{"id":53906,"date":"2024-04-22T19:20:36","date_gmt":"2024-04-22T18:20:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53906"},"modified":"2024-04-22T19:20:37","modified_gmt":"2024-04-22T18:20:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-sogno-infranto-di-antonia-dartizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53906","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Sogno infranto&#8221; di Antonia Dartizio"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>30 giugno 2010. Ultimo giorno di scuola in un paesino della Basilicata. Maddalena era finalmente in pensione. Dopo aver salutato in modo frettoloso la preside, i colleghi e una bidella, nella quale si imbatt\u00e9 nel corridoio, si allontan\u00f2, correndo, come per sfuggire al fuoco, ad un pericolo. Alla scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora esisteva lei, solo lei. Era single. I suoi genitori non c\u2019erano pi\u00f9. Suo fratello, l\u2019unico, viveva a Milano, dove aveva sempre insegnato. Nemmeno lui era sposato.<\/p>\n\n\n\n<p>Un venticello sfiorava il suo viso. Le dava vitalit\u00e0. Si sentiva leggera. Era bellissimo. Ora poteva osservare quello che la circondava. Alz\u00f2 lo sguardo al cielo. Era terso, a parte qualche nuvoletta. Metteva ancora pi\u00f9 in risalto l\u2019azzurro. L\u2019abbagli\u00f2. Strinse per un attimo gli occhi.&nbsp; Era come se vedesse il cielo per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Quanta bellezza da scoprire, da vivere. Quanti viaggi mi aspettano. &#8211; Pens\u00f2.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Le sembrava di aver squarciato un velo, tetro, pesante. E lei stessa l\u2019aveva calato, isolandosi. Si era dedicata solo al suo dovere, al suo lavoro nel quale aveva sempre eccelso, convogliandovi tutte le sue energie. Aveva dato un grande contributo culturale al suo paesello e goduto del suo piccolo mondo, racchiuso come in un guscio.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto sentiva il cinguettio degli uccelli, le rondini garrire e il vocio dei bambini e dei ragazzi. Entr\u00f2 in un bar, l\u2019unico del paese. Prese un aperitivo. Non l\u2019aveva mai fatto. Si sedette. Bevve un bitter accompagnandolo con noccioline e patatine.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivata a casa lo squillo del telefono turb\u00f2 quel benessere del quale stava incominciando a godere. Non avrebbe voluto rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, prevalse il senso del dovere.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>E se fosse mio fratello?<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Era Bozena, la compagna di Rocco.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Maddalena, hai chiuso con la scuola?<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec, perch\u00e9? \u00c8 successo qualcosa?<\/li>\n\n\n\n<li>S\u00ec\u2026 no. Poi ti diremo. Stiamo arrivando.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Cadde la linea. Prov\u00f2 a telefonarle parecchie volte. Non rispondeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Maddalena, pietrificata, ma agitata nello stesso tempo, si sciolse in lacrime abbandonandosi su una panchetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si rese conto di quanto tempo rimase senza avere la forza di reagire, di alzarsi. Fu il suono del campanello della porta a scuoterla dal torpore. Dopo aver aperto, mentre si stropicciava gli occhi, apparve Rocco, immobile, con la testa piegata. Bozena, accompagnandolo con il braccio, lo fece entrare. Maddalena guardava incredula. Cosa stava accadendo? Sofferm\u00f2 il suo sguardo interrogativo su Bozena per avere delle risposte. Senza giri di parole le disse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00c8 affetto dall\u2019Alzheimer. Non pu\u00f2 restare da solo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Sgranando gli occhi e aprendo un po&#8217; la bocca avrebbe voluto dire qualcosa, ma era bloccata. A poco a poco, non senza fatica, disse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Come si \u00e8 ridotto! Non me l\u2019ha detto. Perch\u00e9?<\/li>\n\n\n\n<li>Ha sottovalutato i primi sintomi.<\/li>\n\n\n\n<li>E tu?<\/li>\n\n\n\n<li>Me lo ha vietato per non disturbarti.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Rocco, piangendo: \u2013 Maddalena, scusami, ti ho trascurata una vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Come un estraneo si guardava attorno, immobile davanti alla porta. Sua sorella la richiuse alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Vai a sistemare le tue cose nella tua stanzetta.<\/li>\n\n\n\n<li>Dov\u2019\u00e8? \u2013 Rispose balbettando.<\/li>\n\n\n\n<li>Non la ricordi?<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Maddalena si pass\u00f2 la mano sulla fronte. Sentiva il dovere di abbracciare il problema del fratello ma era inquieta, cosciente di dover rinunciare al suo sogno. Ed erano le sue non reazioni a farla andare in crisi. Lo rimprover\u00f2 alzando il tono della voce per scuoterlo, come si fa con i bambini.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>\u00c8 l\u00e0, difronte. C\u2019\u00e8 anche la targhetta sulla porta. La fece pap\u00e0 con il compensato tanto era felice quando venisti alla luce. Finalmente aveva un figlio maschio.<\/li>\n\n\n\n<li>Pap\u00e0\u2026<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Dalla sua espressione si evinceva estraneit\u00e0. Era come se ci fosse un abisso tra lui e l\u2019ambiente circostante, tra lui e suo padre.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Non lo ricordo.<\/li>\n\n\n\n<li>Vai, sulla scrivania ci sono le foto di famiglia. Guardale e di sicuro ti torner\u00e0 alla mente. Noi intanto prepariamo qualcosa da mangiare.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>In preda alla disperazione pi\u00f9 nera strinse la mano destra e con un pugno, per liberarsi di tutta la rabbia che stava covando, apr\u00ec la porta della cucina. Bozena la segu\u00ec e abbracciandola le disse:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Maddalena, io devo lavorare, purtroppo. Non posso farmene carico. Ma non lo abbandono. Verr\u00f2, quando mi sar\u00e0 possibile. Condivideremo il tempo che gli resta da vivere.<\/li>\n\n\n\n<li>Non \u00e8 giusto. Lo odio.<\/li>\n\n\n\n<li>Ce la faremo, coraggio.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Apparecchiarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Bozena: \u2013 Rocco, \u00e8 pronto, vieni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Non rispose. Maddalena lo raggiunse.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Ti abbiamo chiamato. Perch\u00e9 non vieni? La cena \u00e8 pronta.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Rocco se ne stava seduto vicino alla scrivania a contemplare le foto. Le fece tanta tenerezza. Probabilmente aveva avuto dei flash e si stava sforzando di ricordare.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Lascia stare adesso. Andiamo a mangiare. Sono stanca.<\/li>\n\n\n\n<li>Anch\u2019io sono stanco.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Forse non avrebbe dovuto usare quel tono. Con suo fratello. E se fosse capitato a me? Pens\u00f2. Se ne sarebbe infischiato. Lui aveva sempre fatto la sua vita a Milano. Quante feste di Natale aveva passato da sola! Dopo essersi avvicinata gli fece una carezza.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Scusami, Rocco. Cerca di capirmi. Avevo altri progetti per me e tu li hai distrutti. Non \u00e8 giusto. Sono sconvolta, arrabbiata.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Rocco non reag\u00ec. Chiss\u00e0 come si sentiva. Era doveroso prendersi cura di lui. Ma sua sorella non aveva mai goduto dell\u2019amore, delle attenzioni di una persona cara. Perch\u00e9 rinunciare, in pensione, perfino al piacere di viaggiare, di essere libera, di fare quello che aveva sempre desiderato?<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cena andarono a letto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Maddalena era distrutta. Ogni tanto guardava l\u2019orologio. Le ore passavano ma lei continuava a restare sveglia.&nbsp; Sperava di addormentarsi, di anestetizzare il suo dolore al fine di essere in grado di fronteggiare la nuova situazione familiare. Chi le avrebbe dato le forze? In che cosa avrebbe potuto trovarle?&nbsp; Avrebbe dovuto riorganizzare la propria vita. Si girava e si rigirava nel letto. Era troppo grande il dolore, il suo dolore. Quasi magicamente, d\u2019un tratto, sent\u00ec la voce della mamma.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Non ti preoccupare. Non ti abbandoner\u00f2.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Vide un\u2019ombra. Apr\u00ec gli occhi per il terrore. Accese subito la luce, si diresse verso la porta dalla quale sua madre, l\u2019ombra si dilegu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Mamma, mamma, non te ne andare, ti prego! \u2013 Disse nella concitazione a voce alta.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Il fratello, richiamato dal tono della voce della sorella, la raggiunse e chiese:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Che succede? Perch\u00e9 gridi?<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Lei incredula, con gli occhi sbarrati:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Mamma, \u00e8 venuta mamma.<\/li>\n\n\n\n<li>Mamma!<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019espressione del volto di Rocco era diversa. Sembrava felice, come un bambino. Prese una foto dalla tasca del pigiama e gliela fece vedere.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Era sulla scrivania. Mi fa piacere tenerla in tasca. Non mi sento solo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019umore di Maddalena cambi\u00f2. Guardandolo serafica grazie all\u2019apparizione inaspettata della mamma e alle parole del fratello, disse:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Di sicuro lei ci aiuter\u00e0 e ce la faremo. \u00c8 come se mi avesse richiamata al mio dovere, ti avesse affidato a me. Ma perch\u00e9 se n\u2019\u00e8 andata subito?<\/li>\n\n\n\n<li>Maddalena, non se n\u2019\u00e8 andata. \u00c8 con noi. Anche se non la vediamo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Si abbracciarono.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Grazie Rocco. Vivremo insieme l\u2019ultima fase della nostra vita. \u00c8 gi\u00e0 tanto.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Rocco si diresse piano piano verso la sua stanza. Maddalena, sottovoce:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Ora riuscir\u00f2 a dormire, spero. Grazie, Mamma!<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53906\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53906\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30 giugno 2010. 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