{"id":53467,"date":"2024-02-13T18:34:18","date_gmt":"2024-02-13T17:34:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53467"},"modified":"2024-02-13T18:34:24","modified_gmt":"2024-02-13T17:34:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-io-ed-hemingway-di-stefano-minari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53467","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Io ed Hemingway&#8221; di Stefano Minari"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abD\u00ec la verit\u00e0. Sei piantato come un paletto, non \u00e8 vero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPi\u00f9 o meno\u2026 Ho infilato un tunnel a tutta velocit\u00e0 e mi ci sono incastrato. Adesso sono immobile come una balena spiaggiata. Per caso, hai qualche buon consiglio da darmi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente sono da solo in casa, altrimenti moglie e figli penserebbero che sono diventato scemo. Intravedere il riflesso della luce accesa nello studio fino a tardi o sentire i miei passi nel silenzio delle sei di mattina della domenica, \u00e8 una cosa anche tollerabile, ma che adesso mi metta pure a dialogare col mio computer, \u00e8 un pochino troppo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il vero problema \u00e8 che\u2026 lui mi risponde pure. Ci sono giornate, come oggi, dove si sforza anche di essere spiritoso, ironico. Poi diventa strafottente e mi fa andare in bestia! Lo minaccio di prenderlo a martellate, ma lui replica subito che ritornare a carta e penna non \u00e8 cos\u00ec banale. Oltretutto, a parte il fatto di non esserci pi\u00f9 abituato, col mio modo di scrivere, cancellare, ripensare e correggere, distruggerei decine di chilometri quadrati di foreste del pianeta. Con buona pace della sostenibilit\u00e0 ambientale. Eh s\u00ec, perch\u00e9 io i racconti non li scrivo: li partorisco. Con tanto di doglie e contrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVuoi mettere il vantaggio di spazzare via tutto con un clic e ripartire da zero? Ti piaccia o no, non puoi fare senza di me\u00bb mi deride, sentendosi intoccabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Conosco bene quel tono sarcastico da bimbetto antipatico di terza elementare, che cerca solo un pretesto per attaccar briga: \u00abNon provocarmi! Non sei esattamente l\u2019ultimo modello e, a cambiarti con qualcosa di pi\u00f9 performante, ci metto un attimo! Mi dai uno spunto, o no?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEhi! Che permaloso! Da quando hai ricominciato a scrivere racconti, pretendi che le idee ti debbano venire fuori a ciclo continuo? Chi ti credi di essere? Ken Follett? Wilbur Smith? Quelli s\u00ec, che sono scrittori! Tu fai un altro mestiere! E, vista la vena creativa di oggi, magari \u00e8 pure meglio che continui a farlo\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019ultima frecciatina mi tira fuori parolacce che non ricordavo neanche di conoscere. Al confronto, uno scaricatore di porto sembra il Petrarca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE tu che ne sai di quei due l\u00ec?\u00bb ribatto, con un respiro profondo, per recuperare la calma. \u00abMagari anche loro si inchiodano decine di volte, quando scrivono un romanzo. Oltretutto, diciamo la verit\u00e0: certe loro storie sono stiracchiate da far paura! Gli viene una bella idea e poi ci mettono trecento pagine per arrivare al dunque. Con due carotine e una mezza cipolla fanno venti litri di brodo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE qualche milionata di dollari\u2026 Quelli sono dei professionisti! Credimi, fanno un altro campionato!\u00bb insiste l\u2019agglomerato di microchip.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quindi? Per divertirsi a giocare a calcio, mica per forza devi stare in serie A! Io ho giocato al pallone per quarant\u2019anni nei dilettanti e ti assicuro che me la sono goduta un sacco. Stai sicuro che era pi\u00f9 divertente tirare randellate al centravanti, piuttosto che discutere con un arrogante come te! Ormai per\u00f2 non sono pi\u00f9 un ragazzino e devo deviare per forza su un hobby pi\u00f9 intellettuale. Cosa c\u2019\u00e8 di male? Ma\u2026 oltre a rompere le scatole, riesci a suggerire qualcosa di utile?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Offeso, il computer fa partire un aggiornamento automatico; si chiudono tutti i file aperti e io pianto una manata sul tavolino, rendendomi conto che non ho salvato in memoria il mio lavoro da almeno due ore. Lo schermo diventa azzurro e parte il contatore della percentuale di caricamento delle nuove funzioni, lento come una tartaruga con l\u2019asma. Mi ha fregato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, ripenso al mio racconto, al personaggio che ho abbandonato in un bar, ad ubriacarsi per dimenticare l\u2019amore perduto. Luca, un postino romano. Ormai siamo quasi diventati amici. Certo che anche lui poteva evitare di innamorarsi di una escort\u2026 Che gli faccio fare? Lo sprofondo nell\u2019alcool? Gli invento un incontro con una barista con una scollatura improbabile, in cerca di un\u2019anima gemella? Oppure una fuga in Tibet, a meditare a tremila metri di altitudine?<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto, il bastardo tutto video e tastiera ha ripreso vita. Esordisce col solito salvaschermo con la foto di Hemingway e la finta dedica \u201cA un collega scrittore. Con stima\u201d. Ridacchia, quel mentecatto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 una giornata stupenda. Diciotto gradi, vento di otto chilometri orari, umidit\u00e0 quaranta per cento. L\u2019ideale per una bella corsetta. Pensaci! Giova alla salute pi\u00f9 che stare davanti al mio schermo a imprecare per disincagliare la storia. Dammi retta: non \u00e8 giornata. Oppure vai a dare una zappata ai pomodori, che ne hanno bisogno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma chi si crede di essere? Pensa di scoraggiarmi? Non \u00e8 la prima volta che mi entra in testa un personaggio e non esce pi\u00f9, se non sotto forma di racconto. Certo, questa volta forse il parto si sta facendo complicato. Volevo azzardare un poliziesco, ma dopo una manciata di pagine avevo gi\u00e0 ammazzato tre persone e l\u2019assassino si capiva lontano un chilometro. Ho trasformato tutto in un racconto distopico, perch\u00e9 adesso questo termine fa molto figo, poi ho realizzato che la maggior parte della gente pensa che sia un animale e ho cancellato tutto. Ho infilato il personaggio in una storia horror, ma scrivere di demoni e vampiri mi fa dormire poi con la luce accesa\u2026 Uffa! Che abbia ragione lui? Un passatempo dovrebbe farti stare bene, mica imprecare in turco!<\/p>\n\n\n\n<p>Riapro il file. Disastro colossale. Sono scomparse nel nulla digitale le ultime dieci pagine, che avevo scritto di getto, prima di piantarmi di brutto, come un palo da vigna. Mancava ancora il solito lavoretto di limatura per migliorarle, ma, come succede nei momenti di ispirazione mistica, le idee si concatenavano, come un sudoku che si avvicina alla soluzione; gli eventi avevano preso vita autonoma. La birra fresca sul tavolino aveva fluidificato il pensiero e spinto il personaggio ad entrare in un bar, dopo aver scoperto di essere un portatore sano di corna autentiche e molto ramificate. Quel bar per\u00f2 \u00e8 ora il buco nero della mia fantasia: nulla riesce pi\u00f9 ad uscirne. Tantomeno il postino Luca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPensi di digitare qualcosa, o posso mettermi in stand by?\u00bb interrompe il mio compagno di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Bevo l\u2019ultimo sorso di birra rimasto. Ormai \u00e8 calda. Si insinua l\u2019idea di zappare i pomodori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bastardo avvia di sua iniziativa il collegamento al sito di un concorso letterario, indetto dagli \u201cScrittori per caso\u201d: \u00abPartecipa a questo! Premiano i primi dieci. L\u2019anno scorso hanno partecipato in nove; se non fai vomitare la giuria con la grammatica, magari un portachiavi di ottone lo porti a casa!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 troppo. Chi semina vento\u2026 Le sinapsi si riconnettono e le dita partono veloci.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luca rientr\u00f2 in casa, acciecato dalla rabbia e dalla mezza bottiglia di rhum che si era scolato. Si mise al computer, deciso a scrivere a quella infame tutto quello che non era riuscito a dirle in faccia. Non una mail: una lettera. Perch\u00e9 \u201cscripta manent\u201d. Inizi\u00f2 a pestare sui tasti come un automa. Il pensiero si trasformava in parole all\u2019istante e le dita sfogavano su vocali e consonanti la frustrazione di scoprire la donna della sua vita avvinghiata ad un altro. In pieno centro e, per giunta, nel bar frequentato dagli amici, che l\u2019avevano riconosciuta subito, visto che Luca aveva mostrato loro diverse sue fotografie dal cellulare. D\u2019altra parte, chi avrebbe mai dimenticato quel viso perfetto, le gambe da airone e quelle forme da sballo, coperte giusto quanto bastava per fondere il cervello a qualunque uomo le arrivasse a tiro? Peccato che \u2026 Inizialmente avevano pensato fosse il padre, data l\u2019et\u00e0. I baci focosi, fotografati con bastarda precisione dagli amici, avevano sciolto ogni dubbio. Luca premeva sempre pi\u00f9 forte sulla tastiera, manco stesse suonando Schumann al pianoforte. Sempre pi\u00f9 forte, con violenza, come per dare ai caratteri un\u2019impronta pi\u00f9 calcata del grassetto. Ancora di pi\u00f9, mentre la plastica cigolava sotto le dita ed i tasti si deformavano per lo sforzo. Impazzito, afferr\u00f2 lo schermo, per staccarlo dal resto, come un rapace che strappa lembi di \u2026\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEhi! Ehi!\u00bb grida il computer. \u00abCalma! Non \u00e8 il caso di metterla gi\u00f9 dura per qualche battuta! In fondo cercavo solo di pungolarti: non sei malaccio, ma sotto pressione rendi meglio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Eccolo qui, il novello Socrate, l\u2019allenatore di menti umane! \u00c8 insopportabile. Non so cosa gli farei\u2026 Anzi, no. Lo so benissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Luca si ferm\u00f2, ciondolante per la sbronza, ma col sorriso stampato, al ricordo di una delle ultime parole di quella stronza: \u00abFai volare da me i tuoi pensieri\u00bb. Pens\u00f2 che fosse un\u2019idea romantica. Prese il computer aperto e lo lanci\u00f2 fuori dalla finestra.<\/em> D\u2019incanto, riappare il faccione di Hemingway, con un nuovo sottotitolo: \u201cScusa. Facciamo pace?\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53467\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53467\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abD\u00ec la verit\u00e0. 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