{"id":53473,"date":"2024-02-13T18:50:18","date_gmt":"2024-02-13T17:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53473"},"modified":"2024-02-13T18:53:42","modified_gmt":"2024-02-13T17:53:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-la-gabbia-del-pastore-di-roberto-di-salvo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53473","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;La gabbia del pastore&#8221; di Roberto Di Salvo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Beniamino perdonami, scrivo non proprio della vita che hai vissuto, se non nel suo tratto fondamentale, ma ti do questa vita, che nasce pi\u00f9 che altro dalla mia immaginazione, che \u00e8 il solo modo in cui sono capace di condividere la tua sofferenza, in cui mi sento a te fratello. Dolorosamente fratello, e con te orfano sempre pi\u00f9 d\u2019una irriconoscibile giustizia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;***<\/p>\n\n\n\n<p>Vennero a prenderselo una mattina presto. Vennero a prenderselo tra le sue capre. Appoggiato a una grossa pietra, un filo d\u2019erba tra i denti, che mordicchiava, il berretto a tre quarti e il viso cotto dal sole. Nel cuore i suoi ventisei anni e progetti semplici, ch\u00e9 il primo l\u2019aveva gi\u00e0 realizzato, con un piccolo aiuto della mamma. Per fare i soldi necessari all\u2019acquisto di quei pochi capi di bestiame tutto s\u2019erano venduto, anche e con gran dolore la fede d\u2019oro del padre che l\u2019anno precedente li aveva lasciati con il denaro appena sufficiente per la campata del mese corrente e nuove pesanti responsabilit\u00e0. Se l\u2019era portato via un colpo di kannetta, in pieno petto, che lui al fucile puntatogli contro non aveva certo mostrato la schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec Beniamino e sua mamma Bonaria (un nome che era pure un presagio) capirono che ormai dovevano fare tutto da soli. E l\u2019uomo di casa s\u2019avvi\u00f2 per l\u2019unica strada che conosceva, quella che gi\u00e0 da pi\u00f9 di dieci anni percorreva con il suo pap\u00e0 e le pecore di compare Bastianu, perch\u00e9 il suo pap\u00e0 din\u00e0ri per comprare bestie mai ne aveva avuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Beniamino ne aveva battuta di strada dal giorno in cui Zusepe, suo pap\u00e0, gli aveva detto \u201cS\u00e8ndu cun custa iscola. Non ti sirvat pro magnare.&#8221; Basta con la scuola, che non ti dar\u00e0 mica da mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora aveva poche capre, ma gli davano latte, formaggio e lana. E qualcosa poteva anche scambiarla in paese. Al prezzo della sua ignoranza, lui che tra ritiro anticipato e bocciature non aveva raggiunto nemmeno la soglia della scuola dell\u2019obbligo.<\/p>\n\n\n\n<p>Zusepe aveva riso, a sentire questo termine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cObbligu? S&#8217;obligu de murirsi de fami!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a lui si sono parati due carabinieri in uniforme, con tanto di sciabole. Ma le mani stanno sulle fondine delle pistole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa volitis de m\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSeguici Beniamino!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco che pago la mia ignoranza\u201d, pensa il pastore\u2026 \u201cL\u2019ignoranza non d\u00e0 diritto a spiegazioni!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, senza che nessuno gli facesse veramente comprendere, sentendosi risuonare nella testa soltanto \u201cla strage di Sinnai\u201d, quella strage in cui erano stati presi a fucilate ed erano morti tre pastori, i due proprietari di un ovile e il loro dipendente, con nomi che sembravano usciti da un romanzo di Grazia Deledda, cos\u00ec da una cella all\u2019altra delle prigioni dove veniva trasferito, da un Tribunale a una Corte d\u2019Assise (ma che significa? si chiedeva), Beniamino non capiva. Nulla di ci\u00f2 che gli succedeva intorno e nulla di quello che accadeva nella sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dal primo giorno della sua reclusione, di mattina al suonare della sirena, gli occhi fissi nella scodella del latte, diceva quotidianamente al suo carceriere la stessa cosa. \u201cSono innocente\u201d. E beveva il latte, pensando alle sue capre. Tutti i giorni la stessa frase, finch\u00e9 un mattino Bonaria non venne a dirgli che Nerina era morta. La capra che teneva sempre con s\u00e9 anche in casa, la sua capra nera verzasca, venuta, Dio sa come, dalle Alpi. Lui, credette fosse morta di dolore. E il latte non lo tocc\u00f2 pi\u00f9, che non poteva nemmeno pi\u00f9 immaginarsi fosse della sua capra. Ma quella frase la ripeteva. L\u2019ha ripetuta dodicimila volte, in ognuno dei giorni della sua prigione. \u201cSono innocente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Era cos\u00ec che lui sapeva parlare con lo Stato che lo aveva condannato. Era in questo modo che combatteva la sua resistenza. Non piegando la dignit\u00e0, che lo Stato non s\u2019era potuto prendere.<\/p>\n\n\n\n<p>Trent\u2019anni dopo vennero in parlatorio &#8211; il ragazzo di ventisei anni era intanto un uomo di quasi sessant\u2019anni, con le sembianze di vecchio &#8211; un avvocato accompagnato da un magistrato. Avevano gli occhi onesti, che si trascinavano il carico pesante d\u2019un\u2019ingiustizia insopportabile anche per loro. E cominciarono a fare domande. Nessuno gliele aveva fatte prima, veramente. Non quelle, quelle giuste, sul buio che c\u2019era nella grotta dove era avvenuto l\u2019omicidio plurimo, sui motivi d\u2019inimicizia verso di lui da parte del teste che l\u2019aveva inchiodato e altre, altre ancora, a srotolare una matassa aggrovigliata solo dall\u2019incuria e dalla sciatteria. E, pensava Beniamino, soprattutto dal fatto che lui era semplicemente un pastore, un pastore sardo, per di pi\u00f9. A cui non si fa credito. Che deve stare sempre a dimostrare, a scusarsi di qualcosa, forse di non essere, soltanto, come gli altri, non abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho incontrato l\u2019altro giorno fuori ai cancelli del carcere. Ci siamo abbracciati. Abbiamo pianto. No, Beniamino no, lui non c\u2019\u00e8 riuscito. \u201cLa libert\u00e0 di oggi non \u00e8 felicit\u00e0. \u00c8 un\u2019ampolla de bida. Capisci? &#8211; mi ha detto &#8211; Uno scampolo. Solo uno scampolo della vita che mi resta\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53473\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53473\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beniamino perdonami, scrivo non proprio della vita che hai vissuto, se non nel suo tratto fondamentale, ma ti do questa vita, che nasce pi\u00f9 che altro dalla mia immaginazione, che \u00e8 il solo modo in cui sono capace di condividere la tua sofferenza, in cui mi sento a te fratello. 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