{"id":54450,"date":"2024-05-23T17:24:33","date_gmt":"2024-05-23T16:24:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54450"},"modified":"2024-05-23T17:24:34","modified_gmt":"2024-05-23T16:24:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-e-solo-una-pesca-di-emanuele-baccilieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54450","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;\u00c8 solo una pesca&#8221; di Emanuele Baccilieri"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019uomo mostr\u00f2 alle guardie un sigillo d\u2019oro che teneva al collo e venne fatto entrare nella grande sala. Fatic\u00f2 qualche secondo ad abituarsi alla fresca penombra, dopo il ruggito del sole nella piazza polverosa. Era stanco, magro e i suoi vestiti erano logori e impolverati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi sei? Perch\u00e9 hai chiesto di parlare con me, mostrando un sigillo che un mendicante come te non dovrebbe possedere?\u201d domand\u00f2 l\u2019Imperatore seduto sul suo trono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio Signore Sundjata Ke\u00efta, <em>mansa<\/em> dell\u2019Impero del Mali, non mi riconosci? Sono Balla Kouyat\u00e9 e sono il tuo <em>djieli, <\/em>il tuo umile consigliere. Mio padre, Nar\u00e9 Konat\u00e8, mi ha donato a te, per consigliarti, istruirti e affiancarti nella costruzione dell\u2019Impero.\u201d rispose l\u2019uomo inginocchiato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBalla Kouyate\u201d ripet\u00e8 sorpreso l\u2019Imperatore \u201c Ti credevamo morto\u2026da molti anni fai mancare a questo <em>mansa<\/em> il tuo consiglio\u201d continu\u00f2 con tono di rimprovero.<\/p>\n\n\n\n<p>La Corte annu\u00ec, rimarcando con un sommesso mormoro, il biasimo dell\u2019Imperatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio signore, ho attraversato oceani, deserti e rincorso il tempo per riportarti la saggezza che non possedevo\u2026ricordi perch\u00e9 chiesi il tuo permesso per intraprendere questo lungo viaggio?\u201d \u201cMolte lune hanno attraversato il mio cielo, <em>djieli: <\/em>ricordami perch\u00e9 ti diedi il permesso di allontanarti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio Signore, dopo anni di lotte e conflitti, il regno era finalmente stabile e sicuro: i commerci erano fiorenti e il popolo, guidato con autorit\u00e0 e benevolenza dalla tua persona<em>, <\/em>viveva un\u2019era di pace e di sviluppo. Ma nessuna opera umana \u00e8 cos\u00ec perfetta da non poter essere migliorata: cos\u00ec ti pregai di inviarmi per il mondo per incontrare i re pi\u00f9 carismatici, i saggi pi\u00f9 ascoltati, i guerrieri pi\u00f9 esperti e i commercianti pi\u00f9 abili, che regnavano e vivevano in altri paesi, cos\u00ec da riportarti le conoscenze necessarie a rendere ancora pi\u00f9 splendido, potente e giusto il tuo Impero. Tu accondiscendesti ed io partii. Ora sono di nuovo al tuo cospetto, per raccontarti quello che ho visto e sentito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora <em>djieli<\/em>, inizia. Portategli una sedia, dell\u2019acqua e del cibo: sar\u00e0 un lungo racconto, immagino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo annu\u00ec silenziosamente, si alz\u00f2, bevve dalla coppa che gli era stata porta, rifiut\u00f2 il cibo e si sedette. L\u2019Imperatore e tutta la sua Corte lo osservavano in attesa delle sue parole. Il <em>djieli<\/em> trasse una pesca dalla sacca che teneva in spalla: se la pass\u00f2 tra le mani ed inizi\u00f2 a raccontare: \u201c Ho attraversato il deserto verso est e dopo mesi di cammino, sono giunto nella terra di Prete Gianni, l\u2019unico sovrano cristiano dell\u2019Africa. Mi ha mostrato la magnificenza delle sue 100 chiese scavate nella roccia, la rete senza fine delle gallerie che le uniscono, illuminate a giorno da migliaia di torce; ho visitato gli immensi depositi dove sono stipate ricchezze inimmaginabili, le grotte di cui non si vede la fine, dove la popolazione trova rifugio in caso di attacco. Mi ha spiegato come difendere il proprio regno, scavando la roccia e nascondendosi al mondo. Mi ha donato una croce d\u2019oro, cavalcature e servitori per raggiungere costa. Andando incontro al sole che sorge, ho attraversato un mare limpido ma inquieto e sono giunto nel regno che era stato della Regina di Saba: ora \u00e8 governato da una gilda di mercanti senza cuore che commerciano con l\u2019India, scambiando incenso, caff\u00e8, schiavi e qat con argento, sete multicolori, macis e altre spezie. Dell\u2019antico splendore non \u00e8 rimasto nulla: ho visto solo luridi recinti per animali e schiavi sorvegliati da guardie circasse armate di enormi scimitarre, fondachi in rovina dove il profumo dell\u2019incenso si mischia al fetore del pesce messo ad essiccare al sole, porti senza sonno dove le navi iniziano a scaricare ancora prima di attraccare e prendono di nuovo il mare quasi strappando gli ormeggi; la brama di guadagno di questi mercanti \u00e8 pari solo alla frenesia con la quale masticano senza sosta le foglie pi\u00f9 tenere del qat\u2026.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E l\u2019uomo raccont\u00f2 poi di Goa, del suo sultano, della fortezza costruita all\u2019ombra delle palme, delle navi con i colori di guerra, dei canti degli uccelli tra i rami e dello sciabordio della risacca sovrastati dalle urla e dai pianti dei prigionieri dell\u2019ultima razzia. Parl\u00f2 dei deserti gelidi che salgono senza fine e raggiungono montagne cos\u00ec alte che del cielo stesso sembrano fare parte e delle popolazioni che abitano tra queste urla di pietra: di come, nonostante fossero universalmente stimati come saggi e santi, lo respinsero in quanto straniero concedendogli solo the con burro di yak e sale. Raccont\u00f2 delle pianure senza orizzonte e della citt\u00e0 di Samarcanda, dove fu ospite di Tim\u00fcr Lo Zoppo, che rese la citt\u00e0 un gioiello; lo accolse con tutti gli onori, gli fece visitare le magnifiche moschee rivestite di maioliche blu e percorsero insieme i viali ombreggiati da alberi in fiore, dove musici, filosofi, scienziati e scrittori spezzavano il pane della scienza e della cultura: ma questo paradiso, impar\u00f2 pi\u00f9 tardi, era imbrattato del sangue che veniva versato dalle armate dello Zoppo lungo la Via della Seta. Giunse poi in un un\u2019isola in mezzo al mediterraneo, cosparsa di piccole case bianche e raffinate piccionaie: qui visit\u00f2 una chiesa dal cui soffitto pendevano centinaia e centinaia di piccole barche, pesci, casse, arti e cuori in argento, offerti come ringraziamento per naufragi scampati e affari conclusi ma anche come ricordo di vite spezzate e corpi mutilati\u2026.guadagnare il pane, rischiare la vita, il mare in tempesta, una continua sfida agli elementi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPoi, mentre mi dirigevo verso nord, risalendo una terra soleggiata e fertile, che sulle tue carte \u00e8 come una gamba che cerca un appoggio in Africa per saltare verso l\u2019alto, mi sono ritrovato in una regione di morbide colline, ricca di vigneti, ulivi e campi di frumento e tabacco ed \u00e8 qui che ho avuto l\u2019incontro pi\u00f9 importante del mio lungo viaggio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuale re o saggio o guerriero puoi mai aver incontrato tra i campi coltivati?\u201d chiese l\u2019imperatore ridendo. Tutta la Corte rise con lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cNessun re, mio Signore, solo un mendicante un p\u00f2 folle che parlava con il sole, l\u2019acqua, la terra, il vento e gli animali e che lodava il suo dio attraverso l\u2019armonia con la natura e con gli altri uomini; un giovane che era ricco e che aveva scelto di regalare tutti suoi beni ai pi\u00f9 bisognosi, seguito da pochi e temuto da tanti, proprio per la semplicit\u00e0 assoluta delle sue parole e delle sue azioni; un profeta scalzo, un portatore di gioia, di fratellanza, libero come un passero ma forte come una roccia. Scambiai poche parole con lui, non conosco nemmeno il suo nome, ma mi \u00e8 rimasta l\u2019immagine di un uomo che aveva compreso il suo ruolo su questa terra, che mi ha chiamato fratello senza avermi mai visto prima e che, con un sorriso, mi ha donato una pesca, tutto il cibo che aveva, per poi allontanarsi fischiettando come un volo di storni e perdersi tra il giallo del grano maturo.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cal\u00f2 il silenzio nella grande sala. La Corte esitava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuindi mi stai dicendo che di tutti i re, i mercanti, i saggi e i guerrieri che hai incontrato nel tuo viaggio per il mondo, di tutti i palazzi, gli eserciti, i porti e le fortezze che hai visitato, ci\u00f2 che pi\u00f9 ti ha colpito \u00e8 stato un mendicante, sicuramente pazzo, che ti ha donato il suo cibo sapendo di non averne altro; che era ricco ed \u00e8 diventato povero perch\u00e9 ha regalato tutto, che parla con le piante, gli animali\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cParla anche con l\u2019acqua e con il fuoco\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, anche con l\u2019acqua e con il fuoco\u2026e cosa ti avrebbe insegnato di cos\u00ec importante da riportare al tuo Imperatore?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta\u201d disse l\u2019uomo mostrando il frutto che aveva in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna pesca?\u201d domand\u00f2 l&#8217;Imperatore&nbsp; \u201cE cosa ci sarebbe di cos\u00ec importante in questa pesca? E\u2019 forse un frutto magico?\u201d continu\u00f2 sprezzante. La Corte rise con il <em>mansa<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 solo una pesca\u201d rispose serio l\u2019uomo \u201cE non ha niente di magico in se ma \u00e8 la risposta al dubbio pi\u00f9 importante che non sapevo nemmeno di avere. Ho incontrato re che si nascondono sottoterra per difendere le proprie ricchezze; spietati guerrieri che costruiscono il proprio potere su cumuli di cadaveri; aridi mercanti che cercano di riempire il vuoto che hanno dentro con metalli nobili, sete preziose e spezie profumate; saggi che pretendono di conoscere il mondo, allontanandosene; costruttori di fortezze inespugnabili e muraglie ciclopiche che vivono in attesa di un nemico che non arriver\u00e0 mai e intanto non riconoscono l\u2019amico; ho visto la ricchezza, lo sfarzo, ho ammirato schiere di cavalieri dalle armature lucenti correre nella pianura facendo tremare la terra e navi cariche di argento e lapislazzuli arricchire pochi uomini e renderne poveri e schiavi molti altri; ho visto la sapienza pagata con il sangue e ho visto il disprezzo e l\u2019odio per lo straniero, per l\u2019altro da noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma solo chi mi ha regalato una pesca, l\u2019ultima che aveva, rimanendo cos\u00ec senza cibo, mi ha insegnato la cosa pi\u00f9 importante: un uomo, agli occhi di Dio, vale realmente quello che vale, niente di pi\u00f9. Non gli servono ricchezze, potere, vesti raffinate, eserciti e navi. L\u2019uomo, tutti gli uomini, sono sulla terra per vivere in armonia con la natura e con i propri simili: solo in questo modo e non sedendo solitario sulla propria presunzione riuscir\u00e0 a essere parte di qualcosa di pi\u00f9 grande.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuindi mi stai dicendo che io, Imperatore del Mali, signore del deserto e della foresta, seduto su questo trono, nel mio palazzo, non sono veramente un uomo ma solo una sua caricatura?\u201d url\u00f2 inferocito il <em>mansa<\/em>. La Corte riboll\u00ec indignata. \u201cTu sei Sundjata Ke\u00efta, <em>mansa<\/em> dell\u2019Impero del Mali, l\u2019uomo che con la propria forza, la propria volont\u00e0 e la propria intelligenza ha riunito e portato pace e prosperit\u00e0 in queste terre. Sei un sovrano capace e giusto\u2026a cui manca solo una cosa.\u201d \u201cE cosa mi mancherebbe <em>djieli<\/em>?\u201d L\u2019uomo si alz\u00f2 dalla sedia e, a capo chino, lentamente, si avvicin\u00f2 al trono. La Corte borbottava malevola, pronta a scattare. Giunto ai piedi del trono, si inginocchi\u00f2 e porse al sovrano la pesca. L\u2019Imperatore, interdetto, dopo una lunga pausa, allung\u00f2 una mano e prese il frutto. L\u2019uomo, sempre a capo chino, si alz\u00f2 e indietreggi\u00f2 fino all\u2019uscita. Si trov\u00f2 di nuovo nella piazza polverosa, accecato dal sole e schiaffeggiato dal vento caldo. Alz\u00f2 la testa e s\u2019incammin\u00f2. Dentro il palazzo la Corte sbraitava e si agitava. Il <em>mansa<\/em>, silenzioso, teneva la pesca in mano, guardandola con una smorfia che assomigliava ad un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Legenda<\/p>\n\n\n\n<p><em>Mansa: <\/em>sovrano, imperatore.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Djieli: <\/em>custode delle tradizioni orali; anche consigliere del sovrano.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54450\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54450\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo mostr\u00f2 alle guardie un sigillo d\u2019oro che teneva al collo e venne fatto entrare nella grande sala. 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