{"id":54382,"date":"2024-05-23T11:42:56","date_gmt":"2024-05-23T10:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54382"},"modified":"2024-05-23T11:42:58","modified_gmt":"2024-05-23T10:42:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-labuso-e-i-garofani-di-attilio-del-giudice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54382","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;L&#8217;Abuso e i Garofani&#8221; di Attilio Del Giudice"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi a scuola la chiamavano Fiorellina e talvolta anche i professori, che forse senza malizia usavano il diminutivo per aiutarla a superare la timidezza quando doveva andare alla lavagna e sentirsi addosso gli occhi ironici dei compagni. Come non pensarci, per\u00f2, che \u201cFiorellina\u201d suonava male per una ragazzona di ottantacinque chili!<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva gli occhi belli, neri neri come i capelli, questo s\u00ec, ma lei non li metteva nel conto. Si sentiva brutta, goffa e pensava all\u2019amore fisico come a una cosa astratta, dalla quale fosse esclusa e, quando il parroco, in confessione, le chiedeva se praticava atti impuri, se si toccava, Fiorella rispondeva con un \u201cno, no!\u201d secco, perentorio, volendo significare che lei, in quel tipo di peccato, non potesse mai cadere, che fosse contro la sua natura. Solo una volta raccont\u00f2 che in una notte calda di maggio aveva avuto come un turbamento. Non riusciva a dormire e sentiva strani miagolii simili a lamenti di bambini, and\u00f2 alla finestra e vide che la sua Bianchina, la sua gattina amatissima\u2026 Insomma: \u201cuna cosa brutta\u201d disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, per carit\u00e0! \u2013 disse il prete \u2013 \u00e8 la natura, un istinto che nostro Signore ha donato a tutti gli esseri viventi. Non \u00e8 una cosa brutta, figliola.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il parroco, don Carmelo, uno tarchiato, rosso di capelli e lentigginoso nel viso, come certi contadini del nord Italia, un giorno, per confessarla, la fece venire in sacrestia, dove la ragazza avrebbe dovuto anche aiutarlo a sistemare i garofani nei vasi da portare nella cappella di Sant\u2019Anna per la festa. Lei si sent\u00ec onorata di poter dare una mano e lusingata, anche perch\u00e9 il prete aveva detto: \u201cI garofani sono di vari colori e bisogna fare delle composizioni estetiche, insomma per certi lavoretti delicati ci vogliono le mani di fata di una ragazza come te.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Oddio, le cose andarono diversamente, perch\u00e9 prima che le mani di fata entrassero in azione per sistemare esteticamente i garofani, durante la confessione, mentre lei parlava dei suoi insignificanti peccati veniali, il parroco le prese la mano sinistra, la mano del cuore, e l\u2019appoggi\u00f2 sulla zona del pene.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei, spaventata, prov\u00f2 a svincolarsi, ma lui con forza la trattenne l\u00ec e le fece constatare come fosse inequivocabilmente duro. Poi, con la&nbsp; mano libera l\u2019accarezz\u00f2 sul viso e disse: \u201dPovera creatura, hai bisogno anche tu di un po\u2019 di calore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fiorella, allora, scoppi\u00f2 in un pianto forte con lacrime e irrefrenabili singhiozzi e non si capiva se quella commozione derivasse dalle parole del prete, che sancivano la sua pochezza di povera creatura appunto, o se piangeva per il sopruso che doveva subire. Certo \u00e8 che il prete, sorpreso da quel pianto fragoroso, allent\u00f2 la presa, tanto che la ragazza pot\u00e9 scappare dalla trappola.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 pi\u00f9 di un mese, finch\u00e9 i due si incontrarono al mercato del pesce. Il parroco la vide e sorrise. Lei avvamp\u00f2 nel volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si avvicin\u00f2 e disse: \u201cFiorellina, come stai? Non ti si vede da un bel po\u2019. Hai saputo che mi \u00e8 successo?\u201d &nbsp;Fiorella non rispose. Lui continu\u00f2: \u201cOrsola \u00e8 caduta, si \u00e8 rotto un\u2019anca, \u00e8 ricoverata all\u2019ospedale e mo mi tocca venire di persona a fare la spesa. Fiorella, non dici niente? Sai, il peccato di superbia \u00e8 un grave peccato, uno dei pi\u00f9 gravi e tu lo devi cancellare! Vieni dopo il vespro in parrocchia, che dobbiamo fare una bella pulizia dell\u2019anima. Ti aspetto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nacque e prese corpo una relazione carnale che per Fiorella non fu mai gioiosa, n\u00e9 le parole del prete e la sua teoria della natura riuscivano a placare nell\u2019animo della ragazza la paura e un forte sentimento di colpevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete ben presto si rivel\u00f2 un duro, uno che mirava a uno scialo illimitato, a un &nbsp;piacere senza orpelli sentimentali, anzi, se diceva qualche parola dolce, atta a ridurre l\u2019ansia della ragazza durante le carezze preparatorie, appena raggiungeva l\u2019eccitamento, cambiava rotta e praticava una verbalizzazione erotica molto spinta, da bordello si direbbe e lo sguardo terrorizzato di Fiorella di fronte a questo tipo di violenza, rinforzava la sua forte libidine, senza, naturalmente, produrre mai un qualche accento compassionevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Andarono avanti per alcuni mesi, finalmente quando si cap\u00ec che lo scandalo stava per prendere piede in quella piccola comunit\u00e0 ecclesiale, il vescovo si adoper\u00f2 affinch\u00e9 don Carmelo, peraltro recidivo in queste trasgressioni con le parrocchiane, orientasse l\u2019indomabile vigoria sessuale lontano dal vescovado e&nbsp; fosse trasferito negli Stati Uniti, a Oak Park (Chicago), dove, del resto, era nato da emigranti italiani e dove da ragazzo aveva frequentato il seminario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il prete se ne and\u00f2 alla chetichella, prima che Fiorella gli potesse annunciare che era rimasta incinta e otto giorni prima che venisse ad occupare quel posto un prete coreano, che, in verit\u00e0, non sort\u00ec, nel paese, molte simpatie.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Nicola, il padre di Fiorella, un ferroviere, che all\u2019onore della figlia e al suo ci teneva pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo, specialmente da quando la moglie era morta e lui aveva dovuto assumersi per intero la responsabilit\u00e0 nell\u2019educazione della ragazza, avesse saputo, oddio, l\u2019avrebbe cacciata di casa per sempre. Era un uomo dolce, ma, in questo caso non avrebbe assecondato il perdono e le mezze misure.<\/p>\n\n\n\n<p>Nicola, in verit\u00e0, non aveva mai avuto bisogno di mostrarsi nel suo impegno educativo un padre severo, anzi gli avrebbe fatto piacere che Fiorella avesse avuto pi\u00f9 amici e fosse pi\u00f9 allegra; magari avrebbe accettato anche un fidanzatino per sua figlia, uno di buona famiglia, educato, uno studente serio, che non desse adito a critiche, uno che coltivasse degli ideali e che progettasse per il suo futuro una famiglia per bene. Del resto si considerava un padre moderno. \u201cPi\u00f9 moderno di mia figlia \u2013 soleva dire \u2013 pi\u00f9 aperto al nuovo. Mia figlia \u00e8 una ragazza troppo delicata, troppo sensibile e, in questo senso, \u00e8 all\u2019antica. Ama la poesia, ama i fiori; pensate che, a quasi diciassette anni, l\u2019ho vista piangere come una bambina per la morte di un fringuello ferito che aveva portato a casa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, santo cielo, sapere che la sua Fiorella fosse diventata l\u2019amante del parroco\u2026 questo no!&nbsp; Non lo avrebbe mai potuto accettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Fiorella dovette decidere di abortire. Trov\u00f2 la forza di non confidare a nessuno questo suo dramma, ma, nella notte precedente all\u2019aborto, nel buio della sua stanza, il pensiero atroce di dover uccidere la creatura che stava germinando come un fiore di campo nella sua pancia, fu un tormento disumano, che il sonno nemmeno per un minuto pot\u00e8 alleviare. Alle quattro e trenta del mattino si alz\u00f2 e and\u00f2 a preparare la colazione al padre, che usciva di casa all\u2019alba per il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai sentito il vento, stanotte?\u201d Disse il padre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, pap\u00e0,dormivo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeata te! Ora s\u2019\u00e8 calmato, ma stanotte ululava veramente come un lupo. Sai, quando eri bambina, il vento forte ti faceva paura, ti svegliavi e venivi nel mio letto. Io non volevo, ma me lo chiedevi con tanta grazia, con tanta nostalgia della mamma, che non riuscivo a impedirtelo. Mi ricordo che ti dovevo raccontare una favola, se volevo vederti tranquilla e riprender sonno. Quante storielle mi sono inventato! Perch\u00e9 tu non ti accontentavi di riascoltare le favole classiche che si raccontano ai bambini, volevi storie nuove. Cos\u00ec dovevo inventare. Un ferroviere poeta\u2026 Meno male che il vento \u00e8 calato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c Tu, per\u00f2, pap\u00e0, riguardati lo stesso, portati la sciarpa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, s\u00ec. Se mi ammalo \u00e8 un guaio. Due dei nostri sono a letto con l\u2019influenza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fiorella quella mattina anche lei usc\u00ec da casa che appena albeggiava.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2, poverina, da sola da un medico privato a Caserta, dove nessuno la conosceva.<\/p>\n\n\n\n<p>Del prete non ebbe mai pi\u00f9 notizie e, col tempo, di quell\u2019unica esperienza d\u2019amore fisico lei ricord\u00f2 o volle ricordare solo i garofani di vari colori, coi quali avrebbe dovuto fare, con le sue mani di fata, estetiche composizioni.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54382\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54382\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I ragazzi a scuola la chiamavano Fiorellina e talvolta anche i professori, che forse senza malizia usavano il diminutivo per aiutarla a superare la timidezza quando doveva andare alla lavagna e sentirsi addosso gli occhi ironici dei compagni. 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