{"id":54460,"date":"2024-05-24T18:39:04","date_gmt":"2024-05-24T17:39:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54460"},"modified":"2024-05-24T18:39:05","modified_gmt":"2024-05-24T17:39:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-fanciulla-di-venezia-di-franco-ortenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54460","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La fanciulla di Venezia&#8221; di Franco Ortenzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La fanciulla giunse a Venezia all\u2019et\u00e0 di otto anni, insieme alla sorella e al fratello, bambini anch\u2019essi, al seguito della madre che col\u00e0 aveva conservato la casa di famiglia e ove pertanto trovarono rifugio e affetti dopo l\u2019improvvisa morte del padre, un ricco mercante di gioielli di Padova, amante della cultura e delle arti, alle quali, costui, li aveva tutti avviati, nonostante che fossero ancora giovanissimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 era, allora, al centro del mondo, lo sfarzoso crocevia di ogni traffico mercantile tra l\u2019oriente e l\u2019occidente, il forziere finanziario dell\u2019Europa, il baluardo politico e militare del Mediterraneo, lo scrigno di infinite ricchezze tra le quali, imperante, il nuovo e il moderno teatro della risplendente bellezza contemporanea, la sua scuola pittorica rivoluzionaria e abbagliante, il Tonalismo di cui Giorgione prima e Tiziano, proprio in quegli anni, si erano resi gli straordinari protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immersa in\u00a0 questo\u00a0 effervescente clima intellettuale trascorse le sue giornate il nostro amato personaggio,\u00a0 dedicandosi\u00a0 ad\u00a0 apprendere\u00a0 e\u00a0 acquisire,\u00a0 con\u00a0 la struggente\u00a0 passione\u00a0 del\u00a0 proprio\u00a0 temperamento,\u00a0 il meraviglioso patrimonio di cognizioni e di esperienze che la sua fervida intelligenza le faceva manifesto, accompagnandola alla scoperta di chiese e palazzi, di segreti cortili e sereni oratori, luminose biblioteche e, soprattutto, della sterminata teoria di immagini e di racconti racchiusa nelle colorate luci dei quadri e degli affreschi, dei mosaici e delle vetrate disseminati per ogni dove, ovunque ella posasse lo sguardo e il suo animo porgesse, al cospetto di quella infinita costellazione. Di stagione in stagione il tempo la consegn\u00f2 infine ai suoi tredici anni e all\u2019aspetto di una giovane donna dai morbidi lineamenti, racchiuso il volto nella cornice della fluente chioma castana, illuminato lo sguardo di una serena consapevolezza. Una mattina di fine inverno irradiata di rosa, terminato che ebbe di udire la prima messa, si incammin\u00f2 per la consueta passeggiata, con l\u2019aria svagata di chi percorre i propri pensieri pi\u00f9 che una strada o una calle finch\u00e9 il Sestiere di San Marco offr\u00ec inaspettatamente ai suoi passi il campo e, ai suoi occhi, la chiesa di San Samuele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il luogo era completamente deserto, si udiva appena l\u2019increspatura del\u00a0 Canale\u00a0 Grande\u00a0 alle spalle, l\u2019univocit\u00e0 del campanile definiva lo spazio, la nitidezza dei muri perimetrali degli stabili il tempo, il portone socchiuso di una sontuosa dimora attir\u00f2 irresistibilmente il suo sguardo. Sarebbe inutile chiedersi quale fosse anche solo uno dei motivi che la spinsero a varcare quell\u2019uscio, curiosit\u00e0 femminile, sublime incoscienza, disavvedutezza dei pericoli, il destino, semplicemente, la volle, che attraversasse il silenzioso cortile interno e che proseguisse, per il tramite delle dischiuse finestre, nel prospiciente salone, al centro del quale, circondato da ogni genere di strumenti per la pittura e illuminato dalla luce proveniente dal sovrastante lucernario, su uno scranno sedeva, assorto nell\u2019osservazione di una tela, il Maestro in persona. Era costui un uomo nel pieno della maturit\u00e0, dai lunghi capelli scuri, un accenno di barba dal taglio giovanile, indossava, secondo la moda del tempo, una bianca camicia accollata e l\u2019ampia casacca nera, avvolte le mani in morbidi guanti, dava l\u2019impressione di essere di passaggio e non nella sua propria bottega, la fucina delle pi\u00f9 alte imprese dell\u2019ingegno espressivo, della vista e dell\u2019intelletto, mai apparse alla storia del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi si era recato quasi\u00a0 per caso,\u00a0 al fine\u00a0 di\u00a0 verificare\u00a0 se\u00a0 la\u00a0 prima luce del mattino potesse riconciliarlo con quella sua opera che l\u2019angustiava per l\u2019ostinata indeterminatezza, per non essersi ancora risolta dopo il breve tratteggio iniziale, della quale non riusciva nel frattempo a intravvedere non dico gli esiti ma neppure un divenire sul piano puramente estetico, gliene sfuggiva il dettato morale infatti, l\u2019etica imperativa e trascendente che trasfonde nella materia l\u2019immaginario divino dell\u2019anima. Alz\u00f2 gli occhi nel frangente di quelle riflessioni non per propria volont\u00e0 ma per una premeditata decisione del fato e vide il ritratto perfettamente compiuto al suo cospetto. L\u2019immagine, avvolta da una mantella appena dischiusa, di una giovane e meravigliosa creatura femminile che brillava nella penombra: i lineamenti, di una bellezza ideale, incastonavano le gemme scure delle iridi verso di lui rivolte con la luce espressiva di colei che ben conosce l\u2019attrazione del suo sguardo; lo sovrastava il sorriso impercettibile di lei, la sapienza magnetica esercitata dalla sua figura fasciata nell\u2019elegante broccato blu della veste d\u2019oro trapunta, esaltato il tratto dal contrasto delle maniche di velluto amaranto, dal contrappunto di trina bianca della camicia la quale lasciava intravvedere, togliendolo all\u2019osservatore tuttavia, il moto del respiro, quieto, sicuro. Si riebbe, le chiese chi fosse, colei rispose. Il\u00a0 quadro\u00a0 fu ultimato in\u00a0 quattro\u00a0 settimane\u00a0 nel corso\u00a0 delle\u00a0 quali\u00a0 la\u00a0 fanciulla\u00a0 si rec\u00f2 di\u00a0 quando\u00a0 in\u00a0 quando\u00a0 e in\u00a0 gran segreto\u00a0 ad ammirarne i progressi, sovrapponendo se stessa alla modella ideale che Sua Eccellenza aveva racchiusa nelle mente fin dal primo istante, e per certo, anche nel cuore. In quei momenti trascorsi insieme, nell\u2019intatta solitudine di entrambe, ella gli parlava di s\u00e9, studiava canto e talvolta intonava dei motivi e allora egli smetteva di dipingere, l\u2019ascoltava rapito e malinconico a un tempo; un pomeriggio la fanciulla promise che avrebbe composto dei versi solo a lui dedicati poich\u00e9 per certo nessuno, fino ad allora, aveva potuto osare s\u00ec tanto\u2026 Quell\u2019incontro cos\u00ec diretto e personale con la bellezza della giovent\u00f9 e la purezza dell\u2019intelletto lo aveva turbato e non riusciva a darsene conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passati che furono quei giorni straordinari la modella del sogno fece pi\u00f9 rade le sue visite allo studio dell\u2019artista e questi di contro fu travolto dal turbine degli impegni che aveva rinviati, dal susseguirsi impetuoso e ossessivo delle commesse da parte dei ricchi e dei potenti che si contendevano, a peso d\u2019oro, l\u2019onore, il privilegio, e soprattutto il vanto, di possedere un suo dipinto. Una frizzante mattina di primavera dedicata\u00a0 al disordine e al soqquadro,\u00a0 circondato\u00a0 da allievi\u00a0 e\u00a0 apprendisti votati a ogni genere di sottosopra, sommerso di carte e di disegni, stava il Maestro nell\u2019intento di raccapezzarsi tra l\u2019andirivieni di tutti, allorquando, senza preavviso alcuno, ella gli comparve dinnanzi, come una folata di vento profumata al gelsomino. Il suo sorriso si apr\u00ec al cospetto di quell\u2019uomo straordinario accettando la sola replica dello stupore attonito, nessuna parola si frappose, solo uno sguardo accompagn\u00f2 il plico che recava con s\u00e9, dalle sue, alle mani di lui, dopodich\u00e9 scomparve nell\u2019incantata immobilit\u00e0 degli astanti. Titianus sedette, dissuggell\u00f2 il piego dalla ceralacca sulla quale erano impresse le iniziali di colei e tanto vide \u201cper voi, mio signore pianger\u00f2, arder\u00f2, canter\u00f2 sempre\u2026\u201d, fu un attimo e venne meno, lasciando i presenti nel trambusto generale dei pi\u00f9 disparati accorgimenti per rianimarlo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54460\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54460\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 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