{"id":53585,"date":"2024-03-11T19:28:57","date_gmt":"2024-03-11T18:28:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53585"},"modified":"2024-03-11T19:30:46","modified_gmt":"2024-03-11T18:30:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-signora-amelia-di-paola-novelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53585","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La signora Amelia&#8221; di Paola Novelli"},"content":{"rendered":"\n<p><br>\u201cBen arrivata, io sono Paola\u201d le tendo la mano, lei mi guarda e senza stringermi la mano mi chiede quanti abitanti ci sono nel paese e se nella strada i pochi lampioni funzionano, poi sembra riaversi e mi tende a sua volta la mano \u201cAmelia, io sono Amelia\u201d. I suoi occhi, scurissimi, sono in continuo movimento, si guarda intorno come se cercasse qualcosa, nel salire le scale conta gli scalini e quando si accorge che la chiave della camera nella toppa non gira al primo colpo\u00a0 (sono serrature di una volta),\u00a0 ma \u00e8 necessario trovare il punto giusto mi sembra\u00a0 veramente preoccupata. Prima di scendere le chiedo se ha bisogno di qualcosa, sorride e scuote la testa,\u00a0 un attimo prima che io chiuda la porta mi chiede con estrema ansia dove mi trover\u00e0 se avr\u00e0 bisogno. <\/p>\n\n\n\n<p>Rimane sul terrazzo gran parte della giornata, quando finalmente si decide a scendere le consiglio di fare una passeggiata verso il Santuario, cerco di convincerla\u00a0 raccontandole\u00a0 della vista meravigliosa, degli animali che \u00e8 possibile incontrare, della calma, del silenzio, del profumo di muschio e resina che impregna l\u2019aria e invade le narici\u2026\u00a0 Mi guarda senza vedermi\u00a0 e mi chiede: \u201cCi sono persone che vivono al santuario? E gli\u00a0 animali, che animali sono? Potrebbero essere\u00a0 aggressivi?\u201d L\u2019ansia nella sua voce \u00e8 palpabile, ansima come se avesse fatto una corsa e invece \u00e8 ferma qui davanti a me, i suoi occhi, come quando \u00e8 arrivata, ruotano vorticosamente scandagliando con attenzione tutto ci\u00f2 che la circonda. Si avvia di nuovo verso la\u00a0 camera, la seguo e le dico che ho mezz\u2019oretta e se\u00a0 le fa piacere la accompagno io. Sembra contenta, sempre in ansia ma sorride e dopo aver calzato delle scarpe da ginnastica siamo pronte per partire. Camminiamo lentamente perch\u00e9 afferma di\u00a0 non essere abituata a fare passeggiate cos\u00ec in salita, e ha paura di sforzarsi troppo. Stiamo qualche minuto in silenzio\u00a0 anche se sembra \u00a0 l\u2019occasione buona per fare due chiacchiere. \u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente\u00a0 parla, mi chiede come siamo finiti in un posto cos\u00ec, se ci vivo\u00a0 volentieri,\u00a0 se ho paura a stare in un luogo \u00a0 cos\u00ec isolato e lontano\u2026 dall&#8217;ospedale. Rispondo alle sue domande con calma e\u00a0 serenit\u00e0, raccontandogli del lavoro di Tony dei viaggi per raggiungerlo, dell\u2019occasione di trasferirsi nuovamente in\u00a0 Lunigiana ed infine della decisione di venire a gestire la Locanda\u00a0 qui a 900 metri, colgo l\u2019occasione per mostrarle delle foto di albe e tramonti, del mare di nuvole che spesso ci avvolge\u00a0 e altre volte \u00a0 ci separa dalla valle. Improvvisamente mi racconta di aver perso i genitori e il marito nel giro di un anno. \u201cNon riesco a farmene una ragione, vivo con un costante dolore al cuore, E\u2019 come se avessi una ferita che non riesce a rimarginarsi, continua a sanguinare\u201d segue un lunghissimo silenzio che non mi sento di riempire di parole, la prendo sottobraccio e torniamo verso l\u2019hotel. Dopo cena saluta e sale in camera, passano una decina di minuti e Tony mi viene a chiamare in cucina (da met\u00e0 agosto alla locanda sono stata \u201ccostretta\u201d, da Tony, a cambiare ruolo, non pi\u00f9 in sala ma in cucina:\u00a0 lavo i piatti, pulisco i banconi, sistemo, riassetto, taglio, grattugio, spremo, decoro, un\u00a0 \u00a0 lavoro umile ma necessario e che mi consente di staccare la testa dai pensieri che da sempre vi si affollano), \u00e8 preoccupato Tony,\u00a0 mi dice sottovoce \u201cLa signora Amelia non sta bene\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Amelia \u00e8 bianca come la neve, respira a fatica, ansima e si tiene una mano sul petto, suda e sembra terrorizzata l\u2019istinto \u00e8 quello di chiamare subito un\u2019ambulanza ma lei mi ferma \u201cAspetta ancora un po\u2019 ho preso un ansiolitico, forse mi passa\u201d In effetti dopo un po\u2019 si calma, il respiro ritorna regolare, mi chiede di accompagnarla a fare due passi e mi racconta la sua storia. Non ha mai avuto attacchi di panico fino al 2020. Dopo la morte dei genitori e del marito si ritira a vivere in una casa isolata ereditata dai nonni\u00a0 sulle colline modenesi.\u00a0 Con l\u2019auto percorre, ogni giorno,\u00a0 una trentina di chilometri per recarsi a lavorare in un ufficio in citt\u00e0. Le sembra che questa soluzione sia l\u2019unica possibile in quel momento, la solitudine e la pace di quel luogo affievoliscono\u00a0 il dolore che l\u2019accompagna. Le sembra di stare meglio in quella casa dove trascorreva le vacanze estive con la sua famiglia per scappare dalla calura della citt\u00e0. I ricordi si mescolano alla malinconia e al dolore che non l\u2019abbandona. \u201cLo sapevo che la guarigione sarebbe stata un processo lungo e difficile, ma sapevo anche\u00a0 che sarei riuscita ad andare oltre, sono sempre stata forte, e invece\u2026.\u201d sospira e le si riempiono gli occhi di lacrime, la mano di nuovo sul petto \u201c&#8230;e invece\u00a0 a marzo 2020 \u00e8 arrivato il covid, c\u2019\u00e8 stato il primo lookdown, non sono mai stata cos\u00ec sola. Il bosco che ho sempre amato, che ripara la casa a\u00a0 nord,\u00a0 cominciava a sembrarmi un luogo spaventoso. La mia casa, cos\u00ec piena di ricordi bellissimi, alcune sere la vedevo\u00a0 chiudersi\u00a0 su se stessa, pronta a schiacciarmi. Ho cominciato a dormire poco, a percepire ogni piccolo rumore come una\u00a0 minaccia. <\/p>\n\n\n\n<p>Uscivo una volta ogni\u00a0 tanto per andare a comprare provviste con mascherina, cappello, guanti di lattice e occhiali, nei momenti pi\u00f9 bui mettevo anche una tuta di carta da imbianchino che buttavo appena tornata a casa, mi denudavo completamente fuori dalla porta, stavo diventando pazza e peggioravo ogni giorno, anche quando nell\u2019estate la situazione sembr\u00f2 alleggerirsi\u00a0 io sono rimasta chiusa in casa, mi lavavo continuamente le mani con un disinfettante, ero\u00a0 certa\u00a0 che sarei morta a causa del covid e che essendo sola avrei sofferto pene terribili. I momenti peggiori erano quando calava il buio, mi sembrava di non respirare, mi assopivo qualche minuto e mi svegliavo con un senso di oppressione al petto, ogni volta mi dicevo che quella sarebbe stata la volta \u201cbuona\u201d. Alla fine\u00a0 quella era la speranza che arrivasse finalmente la volta buona\u201d. Non smette di piangere, camminiamo avanti e indietro sotto la luce dei quattro lampioni, ma questo \u00e8 un posto che la terrorizza, 10 volte mi chiede se so quanto ci mette un\u2019ambulanza ad arrivare. La domanda che mi gira in testa \u00e8 perch\u00e9 abbia deciso di venire qui e lei sembra capirlo. \u201cHo toccato abissi inimmaginabili, ho perso il lavoro, tutte le amicizie e poi, grazie all\u2019aiuto di una persona incontrata per caso\u00a0 ho capito\u00a0 che se non avevo il coraggio di morire dovevo avere almeno il coraggio di vivere e ho cominciato a uscire un po\u2019, sono stati mesi difficilissimi, facevo una passeggiata di 10 minuti\u00a0 e poi stavo rinchiusa in macchina due ore tentando di respirare con regolarit\u00e0 e di riprendere il controllo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ora una volta al mese vado due giorni via, prenoto l\u2019hotel in un luogo non troppo frequentato e cerco di arrivare al giorno dopo. Qui \u00e8 davvero troppo isolato, non sono ancora pronta\u201d. Le propongo di cercarle\u00a0 un posto dove dormire a Pontremoli, oppure di accompagnarla da mia suocera e farla dormire l\u00ec. Scartiamo subito\u00a0 queste possibilit\u00e0: \u201cNon posso farcela ad attraversare i boschi, al buio,\u00a0 per scendere sulla strada principale, nemmeno se\u00a0 mi accompagni\u201d.<br>\u201cVoi dormite in Locanda?\u201d mi chiede improvvisamente. \u201cSe dormite qui e mi dici in che camera\u00a0 se non sto bene vengo a chiamarti e mi fai compagnia, Se invece va tutto bene, domani mattina prestissimo\u00a0 parto\u201d.\u00a0 Mi sembra una buona soluzione, forse l\u2019unica tenuto conto che quando si ritira in camera \u00e8 gi\u00e0 passata da un po&#8217; la mezzanotte.<br>Alle prime luci dell\u2019alba la sento scendere le scale, la raggiungo nel parcheggio e la abbraccio, \u00e8 da ieri che avrei voluto farlo ora mi sembra il momento giusto. \u201cSe ti venisse\u00a0 voglia di tornare\u2026\u201d. Sorrido, lei mi stringe una\u00a0 mano: &#8220;Sarebbe bello, vorrebbe dire che sono guarita\u2026speriamo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53585\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53585\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBen arrivata, io sono Paola\u201d le tendo la mano, lei mi guarda e senza stringermi la mano mi chiede quanti abitanti ci sono nel paese e se nella strada i pochi lampioni funzionano, poi sembra riaversi e mi tende a sua volta la mano \u201cAmelia, io sono Amelia\u201d. 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