{"id":54509,"date":"2024-05-26T12:11:53","date_gmt":"2024-05-26T11:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54509"},"modified":"2024-05-26T12:11:55","modified_gmt":"2024-05-26T11:11:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-il-primo-giorno-di-patrizia-carnevali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54509","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Il primo giorno&#8221; di Patrizia Carnevali"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi svegliai con un forte dolore al collo, la schiena bloccata m\u2019impediva quasi di muovermi. Aperti gli occhi mi ritrovai seduta all\u2019angolo di una stanza su una vecchia sedia di formica, pi\u00f9 dura del ferro, non era la mia camera e mi chiesi cosa ci facessi in quel luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensai a un altro dei miei balzani sogni, non mi preoccupai e continuai a restare seduta sulla scomoda sedia guardandomi intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Faceva freddo, tanto freddo e non avevo nulla per coprirmi. Le pareti della stanza erano foderate di piastrelle bianche rettangolari, uguali a quelle all\u2019interno della metropolitana di New York.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul soffitto una luce fioca illuminava la stanza al centro della quale, su un cavalletto in ferro, era stata posata una bara. Sul lato opposto al mio, il coperchio appoggiato alla parete.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul coperchio c\u2019era una piccola croce, notai che c\u2019era anche una targhetta in ottone su cui era scritto qualcosa, ma da quella distanza non riuscii a leggere.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo il mio corpo leggero e provai una strana sensazione, mi feci coraggio, mi alzai e guardai dentro alla bara.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima cosa che mi colp\u00ec furono le mani di quel poveretto o poveretta, erano sottili e bianche, poi, piano piano salii con lo sguardo e notai che il morto era una donna, mi assomigliava e pi\u00f9 la guardavo, pi\u00f9 vedevo me.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 possibile pensai, mi girai di scatto e lessi l\u2019incisione sulla targhetta, c\u2019era scritto il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mi piaceva quel sogno, cominciai a pizzicottarmi il viso, cercai di parlare, ma non usc\u00ec nessun suono dal fondo della mia gola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora ero proprio morta?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi risedetti e aspettai, se ero morta a quel punto avrei avuto tutto il tempo che volevo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Udivo parole sussurrate da dietro la porta che a un tratto si apr\u00ec, nella stanza entrarono i miei cari e i miei amici. Ebbi ancora un ultimo guizzo di speranza, mi alzai dalla sedia e mi mischiai a loro, ma nessuno si accorse della mia presenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Da dietro alla bara guardai sfilare i volti e ascoltai i pensieri di ognuno, erano in tanti, ma c\u2019era silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando appartenevo a questo mondo, speravo che il giorno in cui me ne sarei andata sarei stata come un albero in mezzo alla foresta, la cui cima svettava sopra tutti e tutto verso l\u2019infinito e invece mi ritrovavo qui, albero che non produceva pi\u00f9 linfa vitale, ma che aveva ancora bisogno di consolare ed essere confortato. Guardare le fragilit\u00e0 d\u2019ognuno mi rendeva ancora viva e umana, che fatica staccarmi da tutto questo. Desideravo stringerli a me, pronunciare il loro nome e le parole che troppe volte, per dimenticanza, non avevo detto, dire a tutti quanto li avevo amati e cosa avevano significato in ogni istante della mia vita. C\u2019era calma, in questo luogo non esisteva la fretta, quella fretta che mi aveva accompagnato in troppe occasioni. Ogni abbraccio, carezza, sorriso, risata o tramonto negato non arriver\u00e0 pi\u00f9 e sentii che tutto questo sarebbe stato l\u2019inizio del \u201cmio Inferno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo a entrare fu mio marito insieme ai miei figli. I ragazzi, uno per parte, lo tenevano sotto braccio, mi guardarono e tutti e tre misero una mano sopra le mie quasi a voler portare via il gelo che mi avvolgeva. Avrei voluto sentire le loro voci ancora per una volta, ma non parlarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo esprimeva la rassegnazione che attraversava i loro pensieri per quel colpo di falce arrivato troppo in fretta, ma pi\u00f9 li osservavo, pi\u00f9 pensavo che avevo fatto un buon lavoro con loro. Pensieri aleggiarono nell\u2019aria:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome far\u00f2 senza di te? Una vita passata insieme e ora tutto \u00e8 finito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl giorno della mia laurea non sar\u00e0 la stessa cosa perch\u00e9 tu non ci sarai.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvrei voluto che potessi vedere realizzati i miei progetti, mi mancherai mamma.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo sapevano, ma sarei stata con loro in ogni momento, lo avrebbero capito con il tempo. Gli mandai un bacio.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre persone entrarono nella stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a me Rossella, la mia amica di sempre. Non le sono mai piaciuti i morti e i funerali, il giorno in cui suo padre mor\u00ec non volle vederlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono stupita, ma felice che sia qui, mi dispiace che sia avvilita. Una lacrima super\u00f2 la montatura dell\u2019occhiale per cadere nel vuoto e tra s\u00e9 e s\u00e9 disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesti scherzi non si fanno, ora con chi andr\u00f2 a passeggiare tutte le mattine.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Indietreggi\u00f2 e si diresse verso la porta d\u2019uscita, prima d\u2019andarsene si gir\u00f2, distese la mano quasi a volermi salutare per l\u2019ultima volta e il suo pensiero fu attraversato da:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon mi sembra vero.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si fece spazio tra la gente Vittorio. \u00c8 sempre stato un uomo di tante parole, ma oggi la tristezza ha preso il sopravvento ed \u00e8 la prima volta, da quando lo conosco, che lo vedo cos\u00ec. Ha il capo chino e un fiore in mano, lo posa sul mio petto. Solo oggi, che sono morta, scopro aspetti di lui che non conoscevo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra comprendi perch\u00e9 ho sempre preso in giro Dio, la chiesa, i preti e la morte. Io ateo che m\u2019indisponevo ai tuoi arrendevoli sorrisi, di chi ha sempre creduto, a differenza di me. Sono incazzato con il tuo Dio, ma guardandoti ho la certezza che in questo momento tu sia con lui, lui che di me non ne vuole sapere nulla.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, nel corridoio, c\u2019era un crocchio di gente, vecchi colleghi di lavoro, erano qui in rappresentanza dell\u2019ufficio. I loro pensieri erano altrove, la famiglia, il lavoro, la rata della macchina da pagare, il mutuo che scadr\u00e0 tra trent\u2019anni, la scelta di ricoverare i genitori in casa di riposo. Alcuni guardavano il cellulare, altri parlottavano tra loro. Mi chiedevo perch\u00e9 fossero venuti, potevano restare a casa, o forse erano qui per incontrare la morte, vederla in faccia, anche se quella faccia non era la loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Accompagnata da Ninetta arriv\u00f2 mia madre, non mi aspettavo di vederla. Dopo la morte di mio padre un vento nero le aveva portato via i ricordi, non sempre sapeva chi era e dov\u2019era, ma questo l\u2019aveva aiutata a superare i dolori.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un\u2019andatura regale, salutava tutti, i suoi occhi brillavano, sembrava felice. Si avvicin\u00f2, mi guard\u00f2 e tir\u00f2 un sospiro di sollievo. A voce alta disse:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFinalmente ti sei truccata, senza trucco sembri morta, \u00e8 una vita che te lo dico e alla fine mi hai ascoltata, oggi sei bellissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora ti saluto, vado a preparare il pranzo a tuo padre, se vuoi pi\u00f9 tardi passa da casa che ti offro un caff\u00e8.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mi vennero in mente tutte le volte che avevamo litigato, ma in quel momento mi fece tenerezza, avrei voluto stringerla a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paesaggio cambi\u00f2 e mi ritrovai sulla cima d\u2019un albero che ondeggiava da una parte all\u2019altra, mi tenevo stretta ai rami, avevo paura di cadere. Il vento s\u2019intrufolava tra le fronde quasi a volersi prendere gioco di me, lo sentivo nemico e senza preavviso mi accerchi\u00f2, era potente, imperativo, mi vest\u00ec con la leggerezza di un mantello e mi port\u00f2 via con s\u00e9. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54509\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54509\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi svegliai con un forte dolore al collo, la schiena bloccata m\u2019impediva quasi di muovermi. 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