{"id":54299,"date":"2024-05-20T16:51:56","date_gmt":"2024-05-20T15:51:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54299"},"modified":"2024-05-20T16:51:57","modified_gmt":"2024-05-20T15:51:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-lultimo-natale-sulla-terra-di-cristiano-bartelloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54299","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;L\u2019ultimo Natale sulla Terra&#8221; di Cristiano Bartelloni"},"content":{"rendered":"\n<p>Era il giorno dell\u2019ultimo Natale sulla Terra. La fine del mondo era ormai vicina e sparute e solitarie presenze umane aspettavano rassegnate l\u2019apocalisse resistendo come certi alberi attaccati alle pareti delle montagne. Dislocate ai quattro angoli del pianeta, avevano superato indenni un\u2019infinita serie di catastrofi umane e naturali che avevano sterminato i loro simili e infine diviso i reduci. La Terra assomigliava in quell\u2019epoca a un mattino di gennaio, gelido e nebbioso, in quella luce azzurrognola dell\u2019alba che conferisce a tutto un non so che di spettrale che quasi quasi uno si chiede (a quel punto in realt\u00e0 nessuno pi\u00f9 lo faceva) se torner\u00e0 mai a sorgere il sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Mev abitava in un compound che risaliva a due o tre guerre atomiche prima e passava le giornate ad attendere questa benedetta fine che era diventata una sorta di compagna, tanto che spesso si poteva sentirlo dire al niente: \u201cEhi, ma quando arrivi? Io sono stanco del tuo continuo ritardo\u201d. E brontolando si grattava la barba bianca mentre sceglieva il proprio pasto tra i cibi in pillola lasciati l\u00ec da chiss\u00e0 quale esercito. Quasi non si ricordava come fosse venuto al mondo, ma aveva la memoria del Natale ed era intenzionato a festeggiarlo. Sentiva in cuor suo che quello sarebbe stato per davvero l\u2019ultimo. Spinto da un cieco stimolo, si organizz\u00f2 per assicurare una certa ufficialit\u00e0 alla ricorrenza, spingendosi addirittura a ripulire il tavolaccio su cui consumava le pillole. Ricontroll\u00f2 un paio di volte il calendario, onde evitare di festeggiare un giorno prima o un giorno dopo: sarebbe stato un vero peccato essere l\u2019ultimo uomo sulla terra a ricordarsi del Natale, facendolo nel giorno sbagliato. A parte le tipiche pillole, su cui non si poteva far molta cerimonia, Mev trasse da un cartoccio logoro color carta da zucchero, due biscotti duri duri e con un filino di muffa che li aveva iniziati ad attaccare. Ne assaggi\u00f2 una puntina e comprese che seppur in condizioni pessime di conservazione, i biscotti avevano ancora un sapore dolce. Si trattenne dal mangiarli tutti perch\u00e9 poi, e sarebbe stata una disdetta, ne sarebbero mancati per i suoi ospiti. Gi\u00e0, gli ospiti. Si potrebbe obiettare che logistica e numeri non fossero dalla parte di Mev: il primo essere umano era probabilmente a seimila chilometri di distanza e anche potendo contare su di un formidabile sistema di trasporto, il principale limite era che nessuno dei due sapeva dell\u2019esistenza dell\u2019altro. Inoltre sarebbe stato inelegante presentarsi in un\u2019occasione tanto intima senza avere neppure un filo di confidenza. Nel muro, tra i buchi delle schegge dei mortai, viveva da qualche tempo un piccolo ragno con sette gambe: una maestosa ragnatela celava l\u2019interno del buco da sguardi indiscreti. Mev spezzett\u00f2 un pezzo di biscotto, facendone farina. Poi come una nevicata, butt\u00f2 le briciole sulla ragnatela. Anche qui ci sarebbe da discutere sulla dieta del ragno, ma diciamocelo chiaramente, non era il tempo adatto per questi problemi. Il vecchio si avvicin\u00f2 per vedere meglio se il suo ospite avesse gradito e indovin\u00f2 tra i tanti occhi dell\u2019aracnide un po\u2019 di affetto. Era vero, non era vero, ma chi lo poteva giudicare? Sarebbe stato un racconto speciale a poterlo condividere con qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento fischiava tra i palazzi diroccati e le statue crollate di vecchi dittatori. Mev, con gli occhi socchiusi e i piedi incrociati sul tavolo, ascoltava quella musica e ne seguiva l\u2019andamento. Le note alte delle raffiche si alternavano ai larghi espressivi dei salti di vento che rivelavano in lontananza altri spazi, altre gole. In quel soffio immaginava antiche melodie che aveva sentito da bambino, stretto a un petto di cui non ricordava pi\u00f9 il volto. Il filo spinato batteva sui vetri blindati e suonava come l\u2019eco di campanelle lontane. Pregava con parole tutte sue Mev, chiedendo l\u2019arrivo della fine in quel momento perfetto. Dai sussurri, scivol\u00f2 prima nel sonno e poi nel sogno. E sognava prati e acqua incontaminata, disciolta in stato liquido e non quella incrostata in neve ingrigita dai fallout. E sognava il sole. Giallo. Non quel disco color avorio che ogni tanto sembrava apparire dietro la spessa cortina di nubi. Non aveva mai osservato niente di tutto questo, ma ne aveva sentito parlare e aveva visto delle vecchie foto d\u2019epoca, prima che la rete internet venisse cancellata definitivamente e con essa tutti i ricordi dell\u2019umanit\u00e0. Si svegli\u00f2 di soprassalto e si guard\u00f2 intorno spaesato quasi che quel sogno fosse stata la realt\u00e0 e la realt\u00e0 solo un incubo passeggero. L\u2019odore putrido di umidit\u00e0 e cemento marcio lo riportarono a quel pensiero: &#8220;Vieni a me o fine, arrenditi!&#8221;. Ma anche a Natale, Mev non ricevette nessun regalo e rimase ancora molto tempo ad attendere la morte senza che questa gli usasse la cortesia di arrivare in un giorno speciale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54299\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54299\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il giorno dell\u2019ultimo Natale sulla Terra. 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