{"id":54096,"date":"2024-05-06T19:05:35","date_gmt":"2024-05-06T18:05:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54096"},"modified":"2024-05-06T19:05:37","modified_gmt":"2024-05-06T18:05:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-una-favola-di-stefania-magnani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54096","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Una favola&#8221; di Stefania Magnani"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Rosa, nella luce schermata dell\u2019androne, si mimetizza con l\u2019ambiente degli anni Quaranta, fatta della stessa polvere che aderisce alla carta da parati della guardiola in un abbraccio cos\u00ec stretto da esserne diventata parte: i capelli color cenere raccolti in una coda bassa, l\u2019abbigliamento pulito e ordinato, ma sempre in tonalit\u00e0 del marrone, del grigio, del verde marcio. Il viso privo di trucco non \u00e8 illuminato da nessun gioiello, sembra una cinquantenne di una trentina di anni fa, mentre all\u2019anagrafe Rosa non ha ancora quarant\u2019anni. Polvere, penombra e odore di carta vecchia, questo \u00e8 l\u2019habitat in cui se ne sta acquattata come una ranocchia in uno stagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Finiti i suoi compiti, se nessuno la chiama, Rosa scompare sulla carta da parati, nella guardiola. Qualche rumore tradisce la sua presenza: il sibilo del piccolo bollitore e lo scrocchiare di una bustina di t\u00e8 scartata, se \u00e8 inverno, lo scroscio dell\u2019acqua e limone fredda dal thermos se \u00e8 estate. E, in ogni stagione, il fruscio di pagine voltate: Rosa si mimetizza e legge. Consuma pile di romanzi rosa, di ogni provenienza e di qualsiasi autore: nuovi, usati, scritti quaranta giorni o quarant\u2019anni fa, non c\u2019\u00e8 differenza, purch\u00e9 la scollino dalla carta da parati e le mostrino un mondo tinto di colori forti, illuminato da albe, tramonti, luci di palcoscenico e lampadari di cristallo, in cui donne mosse dai fili della passione e del destino intrecciano le loro vicende con uomini misteriosi, forti, virili, amanti appassionati, nobili e ricchi. Scorrendo quelle pagine, le guance si imporporano e gli occhi si accendono, mentre il cuore anela ad essere protagonista di uno di quei romanzi, il respiro si adegua al ritmo della storia e i piedi &#8211; nascosti- si lasciano andare a qualche passo di danza, partecipi delle emozioni intense. Fino a che un passo, una parola, le fa abbassare il libro e rivedere la guardiola.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa si sente soffocare da quell\u2019odore di polvere, la fa sentire in una bara. Morta nella routine dei suoi piccoli compiti. Cos\u00ec quando sente che l\u2019odore di polvere, dopo averle invaso le narici, le si sta aggrappando al cervello e sta per farla piangere per l\u2019asfissia, si prepara una tisana profumata e sprofonda in qualche pagina, ci si immerge e sott\u2019acqua l\u2019odore scompare. Sott\u2019acqua, respira. Sogna l\u2019eroe che la salver\u00e0 dalla guardiola, il principe tenebroso a cui restituir\u00e0 il sorriso e la gioia di vivere e che, grato e innamorato, la porter\u00e0 con s\u00e9 nel suo palazzo. Sogna la favola.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sente qualche passo, chiude il romanzo e lo infila nel sottobanco. Anche se sa che \u00e8 un gesto superfluo. Almeno in genere: oltre ai cani, c\u2019\u00e8 un\u2019altra persona che la vede sempre. \u00c8 Federico, il postino che da un paio di anni (o forse tre) consegna la posta in questa zona. Prima lavorava letteralmente dal lato opposto della citt\u00e0. Federico ha per Rosa le stesse attenzioni che lei ha per i cani dei condomini: le sorride sempre, la saluta sempre, offre un complimento, una parola gentile. Di pi\u00f9, Federico la distingue dalla tappezzeria al punto da accorgersi se Rosa \u00e8 raffreddata e portarle una scatola di tachipirina. Al punto da portarle un mazzetto di mimose l\u2019otto marzo insieme alla posta. Da tornare durante il giro con un cornetto o un dolcetto se l\u2019ha vista pallida o triste. \u00c8 una persona gentile.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa ha scoperto che Federico \u00e8 appassionato di teatro, frequenta un corso per dilettanti, cos\u00ec, perch\u00e9 ci si diverte. Gli piace stare all\u2019aria aperta, ha il suo orto e va a fare trekking in montagna. Fa il postino proprio perch\u00e9 non ne vuole sapere di stare seduto chiuso da qualche parte. Federico l\u2019ha anche invitata: a uno spettacolo della sua scuola una volta e un\u2019altra a bere un caff\u00e8 \u2013 \u201cRosa, sarebbe carino farle con calma davanti a un caff\u00e8, un pomeriggio, le nostre chiacchiere, no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Federico \u00e8 un postino, non alto, col naso storto e con gli occhi buoni. Dove vuoi andare, Rosa, a bere un caff\u00e8 al bar all\u2019angolo e poi magari a cena in un posto con tovagliette e tovaglioli di carta, mentre lui ti parla del giro di posta della mattina? La canzonano cos\u00ec i romanzi, spiandola dal sottobanco. Dov\u2019\u00e8 la favola, Rosa? La sartina bionda la guarda sarcastica, issata sul cavallo nero del duca, che la stringe a s\u00e9, tenendola in sella come se lei fosse il centro di gravit\u00e0 dell\u2019universo. Lei si strofina contro di lui, lanciando occhiate maliziose a Rosa, un sorrisetto che le solleva l\u2019angolo sinistro della bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sera, chiusa la guardiola, Rosa rientra nel suo appartamentino, pulito ma arredato con mobili datati, e sospira, immaginando quando Lui entrer\u00e0 e si commuover\u00e0 per la modestia e la pulizia del suo alloggio, la stringer\u00e0 a s\u00e9 e, sussurrandole parole d\u2019amore, la far\u00e0 uscire da quella porta per sempre. Rassetta un po\u2019, si cucina una cena semplice e la giornata si conclude con una doccia e un film romantico. Un pigiama le fa compagnia a letto \u2013 un paio di camicie da notte di seta, con le spalline sottili, attendono il loro turno in un cassetto, attendono Lui. Rosa si addormenta sempre abbastanza in fretta, cullata dal film appena visto, abbracciata al personaggio che le ha tenuto compagnia nella guardiola. Il duca, il reduce, il miliardario tormentato dalla solitudine. Rannicchiata su un fianco, sente un braccio forte che la avvolge e una mano che tiene la sua. Si lascia andare al sonno, immersa nel calore e nel profumo di quel corpo che preme contro la sua schiena, la avvolge, la culla.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema non \u00e8 addormentarsi: il problema \u00e8 dormire. Le notti sono lunghe, infinite. Le coperte possono diventare le pareti della guardiola che le crollano addosso e la seppelliscono viva. Oppure non ricorda dove si trova e allora, nel dormiveglia, la luce che filtra dalle persiane \u00e8 nel posto sbagliato, ai piedi del letto, mentre nella cameretta dove stava dai suoi, da ragazzina, era alla sua sinistra. Com\u2019\u00e8 che non \u00e8 pi\u00f9 una ragazzina in quella cameretta? Quand\u2019\u00e8 successo? Dov\u2019\u00e8 finito il tempo steso fra quando era una ragazzina e adesso? Quanti anni ha? Sessanta? L\u2019angoscia le serra la gola, \u00e8 troppo tardi, \u00e8 tutto finito!<\/p>\n\n\n\n<p>No, non ha sessant\u2019anni, sono trentotto. O trentasette? Ieri non erano trentuno? E i ventisette, dove sono finiti i ventisette? Il vuoto si apre sotto il letto, resta sospesa nel nulla, mentre la guardiola la insegue per inghiottirla e la solitudine diventa una coperta troppo pesante per questa stagione.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa si aggrappa al suo sogno, al suo Lui. Sa gi\u00e0 dove lo incontrer\u00e0: a un ballo, come in una favola. Perch\u00e9 Rosa ha un segreto, nella terza e ultima anta del suo armadio custodisce un tesoro. Una volta a settimana torna nel suo appartamentino fluttuando. Questa sera, in particolare, si sente cos\u00ec emozionata \u2013 se lo sente, potrebbe essere la serata giusta, quella in cui lo incontrer\u00e0 \u2013 che mangia solo un paio di bocconi di focaccia dolce con un po\u2019 di latte, prima di buttarsi nella doccia. Si sfrega la pelle con un guanto di crine, dopo averla cosparsa di schiuma profumata: sfrega meticolosamente, con vigore, per staccarsi di dosso ogni possibile traccia dell\u2019odore di polvere della guardiola, poco importa se la pelle protesta. Anche i capelli vengono scrupolosamente strofinati e annegati nel balsamo \u2013 che non abbiamo l\u2019odore della cenere di cui portano il colore. Liberatasi dell\u2019alone della guardiola, Rosa porta alla luce il suo tesoro, quello in cui investe i suoi risparmi, il motivo per cui non usa denaro per l\u2019abbigliamento di tutti i giorni, trucco e gioielli: abiti per ballare il tango. E scarpe, accessori per capelli abbinati alle scarpe, rossetto rosso lacca e eyeliner nero professionali. Con uno strattone, Rosa si stacca dalla tappezzeria: i capelli sono lucenti, le labbra rosse, gli occhi profondi, il corpo minuto e flessuoso fasciato in un abito nero. Mette in moto la sua piccola utilitaria grigia e parte come una cometa, lasciandosi alle spalle una scia di profumo e di speranze dorate.<\/p>\n\n\n\n<p>La milonga di stasera \u00e8 speciale, una villa di solito affittata per i matrimoni: i lampadari, i pavimenti, le sedie di velluto, la luce dorata, tutto la rende la cornice perfetta per incontrare Lui. Se non qui, dove? Col cuore leggero, Rosa si guarda intorno, osserva le donne, gli uomini, i vasi di fiori, in attesa che la vera musica inizi. Per un attimo il dubbio la gela: se fosse come tutte le altre sere? Uomini con mani troppo piccole, lavori banali, conversazione piatta, pezze di sudore, denti storti, stempiature, cicatrici. Persone comuni. Ma poi la musica inizia, inizia il gioco di sguardi e lei non \u00e8 pi\u00f9 Rosa, \u00e8 puro, fluido movimento, danza e desiderio. Mani la accarezzano, la guidano, la attirano e la cingono, ma lei sempre sguscia via, fluisce nella musica come cioccolata calda da un ballerino a un altro, senza soffermarsi con nessuno per pi\u00f9 di un ballo. Finch\u00e9 incontra <em>quegli occhi<\/em>. Allora il fluire si arresta, la musica tace per un istante, tutte le terminazioni nervose del suo corpo sono concentrate in quel punto sotto la scapola dove lui le ha posato una mano. La guida con piglio sicuro, mascolino. Possessivo. Rosa si scioglie come cera, lo segue, poi lo respinge, si fa riprendere, ma gli occhi non mollano mai la presa, in realt\u00e0 dentro quegli occhi neri ci \u00e8 sprofondata come in una palude, non potrebbe liberarsi neanche volendolo e dibattersi sarebbe solo peggio. Quelle mani grandi prendono le sue, piccole con le unghie senza smalto, e la conducono in disparte. Gli occhi neri continuano ad accarezzarle il corpo e Rosa rabbrividisce sotto quel tocco visivo. La fa sedere a un tavolino, prende del vino. I bicchieri si toccano, come gli occhi non hanno mai smesso di fare. Il cuore di Rosa incespica, confuso da quella voce profonda, dallo charme di parole e gesti, dall\u2019interessamento genuino che sembra trasparire, dai complimenti misurati \u2013 trova adorabile la sua timidezza che dice sapeva essere nascosta dietro l\u2019abbigliamento da tanguera, la timidezza di una persona con un nome semplice, ma evocativo del fiore pi\u00f9 bello. Con uno di quei fiori fa ritorno, insieme ad altro vino, dopo averla lasciata qualche minuto. Le accarezza una mano, gliela prende, gliela bacia teneramente. Poi la guida fuori, sotto al portico della villa, dove si fermano a guardare i giardini. Qualche goccia di pioggia comincia a cadere, leggera. Lui la abbraccia teneramente da dietro e le mormora all\u2019orecchio \u201cAscolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini\u201d. Rosa ascolta quelle parole, le beve, non sa da dove vengano quei versi. Si bea soltanto in quella musicalit\u00e0, mentre la voce profonda le fa correre un brivido lungo la schiena. Si lascia baciare. \u00c8 confusa, ma non per il vino. Lui la cinge con un braccio forte, la guida alla sua macchina, le apre lo sportello. Rosa \u00e8 confusa perch\u00e9 di solito non si comporta cos\u00ec, ma lui, lui, con quegli occhi, quei modi, quella voce, come non assecondarlo? Sono quelli delle sue fantasie, \u00e8 il copione con cui si culla al sonno ogni sera, quello che le fa da plaid nelle serate invernali sul divano. Vede i suoi romanzi fare il tifo per lei, incoraggiarla a lasciarsi andare a quella trama, stasera \u00e8 una delle loro protagoniste. La sartina le sorride ammiccante, il duca le fa l\u2019occhiolino, il pilota esplode in un urlo di incoraggiamento, il miliardario alza il calice al suo indirizzo. Allora va, segue quel tifo, quella favola. Segue Lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le quattro del mattino quando Rosa entra nell\u2019androne a capo leggermente chino. Sfila davanti alla guardiola senza avere il coraggio di guardarla. L\u2019acconciatura \u00e8 disfatta, la camelia rossa a cui teneva tanto e che stava alla base del raccolto \u00e8 perduta. Qualcos\u2019altro si \u00e8 disfatto e perduto, qualcosa di pi\u00f9 importante. Si infila nel suo appartamentino e la solitudine, in agguato dietro la porta, le salta addosso e la stringe, soffocandola col suo abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa scalda dell\u2019acqua per farsi una tisana, si spoglia, si infila il pigiama. La pelle rabbrividisce a contatto con il ricordo di quando \u00e8 stata spogliata poche ore prima.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ha portata nel suo bell\u2019appartamento \u2013 <em>poteva <\/em>essere bello ma in realt\u00e0 era in parte spoglio e in parte pretenzioso allo stesso tempo \u2013 l\u2019aveva baciata, riempita di complimenti, le aveva chiesto se voleva dell\u2019altro da bere. Rosa era rimasta frastornata, mentre i contorni della favola si slabbravano in una realt\u00e0 banale, squallida, ma a quella favola che fuggiva via si era aggrappata con tutte le sue forze mentre lo baciava e lui la spogliava.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva pi\u00f9 avuto brandelli di favola a cui aggrapparsi quando lui si era rivestito e \u2013 gentilmente, certo \u2013 l\u2019aveva invitata a fare lo stesso. L\u2019aveva riaccompagnata alla villa, alla sua auto. L\u2019aveva salutata con dolcezza, con garbo, ringraziandola \u201cdel privilegio del tempo trascorso insieme\u201d, poi l\u2019aveva aiutata a salire in macchina e se n\u2019era andato, senza mai voltarsi a guardarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa beve piano la tisana profumata di tiglio e arancio dolce, per scacciare dalle narici e dalla mente l\u2019odore della pelle di lui. Fuori \u00e8 buio e silenzio, non passa ancora nessuno. Un paio d\u2019ore e la strada comincer\u00e0 ad animarsi. I condomini pi\u00f9 mattinieri porteranno i cani a fare la passeggiata, prima di andare al lavoro. Un bigliettino sullo specchio dell\u2019ingresso le ricorda di comprare i biscotti a forma di osso per Pepita.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ritrova a pensare a Federico. Al cornetto del bar all\u2019angolo nella busta bianca anonima. Alle mimose gialle e profumate. Alla scatola di tachipirina.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi lo sguardo le cade sui suoi romanzi, che le rispondono sventolandole davanti agli occhi il gilet giallo da postino, il naso storto. Rosa scuote la testa davanti allo sguardo di Federico, accarezza le copertine e va in camera da letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla sedia sono gi\u00e0 pronti i vestiti per domani, verdi e marroni, un po\u2019 infeltriti. Rosa accarezza anche loro e li trova ruvidi. Si corica nel letto freddo, la mente infestata dai personaggi di quei romanzi, tutti che fanno il tifo per lei, le fanno attorno un girotondo acclamandola, la isolano dal mondo esterno, una cortina invalicabile, rumorosa, invadente. La solitudine scende opprimente sopra il copriletto. Il frigorifero ronza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54096\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54096\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rosa, nella luce schermata dell\u2019androne, si mimetizza con l\u2019ambiente degli anni Quaranta, fatta della stessa polvere che aderisce alla carta da parati della guardiola in un abbraccio cos\u00ec stretto da esserne diventata parte: i capelli color cenere raccolti in una coda bassa, l\u2019abbigliamento pulito e ordinato, ma sempre in tonalit\u00e0 del marrone, del grigio, del [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54096\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54096\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":22383,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-54096","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54096"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/22383"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54096"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54096\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54119,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54096\/revisions\/54119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54096"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54096"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54096"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}