{"id":53972,"date":"2024-04-26T10:28:29","date_gmt":"2024-04-26T09:28:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53972"},"modified":"2024-04-26T10:28:31","modified_gmt":"2024-04-26T09:28:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-dentro-di-me-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53972","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Dentro di me&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><\/p>\n\n\n\n<p>Salii sul treno, quindi sedetti su un sedile poco distante dalla cabina dei macchinisti. Faceva freddo, il cielo era coperto. Un tempo uggioso, ma per fortuna non pioveva. Una giornata di fine inverno, malinconica come malinconico era il motivo del mio viaggio per Firenze, dove mi recavo per svolgere delle pratiche cimiteriali che riguardavano uno zio di mio padre. <\/p>\n\n\n\n<p>Pochi minuti dopo che mi ero accomodato a sedere il treno part\u00ec. Davanti a me avevo il display che indicava la velocit\u00e0 e la temperatura esterna. Un dettaglio da poco, ma che tuttavia acu\u00ec la malinconia che gi\u00e0 provavo. Pensavo infatti che ai tempi in cui nella mia famiglia eravamo tutti in et\u00e0 pi\u00f9 o meno non troppo avanzata tale dispositivo non c\u2019era sulle carrozze ferroviarie, e se ci fosse stato ci sarebbe apparso un qualcosa di decisamente futuristico, simile a certi strumenti che si vedevano allora nei film di fantascienza e che facevano volare con l\u2019immaginazione oltre la soglia del tanto chiacchierato Duemila. Ora invece quel piccolo schermo e i messaggi vocali che informavano i viaggiatori su alcuni dettagli del viaggio avevano su di me l\u2019effetto di farmi sentire irrimediabilmente vecchio, come un sopravvissuto capitato in un tempo che non\u00a0 percepiva pi\u00f9 come il proprio. Il paesaggio che scorreva di l\u00e0 dal finestrino, invece, un po\u2019 mi rincuorava. <\/p>\n\n\n\n<p>Era poco cambiato da quando &#8211; trenta, quaranta o cinquant\u2019anni prima \u2013 percorrevo questa tratta in compagnia di familiari oggi tutti scomparsi. La carrozza sulla quale mi trovavo, la prima del convoglio, era poco affollata, ed anche alle stazioni intermedie dove il treno si ferm\u00f2 il numero complessivo di viaggiatori a bordo, facendo il bilancio tra coloro che salivano e coloro che scendevano, variava di poco. Tutto ci\u00f2 fin\u00ec per conciliarmi il sonno, e forse solo perch\u00e9 il controllore, con fare cortese, mi chiese di mostrargli il biglietto, svegliandomi, non \u201cbucai\u201d la fermata di Firenze Rifredi, alla quale, invece, mi preparai con notevole anticipo, alzandomi dal sedile e andando di fronte la porta per la discesa dei passeggeri addirittura qualche minuto prima che il treno giungesse in stazione. Scesi sulla pensilina, e dato che ormai ero pratico del luogo perch\u00e9 per avviare la pratica cimiteriale c\u2019ero gi\u00e0 venuto un paio di volte, in breve uscii dalla stazione e mi avviai per la strada in lieve salita che portava verso la zona collinare dove vi erano le nuove cappelle del commiato e gli uffici dove venivano sbrigate le pratiche cimiteriali. <\/p>\n\n\n\n<p>Arrivai lass\u00f9 in una mezz\u2019ora, forse anche qualche minuto in pi\u00f9. Davanti a me allo sportello c\u2019era un po\u2019 di gente, comunque quando fu il mio turno l\u2019impiegato abbastanza sbrigativamente complet\u00f2 la pratica. Dovevo soltanto andare all\u2019agenzia funebre a portare i documenti per la cremazione dei resti mortali dello zio, che poi avrebbero dovuto essere traslati nel colombario dove da qualche decennio gi\u00e0 riposava la moglie. Per tornare a Rifredi un gentile signore che aveva atteso il turno nell\u2019ufficio insieme a me si offr\u00ec di accompagnarmi in auto fino all\u2019agenzia, che non era molto distante dalla stazione ferroviaria. Cos\u00ec il ritorno si rivel\u00f2 assai pi\u00f9 veloce dell\u2019andata, e consegnati infine i permessi per la cremazione al direttore dell\u2019agenzia funebre, poco dopo ero di nuovo alla stazione. Dovetti per\u00f2 attendere un\u2019ora buona il treno che mi avrebbe riportato a casa. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano soprattutto studenti sulle pensiline, ed ogni tanto un gruppetto di loro saliva su un treno che si era appena fermato e andava verso la propria vita. Oltre ai treni per le destinazioni regionali vidi passare anche diversi treni d\u2019alta velocit\u00e0 \u201cFrecciarossa\u201d e \u201cItalo\u201d, poco o niente presenti dalle mie parti. Quando tocc\u00f2 a me salire sul regionale, contrariamente a quanto mi aspettavo vidi subito che vi erano parecchi posti a sedere liberi. Con un certo sollievo mi accomodai su un sedile, d\u2019altra parte avevo camminato parecchio nel viaggio di andata, ed anche l\u2019attesa del treno alla stazione l\u2019avevo trascorsa quasi sempre in piedi perch\u00e9 le panchine erano molto spesso occupate dai numerosi studenti. Come avevo fatto all\u2019andata scelsi un posto accanto ad un finestrino. Pochi minuti dopo il treno part\u00ec. Presto mi ritrovai con lo sguardo perso di l\u00e0 dal vetro verso il paesaggio della campagna collinare circostante che scorreva veloce sotto il \u00a0solito cielo grigio uggioso. Avevo addosso malinconia, ma la mia mente non si soffermava su nessun pensiero in particolare. In queste condizioni tendo spesso ad appisolarmi, ma una voce vicina quasi sussurrata mi scosse. <\/p>\n\n\n\n<p>Contrariamente che nel viaggio di andata questa volta a chiamarmi non era stato il controllore. In piedi accanto il sedile un giovane, forse straniero per quel che potevo intuire dall\u2019accento e un po\u2019 anche dal suo aspetto, mi chiedeva di offrirgli qualche soldo. L\u00ec per l\u00ec rimasi incerto sul da farsi, poi cortesemente rifiutai la sua richiesta. Il giovane non insist\u00e9, poi and\u00f2 qualche fila di sedili pi\u00f9 avanti ed evidentemente rivolse la stessa richiesta ad altri passeggeri, anche se ormai non potevo pi\u00f9 sentire le sue parole. Mi parve per\u00f2 che anche loro rifiutassero le sue richieste. Cos\u00ec il ragazzo pass\u00f2 ancora oltre, su un&#8217;altra carrozza, e non lo vidi pi\u00f9. Qualche minuto dopo, eravamo prossimi a fermarci alla stazione di Empoli, un messaggio vocale informava i viaggiatori della presenza sul treno di agenti di polizia. Mi domandai se il messaggio avesse relazione col mendico di poco prima, e mi chiesi anche se avessi fatto bene a rifiutargli una sia pur piccola offerta. Mi dissi che se la vita fosse stata meno generosa con me, forse al suo posto avrei potuto esserci stato io. <\/p>\n\n\n\n<p>Passarono i chilometri, ed altri pensieri passarono nella mia testa. Quando scesi dal treno alla stazione della mia citt\u00e0 mi torn\u00f2 ancora in mente il giovane mendico. Ancora non seppi darmi risposta se avessi fatto bene o meno a rifiutargli l\u2019elemosina. D\u2019altra parte le giustificazioni per una scelta possono essere parecchie, e non immotivate. Mentre camminavo verso casa, sotto il cielo uggioso ancora pi\u00f9 velato per l\u2019incipiente tramonto, mi dissi che a molte domande forse non avrei mai avuto risposta. Quando un altro viaggiatore far\u00e0 per me quello che io avevo appena fatto per il vecchio zio \u2013 alla fine conclusi -, solo allora la luce della verit\u00e0 sar\u00e0 dentro di me.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53972\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53972\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salii sul treno, quindi sedetti su un sedile poco distante dalla cabina dei macchinisti. 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