, proprio dove doveva trovarsi la fine della palafitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Avvicinandosi alla figura accucciata per terra, Zahara cap\u00ec che si trattava di Yusuf. Il bambino era accasciato su s\u00e9 stesso, e una gamba scompariva quasi completamente in un punto dove non troppo tempo prima doveva trovarsi un&#8217;asse di legno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019attaccatura della coscia sembrava uscire un liquido scuro, probabilmente sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Zahara cap\u00ec che Yusuf si era accorto della sua presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Zahara sapeva di dover fare qualcosa, ma le sembrava impossibile distogliere lo sguardo da quell&#8217;immagine. Il piccolo cinese cominci\u00f2 a farfugliare qualcosa nella sua lingua natia. Il tono tradiva un pianto. Zahara continu\u00f2 a rimanere immobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo sguardo vag\u00f2 verso l&#8217;orizzonte che, a causa del buio pesto, poteva solo immaginare di stagliarsi di fronte a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche parte, l\u00ec, nel mare, doveva trovarsi la principessa Johor. O forse non era mai esistita neppure lei.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;improvviso, Jamilah apparve alle spalle di Zahara. Vedendo le condizioni di Yusuf, alla bambina sfugg\u00ec un piccolo urlo, e subito cominci\u00f2 a correre in cerca di aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dopo circa dieci minuti, la palafitta inizi\u00f2 ad ondulare sempre pi\u00f9 forte. Le persone cominciavano ad arrivare, ma la notte impediva loro di essere veloci.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il gruppo di adulti raggiunse il luogo dove Yusuf era caduto incastrandosi tra le travi di legno, di Zahara non vi era traccia.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante le ore successive, la piccola venne cercata da un numero sempre pi\u00f9 crescente di persone, fino a quando nelle prime ore della mattina, un pescatore arriv\u00f2 urlando sulla spiaggia vicina per avvertire di aver trovato la bambina.<\/p>\n\n\n\n<p>Zahara si trovava sul bordo di una vecchia palafitta in disuso, ormai quasi completamente crollata. I suoi piccoli piedi erano immersi nell&#8217;acqua fredda mentre, calma, teneva lo sguardo basso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone si avvicinarono di corsa alla bambina, molti sollevati, altri con un&#8217;espressione amareggiata per aver perso una notte di sonno per nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>La inni\u2019 di Zahara si avvicin\u00f2 per accarezzarle il volto ancora basso. Zahara alz\u00f2 lo sguardo e la osserv\u00f2 intensamente, tenendo in mano la piccola macchina gialla.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, con grande seriet\u00e0, le disse: \u201cSai, inni\u2019, a Mabul abitano quattro streghe\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54582\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54582\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una zanzara si era posata in cerca di sosta sull\u2019alluce di Zahara. 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