{"id":53559,"date":"2024-03-04T19:02:50","date_gmt":"2024-03-04T18:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53559"},"modified":"2024-03-04T19:02:51","modified_gmt":"2024-03-04T18:02:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-per-la-gente-io-sarei-il-male-di-mario-olivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53559","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Per la gente io sarei il male&#8221; di Mario Olivo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Per la gente io sarei il male. Solo perch\u00e9 ho ucciso e non sono pentito. Se lo meritava, punto. E nessuno lo scoprir\u00e0 mai, non sar\u00e0 la prigione o la mortificazione della gogna a spingermi a pentirmi. Se mai mi beccassero mi spiacerebbe solo che la gente equivocasse le ragioni, lo scambiasse per un&nbsp;puro&nbsp;delitto passionale, comune e banalotto, io penso che la terra sia pi\u00f9 lieve senza di lui e trovo giusto che abbia sofferto&nbsp;almeno un poco: se il mondo non si \u00e8 reso conto di quanto fosse viscido, allora lui era un ottimo simbolo dell\u2019ingiustizia intrinseca dei rapporti umani, basati sulla nullit\u00e0 dell\u2019irrazionale, sul vuoto di uno sguardo, sulla casualit\u00e0 della chimica. Ho fatto bene a intervenire io per schiacciare la testa del serpente e non mi turba che ora sia rimpianto, presto sar\u00e0 dimenticato&nbsp;diverr\u00e0 per tutti il niente che era in vita, ora che ho posto fine alla sua impostura.<\/p>\n\n\n\n<p>In un certo qual modo potremmo dire che il mio crimine \u00e8 stato pure premeditato. Non che avessi organizzato quell\u2019incontro, \u00e8 chiaro, per\u00f2 lo avevo sognato ad occhi aperti non so quante volte, cos\u00ec, innescata l\u2019azione, la fantasia ha guidato i miei gesti, e l\u2019ha fatto per bene: mi ero allenato a lungo per ucciderlo e per questo l\u2019ho fatto nel migliore dei modi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Camminavo per una strada che ho solcato mille volte, la via che si inerpica sopra la collina di B., primo rifugio di natura fuori dalla nostra cittadina, mai deserto, ma mai troppo trafficato, neppure d\u2019estate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era uno dei primi giorni di vero sole dopo gli ultimi giorni di vero inverno e la linea dell\u2019orizzonte era&nbsp;morbida, quasi indeterminata nel riverbero&nbsp;tra il cielo e il mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Conosco ogni angolo di quel lungo sentiero, non ha l\u2019imprevedibilit\u00e0 del bosco, ma ha una sua limpida calma&nbsp;nelle sue curve e ondulazioni, ai suoi fianchi regala sprazzi coltivati, visioni di mare, boschetti di carrube con il loro strambo odore di vecchio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ero in un momento di pausa dal rimestio rabbioso che mi ha accompagnato per quasi due anni, un fiume di pietre taglienti che mi ha assalito ogni giorno, ferendomi sempre con gli stessi ricordi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo la musica nelle orecchie, non ricordo nemmeno che cosa stessi ascoltando, ma non l\u2019ho sentito arrivare,&nbsp;spiavo una farfalla posata sui petali in carta crespa di un cisto appena schiuso. Muoveva placida le ali, lente come le palpebre di chi si addormenta sereno,quando lui ha fatto irruzione con la stessa volgarit\u00e0 con cui era entrato nella mia vita, nella mia cerchia di amici, nel regno dei miei antichi e nuovi amori.<\/p>\n\n\n\n<p>Era in mountain bike e in quel punto il sentiero era stretto, un misto di terra e ciottoli simile alla schiena di un coccodrillo, avevo iniziato a scansarmi, ma appena ho visto chi era me ne sono vergognato, perch\u00e9 lasciare altra strada&nbsp;alla meschinit\u00e0? Sono stati momenti convulsi, come un\u2019azione di gioco, eppure credo proprio di essere stato decisivo nell\u2019indirizzare fuori strada la sua frenata ondivaga sullo sterrato, questa volta sono andato contro chi mi voleva investire. \u00c8 finito poco sotto la strada, nello spiazzo di una fascia abbandonata ma scarna di rovi. Sdraiato a cavalcioni della bici, aveva abbandonato quel suo sguardo animato dal disperato bisogno di piacere che teleguidava ogni sua vacua mossa, per la prima volta dacch\u00e9 io ricordi. L\u2019ultima volta. Il terrore ha svuotato il suo occhio di ogni piacioneria, quando sono piombato con un balzo su di lui non ha avuto il tempo di equivocare. Sarebbe bastato un colpo secco; \u00e8 stata questione di un attimo,&nbsp;e me lo sono goduto.&nbsp;Ricordo&nbsp;per\u00f2che la secrezione appiccicosa che gli colava dal naso mi disturbava pi\u00f9 del sangue. L\u2019ho messa a tacere con una pietra larga e affilata come un\u2019amigdala, impugnata a due mani. Dal cranio aperto gli era spuntata una madrepora di quel brutto colore bianchiccio che si pu\u00f2 trovare solo dentro il corpo, dove non arriva la luce e non servono i colori; infatti essa subito copr\u00ec pudicamente il suo biancore, irrorandosi di rosso vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria usciva incandescente dai polmoni mentre pulivo le mani ferite e insanguinate nell\u2019interno della mia felpa nera, la tensione e la furia avevano accelerato il mio respiro molto pi\u00f9 dello sforzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci ho messo poco a recuperare il fiato, ma mi \u00e8 parso comunque troppo. Non so perch\u00e9 avevo stabilito che non sarei potuto tornare sulla strada senza un respiro regolare.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei pensieri fluivano veloci veloci, soppesavo le opzioni: tornare sui miei passi o proseguire? Intanto camminavo rapido, con chiss\u00e0 quale espressione saturnina; scelsi senza scegliere, come tante volte si fa, e come tante volte scelsi bene solo perch\u00e9 in ogni modo non sarebbe cambiato nulla. Pensavo di tornare indietro, pensavo che avrei dovuto farlo a pezzi e buttare le sue parti in mare. Avrei dovuto fare lo stesso con i miei vestiti. Bene a largo; il porticciolo lo si pu\u00f2 raggiungere proprio da questo sentiero, imboccandone un altro pi\u00f9 isolato di questo, avrei ripetuto la strada pi\u00f9 volte, ogni volta con un pezzo di lui nello zaino che avrei comprato all\u2019ipermercato di C., insieme alla sega e ai sacchi di plastica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quante sciocchezze. Il suo corpo lo hanno trovato presto. Una vecchia ha seguito come un indiano le tracce della bici sulla strada polverosa e l\u2019erba piegata a bordo via. Si \u00e8 accasciata su di lui,&nbsp;ha sverginato la scena del crimine con le sue urla, il suo odore di cellule stanche ma non ancora morte, il contrario di quella carne defunta ma vivida che ha scosso disperata.&nbsp;Ha fatto tutto quello che non bisogna fare. Ha deposto&nbsp;le impronte delle sue mani e marcato i segni delle sue ginocchia fragili sull\u2019erba, ha rimosso la pietra appoggiata al volto sfigurato scagliandola via con ammirabile goffaggine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato un incidente, certo lui non indossava il casco, che impudenza, poverino.<\/p>\n\n\n\n<p>In una cosa ho rispettato il mio farneticante piano,&nbsp;una settimana dopo&nbsp;sono tornato dove tutto era successo e ho raccolto la mia amigdala.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Era ancora l\u00ec, ancora segnata del suo sangue e anche del mio; non c\u2019erano altri ricordi della tragedia sul posto, nemmeno un mazzo di fiori sul ciglio della strada, come tante volte si usa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ho infilato la pietra nello zaino che ho comprato all\u2019ipermercato di C. e sono andato a prendere la barca.&nbsp;Ho voluto portarmi dietro fino al porto una paura variegata di soddisfazione per la missione in via di compimento, un\u2019ansia quasi piacevole, vista l\u2019improbabilit\u00e0 ad ogni passo ancor pi\u00f9 remota di essere sorpreso con quella pietra nello zaino. Che mi sarei inventato allora?<\/p>\n\n\n\n<p>Ho avuto tempo per pensarci, lungo la via non ho incontrato anima viva. Eppure era una bella giornata, la primavera stentava ancora a schiudersi, due sere prima aveva anche piovuto e io nel letto avevo pensato alla pietra umida sotto le frasche, piccola grande firma di ci\u00f2 che ho fatto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 scesa a fondo tagliando dolcemente il mare morbido sino a raggiungere il fondale. Ha rotto il pelo dell\u2019acqua che ha risposto sbuffando e si \u00e8 separata dal mondo avvolgendosi nel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sono sicuro del perch\u00e9 lo abbia fatto, ma lo ho voluto fare. Certo ho rimosso l\u2019ultima prova,&nbsp;ma chi l\u2019avrebbe analizzata mai? Volevo forse essere scoperto?&nbsp;In effetti ho indugiato un poco nella fascia, qualcuno avrebbe potuto vedermi.&nbsp;L\u00ec s\u00ec che avrei potuto compromettermi.&nbsp;Si torna sempre sul luogo del delitto, non \u00e8 vero? E si va sempre al funerale della vittima. Ma a quello io non ci sono andato. Qualche amico perbene ha storto il naso, ma i pi\u00f9 hanno apprezzato la mia coerenza nel non andare a riverire chi non sopportavo. No, quello della pietra \u00e8 stato pi\u00f9 che altro un rito: il mio segreto riposa nel fondo del mare, e chi aveva svilito la mia vita non attraversa pi\u00f9 le mie strade.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Forse un giorno qualche rete a strascico dragher\u00e0 quell\u2019amigdala e la riporter\u00e0 a lambire l\u2019aria, ma io devo confessare a me stesso che sono sereno. Ero marcio di rabbia, ora sono pi\u00f9 buono. Del mio cuore non restavano che brandelli secchi, appesi nel torace come le bucce di frutti spolpati dai topi ancora sui rami, ora la voglia di amare torna a gonfiarmi il petto. \u00c8 questa l\u2019anticamera del pentimento, oppure \u00e8 il premio per aver fatto quel che dovevo, riprendendo il mio posto nel mondo da cui ero stato spinto via?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53559\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53559\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la gente io sarei il male. 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