{"id":5403,"date":"2011-03-01T18:18:22","date_gmt":"2011-03-01T17:18:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5403"},"modified":"2011-03-01T18:18:22","modified_gmt":"2011-03-01T17:18:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-il-freddo-dellestate-di-rossana-de-lorenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5403","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Il freddo dell&#8217;estate&#8221; di Rossana De Lorenzo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">-Trovare il modo per uscirne indenne: ecco cosa voglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Ma se cerchi di buttare gi\u00f9 la pillola, senz\u2019acqua, beh credi che cos\u00ec, cambier\u00e0 qualcosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Non lo so, ma almeno lo spero. Deglut\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Lei non torner\u00e0 e lo sai.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-S\u00ec, ma forse torner\u00f2 io. Finalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Dove sei stata per tutto questo tempo, in cui ti ho avuto qui con me? Ronald le si avvicin\u00f2 piano, stringendole i fianchi in un abbraccio morbido.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Non ero qui, tu l\u2019hai sempre saputo, eppure hai fatto finta di niente. Per il mio bene, suppongo. Emily si abbandon\u00f2 al calore di quelle mani, che le rassicuravano il corpo. Pi\u00f9 di ogni altra cosa, le cancellavano il freddo di dosso, i brividi del niente e quel vuoto cos\u00ec pieno di paure.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Adesso invece, intendo in questo preciso istante, dove sei? Mi sembri assente. Voglio sapere tutto, ogni piccolo dettaglio, anche il pi\u00f9 insignificante, purch\u00e9 tu ritorni da te.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Riflett\u00e8 per una manciata infinita di secondi. Si lisci\u00f2 le labbra con la lingua, alz\u00f2 gli occhi verso il lato destro del soffitto, come se l\u00ec si nascondessero i pensieri che stava cercando, e inizi\u00f2. Le palpebre socchiuse, in un rituale che si schiudeva sempre uguale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Sono al parco. Si scost\u00f2 la camicetta, la sbotton\u00f2 con gesti nervosi, mostrando l\u2019incavo dei seni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Fa caldo, molto caldo. L\u2019estate del 1984, e giugno mi scorre rovente sulla pelle. Non sono sola. Lei \u00e8 con me, mi tiene per mano. Mi osserva, mentre\u00a0mi sistema premurosa il colletto della camicia. Poi \u2026 Emily si ferm\u00f2, assalita da un panico ingombrante nello stomaco. Lui lo cap\u00ec dalle carezze, con cui si coccolava la pancia nuda, appena pi\u00f9 pronunciata del solito. La abbracci\u00f2 ancora pi\u00f9 forte e il suo profilo ader\u00ec a quello di Emily: due pezzi di un puzzle, che combaciano perfettamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Non volevo, per\u00f2 mi succede lo stesso. Mi manca, nonostante gli anni e le parole spese a dimenticarla. Ecco, poi mi lascia la mano e va a sedersi su una panchina, non lontana dal chiosco dei gelati. Io la fisso, mentre si allarga le pieghe della gonna, e tira fuori dalla borsa un giornale. Sembra non accorgersi di me. Sembra distratta, ma felice. Non so perch\u00e9, ma io, invece, mi sento triste. Cerco di non pensarci e saltello verso lo scivolo, quello ad onde. Te lo ricordi, Ronald?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Annu\u00ec bugiardo, perch\u00e9 quel posto non l\u2019aveva mai visto in vita sua. Non poteva contraddirla proprio ora. Non se la sentiva di spezzare quell\u2019incantesimo bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Sono sola, in cima allo scivolo. Dei bambini mi indagano minacciosi da lontano, in attesa del loro turno. Non m\u2019importa quanto tempo aspetteranno. Mi piace il freddo metallico sotto le gambe, scoperte dai pantaloncini. Rimango un po\u2019 in quella posizione di dominio. E lei non mi manca quasi pi\u00f9. Ma qualcosa \u2026 un tremito elettrico la scosse di nuovo, facendole battere i denti. Ronald le ripieg\u00f2 il colletto, chiudendo due bottoni. Si calm\u00f2 e gli diede un bacio timido sulla barba.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Avverto qualcosa nell\u2019aria. Non \u00e8 un profumo di fiori e nemmeno un suono di voci. E\u2019 pi\u00f9 un qualcosa a met\u00e0 strada tra i due, forse un odore che suona strano. Non saprei definirlo diversamente. L\u2019aria mi circonda immobile. Mi cresce dentro una strana sensazione. Voglio vincerla ad ogni costo, cos\u00ec mollo la presa e scivolo gi\u00f9, come se mi stessi liberando del peso di me stessa. Sono io, ma senza forza di gravit\u00e0. E la felicit\u00e0, scivola pure lei insieme a me, impercettibile e forte. Dentro.Gli occhi socchiusi dalla lentezza del passato, mentre Ronald, che gi\u00e0 conosceva il seguito di quella storia, le sfior\u00f2 le palpebre con le dita, perch\u00e9 non vi filtrasse pi\u00f9 nessun dolore. \u00a0Lei si lasci\u00f2 sfuggire un singhiozzo, tir\u00f2 su col naso: aveva esattamente quattro anni, come allora, in quel giugno del 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Sto per atterrare sul fango sotto di me, quando mi giro a guardarla. E\u2019 spaventata: la bocca leggermente aperta e gli occhi imbambolati. Non cadr\u00f2, stai tranquilla, le sussurro a mente, ma mia madre non mi sente. Mi corre incontro a braccia aperte, per afferrare il mio volo senza peso. Allora la felicit\u00e0 si spezza, come il filo di un aquilone sotto la pressione del vento. Capisci cosa voglio dire? Lui fece di s\u00ec con la testa. Le lamb\u00ec sotto i palmi delle mani la piccola vita, che le viveva ignara nel grembo. Ignara del mondo doloroso, che le toglieva il sonno e la consumava un poco, ogni giorno di pi\u00f9. Ma Ronald non gliel\u2019avrebbe permesso, di lasciarsi morire cos\u00ec. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Non so come possa succedere, che in un attimo si spalanchi il destino e tu non sai pi\u00f9 chi sei, da un momento all\u2019altro, dico. \u00a0Dopo tocco la terra con la punta dei piedi, sto per alzarmi, ma \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Scoppi\u00f2 a piangere: una tristezza liquida e salata, le attravers\u00f2 il viso, ancora pi\u00f9 bello di quando sorrideva. Poche persone ci riescono, a risplendere sotto la cenere, ed Emily era una di quelle. Ronald lo aveva sempre saputo, dal primo istante che se n\u2019era innamorato. A maggio pu\u00f2 sbocciare qualsiasi cosa, anche un pensiero caldo tra due amanti, pens\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Ho i piedi ben piantati a terra, inzuppati dalla melma di una pozzanghera, ma le gambe mi tremano e lo sento tutto, il peso che non mi fa muovere un passo verso di lei. Non so cosa le sia successo. So solo che \u00e8 ferma a terra, Ronald, con la faccia attaccata all\u2019asfalto e la borsa abbandonata\u00a0a qualche centimetro di distanza. Per fortuna che due signori la soccorrono, le tastano il polso, cercando di rianimarla. Uno dei due, scuote la testa ed io l\u2019ho appena raggiunto, quando mi abbraccia per farmi coraggio. Io gli bagno la manica della giacca, non so per quanto tempo ho pianto stretta a lui. Ho quattro anni, \u00e8 l\u2019estate del 1984, quando mia madre muore per un infarto. Non voglio, Ronald, non voglio, protest\u00f2 a voce alta. Come se avesse potuto impedire al passato di esistere gi\u00e0. Le arruff\u00f2 i capelli sottili come fili di seta e preg\u00f2 in silenzio, lui che nemmeno ci credeva in Dio. Preg\u00f2 perch\u00e9 Emily potesse diventare madre, senza il fantasma di quella morte. Preg\u00f2 perch\u00e9 lui riuscisse a starle vicino. Allora \u00a0l\u2019accompagn\u00f2 sul letto, le baci\u00f2 delicatamente la fronte e le apr\u00ec le palpebre. Nessuno di loro due sapeva quando l\u2019alba sarebbe arrivata: non restava che aspettare la fine di quell\u2019incantesimo bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">-Sono tornata, Ronald, e sono qui per restare. Lui la contempl\u00f2 stupito. Non ci avrebbe mai scommesso sulle preghiere di un ateo. Per la prima volta, si sent\u00ec come su quello scivolo ondulato, che non aveva mai visto in vita sua: insensatamente leggero e felice.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5403\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5403\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-Trovare il modo per uscirne indenne: ecco cosa voglio. -Ma se cerchi di buttare gi\u00f9 la pillola, senz\u2019acqua, beh credi che cos\u00ec, cambier\u00e0 qualcosa? -Non lo so, ma almeno lo spero. 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