{"id":54395,"date":"2024-05-23T11:50:22","date_gmt":"2024-05-23T10:50:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54395"},"modified":"2024-05-23T11:50:23","modified_gmt":"2024-05-23T10:50:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-lucertole-di-valentina-bottari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54395","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Lucertole&#8221; di Valentina Bottari"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cSono undici dollari e trenta centesimi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Norman tir\u00f2 fuori una manciata di monete da una tasca della giacca a vento e le appoggi\u00f2 sul bancone della cassa per contarle. Mentre le spostava con le dita, la ragazza dietro di lui fece un sospiro. Il suono del lettore di codice a barre continuava ad arrivare imperterrito dall\u2019altra cassa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuelli sono nove e dieci. Il totale \u00e8 undici dollari e trenta centesimi.\u201d Ripet\u00e9 la cassiera mentre Norman ricominciava a contarli da capo, per sicurezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si infil\u00f2 le mani nelle tasche sperando di trovarci qualche altra moneta, ma non ne usc\u00ec altro che lanugine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTogliamo qualcosa?\u201d Disse la cassiera, scandendo lentamente le parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman rabbrivid\u00ec al cambiamento nel suo tono di voce e alz\u00f2 lo sguardo di scatto, attento a cogliere qualsiasi segnale sospetto. Quelli erano dappertutto. Indistinguibili dalle persone normali. A volte si tradivano, ma era sempre una questione di un attimo, tempo di sbattere le palpebre ed era gi\u00e0 finito. La cassiera ricambi\u00f2 il suo sguardo con i suoi comuni occhi marroni, facendo un sorriso tirato con il suo viso perfettamente normale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Norman lasci\u00f2 andare il respiro che stava trattenendo e spost\u00f2 l\u2019attenzione sulla sua misera spesa. Il barattolo di caff\u00e8 solubile era la cosa pi\u00f9 costosa, ma senza non riusciva a pensare, e nei giorni seguenti non avrebbe potuto permettersi di essere stanco o distratto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa si muove o no?\u201d Borbott\u00f2 una voce nella fila che si era formata dietro di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman li perdon\u00f2. Non sapevano quanto gli avrebbero dovuto, presto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un sospiro indic\u00f2 il barattolo di burro d\u2019arachidi alla cassiera. In un lampo lei lo spost\u00f2 su un ripiano dietro di lei, raccolse le monete, diede a Norman qualche centesimo di resto e cominci\u00f2 a scusarsi per l\u2019attesa con la cliente seguente. Norman prese il suo sacchetto, tir\u00f2 la visiera del cappellino verso il basso, e si avvi\u00f2 verso l\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">*<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi chiuso alle spalle la porta del suo appartamento, gli ci volle qualche istante per riabituarsi alla penombra. Chiuse la porta a chiave, e poi serr\u00f2 i due chiavistelli che aveva montato personalmente qualche mese prima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Appoggi\u00f2 il sacchetto della spesa sul bancone della cucina, spostando le tazze sporche di caff\u00e8 nel lavandino per farsi spazio, e mise dell\u2019acqua a bollire mentre lo svuotava. Fece un sospiro davanti al frigorifero quasi vuoto mentre appoggiava le uova su un ripiano, lo richiuse e si prepar\u00f2 il caff\u00e8.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la tazza fumante in mano, and\u00f2 a sedersi alla scrivania. Si allung\u00f2 verso la finestra, scostando le tende scure quel che bastava per dare un\u2019occhiata alla strada due piani sotto di lui. C\u2019era una macchina grigia che era sicuro di avere gi\u00e0 visto. Da un cassetto prese un foglio e scorse la lista di targhe che si era segnato. Non trovando nessuna corrispondenza, aggiunse quella nuova alle altre. Poi chiuse bene le tende e si mise al lavoro. Aveva solo due giorni per finire.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva gi\u00e0 analizzato i membri del governo in carica, la corte suprema, il senato, e stava finendo la camera dei rappresentanti. Per sua fortuna, i politici vivevano di attenzione pubblica, e lasciavano una scia di foto e video ovunque andassero, ma riconoscerli non era semplice come avrebbe fatto credere certa gente che cercava di attirare l\u2019attenzione postando foto modificate di gente con le pupille verticali e le squame che spuntavano dal colletto della camicia. Raramente si tradivano in maniera ovvia. A volte era solo una sensazione, una certezza che c\u2019era qualcosa di sbagliato in quello che si stava vedendo. Solo dopo, guardando bene, si trovavano i dettagli, le prove. Prove che non riusciva a trovare nelle foto dell\u2019uomo che stava analizzando in quel momento. Fu tentato di chiedere aiuto sul forum dove di solito parlava con gli altri esperti, ma si trattenne.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli era capitato qualche volta, negli ultimi anni, di chiedere agli altri se non fosse tempo di fare qualcosa, ma la reazione era sempre stata tiepida. Troppo rischioso, dicevano tutti, gi\u00e0 ci prendono per pazzi. E Norman aveva abbozzato, finch\u00e9 uno dei candidati alla presidenza, uno sconosciuto non affiliato ai partiti principali, che Norman aveva riconosciuto subito come non umano quando l\u2019aveva visto la prima volta in televisione, non aveva in qualche modo stregato la nazione, passando in testa ai sondaggi, e di molto. Norman aveva scritto un lungo post appassionato che era sicuro avrebbe risvegliato le coscienze dei suoi compagni. La risposta era stata unanime: erano perfettamente d\u2019accordo. Qualcuno doveva fare qualcosa. Ma che fosse qualcun\u2019altro. Norman aveva chiuso la pagina e non l\u2019aveva pi\u00f9 riaperta.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva raccolto i suoi ultimi risparmi, e aveva comprato un fucile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">*<\/p>\n\n\n\n<p>Il pomeriggio seguente Norman arriv\u00f2 in macchina nel parcheggio della scuola di suo figlio Tyler appena prima che suonasse la campanella di fine giornata. Slitt\u00f2 sul sedile, abbassandosi per non essere visto. Scorse dei capelli biondi tra la folla che aspettava, e riconobbe la sua ex moglie Lisa, e poi quando cominciarono a uscire i bambini vide Tyler che le andava incontro. Lo vide ridere, e dare un disegno a sua madre. Lisa fece una faccia esageratamente ammirata mentre si rigirava il foglio tra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Norman si sforz\u00f2 di imprimersi i loro visi nella mente. L\u2019indomani il tour di comizi del candidato sarebbe passato per la sua citt\u00e0, e non sapeva quando li avrebbe rivisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 mentre Lisa prendeva Tyler per mano e lo guidava verso la macchina. Aveva un\u2019aria serena, Lisa. Doveva essere un sollievo non avere pi\u00f9 Norman intorno. Non era mai riuscito a convincerla della verit\u00e0. Aveva persino cercato pi\u00f9 volte di abbandonare le sue ricerche per farle piacere, per darle l\u2019illusione di una vita normale, di cui sembrava avere tanto bisogno. Ma ogni volta gli scappava qualcosa, una parola sbagliata, un commento mentre uno di quelli compariva in televisione, e Lisa scoppiava a piangere, e a urlare, che Norman le aveva promesso che avrebbe smesso, che aveva detto che non ci credeva pi\u00f9 a quelle cose, e lui cercando di giustificarsi si metteva ancora di pi\u00f9 nei guai, e Lisa prendeva Tyler e andava a stare da sua sorella per qualche giorno. Finch\u00e9 una volta non butt\u00f2 fuori lui di casa, e cambi\u00f2 la serratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Norman la perdonava. Era difficile guardare in faccia la realt\u00e0. La realt\u00e0 era terrificante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lisa prese Tyler in braccio e lo fece sedere nel seggiolino sul sedile posteriore, poi chiuse la portiera, entr\u00f2 in macchina e mise in moto. Norman mormor\u00f2 un saluto sottovoce mentre uscivano dal parcheggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">*<\/p>\n\n\n\n<p>Tent\u00f2 di andare a dormire presto, ma come al solito dopo una mezz\u2019ora si svegli\u00f2 con i battiti a mille e coperto di sudore. Si rigir\u00f2 nel letto per qualche minuto prima di arrendersi e alzarsi. Apr\u00ec la custodia del fucile e controll\u00f2, per l\u2019ennesima volta, che fosse tutto a posto. And\u00f2 a sdraiarsi e riusc\u00ec a dormire per un paio d\u2019ore, prima di svegliarsi di soprassalto. Si alz\u00f2, si lav\u00f2 la faccia e and\u00f2 a sedersi alla scrivania. Pass\u00f2 un po\u2019 di tempo a scorrere tra i file che aveva raccolto e documentato meticolosamente negli ultimi mesi. Controll\u00f2 che le email fossero programmate con l\u2019orario giusto, lo stesso di inizio del comizio, per essere mandate a tutti i giornalisti di cui aveva trovato un indirizzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sorse il sole Norman rinunci\u00f2 ai suoi tentativi di prendere sonno. Si prepar\u00f2 una tazza di caff\u00e8 molto forte e aspett\u00f2.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 in macchina nel parcheggio di un negozio di ferramenta da cui avrebbe avuto la visuale libera sul palco allestito all\u2019ingresso del parco. Il comizio sembrava una festa. La gente chiacchierava e si mescolava sotto ai nastri e ai palloncini bianchi, rossi e blu. Il muschio spagnolo ricadeva dai rami degli alberi come trecce, e ondeggiava leggermente nella brezza. Guardie del corpo sudavano nei loro vestiti neri mentre osservavano la scena.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul palco apparve il direttore della campagna elettorale, e il suo discorso richiam\u00f2 la folla all\u2019attenzione. Quando lasci\u00f2 il posto al candidato, si alz\u00f2 un applauso. Norman prese il fucile dalla custodia, che aveva nascosto ai piedi dei sedili posteriori, e lo punt\u00f2 dal finestrino aperto. Espir\u00f2 lentamente, e spar\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il candidato fece un\u2019espressione sorpresa e si afferr\u00f2 il petto, barcoll\u00f2 sul posto mentre una macchia di sangue blu brillante si spandeva sulla sua camicia bianca, e poi cadde. Le guardie del corpo si animarono all\u2019improvviso. La folla eruppe nel panico, ma le loro urla Norman poteva solo immaginarle sopra il fischio che gli assordava le orecchie. Sent\u00ec l\u2019eco lontano di un colpo e un dolore alla spalla, e vide il proprio sangue schizzare sull\u2019interno della portiera. Sapeva che sarebbe finita cos\u00ec. Non ce l\u2019aveva con quelli che gli avevano sparato, non sapevano la verit\u00e0. Lanci\u00f2 un ultimo sguardo alla figura collassata sul palco. Presto tutti avrebbero saputo. Non avrebbero pi\u00f9 potuto negare. Sent\u00ec un altro sparo, e tutto fu buio. Norman li perdonava.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54395\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54395\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSono undici dollari e trenta centesimi.\u201d Norman tir\u00f2 fuori una manciata di monete da una tasca della giacca a vento e le appoggi\u00f2 sul bancone della cassa per contarle. 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