{"id":54523,"date":"2024-05-27T14:51:19","date_gmt":"2024-05-27T13:51:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54523"},"modified":"2024-05-27T14:51:21","modified_gmt":"2024-05-27T13:51:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-a-la-guerre-comme-a-la-guerre-di-ilaria-carmen-restifo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54523","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;A la guerre comme \u00e0 la guerre&#8221; di Ilaria Carmen Restifo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa quando ci riporti Dennis?\u00bb, mi chiese una sera Anna mentre eravamo tutte in cucina a prepararci le nostre cose per cena. \u00abSta facendo una comparsa a teatro\u00bb, replicai scartando una bistecca. \u00ab<em>Chillo \u00e8 tanto bellello\u00bb<\/em>, esclam\u00f2 Pia col colapasta in mano. \u00abS\u00ec<em>,<\/em> \u00e8 <em>bellello<\/em>. Ma lavora fino alla prossima settimana\u00bb, risposi. \u00abMagari quando finisce di lavorare\u2026\u00bb, si insinu\u00f2 Rosa nella discussione portando in tavola le sue fette di caciocavallo. \u00ab<em>Ja<\/em>, <em>digli che viene<\/em>. Ci racconta un fatto\u00bb, concluse Pia.<\/p>\n\n\n\n<p>I <em>fatti<\/em> di Dennis ti facevano perdere la cognizione del tempo. Capitava spesso che si presentasse a casa prima di cena con una bottiglia di vino. Si autoinvitava senza chiedere il permesso. Lo faceva con una tale maestria che gli altri non si rendevano nemmeno conto di assecondare la sua vanit\u00e0 e sembrava quasi che non aspettassero altro che lui irrompesse nella loro vita portando con s\u00e9 il brivido dell\u2019imprevisto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedeva in cucina accanto a Pia e si metteva a pulire i fagiolini con lei. Se Angelica preparava le melanzane in umido, eccolo che si offriva di tagliarle a cubetti versandole del vino nel bicchiere, tanto per gradire. Anna si era comprata un po\u2019 di pizza per cena? Ebbene, lui suggeriva di tagliare la pizza a quadratini e sistemarla in un vassoietto con gli stuzzicadenti\u2026 voil\u00e0! Rosa si stava preparando un\u2019insalata di pomodori? Ma perch\u00e9 non aggiungi anche un po\u2019 di mozzarella. Non avete un po\u2019 di mozzarella? E allora eccoci pronte a tirare fuori dai vari nascondigli i nostri beni pi\u00f9 preziosi: soppressata, pomodori secchi, melanzane sott\u2019olio, parmigiana, mozzarella di bufala, coppa. Solo lui riusciva a farci mettere in comune il companatico senza litigare e a farcelo consumare insieme da brave coinquiline. Insieme a lui, si intende.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVi ricordate quando \u00e8 venuto l\u2019ultima volta?\u00bb, chiese Anna sbucciandosi una mela dopo cena. \u00abE come no? <em>Matruzza<\/em>!\u00bb, Angelica scoppi\u00f2 a ridere al ricordo. \u00abChe ci <em>dicette<\/em>? Che aveva mollato il lavoro di lavapiatti e se ne era partito in Giamaica a vendere perline sulla spiaggia. <em>Che sfaccimm\u2019!\u00bb, <\/em>sghignazz\u00f2 Pia, intenta a lavare le sue stoviglie. \u00abE quando ha avuto quel diverbio col cantante rock per via del computer difettoso al centro assistenza dove faceva il commesso?\u00bb, ciancic\u00f2 Anna con uno spicchio di mela in bocca. \u00abHo capito, ho capito! Quando finisce di lavorare lo chiamo e lo invito a cena. Contente?\u00bb, esclamai infine per chiudere la discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai ero abituata al fascino che il mio amico Dennis esercitava sulla gente. Era un mago: lui iniziava il suo <em>cunto <\/em>e tutti cadevano ipnotizzati. Ma non era l\u2019aneddoto ardimentoso o stupefacente il vero centro del racconto. Raccontava i <em>fatti<\/em> immergendoli negli umori della sua coscienza camaleontica, sempre sull\u2019orlo dell\u2019abisso. E tu fruivi della storia attraverso la sua sregolatezza e libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 una settimana. Non ci fu nemmeno bisogno di invitarlo: buss\u00f2 direttamente al nostro campanello. \u00abDennis!\u00bb, esclam\u00f2 Angelica aprendo la porta. \u00abAllora, con cosa accompagniamo questa bella bottiglia di vino stasera? Bisogna festeggiare!\u00bb, fece lui sventolando una bottiglia di Lambrusco. \u00abSiii! \u2013 sopraggiunse entusiasta Pia \u2013 <em>Ma ca se ffesteggia<\/em>?\u00bb. \u00abFesteggiamo l\u2019inizio della mia nuova vita\u00bb, declam\u00f2 con un sorriso a trentasei denti. \u00abFammi indovinare\u00bb, intervenni caustica io, \u00abun\u2019altra avventura in camper col santone che mette in scena la storia di Ges\u00f9 in giro per l\u2019Italia? Oppure ti hanno richiamato da Amburgo come addetto alla jacuzzi di quella casa a luci rosse?\u00bb. Mi piaceva provocarlo. \u00abSei sempre aggressiva tu!\u00bb, rispose lui fingendosi offeso. \u00abInfatti. <em>Meschineddu. Du carusu voli cangiare vita\u00bb,<\/em> lo difese Angelica.<\/p>\n\n\n\n<p>Forte del sostegno delle mie adoranti coinquiline, Dennis annunci\u00f2 solennemente che, con l\u2019intento di dare una svolta al suo cammino evolutivo, era in procinto di partire in Francia e di affiliarsi a un gruppo di volontari che ristrutturavano i muretti di un castello medievale in Linguadoca. \u00abBisogna pure che qualcuno si prenda cura del nostro comune patrimonio culturale. O no?\u00bb, sentenzi\u00f2 strizzando l\u2019occhio a Pia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera di fine ottobre squill\u00f2 il telefono di casa. Fu Pia a rispondere. Dopo un attimo, la vidi aprire la porta della mia camera. \u00ab\u00c8 Dennis!\u00bb, articol\u00f2 sottovoce mentre gesticolava indicando la cornetta. Io ero sdraiata sul letto a leggere <em>Tradimenti<\/em> di Harold Pinter. Presi il telefono.                                                        \u00abDennis! Ma dove\u2026? Non eri in Francia?\u00bb.                                                                                                   \u00abS\u00ec, ma quelli sono una setta. Pieni di regole. Sono scappato nottetempo\u00bb.                                                      \u00abE non potevi andartene e basta? Dovevi per forza scappare nottetempo<em>?<\/em>\u00bb.                                            \u00abPoi ti racconto. Mi vieni a prendere?\u00bb.                                                                                                      \u00abFino in Francia?\u00bb.                                                                                                                                       \u00abNo, dopo ho fatto l\u2019autostop. Mi ha caricato un gruppo di artisti di strada con la roulotte. In cambio cucinavo per loro. Poi ti racconto. Mi vieni a prendere? Sono allo svincolo di un posto che si chiama San Cesareo\u00bb.                                                                                                                                                                \u00abE dove cavolo \u00e8 San Cesareo?\u00bb.                                                                                                                       \u00abSulla Roma-Napoli. Mi ha caricato un camionista a Marsiglia e mi ha mollato qui. \u00c8 buio. Non so come tornare. Non ho soldi\u00bb.                                                                                                                                               \u00abChe casino! Va bene, ora guardo sulla mappa. Ma non so quanto ci metto\u00bb.                                                       \u00abTu hai il portapacchi sul tetto della Renault 5, vero?\u00bb.                                                                                       \u00abS\u00ec, perch\u00e9?\u00bb.                                                                                                                                                    \u00abPerch\u00e9 ho un materasso con me\u00bb.                                                                                                                            \u00abUn materasso??!\u00bb.                                                                                                                                            \u00abS\u00ec, porta le cinghie per legarlo sul tetto. Me lo ha regalato il camionista\u00bb.                                                             \u00abPure il materasso, adesso\u00bb.                                                                                                                                    \u00abDai, poi ti invito a cena. Appena trovo un lavoro. Ti aspetto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per incanto, ogni volta che entrava in scena Dennis, succedeva sempre qualcosa di rocambolesco. Avevo un brutto presentimento. Epper\u00f2&#8230; Lasciavo solo un amico nel ridente svincolo di San Cesareo? Di notte? Senza soldi? Con materasso a seguito? Rassegnata a rimandare la lettura, mi preparai ad uscire. Pia mi fissava con sguardo interrogativo. Le spiegai che andavo a prendere Dennis perch\u00e9 si era cacciato in un guaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so dire come trovai la strada, in quel tempo senza internet che sembra preistoria, a ripensarci. So solo che lo sorpresi addormentato come un cavallo. Se ne stava ritto contro il materasso, adagiato in verticale su un lampione, uno zaino enorme sulle spalle da cui pendevano caffettiere e pentolini, e un nugolo di moscerini sotto il fascio di luce. Accostai la macchina e mi avvicinai per svegliarlo. Le mie narici furono investite con violenza da un odore nauseabondo. Puzzava come una capra. Non si lavava da giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sistemammo il materasso sul portapacchi. Le cinghie avevano messo in sicurezza la parte centrale del materasso ma, durante la marcia, la parte anteriore, che fuoriusciva dalla scocca, si piegava sul parabrezza coprendo la visuale del guidatore. Procedevamo a cinquanta all\u2019ora sull\u2019autostrada, con Dennis seduto sulla portiera della Renault, sporto fuori dal finestrino, mentre teneva alla meno peggio il materasso per evitare di farlo piegare contro il vetro. Io guidavo ingobbita per assicurarmi visibilit\u00e0, la puzza stomachevole mi investiva a folate regolari, pregna del miasma di Dennis. Lui, manco a dirlo, non si vergognava neanche un po\u2019, tutto preso dal divertimento di starsene seduto l\u00e0 fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto, un altro strano odore si somm\u00f2 al tanfo. Era un odore dolciastro ed acre, sembrava\u2026 mi girai e vidi Dennis fumarsi uno spinello. Somigliava a un cane con l\u2019aria soddisfatta, le orecchie schiacciate dal vento. Non ebbi neppure tempo di infuriarmi: in quel mentre, nella striscia di vetro tra materasso e cofano, spunt\u00f2 la paletta bianca e rossa dei carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuona sera. Patente e libretto\u00bb. \u00abBuonasera\u00bb, risposi imbarazzata mentre lanciavo occhiatacce a Dennis\u00bb. \u00abCosa ci fa il suo amico seduto sulla portiera?\u00bb, indag\u00f2. \u00abEcco, vede\u2026 mi sta aiutando per non far scivolare il materasso sul parabrezza. \u00c8 pericoloso\u00bb, Tentai io. \u00abPericoloso\u2026\u00bb, ripet\u00e9 lui trascinando la parola, enigmatico. \u00abScrivi!\u00bb, ordin\u00f2 al collega. \u00ab<em>Il passeggero se ne stava sporto per tre quarti dal finestrino<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Segu\u00ec una pausa lunghissima. L\u2019agente mi scrutava, spostando lo sguardo tra il materasso e Dennis, che non si prese nemmeno la briga di ricomporsi. Lo spinello spento tra le labbra, guardava la scena come fosse al cinematografo. Come non fosse affar suo, ma mio. La mia rabbia nei suoi confronti cominciava a salire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE cosa ci fate in giro di notte con un materasso sul tetto?\u00bb, incalz\u00f2 il carabiniere inflessibile, dilatando le parole. \u00ab\u00c8 che&#8230;\u00bb, non sapevo cosa dire. \u00abStiamo facendo un trasloco\u00bb, risposi con voce incerta, implorando con gli occhi l\u2019aiuto di Dennis che non arrivava. \u00abScrivi!\u00bb, continu\u00f2 l\u2019agente. \u00ab<em>La conducente dichiarava di fare un trasloco<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto era tutto chiaro: solo a parole Dennis era disponibile all\u2019aiuto. All\u2019atto pratico faceva lo struzzo, reazione pavloviana. Ma questo, in fondo, l\u2019avevo sempre saputo. Ero io che non vedevo quanto sfruttasse la mia buona fede. Con passo lento, il carabiniere aggir\u00f2 la macchina e si avvicin\u00f2 a Dennis. Lo vidi indietreggiare di scatto, disgustato, schiaffeggiato anche lui dal tanfo nauseabondo che aveva tormentato le mie narici. \u00abAvete derubato un allevatore di capre? Dove avete preso il materasso?\u00bb. \u00abMe lo ha regalato un camionista di Marsiglia\u00bb, se ne usc\u00ec all\u2019improvviso Dennis, come un pupazzo dalla scatola magica. \u00abDi Marsiglia\u2026. Interessante!\u00bb, replic\u00f2 sarcastico il carabiniere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nooo, pensai con desolazione. Era stato zitto finora, proprio adesso doveva parlare? Ma perch\u00e9 mi lasciavo sempre trascinare in mezzo alle sue traversie? Era come se Dennis avesse bisogno di situazioni estreme per sentirsi vivo. E a tal scopo usava chiunque potesse essere utile ad assecondare il suo istinto picaresco. Era un narcisista. Anche quando anni prima mi aveva irretita in quel nostro ridicolo flirt aveva agito cos\u00ec. Conosceva bene il valore di una permuta. E lo usava a suo vantaggio. Dovevo trovare un modo per vendicarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la puzza di Dennis e quella del materasso, l\u2019agente si accorse finalmente dell\u2019altra puzza\u2026 Afferr\u00f2 lo spinello dalla bocca di Dennis. Lo odor\u00f2. \u00abQui ci sono gli estremi per una perquisizione preventiva!\u00bb, sentenzi\u00f2 l\u2019agente. Col sospetto che fossimo complici di un traffico internazionale di stupefacenti, i carabinieri ci portarono in questura e ci tennero l\u00ec, in due stanze separate, sottoponendoci a un interrogatorio grottesco, cui rispondevamo con verit\u00e0 ancora pi\u00f9 grottesche. A un certo punto, si misero a svuotare il catafalco di Dennis sulla scrivania. Venne fuori di tutto dallo zaino. Tralasciando la mole di indumenti indecenti appallottolati alla rinfusa, presero ad analizzare con molta cura una collezione indistinta di oggettistica sospetta: un pacco di rigatoni sbriciolati; una confezione di caff\u00e8 aperta; un pacchetto di stuzzicadenti; un\u2019audiocassetta dal titolo <em>L\u2019amour libre<\/em>; una pietra calcarea della Linguadoca; un barattolo di pelati; uno di ceci; tre piume di gabbiano; un paio di infradito rotte; due uova sode spappolate; sabbia rosa della Costa Azzurra. Contrariati, gli agenti presero a squartare il materasso con coltelli a serramanico. Ne fuoriusc\u00ec una schiuma grigiastra e fetente di poliuretano espanso, comprese polveri e molle arrugginite. Ma niente stupefacenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver accoltellato il materasso in lungo e in largo, si misero a fissare l\u2019opera ansimanti. Sembravano delusi. Mi scrutarono alla luce fredda del neon. Forse non ero complice di un famigerato sistema internazionale di narcotrafficanti. Decisero di farmi firmare una dichiarazione e lasciarmi andare. Mi sarebbe arrivata una multa a casa, magari.&nbsp; In quanto a Dennis, lo tennero ancora l\u00ec. Prima o poi avrebbero rilasciato anche lui. Eccolo il momento della vendetta: decisi che non era affar mio, che non sarei pi\u00f9 stata sua complice, che i guai in cui si cacciava erano i suoi, non i miei, che era ora imparasse a cavarsela da solo. Lo lasciai l\u00ec, col suo materasso lercio, squartato. Ora era lui a guardarmi in cerca di aiuto. Risposi con un sorrisetto, voltai le spalle e me ne andai: <em>\u00e0 la guerre comme \u00e0 la guerre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando tornai a casa alle tre di mattino, vidi che al secondo piano tutte le luci erano accese. Dalla finestra della cucina, quattro volti in fila mi guardavano ansiosi, il mento appoggiato sul dorso della mano, i gomiti sul davanzale. Raccontai l\u2019accaduto, compresa la decisione di non voler pi\u00f9 avere a che fare con Dennis. La cosa non fu accettata di buon grado. Le reazioni furono scomposte. Mi ricordarono quelle delle prefiche piangenti ai funerali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sta per arrivare il fatto grottesco. La sera dopo, tornando a casa, trovai in camera\u2026 il materasso. Proprio quello. Ripulito, ricucito e rammendato.&nbsp; Entrai in cucina. Erano tutte sedute attorno a una tavola imbandita con Dennis al centro, gongolante.                                                                                           \u00ab<em>Mischineddu, u lasciasti ddogu<\/em>?\u00bb                                                                                                                               \u00abLui s\u00ec<em> ch&#8217;\u00e8 nu bravo guaglione, <\/em>no<em> comm\u2019 a te<\/em>\u00bb.                                                                                                         \u00abCi ha anche regalato il materasso!\u00bb                                                                                                                        \u00abUh! Era tutto sfasciato <em>chillo<\/em> materasso. Per\u00f2 lo abbiamo lavato, cucito e ripulito. E cos\u00ec quando Dennis tiene un problema, pu\u00f2 venire a dormire da noi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui mi guard\u00f2, incerto sulla mia reazione. A me, in fondo, veniva da ridere. Che filibustiere di gran classe. Chapeau! Ma io non sarei tornata sui miei passi. Il velo era strappato. Non potevo non vedere quello che ormai avevo visto. Era questa la mia battaglia vinta. La guerra, semmai un giorno si fossero svegliate anche loro, l\u2019avrei lasciata combattere alle sue nuove prede.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54523\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54523\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abMa quando ci riporti Dennis?\u00bb, mi chiese una sera Anna mentre eravamo tutte in cucina a prepararci le nostre cose per cena. \u00abSta facendo una comparsa a teatro\u00bb, replicai scartando una bistecca. \u00abChillo \u00e8 tanto bellello\u00bb, esclam\u00f2 Pia col colapasta in mano. \u00abS\u00ec, \u00e8 bellello. Ma lavora fino alla prossima settimana\u00bb, risposi. \u00abMagari quando finisce [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54523\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54523\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28829,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[413,676],"tags":[],"class_list":["post-54523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-concorso","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54523"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28829"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54569,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54523\/revisions\/54569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}