{"id":53714,"date":"2024-03-25T19:43:30","date_gmt":"2024-03-25T18:43:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53714"},"modified":"2024-03-25T19:43:31","modified_gmt":"2024-03-25T18:43:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-acqua-di-claudia-gambarotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53714","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Acqua&#8221; di Claudia Gambarotta"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi piace guardarli cos\u00ec, mentre si mangiano un panino sul pratone e ridono. C\u2019\u00e8 il primo sole: lucertole e studenti escono fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Io me ne sto qui affacciato invece, alla finestra, al piano. Guardo la vita passare, non troppo distante, non troppo vicina, come sempre. Sempre tranquillo, mai alzata la voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho fatto tutto quello che dovevo: lezioni, esercitazioni, ricevimento. Tutto quello che potevo fare per loro. Almeno, mi pare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi bevo un caff\u00e8 e fisso quell\u2019angolo, fra gli uffici e il rettorato, che \u00e8 ben esposto, dove le prime margherite gi\u00e0 fioriscono.<\/p>\n\n\n\n<p>E a un tratto sento un rumore sordo, come un gorgoglio. Le cime dei lecci dei viali universitari ondeggiano. I ragazzi hanno smesso di ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua arriva subito dopo, accompagnata da raffiche di vento. Un torrente giallognolo, che sale, sale e sommerge le margherite, lambisce le caviglie, le tibie, le sedute delle panchine di travertino, su cui in diversi sono saltati, raggiunge gli scalini di accesso agli edifici delle facolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla finestra vedo delle sagome profilarsi in lontananza, irreali, poi sempre pi\u00f9 vicine e concrete. Sono delle barchette, di bangladesi, brasiliani, pachistani, greci, romagnoli e altri alluvionati.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avvicinano per prendere su chi possono, portare studenti e professori in salvo, mentre il torrente \u00e8 diventato un fiume, dove galleggiano libri, cattedre, sedie e la corrente si porta via tristi sagome umane, nuche e omeri affioranti, di quanti, presi alla sprovvista, sono stati spazzati via.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra il turbinio degli studenti rifugiatisi nell\u2019androne cerco di far sentire la mia voce. Ne accompagno quanti pi\u00f9 posso alla terrazza in cima all\u2019edificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo l\u2019orizzonte in cerca di soccorso. Mi sembra come di aver sempre saputo che prima o poi sarebbe arrivata, l\u2019acqua, ma mi accorgo solo ora che non so cosa fare, dove guardare, per salvagenti, zattere, acqua potabile, viveri, abiti di ricambio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studenti si stringono gli uni agli altri e guardano con gli occhi spalancati noi adulti, con un misto di speranza e di rancore.<\/p>\n\n\n\n<p>Si intravedono degli stabili sulla collina vicina, come dei vecchi magazzini abbandonati. Sono rimasti l\u00ec dal secolo scorso, dimenticati. Nessuno sa neanche pi\u00f9 cosa contengano.<\/p>\n\n\n\n<p>I pi\u00f9 intraprendenti si appropriano delle barchette e partono in ricognizione. Esitante, ci salto sopra anche io: magari trovo qualcosa per i ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p>A mano a mano che avanziamo verso quei depositi, il livello dell\u2019acqua diminuisce, il letto del fiume si prosciuga e le piccole imbarcazioni si ritrovano con le carene poggiate su un greto asciutto che inizia a spaccarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Avanzo a piedi con gli altri sotto il sole mentre la sete mi tortura le labbra screpolate e la lingua rinsecchita. Tento di riparare un ragazzo e una ragazza, venuti con noi adulti, con la mia giacca e avverto tutta la pochezza dei miei mezzi di fortuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra il tremolio delle onde di calore aleggianti sulla distesa desolata si materializzano le sagome dondolanti di carovane di etiopi, somali, punjabi, assetati, le costole e gli zigomi sporgenti, che seguono i loro armenti scheletrici. Versano, da otri di pelle, nelle nostre bocce riarse, preziose gocce d\u2019acqua e proseguono tornando a perdersi all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>A mano a mano che i depositi si fanno pi\u00f9 vicini si riaccendono le mie speranze di trovarvi, non si sa bene preparati da chi, materiali di primo soccorso, utensili per ricominciare a vivere, drenare e dissodare terreni, scavare pozzi, piantare sementi.<\/p>\n\n\n\n<p>A zaffate, mi arriva per\u00f2 alle narici sempre pi\u00f9 forte un odore come di bruciato, di carburante, di carne affumicata e putrescente. Mi si gela il sangue e come in preda a una improvvisa frenesia, a un presentimento, raggiunte le saracinesche di quei magazzini, cerco di forzarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Una di esse si apre di colpo e con terrore mi vedo precipitare addosso una pila di munizioni: missili di ogni dimensione, proiettili sfusi, persino ali e bulloni per i droni e i cingoli di carri armati stivati sul fondo del deposito.<\/p>\n\n\n\n<p>Un fragore ci avvolge, facendoci vacillare e colonne di fumo nero si levano da un terreno a perdita d\u2019occhio costellato di ruderi di palazzi crivellati e sventrati, disseminato di chiazze di sangue e corpi abbandonati. Due fazioni si stanno battendo per il controllo di una diga.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho i piedi affondati in una poltiglia di acqua inquinata e fango, la spina dorsale come gravata da un peso che la curva: sono paralizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra era un ricordo sentito dai nonni, da bambino; io ho fatto il servizio civile.<\/p>\n\n\n\n<p>Combattere, come potrei? Insegno fisioterapia: ho passato met\u00e0 della mia vita a risanare corpi e rimetterli in pista. Come posso farne altri a pezzi o riceverne di massacrati e ricucirli in strutture da campo per rimandarli in trincea?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento tirare per un braccio. Sono dei giovanissimi, coperti di polvere e calcinacci: siriani, palestinesi, ucraini, afghani, congolesi, una folla immensa da tutto il pianeta. Ci aiutano a scendere in un rifugio di fortuna, dove hanno nascosto le loro poche carabattole.<\/p>\n\n\n\n<p>Sfinito mi allungo su delle assi rialzate coperte da qualche vecchio lenzuolo, mentre ancora la terra trema sopra di me. Piango rivoli di lacrime brucianti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmore, amore\u201d &#8211; mi sento ripetere. \u201cAmore stai bene?\u201d. Mia moglie, la battagliera, la combattiva, ha paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tepore della sua mano nella mia, il tremito delle sue carezze preoccupate sulle mie guance madide, mi risvegliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora turbati ci guardiamo e sappiamo. La stessa visione, da molte notti, tormenta il sonno di entrambi: la natura, la vita, violata fin nei suoi elementi fondamentali, sconvolta.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di rimanere alla finestra. I giovani devono poter contare su di noi per ridare equilibrio all\u2019essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua sta per arrivare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53714\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53714\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi piace guardarli cos\u00ec, mentre si mangiano un panino sul pratone e ridono. 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