{"id":53837,"date":"2024-04-12T10:07:16","date_gmt":"2024-04-12T09:07:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53837"},"modified":"2024-04-12T10:13:40","modified_gmt":"2024-04-12T09:13:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-farfalle-nella-pancia-di-giovanni-bottino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53837","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Farfalle nella pancia&#8221; di Giovanni Bottino"},"content":{"rendered":"\n<p>\u2026quel pomeriggio sono a casa. E come al solito la cantina \u00e8 in disordine. Ma \u00e8 una cantina, non un salotto.<br>Che poi io non ho il salotto. E non so come possa essere.<br>Metto a posto gli attrezzi, cerco di fare un poco di ordine. Perch\u00e9 poi mi piace trovar le cose dove le ho lasciate. E se le lascio in giro come le scovo poi. Mi dimentico.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse son monotono\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Mia moglie ha la pancia che sembra una mongolfiera. Di quelle tutte colorate e grandi, magiche e leggere.<br>In cuor mio mi ci aggrappo e son come sopra al cielo, la musica di Beethoven mi fluttua volante quasi sopra il sole a ricordar &#8220;le quattro stagioni&#8221; del mondo. Sento caldo\u2026sento la sua &#8220;voce radiosa&#8221; che rimbomba di note musicali che sanno di zucchero filato. Che poi il sole \u00e8 talmente bello che non puoi guardarlo agli occhi. E lo zucchero si squaglia.<br>Una donna quando \u00e8 incinta non \u00e8 una donna. Non \u00e8 neanche una mamma. E neppure una moglie.<br>\u00c8 un sorriso.<br>Uno di quei sorrisi che noi uomini invidiamo perch\u00e9 non ne siam capaci a imitare.<br>A volte neanche a sfiorarlo.<br>O vederlo.<br>Ma io quel giorno son come un libro aperto\u2026vedo tutto, sento tutto. Ed ho una cazzo di paura che mi assilla ma non ferisce.<br>Fra non molte ore nasce nostro figlio. Ed io ho timore. Anzi, ne ho un sacco di timori, che non riesco a contarli neppure col pallottoliere o a metterli almeno in fila.<br>Starebbero bene nella mia cantina.<\/p>\n\n\n\n<p>La sala parto sembra un teatro ma v&#8217;\u00e8 solo un posto per potersi sedere. E non \u00e8 certo il mio.<br>Ho cercato di capire il suo dolore, la sua fatica. Il suo desiderio\u2026non \u00e8 stato facile.<br>Le lacrime sue erano come petali di fiori, che sapevano di miele. Piangeva per il male e sorrideva per la gioia ed io non capivo pi\u00f9 un bel cavolo di niente.<br>Ero confuso. Ma poi\u2026che ci facevo qui dentro ? Che idiota.<br>&#8220;Perch\u00e9 ho ascoltato il cuore e non la paura&#8221; mi son chiesto troppe volte.<br>Noi uomini che assistiamo al parto siam coraggiosi\u2026 perch\u00e9 non ci rendiamo conto di nulla.<br>Lo scrivo senza vergogna\u2026&#8221;sarei scappato via&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La bocca aperta per lo stupore di ci\u00f2 che una donna riesce a fare.<br>Lettere senza senso ruotano dentro la testa nel tentativo di fare ordine.. Ordine\u2026.capite, ordine. Mi ha rotto l&#8217;anima sta parola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l&#8217;emozione \u00e8 cos\u00ec forte che sembra quasi che a partorire sia io. O voi uomini\u2026<br>Che bello per\u00f2 esser cos\u00ec scemi e senza senso. Ho un buon ricordo di tutto ci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue gambe sono aperte, la dilatazione della sua intimit\u00e0 \u00e8 talmente grande che vedo la testa di mio figlio.<br>I capelli.<br>Il cuore.<br>Il miracolo\u2026<br>Ho il cuore che potrebbe esplodere, ma non so di cosa ancora.<br>Intanto Lei spinge e respira e si ferma e poi riparte\u2026e spinge, respira e strilla gioia. O forse non \u00e8 gioia ma dolore. Ma comunque sento che sia felice.<br>\u00c8 cos\u00ec forte mia moglie che non la riconosco quasi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 nato. \u00c8 nato Lauro.<br>Lauro\u2026ricordando l&#8217;alloro e tutto il suo bel significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Pesa oltre quattro chili e li per li, solo questo m&#8217;imbarazza per cosa posso far in futuro nella nostra intimit\u00e0.<br>Che sciocco aver questi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ?<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure siam i Cavalieri della tavola rotonda, gli Orchi del Signore degli Anelli, i Ronaldo portoghese appena andato a segno. Il simbolo della virilit\u00e0\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi era Lauro. Un domani sarebbe stato anche Emma. La mia dolce Emma.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, quell&#8217; esserino era fra le mie braccia. Era leggero come una piuma ed io ero felice come il mare.<br>La Donna esausta come avesse fatto la mille miglia&#8230;ma sorridente.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 un figlio ?<br>Me lo son chiesto tante volte. Forse una storia pesante da sopportare, proprio quando lo sei stato pure tu. E da trasformare quando hai consapevolezza che pap\u00e0 e mamma non sono super eroi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che ho capito \u00e8 la bellezza che ste donne sanno darti. E che forse il miracolo \u00e8 tutto ci\u00f2. E null&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo mostriciattolo che vive dentro la pancia di mia moglie per quasi nove mesi e poi esce e stravolge tutto. Ti fa rotolar le emozioni come fosse un luna park. E non ti lasciano pi\u00f9.<br>Che storia la paternit\u00e0.<br>Sembra un giro giro tondo e casca il mondo di gioia e rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non ho dato per scontato la felicit\u00e0 con la nascita di Lauro.<br>Ma caspita\u2026ho sempre camminato in salita nella mia modesta vita e sebbene fossi contento come una pasqua\u2026belin, sembrava dovessi scalare il Monte Bianco.<br>Con la neve alta. E la funivia bloccata dal gelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno volevo metter a posto la cantina. Ma poi nacque mio figlio ed il disordine era fuggito anche lui. E mi aveva lasciato solo, con le mie paure ed incertezze.In quelle quattro mura silenziose.<br>Dovevo rinunciar ad oltre due terzi dei miei desideri, ad oltre due terzi dei miei sogni, ad oltre due terzi di mia moglie.<br>Dovevo\u2026ma dopo qualche mese, divenne &#8220;volevo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa \u00e8 un figlio per un pap\u00e0?<br>A volte \u00e8 stata una rivincita di me sulla mia vita del piccolo Giovanni.<br>Altre volte ho amato e basta. Oppure mi son incazzato e basta.<br>Col tempo ho imparato a non proiettar nulla, a non giudicar le sue scelte, a fare qualcosa senza aspettarmi un gran ch\u00e9.<br>E chiss\u00e0 quante altre\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno ero in cantina. E pensavo\u2026ma non credevo fosse cos\u00ec.<br>Non immaginavo fossi cos\u00ec inadeguato alla nascita. Ed a chi &#8220;organizza&#8221; tutto ci\u00f2.<br>Quanto sei piccolo in certe circostanze. Indifeso e senza protezioni. Come alzarsi la prima volta dopo mille tentativi e cadere mentre provi a camminare. E dire che la canzone di Battiato la conoscevo a memoria. Ma un conto erano le parole. Un&#8217;altro le gesta.<br>Che poi, in quella canzone (la Cura\u2026), quanto amore sfociava tutt&#8217;attorno. Mamma mia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno capii che la cantina era un salotto. E che la mia\/nostra vita, andava ri-organizzata.<br>Completamente.<br>Iniziai ad amare. Ma in modo differente.<br>Mia moglie non \u00e8 stata pi\u00f9 mia moglie per un po&#8217; di tempo. Ed io\u2026non so pi\u00f9 chi ero.<br>Ero divenuto padre ma con una moglie che si dedicava a lui. E lui soltanto.<br>Mi dava un po&#8217; noia sta cosa. Il mio esser uomo e marito aveva perso contro l&#8217;esser padre. Una sconfitta pesante e senza attenuanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pensiate sia semplice.<br>Non giudicate\u2026<br>L&#8217;amore non \u00e8 prevedibile. Anzi\u2026non deve mai esserlo.<br>Son li che fioriscono numerosi dubbi. Almeno credo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lauro aveva pochi mesi. Ed io lo tenevo sempre addosso. Come lo zainetto dei sentimenti.<br>Scalciettava, straparlava sillabe a vanvera, canticchiava con sole due note musicali.<br>Spesso lo guardavo\u2026ma non parlavo.<br>Ma come ha fatto mamma ?<br>Ma come cazzo fanno le donne a fare tanta bellezza ?<br>Porca miseria quanto mi rodeva sta roba\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>(non c&#8217;entra nulla sta cosa, ma\u2026.&#8221;conosco mamme che non parlano con i loro figli. Da anni. E ci\u00f2 mi fa tanta tenerezza\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni mesi dopo, tornai in cantina. Io me lo ricordo quel giorno.<br>C&#8217;era un casino pazzesco.<br>Il mio.<br>Il suo. Di Lauro.<br>Giochi dappertutto.<br>Che strana la vita. Ci\u00f2 che a volte da noia\u2026d&#8217;un tratto te la riempie. Come fosse arredamento per le emozioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026eppure quel giorno ero in cantina. Ma non immaginavo tutto questo amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia vita non sono state facili un sacco di cose. Neanche ad un certo punto quando Lei mise le ali.<br>Ma non \u00e8 stato facile neppure per i &#8220;nostri&#8221; Lauro ed Emma.<br>Chiss\u00e0, forse questa condizione ha fatto s\u00ec che amassimo di pi\u00f9 e per forza. Ma poco importa quali erano le priorit\u00e0.<br>Ho imparato a viver &#8220;come abbracciato&#8221; con questi nostri ragazzi e sono stato fortunato.<br>No, non \u00e8 stato facile. Per tutti noi. E forse non \u00e8 stato facile neanche per lei guardarci da lass\u00f9.<br>Ma sono certo di una cosa\u2026quello che sono stato \u00e8 perch\u00e9 ero io. E sono fiero di me.<br>Ecchecazzo, una pacca sulla spalla me la merito.<br>C&#8217;\u00e8 la meritiamo tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie Marieke, grazie Lauro, grazie Emma.<br>E grazie Gi\u00f2\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53837\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53837\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026quel pomeriggio sono a casa. 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