{"id":53806,"date":"2024-04-09T16:05:00","date_gmt":"2024-04-09T15:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53806"},"modified":"2024-04-09T16:05:02","modified_gmt":"2024-04-09T15:05:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-lalbero-di-mele-di-maria-luisa-valeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53806","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;L&#8217;albero di mele&#8221;  di Maria Luisa Valeri"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il vecchio muro di pietrame grezzo non era mai stato intonacato, e nella parete nord, in alto, il tempo aveva creato una piccola apertura, uno spiraglio, irregolare e ben visibile. Non era come nella parete a est, dove si affacciavano le camere da letto, perch\u00e9 qui, la fessura in alto, sotto il tetto, a forma di triangolo, era stata a bella posta voluta. \u201cPer Maria o per Ges\u00f9\u201d gli disse la madre, mia nonna. Ma rest\u00f2 cos\u00ec, nudo, un triangolo divino che proteggeva il sonno. Nessun uccello ci fece mai il nido.<\/p>\n<p>Nello spiraglio a nord, invece, ogni anno arrivava, puntuale, il codirosso, \u201ccoa rossa\u201d, come si chiamava in paese. Primi di giugno, chiudevano le scuole, l\u2019estate finalmente! Lunga libera oziosa invincibile fremente come le gambe in crescita di noi ragazzini; a bordo della Fiat 600 ci trasferivamo nella vecchia casa in montagna ed ecco, miracolo, appena messi i piedi sul vialetto, lui smetteva di dirci serio serio questo si fa, quello non si fa, con la convinzione che d\u2019estate cominciava una nuova vita familiare e puntava il dito in alto invitandoci a guardare in su e sorrideva, e lei chinava un poco il capo, quasi fosse imbarazzata di guardare apertamente la cova di una madre. Era tornata \u201ccoa rossa\u201d, la femmina. Il nido costruito. La natura che si ripete. Il paese, il loro paese ci accoglieva, apprestando all\u2019istante le luci, i canti, gli odori, i suoni cos\u00ec distanti dalla citt\u00e0, che ancor oggi, aiutata dai ricordi, ostinatamente ricerco.<\/p>\n<p>Guardavo, gli occhi a fessura, la bocca imbronciata di chi si \u00e8 appena affacciata all\u2019adolescenza, minuti persi al tempo con le amiche che gi\u00e0 mi aspettavano smaniose di storie, mentre mio fratello, pi\u00f9 piccolo, teneva malamente a freno le gambe magre e vogliose di corse e frementi, come la piccola coda rossa del maschio che svolazzava impaurito nell\u2019andirivieni tra il prugnolo, qualche metro pi\u00f9 in l\u00e0, e il nido. \u201cSolo un momento. Guardate\u201d, diceva, lui, mio padre, spostando lo sguardo deciso su di noi, nel tentativo di pietrificare l\u2019attimo. \u201cAdesso entrate\u201d diceva lei, mia madre, sgretolandolo quell\u2019attimo, mentre lanciava uno sguardo rassicurante, con il potere di rimettere tutto in moto, le gambette di mio fratello, il volo del maschio e il controcanto dei miei sbuffi.<\/p>\n<p>Lui ogni volta scuoteva la testa, serrava la bocca e si rifaceva serio, preoccupato per noi. Avevamo colto l\u2019attimo? Lo guardavo mentre mi allontanavo, le mani nei blue jeans, i capelli sciolti (li avrebbe voluti pi\u00f9 corti e raccolti; ah, che lotta quei capelli!), con pensieri che sostenevano una cruda battaglia, quasi di tenerezza, fugace per\u00f2, se si soffermavano sulle striature rossastre di un volto operaio cotto dall\u2019altiforno, che restavano l\u00ec a ricordo, pur avendo cambiato lavoro, e di avversione per dover, anche solo per un momento, fermarmi a considerare uno stupido nido. Poteva restare in paese, in mezzo alla <em>natura, <\/em>invece di emigrare in citt\u00e0!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>\u201cRincasa presto. Non tardare, eh\u201d. Ecco, mia madre. Lei. Sapevo che mi seguiva con lo sguardo benevolo e avrebbe alzato le sopracciglia e allargato le braccia per mitigare le parole contrariate di lui.<\/p>\n<p>Ci seguiva sempre con lo sguardo; il suo sguardo camminava da noi alla casa, agli alberi e poi di nuovo gi\u00f9 e poi su come se io, noi, le cose fossimo tutte una sua proiezione, un\u2019appendice necessaria per la vita. Credevo da bambina che lo sguardo di mia madre avesse una qualche influenza su ci\u00f2 che circondava la vita. Per esempio le nuvole o il vento forte che ancor oggi mi terrorizza. \u201cPassa, guarda, guarda se n\u2019\u00e8 gi\u00e0 andato\u201d. Tutto poteva essere guardato sin nel profondo, sin dentro il pozzo, non c\u2019era bisogno di parole e infatti lei ne versava piccole quantit\u00e0. Guardava le mie battaglie e non ha mai raccontato le sue, guardava il suo uomo come \u201ccoa rossa\u201d guardava il suo, i voli frenetici e, a volte, disordinati, per raggiungere il nido.<\/p>\n<p>Il paese ci accoglieva, anno dopo anno, come un grande nido scampato all\u2019inverno e alle intemperie, sempre pi\u00f9 solitario e appartato e ci illudeva che sarebbe rimasto immutabile, come la natura, mostrata senza segreti. E tutto pareva sempre uguale, i ritmi, i suoni, la natura, le amiche dell\u2019estate, le salite erte, le serate luminose. Anche per lui tutto doveva ripetersi come per il \u201ccoa rossa\u201d. Un modo per fermare il tempo.<\/p>\n<p>Ogni mattina di ogni estate, sin dal primo giorno, riempiva di acqua le due vaschette, una grande e una piccola e le posizionava al limitare dell\u2019aia: il merlo e i passeri non sbagliavano mai vaschetta. Lui sorrideva contento e distribuiva molliche e semi e quando si avvicinava gli uccelli non volavano via. Poi severo ci rimbrottava. Perch\u00e9 eravamo distratti, perch\u00e9 non capivo, anzi perch\u00e9 mi ribellavo. Ma come&#8230;sotto quegli alberi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, gli alberi, i suoi alberi, grandi, curati, ombrosi; il melo, piantato da suo padre, che mostrava come un pittore di corte pu\u00f2 esporre un raffinato ritratto del principe, intorno al quale si era costruita l\u2019aia e potato a mo\u2019 di ombrello tale da abbracciare, come un prodigio, tutto il tavolo facendo l\u2019ombra pi\u00f9 odorosa e brillante che puoi immaginare; le mele, verdi come i ramarri, aspre e succose, buone per i maiali, come sentenziavano i contadini, ormai fattisi meno poveri che snobbavano ci\u00f2 che fino a quel momento era stato sulla loro tavola. E quando ne staccavo qualcuna lui era contento, come avessi dato soddisfazione al <em>suo <\/em>albero, anche se mangiavo a morsi a bocca sfrontatamente aperta; i noci maestosi, che stavano l\u00ec dal tempo delle guerre del novecento, le querce che i suoi bisnonni avevano visto crescere, e pi\u00f9 in l\u00e0, appena il declivio si fa pi\u00f9 pronunciato e il terreno pi\u00f9 profondo e irriguo ecco i castagni secolari, contorti e nodosi, alcuni cavi come antri per le streghe.<\/p>\n<p>L\u2019orto mia madre non l\u2019ebbe mai: non era fatto per le piantine quel terreno, ma per i giganti che donano ombra e riparo, per la corteccia dove scorre la vita, per le radici che trattengono la terra. E lei, rispettosa dei giganti, si limitava a seminare nei vasi le erbette profumate e i pomodori odorosi e l\u2019aia si riempiva di fragranze.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando capit\u00f2 che le parole furono come spari fino a che ognuno rifugi\u00f2 la propria storia in una cavit\u00e0 cos\u00ec profonda da non essere pi\u00f9 visibile? Quando capit\u00f2 che \u201ccoa rossa\u201d non venne pi\u00f9 e che lui non trov\u00f2 nessuno di noi per condividere lo stupore? I figli, io, eravamo volati via, nella baraonda della vita, mentre il tempo procurava di aprire crepe, e dentro, invece di \u201ccoa rossa\u201d, trovarono rifugio la vecchiaia, la solitudine, i rimpianti, le parole non dette, i racconti non fatti. Ed ecco che lei, alle soglie dell\u2019anzianit\u00e0, volle interrompere il tempo che colava inesorabile e guard\u00f2 e lo sguardo profondo, brillante (avresti detto giovane) vagava tra le nuvole bianche erranti alla ricerca di una profezia e si prolungava sulla casa dove erano impressi gli affanni, i sacrifici, i sudori di generazioni umane che pietra su pietra, instancabili, noncuranti degli elementi, avevano costruito. E lo sguardo diceva di chiudere tutte le crepe, rinnovare, ammodernare perch\u00e9 le estati tornassero libere e lunghe. Cos\u00ec la casa fu intonacata e il pertugio a nord chiuso. S\u00ec, sarebbero tornati i figli, belli e frementi come da ragazzi, s\u00ec, sarebbe tornato il paese, gravido di suoni e luci e coa rossa sarebbe tornata per occupare il triangolo a est.<\/p>\n<p>Ma lo sguardo di lei, la madre, nell\u2019attesa si faceva sempre pi\u00f9 profondo sino a perdersi nelle tortuosit\u00e0 della mente e le nuvole bianche finivano oltre la montagna.<\/p>\n<p>Ritornare. Il paese. I sentieri. Le montagne. Gli alberi, quelli che ti hanno visto diventare giovane, e poi allontanarti, l\u2019erba e il vento, l\u2019aria luminosa di ogni estate cos\u00ec gravida del desiderio del ritorno. Il nostos.\u00a0 L\u00e0 dove lo sguardo ha un senso, dove s\u2019infila tra le foglie, si riempie dell\u2019aria, della luce e poi s\u2019abbassa sulla terra scura, concimata dai tuoi passi, dalla neve, dal fango, dalle acque turbinose.<\/p>\n<p>Incrociare il tuo sguardo e non sostenerlo mai. Uno sguardo che incita \u201cRicordati di fare ritorno\u201d. Ma lei non si avvide, la sua mente persa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019albero di mele fu tagliato, ma allora lui, il padre, era gi\u00e0 morto e non vide lo scempio.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d chiesi a mio fratello. \u201cEra secco\u201d rispose. Poi ho fatto ritorno.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53806\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53806\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Il vecchio muro di pietrame grezzo non era mai stato intonacato, e nella parete nord, in alto, il tempo aveva creato una piccola apertura, uno spiraglio, irregolare e ben visibile. Non era come nella parete a est, dove si affacciavano le camere da letto, perch\u00e9 qui, la fessura in alto, sotto il tetto, a [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_53806\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53806\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":28189,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-53806","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53806"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/28189"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53806"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53814,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53806\/revisions\/53814"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}