{"id":53728,"date":"2024-04-03T16:49:56","date_gmt":"2024-04-03T15:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53728"},"modified":"2024-04-03T16:49:58","modified_gmt":"2024-04-03T15:49:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-chitarra-di-carla-sabatini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53728","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La chitarra&#8221; di Carla Sabatini"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se una rivista per turisti facesse una recensione lo descriverebbe come un ridente borgo sulle colline tra Pisa e Firenze, nemmeno 400 anime, dove si respira aria di familiarit\u00e0, di cordialit\u00e0 e di serenit\u00e0. Dove tutti si conoscono, e anche se il pettegolezzo \u00e8 all\u2019ordine del giorno, quando qualcuno ha bisogno di una mano tutti si fanno in quattro per dargliela.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna delle famiglie che vi si erano trasferite aveva creato scompiglio in questa piccola comunit\u00e0 come la famiglia di Luigino. Adesso lui era da solo, ma quando si era insediato in quell\u2019appartamento con lui c\u2019erano: Maria, la sorella alcolizzata e svampita, e Aldo il fratello alcolizzato e delinquente. Davvero una bella famigliola che lo scompiglio lo aveva creato eccome!<\/p>\n\n\n\n<p>Maria faceva gli occhi dolci a tutti gli uomini del paese, girava mezza nuda ed era pronta a tutto per un bicchiere di vino.<\/p>\n\n\n\n<p>Aldo rubava le autoradio, ma di questo nessuno aveva le prove, solo sospetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi passava d\u2019estate per quella strada non poteva non notarlo: Luigino, canottiera che un tempo, nemmeno troppo lontano, era di un bianco candido ma che ora aveva assunto un colore giallognolo quasi a volersi adeguare al colore di colui che la indossava, Luigino appunto, che sembrava da tempo aver litigato con l\u2019acqua; solo il naso assumeva spesso un colore violaceo, segno che il contenuto della bottiglia di vino appena acquistata si era spostato nel suo stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo l\u00ec, anche oggi, come ogni giorno, seduto su una sedia e con la chitarra in mano pronto per allietare i vicini con l\u2019ennesimo concerto. Il terrazzo era diventato per lui un palcoscenico da cui tutti i santi giorni, e purtroppo anche le notti, si esibiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti erano stanchi di questa situazione ma, la pi\u00f9 arrabbiata era lei, Santina, l\u2019unica che alla fine lo sopportava giorno e notte. Gli altri brontolavano tanto ma poi non facevano nulla. Santina era in pensione, non si muoveva mai da casa e sentiva la rabbia montare sempre di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuongiorno Santina!\u201d la salut\u00f2 Rebecca, la condomina del quarto piano. \u201cAnche oggi concerto eh!\u201d. Disse indicando con la testa il terrazzo di Luigino. \u201cPerch\u00e9 stanotte non lo avete sentito !?\u201d Replic\u00f2 lei \u201cIl cane di Rosy ululava insieme a lui, un vero strazio!\u201d Rebecca, carica di sacchetti continu\u00f2 a salire le scale. \u201cNo Santina, io non l\u2019ho sentito, la sera sono cos\u00ec stanca che appena tocco il letto mi addormento e riapro gli occhi solo quando suona la sveglia\u201d. Beata giovent\u00f9! Pens\u00f2 Santina.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente Luigino si era stancato, aveva appoggiato la chitarra per terra accanto alla sedia ed era rientrato in casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo Santina aveva sentito sbattere il portone del palazzo, aveva scostato la tenda della porta-finestra appena in tempo per vederlo dirigersi verso il bar. Ecco, pens\u00f2, va a fare un po&#8217; di scorta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era passata circa mezz\u2019ora quando lo vide ritornare stringendo al petto, come fosse un oggetto di gran valore, una busta con l\u2019ennesimo fiasco di vino. Tra poco forse ricomincer\u00e0 il concerto, pens\u00f2, poi sorrise. \u201cL\u2019ultimo\u201d mormor\u00f2 tra s\u00e9. Si stamp\u00f2 un bel sorriso sul volto, prese il piatto dal tavolo e usc\u00ec sul pianerottolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il condominio, quella mattina, si era svegliato nel pi\u00f9 assoluto silenzio, Rebecca stava scendendo le scale per andare al lavoro e quasi non credeva alle proprie orecchie, dopo tanto tempo quel silenzio era cos\u00ec innaturale!<\/p>\n\n\n\n<p>Buss\u00f2 alla porta di Santina, come ogni mattina, per sapere se fosse tutto a posto; dall\u2019altra parte la voce della donna la rassicur\u00f2 \u201cSto bene grazie, sei una cos\u00ec cara ragazza! Ci vediamo stasera.\u201d \u201cA stasera\u201d. Questo rituale si ripeteva ogni mattina da quando Rebecca aveva saputo da Alberto, il figlio di Santina, che abitava a Milano, che la donna aveva un tumore a uno stadio cos\u00ec avanzato che ogni possibile cura sarebbe stata inutile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il silenzio continu\u00f2 per tutto il giorno, Santina dallo sdraio sul balcone confermava ai vicini di non aver n\u00e9 visto n\u00e9 sentito Luigino. \u201cSi sentir\u00e0 male\u201d diceva qualcuno. \u201cCon tutto quello che beve!\u201d Gli faceva eco qualcun altro. E cos\u00ec arriv\u00f2 la sera e il silenzio era ancora l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel silenzio innaturale in cui era piombato il condominio, venne rotto, il sabato mattina, da un urlo che sal\u00ec lungo le scale e strisci\u00f2 sotto le porte svegliando chi ancora dormiva. Sul pianerottolo dell\u2019appartamento di Luigino l\u2019assistente sociale, che ogni tanto veniva a fargli visita, si teneva la mano sulla bocca e guardava verso l\u2019interno. \u201cChe succede?\u201d chiese Rebecca che era scesa di corsa. Poi lo vide: Luigino, sdraiato a pancia in su, gli occhi sbarrati, per terra i segni di una cena mai digerita e sul tavolo della cucina un piatto vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico, chiamato per constatare il decesso, come di routine inform\u00f2 i carabinieri della vicina stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 stanno perquisendo l\u2019appartamento di Luigino?\u201d Chiese Rebecca osservando i carabinieri che stavano entrando nell\u2019appartamento. \u201cSembra che abbiano trovato tracce di veleno per topi nel piatto vuoto sul tavolo, sicuramente era cos\u00ec ubriaco che ha scambiato il veleno per topi per brodo granulare\u201d afferm\u00f2 il sempre ben informato inquilino del terzo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>Rebecca ebbe un leggero giramento di testa e si appoggi\u00f2 alla ringhiera del pianerottolo. Come in un flash aveva ricordato le parole di Santina quando, alcuni mesi prima, le aveva chiesto spiegazioni riguardo ad una scatola che aveva visto sul tavolo della sua cucina: \u201cMio nipote Andrea l\u2019ha ordinato su internet, arriva dall\u2019India, \u00e8 un veleno potentissimo, finalmente mi liberer\u00f2 dei topi che da un po&#8217; infestano il mio garage.\u201d Le aveva detto facendo sparire la scatola nella dispensa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 quel piatto sulla tavola di Luigino le era sembrato cos\u00ec familiare e in un attimo prende una decisione: ha visto Santina uscire, sicuramente \u00e8 andata al cimitero. Con la sua copia delle chiavi entra nell\u2019appartamento della donna prende la scatola dalla dispensa, la mette nella borsa e esce dal palazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni seguenti tutti gli appartamenti vennero perquisiti ma del veleno nessuna traccia.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte di Luigino venne archiviata come una tragica fatalit\u00e0: sicuramente aveva in casa un po&#8217; di quel veleno preso chiss\u00e0 dove e visto lo stato in cui si trovava l\u2019appartamento e il grado di alcool ingerito dall\u2019uomo non era stato difficile per lui scambiarlo per qualcos\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Rebecca aveva agito d\u2019istinto, ma ora non sapeva pi\u00f9 se avesse fatto la cosa giusta, inoltre, mentre stava facendo sparire quella scatola, ripensava alla morte di Maria, la sorella di Luigino, anche per lei si era ipotizzato un avvelenamento, poi visti i problemi di alcolismo e di diabete la conclusione pi\u00f9 ovvia era stata quella di una morte naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Maria, il fratello Aldo era stato ricoverato in un ospedale per malati psichiatrici; l\u00ec era morto di morte naturale, forse l\u2019unico della famiglia a cui era stata riservata quella fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Santina non vivr\u00e0 ancora a lungo, pensava Rebecca, e questo le dava un po\u2019 di pace.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53728\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53728\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se una rivista per turisti facesse una recensione lo descriverebbe come un ridente borgo sulle colline tra Pisa e Firenze, nemmeno 400 anime, dove si respira aria di familiarit\u00e0, di cordialit\u00e0 e di serenit\u00e0. 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