{"id":54060,"date":"2024-05-04T17:05:40","date_gmt":"2024-05-04T16:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54060"},"modified":"2024-05-04T17:05:41","modified_gmt":"2024-05-04T16:05:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-pianura-di-jacopo-ferri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=54060","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La Pianura&#8221; di Jacopo Ferri"},"content":{"rendered":"\n<p>Da una parte all\u2019altra si estendeva la Pianura.<\/p>\n\n\n\n<p>Netta e precisa, dritta, come una livella sul mondo. Le case, decise e fiere, se ne stavano allineate lungo l\u2019infinito spazio rettilineo e immobile. Non ce n\u2019era una che si elevasse pi\u00f9 in alto delle altre. N\u00e9 un punto del terreno che fosse anche solo di un metro pi\u00f9 sollevato di un altro, o scosso da una profonda buca, o da un rigonfiamento collinare pure minimo. Neanche uno.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutta quella regolarit\u00e0 di spazio, la Pianura regnava sovrana.<\/p>\n\n\n\n<p>E non solo per le strade. Viveva tra la gente, entrava nelle case. Con le sue fattezze equilibrate e immobili. Pacate e fiere. Si era insinuata, persino, nello spirito dei cittadini. Umili, docili, equilibrati, come la terra che li circondava: le case, le strade, il mondo che conoscevano. Il mondo tutto, rettilineo e fiero, esattamente come loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colline e montagne se n\u2019era sentito parlare, in passato. Ma erano racconti vaghi di anziani e antenati, di folli e cantastorie fanatici o troppo fantasiosi. Di persone, insomma, che avevano un modo tutto loro di vedere le cose, e che in questa regolarit\u00e0 infinita, beh, ci mettevano un niente a farsi notare.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una cosa da non credere, dopotutto, quel mondo dei racconti. Fatto da un andirivieni di curve e moti circolari, ascese e discese, voli e cadute, insidiose irregolarit\u00e0. A chiedersi come sarebbe stato abitarlo, la risposta poteva essere una soltanto: terribile. Di sicuro terribile. Ma per fortuna, per fortuna, erano solo storie e niente avevano a che fare con il mondo vero. Si frantumavano davanti al trionfo di questa regolarit\u00e0: da casa a casa, da una parte all\u2019altra, in un luogo che pareva infinito, equanime, al punto che potevi osservarlo, cos\u00ec, in qualsiasi dettaglio. Nei passanti, negli alberi alti uguali, cresciuti al millimetro, fioriti e poi appassiti insieme. Negli uccelli, volare alti, ma ad altezze uguali, tutte uguali, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno uguali. Nelle strade eterne e piane, tessitrici di un mondo senza imprevisti n\u00e9 sorprese. E la vita proseguiva dritta, come una linea retta che legava il futuro al passato senza perturbamenti, indecisioni, bruschi cambi di direzione, movimenti repentini.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019era chi, fra tutte le genti che abitavano uniformi la Pianura, sporadicamente dava di matto. E saliva su un albero, un tetto, una ringhiera, una macchina, e si metteva a cercarlo. Con lo sguardo socchiuso e la mano tesa davanti alla fronte, si metteva a cercarlo. E tu lo vedevi l\u00e0 sopra, dritto, con il corpo proteso all\u2019ins\u00f9, ridicolo quasi, cercar qualcosa. In quello spazio immenso, infinito e distante, di giardini e case: cercar qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era una mania che durava poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni poi indietreggiavano, afflitti, chiedevano scusa ai passanti, si rintanavano nelle loro stanze e l\u00ec vi rimanevano per mesi. Altri tornavano alle loro abitudini, ai lavori scanditi e sicuri, fatti di orari definiti, e ferie, e: \u00abcosa compriamo per Natale?\u00bb, e: \u00abdove andiamo in vacanza quest\u2019anno, amore?\u00bb, \u00abDove non so ma che sia lontano, tesoro, lontano. Che i bambini, li hai visti i bambini? Non ne possono pi\u00f9, davvero, non ne possono pi\u00f9 di tutta questa regolarit\u00e0! Perci\u00f2 partiamo, amore, lontano! Dove desideri tu, ma che sia lontano. Laggi\u00f9! Distanti! Ma pur sempre in pianura\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Finiva cos\u00ec, spesso. In questo modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era una cosa che colpiva di rado, per fortuna, questa tentazione di salire in alto a cercare qualcosa. Era una malattia che colpiva pochi, e i pi\u00f9, di quei pochi, si salvavano. S\u00ec, si salvavano. E tornavano a camminare fra la gente, in pace. Con la macchina pulita e gli abiti asciutti, stirati, lungo le vie infinite e lontane, in vacanza, ma pur sempre in pianura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevo visto, io, una volta, uno di quei matti. Aveva gettato la ventiquattrore sul ciglio della strada e aveva preso a salire la ringhiera di una casa, e da l\u00ec sul platano lungo la via. In alto, in verticale, come se fosse un insetto, un primate, un roditore in cerca di ghiande. Lo vidi puntare il piede in un buco e darsi la spinta lungo la parete laterale, conquistare un primo slargo di corteccia, affacciarsi, pensare che non bastava, e salire, ancora, perpendicolare, con la ventiquattrore a terra e i fogli rovinati al suolo, ormai sparsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dur\u00f2 dieci minuti, forse anche meno.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, raggiunta la punta, vi rest\u00f2 pochi secondi prima di tornare gi\u00f9: lento, rassegnato, con i pantaloni strappati e la giacca lacera; raccogliere la valigetta e proseguire, come se niente fosse, sulla via ordinata. Fu appena due isolati dopo che, raggiunto da alcuni agenti, venne arrestato dalla polizia. Cerc\u00f2 di spiegare, di chiedere scusa, in ginocchio, perdono, ma questa volta rifiut\u00f2 ogni ragione, l\u2019ispettore capo. Rifiut\u00f2 ogni ragione. Bisognava dare un taglio a certe cose, altrimenti sarebbe stata la fine. Di cosa, di preciso, credo non lo sapesse neppure l\u2019ispettore capo, ma sarebbe stata la fine. Questo \u00e8 certo.<\/p>\n\n\n\n<p>A quell\u2019uomo and\u00f2 peggio che ad altri, \u00e8 vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era una cosa che non potevano ignorare, le autorit\u00e0, questa mania di arrampicarsi. Di dare di matto. Non potevano lasciare andare le cose in questo modo. E se c\u2019era da usare la violenza l\u2019avrebbero usata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ispettore capo l\u2019avrebbe fatto, era stato chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tempo dopo avvenne un fatto strano, in parte simile a queste stramberie, ma opposto. O pi\u00f9 precisamente, sbilanciato dall\u2019altro lato.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo appresi una sera, mentre me ne stavo attento a curare le piante sul balcone, affinch\u00e9 crescessero in ugual misura, tutte, allo stesso modo. Era avvenuto vicino casa mia, appena due vie pi\u00f9 in l\u00e0. Non sopra, non sotto, semplicemente: \u201cpi\u00f9 in l\u00e0\u201d. Dal momento che la Pianura si estendeva identica da una parte all\u2019altra e non c\u2019era nord, o sud, o est, o ovest, se non un \u201cl\u00e0\u201d, rarefatto e vago, di un punto indefinito pi\u00f9 o meno vicino a quell\u2019unico centro fermamente immobile e sicuro: s\u00e9 stessi. Ed \u00e8 proprio l\u00ec, oltre me stesso che questo fatto era avvenuto, ed era avvenuto al mattino. Ma io non ne avevo saputo niente. S\u00ec, niente, proprio cos\u00ec. Almeno fino al telegiornale della sera: era stato un signore, stavolta, a far accorrere la polizia. L\u2019aveva chiamata affacciato alla finestra, quella mattina, dopo aver notato un fatto insolito nel giardino a fianco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAgente, agente, mi ascolti\u2026\u00bb, aveva detto al telefono, tutto agitato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl solito arrampicatore mattutino?\u00bb, lo aveva anticipato subito il pubblico ufficiale, ormai abituato a simili segnalazioni: \u00abMando subito qualcuno per farlo scendere\u00bb. \u00abMacch\u00e9 arrampicatore\u2026\u00bb, aveva protestato l\u2019uomo, \u00abMi ascolti, piuttosto, mi ascolti! La signora \u00e8 tutta matta! Le vedo a malapena la testa, qua fuori! Sta scomparendo in terra, agente, in terra!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E subito accorse una volante, e poi un\u2019altra, e un\u2019altra ancora, e la gente s\u2019affacci\u00f2, e scese in strada, e tutti parlavano sconvolti ma pacati, e sempre uguali, e: \u00abVia di qui, adesso ci pensiamo noi!\u00bb, e: \u00abLe vedo a malapena la testa, signore!\u00bb, disse un agente, \u00abLa testa? E il corpo \u00e8 sotto?\u00bb, chiese l\u2019ispettore capo al telefono: \u00abEsatto, il corpo \u00e8 sotto, ispettore! Il corpo \u00e8 sotto!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto in regola, stavolta, su balconi e ringhiere. Perfino il tiglio si ergeva libero sulla via, e disabitato, se non da un nido di rondini alle quali era permesso, tuttavia, di volare libere e spensierate, seppur ad altezze uguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec arriv\u00f2 l\u2019ispettore capo, o perlomeno, cos\u00ec disse la televisione. Che quella donna, non si sa perch\u00e9, di punto in bianco aveva preso a scavare. Teneva in mano una pala, e aveva preso a scavare. Una buca stretta, circolare, in cui c\u2019entrava lei, a malapena, ma che andava gi\u00f9, perpendicolare alla terra, come una torre al rovescio. Della donna si vedeva solo la fronte, che sporgeva appena appena, ma sarebbe sparita fin gi\u00f9, in profondit\u00e0, se qualcuno non l\u2019avesse fermata. Se qualcuno, santa Pianura, non l\u2019avesse fermata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a quel punto, chiss\u00e0 com\u2019\u00e8, venni preso da un\u2019emozione ancestrale, a me sconosciuta. E come spinto da una forza indipendente venni attratto fuori dall\u2019abitazione. Andai svelto gi\u00f9 per la via, appena due vie pi\u00f9 in l\u00e0, e raggiunsi quella casa circondata da nastro giallo, ormai buia, senza pi\u00f9 nessuno intorno. Se non due agenti messi l\u00ec all\u2019ingresso a controllare la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrai di lato, superandoli dal retro, facendomi stretto tra la ringhiera e il tiglio, dove passava il mio corpo appena. E mi avvicinai a quella voragine misteriosa, abbandonata, al centro di un giardino comune, come gli altri, eppure con un buco al centro. E il resto uguale.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi calai piano. Con la mente folle e soprattutto speranzosa, forse di trovare qualcosa, l\u00e0 sotto, qualcosa. Ma perch\u00e9 lo stavo facendo, perch\u00e9? Potessi dirlo, io, potessi dirlo con certezza non l\u2019avrei mai fatto. Eppure, c\u2019era qualcosa che mi spingeva a entrare, l\u00e0 sotto. In profondit\u00e0, sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Toccai terra che avevo ancora mezza spalla fuori, e la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terriccio umido, ai miei piedi. I fili d\u2019erba, a solleticarmi il viso. E avvenne come un incanto, a quel punto, un incanto. Come se la terra avesse cambiato forma e il mondo non fosse pi\u00f9 lineare, o meglio, lineare s\u00ec, ma con un buco al centro in cui c\u2019ero io. Un buco, al centro del mondo, in cui c\u2019ero io.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dur\u00f2 pochi secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>In fretta uscii, pulii le scarpe, i pantaloni, il maglione, dal terriccio umido e appiccicoso, e scappai. Scappai pi\u00f9 che potevo, una, due vie pi\u00f9 in l\u00e0. Mi rintanai in casa, sul balcone, a tagliare piante tutte uguali. Precisamente: a tagliare piante, tutte uguali.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si fece mattina, e senza sonno andai al lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Presi la giacca, la sciarpa e la ventiquattrore e andai gi\u00f9 per la via, avanti, rettilineo, con lo sguardo dritto e le scarpe sporche di fili d\u2019erba e terra umida. E superai un isolato, poi un altro, e un altro ancora, e resistetti, santa Pianura, davvero resistetti a lungo, pi\u00f9 che potei. Per quattro, cinque, sei isolati. Tremante. Prima di gettare via la valigetta con un gesto netto, lontano da me, in mezzo alla strada. E puntare subito il platano pi\u00f9 vicino, sotto gli occhi increduli di tutti. Sconvolti ma pacati. Diversi ma uguali. Sul platano pi\u00f9 vicino. Su cui mettevo un piede dopo l\u2019altro, e con il primo mi davo la spinta, e mi affacciavo, e non bastava mai, e allora via, pi\u00f9 in alto, ancora, su quel platano, come un insetto, un primate, un roditore in cerca di ghiande, pi\u00f9 su, fino in cima. E l\u2019ispettore capo, sotto, sopraggiunto in volante, con altri, a intimarmi di scendere, di venire gi\u00f9. E io lass\u00f9, invece, sempre di pi\u00f9, verso la cima, a due metri, eccola!, ormai vicina, e una volta raggiunta affacciarsi e cercare, con la mano tesa davanti alla fronte, qualcosa. Cercare, in quella vastit\u00e0 sconfinata, qualcosa!<\/p>\n\n\n\n<p>Un limite. Un punto. Una meta.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre le case, e le strade, e le macchine, e le genti per strada. Diverse ma uguali, passanti e sopraggiunti, in cerchio, tutt\u2019intorno. Con me, nel mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec subito, fuori, qualcosa accadde. O forse accadde dentro, quel qualcosa. Difficile a dirsi in una posizione come quella.<\/p>\n\n\n\n<p>E le strade presero a salire e a scendere, cos\u00ec come le case. E vidi le genti tutte intorno cominciare ad andare in discesa e in salita, perpendicolari alla terra. Inabissarsi ed ergersi, in alto, fra nuvole e campane; e scendere, in basso, fra radici, e funghi, e petrolio, e rovine.<\/p>\n\n\n\n<p>E vidi le colline nascere, all\u2019orizzonte, seguite da montagne, e fiumi, e valli, e insenature profonde, e scogliere, e mare. E tutt\u2019intorno la realt\u00e0 contorcersi, con i platani che presero a salire liberi e gli uccelli a volare alti, ad altezze proprie, a ognuno le sue.<\/p>\n\n\n\n<p>E vidi quella pianura, infinita e sconfinata, divenire all\u2019improvviso mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte all\u2019altra. In alto e in basso. Semplicemente, mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_54060\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54060\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da una parte all\u2019altra si estendeva la Pianura. Netta e precisa, dritta, come una livella sul mondo. Le case, decise e fiere, se ne stavano allineate lungo l\u2019infinito spazio rettilineo e immobile. Non ce n\u2019era una che si elevasse pi\u00f9 in alto delle altre. N\u00e9 un punto del terreno che fosse anche solo di un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_54060\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"54060\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28165,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-54060","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54060"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28165"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54060"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54063,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54060\/revisions\/54063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}