{"id":54465,"date":"2024-05-24T18:32:01","date_gmt":"2024-05-24T17:32:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54465"},"modified":"2024-05-24T18:32:02","modified_gmt":"2024-05-24T17:32:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-giraffa-di-marco-turella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54465","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La giraffa&#8221; di Marco Turella"},"content":{"rendered":"\n<p>Fu mia madre ad accompagnarmi un sabato pomeriggio da don Angelino per il primo taglio di capelli di cui io abbia memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo negozio da barbiere, a due passi da piazza Navona, era riservato solo ai bambini, anche perch\u00e9 sarebbe stato difficile far salire un adulto, tipo mio padre, che all\u2019epoca pesava centoquarantacinque chili, su uno degli animali che fungevano da poltrone per il taglio, simili a quelli delle giostrine a gettone che si trovano ancor oggi fuori da bar e supermercati. Gli animali di don Angelino erano per\u00f2 fissi, per ovvie ragione legate all\u2019incolumit\u00e0 dei piccoli avventori.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un leone, un pony, una sorta di cammello, non si capiva bene &#8211; poteva essere anche un lama riuscito male &#8211; e poi c\u2019era lei, la giraffa.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo zoo costringevo mio nonno a lunghe soste davanti al recinto dove due giraffe ci guardavano con sufficienza e per nulla stupite della nostra visita per il terzo sabato consecutivo. Ero impressionato dalla loro altezza, e seppur non mi sfuggiva quell\u2019espressione un po\u2019 intontita che le caratterizza, le ammiravo aspettando che tirassero fuori la lunga lingua blu, o che bevessero in quel modo buffo e complicato, divaricando le zampe anteriori per mantenere la testa alla stessa altezza del potentissimo cuore, altrimenti il sangue sarebbe arrivato al cervello come la fucilata di un cacciatore, mi spieg\u00f2 mio nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena entrai dal barbiere indicai eccitato la giraffa a mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Don Angelino, che aveva intuito il mio desiderio di farmi tagliare i capelli seduto sulla groppa di quell\u2019artiodattilo africano, ci squadr\u00f2 attraverso lo specchio &#8211; tirando gi\u00f9 gli occhiali fino alla punta del naso &#8211; per poi emettere un lungo sospiro e invitarci a sedere su un piccolo divano a ridosso dell\u2019ingresso. Era un uomo sulla cinquantina, di statura medio-bassa. I bottoni della blusa marrone che indossava erano messi a dura prova da una pancia ragguardevole, che, frapponendosi fra lui e le chiome dei piccoli clienti, lo obbligava a tenere le braccia tese durante il taglio. Ma ci\u00f2 non gli impediva di eseguire il suo lavoro con grande maestria. L\u2019armonico ticchettare delle sue forbici si confondeva con la note diffuse dalla radio, sintonizzata su una stazione di musica classica. Meno musicale era invece il pianto di alcuni bambini. Non capivo perch\u00e9 non amassero poter rimanere pi\u00f9 a lungo sulla groppa degli animali rispetto ai pochi minuti concessi dalle giostrine di Villa Borghese. Alcune madri li mettevano sull\u2019avviso \u201cse non stai fermo ti taglia l\u2019orecchio\u201d. A quei tempi la psicologia da inserto domenicale non era ancora diffusa, e quelle intimidazioni peggioravano solamente le cose: i bambini gridavano ancora pi\u00f9 forte, e solo la promessa da parte di don Angelino di un lecca-lecca, che non avrebbero avuto se non avessero smesso di frignare all\u2019istante, li faceva star buoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Seduto in attesa del mio turno, temendo che il mio entusiasmo mi avrebbe precluso il lecca lecca, cercai invano di frenare l\u2019altalena che stavo facendo con le gambe, tanto che mia madre mi chiese se dovessi andare in bagno. Pensai anche di fingere di non volermi tagliare i capelli, ma mia madre avrebbe potuto assecondare il mio capriccio portandomi via dalla mia giraffa.<\/p>\n\n\n\n<p>Con mia grande sorpresa, fra i bambini che mi precedettero il leone e il pony furono gli unici animali richiesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena giunse il mio turno, saltai gi\u00f9 dal divano e mi diressi spedito verso la giraffa. Don Angelino, alzando gli occhi al cielo, liquid\u00f2 la questione battendo con le forbici la sella del leone. \u201cQuando sarai pi\u00f9 alto della giraffa te li potr\u00f2 tagliare l\u00ec sopra.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Capii di non essere stato il primo bambino a desiderare l\u2019indesiderabile. Senza muovermi guardai mia madre in attesa di un suo intervento. Don Angelino afferm\u00f2 che il collo lungo dell\u2019animale gli impediva di vedere riflessa nello specchio la testa dei bambini \u201cnon verrebbe un taglio perfetto\u201d. Mia madre sostenne che anche il leone rientrava tra i miei animali preferiti. Il che non era vero, anzi ne avevo paura. Allo zoo non stavo certo in attesa che si svegliasse dal sonno in cui era immerso ogni volta che passavo spedito davanti alla sua gabbia tirandomi dietro il nonno, e al circo temevo che fuggisse al domatore e se la prendesse con qualcuno del pubblico riducendolo come gli avevo visto fare a un\u2019antilope in un documentario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che mia madre avesse detto quella menzogna sulla mia presunta simpatia per il leone, mi irrit\u00f2 al punto da farmi accennare, nell\u2019istante in cui don Angelino mi indic\u00f2 di nuovo il felino, un breve pianto al silenziatore, senza suoni e senza lacrime, almeno mi sarei assicurato il lecca lecca. Ma le cose si misero di male in peggio, perch\u00e9 don Angelino non fece alcun accenno a quell\u2019ansiolitico per bambini. Mi avviai quindi remissivo verso le fauci del leone. Non mi rest\u00f2 che squadrare allo specchio i miei capelli crespi, sfidando don Angelino ad iniziare quel \u201ctaglio perfetto\u201d che ora era costretto ad eseguire per non screditare la sua teoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto davo un\u2019occhiata alla giraffa, disturbando il lavoro di don Angelino, che mi spostava il viso dalla parte opposta con sempre meno grazia, \u201cper non farmela vedere\u201d mi lamentai poi con mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Il taglio, ahim\u00e8, risult\u00f2 perfetto, anche se non diedi soddisfazione quando don Angelino, fissando compiaciuto, attraverso lo specchio, un po\u2019 la mia testa e un po\u2019 se stesso, chiese se fosse di mio gradimento. Mi limitai a guardare mia madre, che non pot\u00e9 che approvare.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscendo dal negozio, mi informai subito su quando avrei dovuto tornarci. Quella fu una domanda che ripetei spesso nei giorni a seguire, stirandomi con la mano una ciocca di capelli nella speranza che mi coprisse gli occhi. Sapevo che quello sarebbe stato l\u2019unico motivo che mi avrebbe ricondotto dalla giraffa. Ma i capelli erano stati tagliati ben corti, e tirandoli al massimo arrivavano a met\u00e0 fronte. Costrinsi quindi mia madre a permettermi almeno di sincerarmi della presenza della giraffa nel negozio, visto che don Angelino aveva manifestato tutto il suo disamore nei suoi confronti con il proposito di volerla togliere di mezzo al pi\u00f9 presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Passavo davanti al negozio di don Angelino ogni volta che tornavo a casa sia con mia madre che con mio padre, anche se era la strada pi\u00f9 lunga. A mio nonno non ne parlai, per timore che non mi portasse pi\u00f9 a vedere quelle vere allo zoo. Mi accontentavo di guardarla attraverso la vetrina, senza fermarmi. Era la prima, subito all\u2019ingresso. Volevo anche assicurarmi che a nessun bambino fosse concesso di utilizzarla per tagliarsi i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente arriv\u00f2 il giorno in cui si rese necessario un altro taglio di capelli. Animato da un inaspettato lampo di magnanimit\u00e0, don Angelino mi fece salire sulla giraffa nell\u2019attesa del mio turno. Guardai gli altri bambini, la cui invidia non sapevo sarebbe stata la causa dell\u2019ulcera gastrica che li avrebbe colpiti da adulti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon pu\u00f2 tagliarglieli sulla giraffa? come vengono vengono, non sar\u00e0 un problema\u201d propose inaspettatamente mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignora!\u201d sospir\u00f2 don Angelino interrompendo il taglio in cui era impegnato. Sembrava turbato dalla nostra incapacit\u00e0 di renderci conto del gi\u00e0 enorme privilegio concessomi nel farmi attendere in groppa alla giraffa. Agit\u00f2 le forbici sopra la testa del bambino che stava servendo \u201cio non faccio le cose come vengono vengono. Se vuole glieli pu\u00f2 tagliare lei sulla giraffa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A me sembr\u00f2 una soluzione ragionevole. Guardai mia madre come a dire: perch\u00e9 no!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 alla ricerca di un aiutante?\u201d rispose invece lei stizzita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe vuole pu\u00f2 lasciare le sue referenze l\u00ec, vicino al telefono\u201d rispose prontamente don Angelino riprendendo il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Trattenni il fiato, sapendo che quando la voce di mia madre saliva di un\u2019ottava non c\u2019erano certezze sugli eventi immediatamente futuri. Ma mia madre prese il pacchetto di sigarette dalla borsa e io mi tranquillizzai. Usc\u00ec in strada a fumare dando le spalle al negozio. Evitai di guardare don Angelino dall\u2019alto della mia giraffa. Mi limitai a stuzzicare un piccolo graffio che avevo notato sul collo dell\u2019animale, dando ogni tanto un\u2019occhiata fuori, in attesa che mia madre lasciasse volare in aria le nuvole bluastre di fumo e rabbia, prima di rientrare. Teneva un braccio stretto sullo sterno, come per ripararsi da un freddo che fuori non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Capii non esserci verso di farmi tagliere i capelli sulla giraffa, e me ne feci una ragione. Almeno fino a quando un pomeriggio, entrando in negozio per quello che sarebbe stato all\u2019incirca il mio decimo taglio, non conoscemmo la signora Edit, moglie ungherese di don Angelino. Era una donna dalle forme morbide e proporzionate, decisamente pi\u00f9 giovane del marito. Un trucco vistoso sugli occhi nascondeva un viso delicato.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cAh che bel bambino, e questi capelli cos\u00ec biondi, mi ricordi mio fratello da piccolo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi chiese quale fosse il mio animale preferito, avvertii le lame affilate delle forbici del marito farsi meno sicure. \u201cLa giraffa\u201d urlai. \u201cVoglio tagliarmi i capelli l\u00ec sopra\u201d affermai indicandogliela. \u201cCerto\u201d rispose la donna divertita dal mio entusiasmo. Guard\u00f2 il marito, che non replicando inizi\u00f2 a farmi sentire in colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena la signora Edit and\u00f2 via, giunse il mio turno. Pensai che mi sarebbe toccato di nuovo il leone, ed in un certo senso lo sperai, perch\u00e9 sentivo di aver ingannato don Angelino. Invece lui, senza dire nulla, mi prese e mi posizion\u00f2 sulla groppa della giraffa. Non fu piacevole e non mi godetti quello che desideravo da tanto tempo. Don Angelino esegu\u00ec il suo lavoro in silenzio, mentre io avvertivo una tensione nell\u2019aria che mi fece passare tutto il tempo con gli occhi bassi, spesso chiusi, con la scusa che i capelli tagliati avrebbero potuto finirmi negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine mia madre pag\u00f2 e uscimmo, sapendo entrambi che non saremmo pi\u00f9 tornati.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora ho cambiato un numero considerevole di barbieri, ma non ho mai pi\u00f9 trovato la mia giraffa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54465\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54465\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu mia madre ad accompagnarmi un sabato pomeriggio da don Angelino per il primo taglio di capelli di cui io abbia memoria. 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