{"id":53688,"date":"2024-03-20T20:27:58","date_gmt":"2024-03-20T19:27:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53688"},"modified":"2024-03-20T20:27:59","modified_gmt":"2024-03-20T19:27:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-il-velo-magico-di-monica-savoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53688","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Il velo magico&#8221; di Monica Savoia"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando finalmente riapr\u00ec gli occhi, la stanza ruotava vorticosamente. La testa le faceva un male mai provato prima e le sembrava che nulla potesse essere messo propriamente a fuoco. Prov\u00f2 a muoversi, ma fu assalita da una nausea violenta. Era come se i suoi sensi si trovassero in bilico tra il sonno e la veglia. Intorpiditi, era il termine esatto. Ma, col passare del tempo, era lo stato di veglia a prevalere e, fu il primo pensiero in un certo senso lucido che le venne in mente, pi\u00f9 che tra sonno e veglia, era come beccheggiare tra sogno e incubo. L\u2019incubo, per\u00f2, corrispondeva al momento in cui i suoi occhi tentavano di riaprirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pass\u00f2 lentamente una mano sulla tempia, l\u00e0 dove il dolore era pi\u00f9 lancinante, e le sembr\u00f2 di vederla macchiata di scuro. Intorno a lei salivano da ogni parte dei lamenti sommessi. Fu un attimo e la memoria la inond\u00f2 con un\u2019altra dose di nausea. In un flash riapparvero i bastoni, le urla, quei volti coperti di nero, suo padre e suo fratello esanimi al suolo. Si tir\u00f2 su a sedere e, con fatica, si appoggi\u00f2 al muro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019enorme stanza in penombra dovevano essere almeno un centinaio. Per l\u2019ennesima volta, erano state spostate in un altro luogo. Per lo meno, le sopravvissute. Si rese conto che ci\u00f2 che le era successo doveva moltiplicarlo per cento, forse per mille, forse per un numero imprecisato. Si chiese quand\u2019era che sarebbero venuti. Poi gir\u00f2 la testa e il senso di nausea sembr\u00f2 crescere a dismisura: accanto a lei se ne stava rannicchiata una bambina, che la guardava con un misto di diffidenza e di spavento. Cap\u00ec che il suo viso doveva farle paura per via delle tumefazioni e, istintivamente, tent\u00f2 di abbozzare un sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ti chiami, si sforz\u00f2 di pronunciare. Samira, rispose un filo di voce. Voglio uscire\u2026Ma certo, ce ne andremo presto! si sorprese a esclamare con una sicurezza che non avrebbe dovuto dimostrare, ma quel visino le faceva una pena tale da torcerle le interiora. Davvero? Quando? Non appena\u2026ma qui ebbe un vuoto di fantasia, che colm\u00f2 un attimo dopo con un perentorio: Non appena te lo dico io.<\/p>\n\n\n\n<p>Si trovavano sul lato opposto all\u2019entrata della stanza, alle sue spalle vi era una finestra con le imposte semichiuse, dal tipo di rumori provenienti dall\u2019esterno intu\u00ec doveva trattarsi di un piano alto. Guard\u00f2 di nuovo la bambina. Quanti anni hai? Sette\u2026Aveva il diritto di pensare quello che stava pensando? Fu in quel momento che la porta sbatt\u00e9 con violenza. Erano in due, i volti mezzi coperti, quelle orribili bandiere nere ostentate perfino in quel luogo chiuso. Presero a urlare e strattonare le donne che si trovavano subito vicino alla porta. Di nuovo le vennero in mente quegli sguardi pieni di odio e di bestialit\u00e0, suo padre che cadeva a terra\u2026Yazidi, aveva pronunciato uno di loro con disprezzo, sputandogli addosso. Alla vista di quelle figure in nero, di quei bastoni, di quegli anfibi, di quelle memorie, il dubbio che l\u2019aveva attraversata un attimo prima svan\u00ec velocemente. Qual era l\u2019alternativa? Le avrebbero tolto per sempre ogni dignit\u00e0 di vivere. Aveva sentito dire in giro che molte venivano eliminate, alcune in modi atroci\u2026 E se anche fosse riuscita a sopravvivere, che vita sarebbe stata dopo un\u2019esperienza simile? Aveva o non aveva il diritto di risparmiare a un\u2019orfanella un futuro cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva pensare in fretta. Si sarebbero avvicinati presto. Sembrava stessero vagliando ogni singola donna, bastonando chi osava ogni minimo moto di ribellione. La bimba le si strinse al braccio, terrorizzata. Ora farai ci\u00f2 che ti dico. C\u2019\u00e8 un unico modo per andarcene da qui. Quale? Questa volta il lavoro di fantasia richiese uno sforzo in pi\u00f9. Dobbiamo volare\u2026 Io non so volare. Come, non lo sai? Indossi un velo magico e non lo sai? Al terrore negli occhi della bimba si era aggiunto dello stupore. Ogni volta che fai librare in aria il tuo velo, quello si trasforma in un tappeto volante che ti porta dove vuoi. C\u2019\u00e8 un\u2019unica condizione: devi tenere gli occhi chiusi per tutto il tempo. Ce la puoi fare? Non pensava avrebbe trovato tanta forza in una situazione simile, in un tempo cos\u00ec breve. Dovrai tenermi forte quando ti prender\u00f2 sulle mie spalle, stringimi pi\u00f9 che puoi e tieni gli occhi chiusi fino a quando ti dir\u00f2 di riaprirli, va bene?<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava che uno di loro si fosse fermato presso una donna in particolare, inginocchiato per terra, il bastone alzato pronto a colpire, l\u2019altro fermo presso la porta aveva lo sguardo rivolto verso l\u2019esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu un attimo e, non si rese conto neanche lei come, spalanc\u00f2 l\u2019imposta e fu in piedi sul davanzale, la bimba saldamente intrecciata a lei. L\u2019aria e il sole che investirono il suo volto le diedero quasi un senso di euforia. Niente paura, hai capito? Si scopr\u00ec la testa e gett\u00f2 il suo velo al vento. Doveva crederci, bisognava crederci, era necessario. E ricordati, non aprire mai gli occhi! Adesso ci credeva anche lei, sentiva che non era impossibile. Il tappeto, ampio e colorato, avrebbe volteggiato ai loro piedi. Prima di chiudere definitivamente gli occhi per il grande salto le parve addirittura di averlo intravisto per un attimo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53688\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53688\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando finalmente riapr\u00ec gli occhi, la stanza ruotava vorticosamente. 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