{"id":54447,"date":"2024-05-23T17:02:15","date_gmt":"2024-05-23T16:02:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54447"},"modified":"2024-05-23T17:02:17","modified_gmt":"2024-05-23T16:02:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-un-polpo-in-testa-di-lorenzo-pompeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54447","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Un polpo in testa&#8221; di Lorenzo Pompeo"},"content":{"rendered":"\n<p>Al suo funerale tutti i colleghi dell\u2019ateneo ne elogiarono la figura esemplare, la dedizione altruistica al lavoro, la figura specchiata. Il ministro invi\u00f2 un saluto letto da un sottosegretario nel quale faceva eco alle lodi degli altri accademici. Tutti ne riconobbero il grande equilibrio, lo spirito di sacrificio, la preziosa capacit\u00e0 dialettica messa al servizio del bene comune. Quando, molti anni prima, il Senato Accademico lo aveva nominato Rettore, l\u2019ateneo era in preda al disordine: gli scontri tra le opposte fazioni erano all\u2019ordine del giorno. C\u2019erano stati anche episodi di violenza. La normale attivit\u00e0 accademica veniva spesso turbata da facinorosi ed estremisti. Qualcuno predicava la lotta armata, qualcun altro la repressione della medesima, altri pretendevano di instaurare \u201cla dittatura della fantasia\u201d, mentre&nbsp; altri ancora caldeggiavano il ritorno alla \u201cassoluta normalit\u00e0\u201d. Il Magnifico prestava ascolto a tutti, non negava a nessuno la possibilit\u00e0 di esprimere liberamente la propria opinione. Per questo si era guadagnato la stima e il rispetto di tutti. Era un impareggiabile maestro nel trovare il punto di equilibrio, la soluzione che avrebbe accontentato un po\u2019 tutti, senza dare torto a nessuno. Per questo era gi\u00e0 un ventennio che la sua nomina veniva rinnovata di anno in anno. Nelle annuali riunioni del Senato Accademico la sua nomina era considerata una pura formalit\u00e0. Tutti sapevano, tutti volevano, e tutti votavano per lui. Per questo la sua improvvisa scomparsa fu un vero e proprio shock. A nessuno era venuta l\u2019idea che un giorno il Senato accademico avrebbe mai potuto eleggere un altro Rettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un piccolo mistero legato alla sua improvvisa scomparsa, causata da un improvviso e fatale capriccio del suo cuore, che col tempo, dopo parecchi anni, sarebbe diventato di pubblico dominio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche nella vita privata il Magnifico era stato un uomo irreprensibile. Si era sposato a trent\u2019anni con una ragazza conosciuta ai banchi di quello stesso ateneo. Lei era al primo anno mentre lui si stava per laureare. Si aggirava un po\u2019 frastornata tra i corridoi e i meandri della Facolt\u00e0, in cerca di qualche bacheca. Lui invece le apparve una guida esperta in quel labirinto. Per questo lei, vincendo la sua naturale timidezza, si rivolse a lui per chiedere qualche informazione sui corsi e sugli orari. Si conobbero in un modo apparentemente casuale. Se in quel momento in quell\u2019angolo del corridoio si fosse trovato un altro studente, probabilmente la loro vita avrebbe seguito un altro percorso. Non fu un amore a prima vista, piuttosto&nbsp; un&#8217;amicizia che lentamente si fece sempre pi\u00f9 stretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose poi seguirono una strada piuttosto convenzionale: quando lui si laure\u00f2, erano gi\u00e0 ufficialmente fidanzati. Poi, quando dopo qualche anno anche lei termin\u00f2 i suoi studi universitari, lui stava terminando il suo dottorato, la stessa strada che anche lei avrebbe percorso negli anni successivi. Ma per evitare ogni possibile sospetto di conflitto di interessi, la carriera accademica della moglie (perch\u00e9 dopo il dottorato ci fu il matrimonio) prosegu\u00ec in una universit\u00e0 diversa da quella del marito, divenuto gi\u00e0 professore. Quando anche lei vinse il concorso da docente, venne al mondo il primo figlio. Dopo la prima nomina a Rettore, giunse la sorella.<\/p>\n\n\n\n<p>Il quadro era completo e perfetto: una famiglia solida, i figli che, dopo qualche incertezza e qualche errore dovuti a qualche giovanile intemperanza, si sarebbero messi sul sentiero aperto dai genitori. Ma alla base di questo quadro idilliaco, alla sua radice, c\u2019era un terribile e ridicolo segreto, che venne alla luce molti anni dopo la scomparsa del capofamiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dai primi anni di scuola la figlia mostr\u00f2 un rendimento scolastico decisamente migliore del fratello. Era curiosa, le piaceva apprendere cose nuove. Per questo lo studio non le risultava per nulla faticoso. Era amata dai suoi professori. Era ordinata e precisa nell\u2019esposizione e per questo primeggiava in tutte le materie, che fossero scientifiche o umanistiche. Il fratello invece era pigro e disordinato. Faceva affidamento sul prestigio dei genitori per ridurre al minimo indispensabile il suo impegno. Diluiva all\u2019infinito le poche ore che dedicava allo studio e per questo, a differenza della sorella, non riusciva a metterle a frutto. Era scarso anche negli sport, perch\u00e9 il suo impegno era sempre ridotto al minimo, in qualsiasi campo. In famiglia per\u00f2 si considerava l\u2019erede al trono del capofamiglia e per questo approfittava di ogni occasione per mettere in ridicolo la sorella. Cos\u00ec al tavolo spesso bisticciavano, magari per cose assolutamente superflue. Col passare degli anni la gelosia del fratello crebbe. La madre faceva di tutto per mettere la sordina a quelle animate discussioni, per spegnere sul nascere ogni possibile tensione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sperando di suscitare in lui una qualche forma di passione o interesse verso l\u2019arte, la moglie del Magnifico tent\u00f2 di affidare il figlio alle cure di una insegnante di pianoforte. Ma la ragazza che si era assunto il gravoso compito di elevare lo spirito del fanciullo dovette gettare la spugna dopo qualche mese di lezione: l\u2019unico interesse che fu in grado di suscitare nel ragazzo era quello verso il proprio d\u00e9collet\u00e9. Dopo un goffo approccio, che inizi\u00f2 e si concluse con una palpata alle di lei natiche, le lezioni cessarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Da parte sua, il ragazzo si considerava un vero e proprio talento, seppur incompreso e sottovalutato, nel suo campo. Neanche lui avrebbe saputo (e del resto perch\u00e9 avrebbe dovuto affrontare una tale ciclopica fatica) definire il nome e i confini di questo campo. Era simpatico, bello, indolente e ci\u00f2 gli bastava. Quello che per\u00f2 non comprendeva e non accettava era il motivo per cui la sorella godeva del favore di tutti: della famiglia, dei professori, dei parenti, degli amici dei parenti e dei parenti degli amici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu probabilmente questo motivo che, senza minimamente tenere in considerazione le terribili conseguenze che avrebbe potuto avere, rivel\u00f2 quel terribile e ridicolo segreto di famiglia ai suoi compagni di studi all\u2019universit\u00e0 di cui il padre era il Magnifico Rettore. Per accaparrarsi la loro simpatia, raccont\u00f2 di una singolare abitudine del padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti anni prima della venuta al mondo del ragazzo, il Magnifico accidentalmente era venuto a sapere che il polpo era uno degli animali pi\u00f9 intelligenti: era in grado di risolvere alcuni semplici problemi attraverso l\u2019uso di rudimentali strumenti. Per qualche motivo si era convinto che per assimilare le mirabili facolt\u00e0 intellettive di quello sarebbe bastato applicare un esemplare di quell\u2019animale sulla testa per dieci minuti al giorno. Da quel momento in poi, tutti i giorni, eseguiva quello strano e ridicolo rituale. Prendeva dal frigo un octopode ancora fresco (ne comprava uno alla settimana), poi andava in bagno e si chiudeva a chiave. Lo indossava come un cappello e rimaneva l\u00ec, davanti allo specchio. A casa nessuno parlava di quel piccolo e ridicolo segreto, ma qualcuno si era chiesto il motivo per cui il polpo non mancasse mai, prima in frigo e poi sulla tavola, rigorosamente almeno una volta a settimana. Qualcuno not\u00f2 che ogni giorno l\u2019animale era solito scomparire per qualche minuto per poi saltare nuovamente fuori. Era inevitabile che prima o poi un occhio cadesse sul buco della serratura. Ma per anni nessuno ebbe il coraggio di far parola di quel ridicolo segreto. Fino a quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Anni dopo, alcuni hanno voluto ricollegare l\u2019improvvisa scomparsa del Magnifico con la divulgazione di quella singolare notizia, che subito aveva cominciato a circolare come un gas venefico nei labirintici corridoi dell\u2019ateneo. Purtroppo nessuno pu\u00f2 dimostrarlo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54447\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54447\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al suo funerale tutti i colleghi dell\u2019ateneo ne elogiarono la figura esemplare, la dedizione altruistica al lavoro, la figura specchiata. 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