{"id":53420,"date":"2024-02-05T23:29:14","date_gmt":"2024-02-05T22:29:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53420"},"modified":"2024-02-05T23:29:15","modified_gmt":"2024-02-05T22:29:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-uninutile-fuga-di-andrea-turro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53420","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Un\u2019inutile fuga&#8221; di Andrea Turro"},"content":{"rendered":"\n<p>Un uomo, una sera d\u2019inverno, passeggiava per le vie di un borgo medievale. Indossava un lungo mantello nero che lo copriva dal freddo glaciale e sopra il capo portava un vecchio cappello di lana che gli scaldava le orecchie a sventola. L\u2019uomo, nonostante avesse questo pesante tessuto foderato e rivestito, stava soffrendo, come un vagabondo o come un pellegrino, perso, perduto, vinto per le strette vie nebulose di una citt\u00e0 labirintica, in cerca di che mangiare, battendo i denti gialli e sollevando le mani al cielo con le unghie sporche di fango. Quest\u2019uomo non era quel tipo di pellegrino o vagabondo che voi immaginavate. Lui non aveva fame, nel senso di dover mettere in pancia qualcosa di caldo. Non aveva sete, nel senso stretto della parola. Lui aveva fame e sete di evadere dal quieto vivere di una lussureggiante dimora. Era stanco di vivere sempre e solo la solita noiosa giornata. Aveva bisogno di fuggire, di viaggiare come il vagabondo o il pellegrino, di fare nuove esperienze, di superare finalmente quel confine, che l\u2019educazione, la morale, l\u2019opinione altrui, i pregiudizi l\u2019avevano sempre frenato nel farlo. Ingabbiandolo in quelle quattro mura di ardesia. Era pronto, era grande, aveva la conoscenza e l\u2019et\u00e0 per poterlo fare. Perci\u00f2, quella sera d\u2019inverno con la nebbia fitta che arrivava fin sopra i tetti e oltre l\u2019alta cupola della chiesa, dal clima freddo e umido, part\u00ec alla ricerca di ventura come un cavaliere errante fa nei romanzi cavallereschi. L\u2019uomo inizi\u00f2 il suo cammino quando, una volta mosso i primi passi fuori casa, si accorse che a questo punto si presentava gi\u00e0 il primo grosso problema: \u201cIl cavallo! Maledizione! Il cavallo! Come faccio a sentirmi un cavaliere se non ho nemmeno il mezzo animale da cui prendo il nome? Sarebbe come dire che sono un panettiere senza aver il mio forno con cui fare il pane! Oppure come il falegname senza la sua ascia con cui taglia la legna! Ors\u00f9, dunque. Dove e come posso procurarmi un valido palafreno? Mah. Che Dio mi assista in questo viaggio e prego nella divina provvidenza che mi conduca nella giusta direzione. E quindi inizier\u00f2 camminando, non so per dove, ma sicuramente verso quella via che mi sembra buia e tenebrosa senza luce n\u00e9 rassicuranti bagliori. Questo ho deciso. Cos\u00ec ho scritto il mio destino, cos\u00ec vuole il mio senso d\u2019avventura!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019inizio pi\u00f9 tragico e allo stesso tempo comico che mai potesse succedere ad un moderno cavaliere. Purtroppo per lui questo era solo che l\u2019inizio e gi\u00e0 non si preannunciava niente di buono per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo, passo dopo passo, sent\u00ec dei brividi corrergli lungo la schiena ricurva. Affannosamente tent\u00f2 di superare l\u2019inconveniente ricacciandosi la giacca e la maglia dentro i pantaloni dell\u2019armatura, ma non era da l\u00ec che colpiva il freddo. Allora alz\u00f2 il bavero del cappotto e subito legandosi a pi\u00f9 e pi\u00f9 giri la sciarpa nobiliare intorno al collo cap\u00ec dopo questi gesti che era quello il punto debole della sua copertura contro il gelo della sera. Nervoso sul da farsi e di come ottenere \u201cil cavallo\u201d decise ugualmente di partire verso terre lontane e posti inesplorati, verso foreste selvagge e mondi disabitati dove la mano oscura dell\u2019umanit\u00e0 ancora non aveva distrutto quell\u2019idillio di paradiso terrestre che credeva di trovare.<\/p>\n\n\n\n<p>Vag\u00f2 per ore, minuti e interminabili secondi con in bocca la sua inseparabile pipa di radica, e nemmeno si rese conto, da quanto era spessa e onnipresente questa nebbia, che era uscito dal borgo familiare e che ora camminava alla volta di territori grigi, inospitali; finch\u00e9 non vide da lontano arrivargli incontro due enormi occhi gialli dalla cui bocca sorridente usciva fumo bianco e nero, il quale emanava tetri e spaventosi rumori metallici. Purtroppo, la nebbia non diede modo al \u201cquasi cavaliere\u201d di capire n\u00e9 comprendere che bestia potesse mai essere. Di sicuro non gli ricordava i draghi o i giganti, che aveva letto e studiato nei suoi libri. Gli sembrarono gli occhi di una belva demoniaca enorme. L\u2019uomo non temeva, nonostante l\u2019apparente superiorit\u00e0 di grandezza del mostro, d\u2019affrontarlo. Era l\u2019occasione per la sua iniziazione per essere acclamato come l\u2019eroe, il paladino del popolo. Era pronto come un valido, intrepido e coraggioso cavaliere che si prestava ad uccidere senza piet\u00e0 la dannata fiera dantesca. Peccato per\u00f2 che non appena l\u2019aspirante cavaliere prov\u00f2 ad estrare dal fodero la lunga spada a doppia lama osannata da lui col nome di \u201cOrleans\u201d, s\u2019accorse d\u2019averla lasciata incustodita sulla porta di casa e di aver con s\u00e9 solo un piccolo arco di legno con due frecce malconce\u2026Triste e ormai rassegnato ad una indegna morte, l\u2019uomo attese che la famelica belva gli si avvicinasse e se lo mangiasse in un sol boccone. Ma niente di tutto ci\u00f2, nessuna bestia, belva, fiera o mostro era quella sagoma avvolta dalla nebbia. Ora che il signore apr\u00ec meglio gli occhi cap\u00ec essere la forma di un automezzo agricolo enorme, possente, di color rosso e grigio, con cabina annessa e quattro ruote motrici alte quanto lui stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cImpressionante il suo cavallo, signor contadino!\u201d disse l\u2019uomo col mantello e armatura argentata salutando il buon uomo che si ferm\u00f2 dinnanzi a lui per capire se stesse chiedendo aiuto o se fosse l\u00ec per perdersi nei campi duri, aridi: neri come il carbone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome mai da queste parti, signore? Vi siete smarrito per caso?\u201d domand\u00f2 il contadino con un cappello di lana calato fin sotto le orecchie aprendo lo sportello del suo potente mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono ore che son partito dalla mia illustre dimora cittadina e in tutto questo mio camminare non mi sono nemmeno reso conto di dove sono finito\u2026 Per l\u2019appunto, gentile servitore della terra, dove mi trovo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il contadino sorrise gentilmente allo straniero pensando per\u00f2 \u201cChe gran maleducato chiamarmi: servitore, chi diavolo crede di essere questo pazzo vestito di nero a quest\u2019ora d\u2019inverno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi trova ai confini della provincia nel paese di Rocca di Roscopello, signore\u201d. Rispose l\u2019operario della terra spegnendo momentaneamente il mezzo agricolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPensavo solo a inseguire il mio sogno d\u2019avventura e alla necessit\u00e0 di trovare un valido e baldo palafreno. Inoltre, solo ora, mi sono accorto d\u2019aver perduto o forse \u00e8 pi\u00f9 corretto dire \u201cdimenticato\u201d la mia fida compagna Orleans\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contadino si mise a ridere di gusto, divertito dal tono e dall\u2019espressivit\u00e0 con cui si metteva a recitare, pi\u00f9 che a parlare, quell\u2019uomo buffo coperto dal mantello e con in mano la pipa ormai consumata.<\/p>\n\n\n\n<p>Non capiva se stesse parlando sul serio o se lo stesse prendendo in giro. Ugualmente decise di ascoltarlo ancora un poco prima di proseguire lungo il viale sabbioso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei \u00e8 un gran villano ridere cos\u00ec di fronte a me senza ritegno facendo vedere quei denti sporchi, mal sani e cariati! Si dovrebbe far vedere dal dottore prima che perda tutti i denti! Poi come farebbe a mangiare senza denti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLei \u00e8 davvero divertente signore\u2026\u201d disse ridendo l\u2019agricolo socchiudendo gli occhi. \u201cSembra quasi che sia venuto da una terra lontanissima o da un tempo passato, remoto\u2026Deve sapere che esistono le dentiere ai nostri tempi moderni e se ho male vado dal dentista non dal dottore!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh! E questa macchina cos\u2019\u00e8? Si direbbe un cavallo meccanico o una vacca di ferro mossa da ingranaggi!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, s\u00ec. Da anni non usiamo pi\u00f9 gli animali per tirare, livellare, seminare, arare, smuovere il terreno agricolo. Ora esistono questi macchinari che si chiamano: trattori! E vanno che \u00e8 una meraviglia lavorando meglio e di pi\u00f9 dell\u2019animale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 davvero comodo e accogliente pi\u00f9 di un cavallo\u2026\u201d osserv\u00f2 l\u2019uomo a piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA proposito, a cosa le serviva il cavallo?\u201d domand\u00f2 l\u2019uomo seduto nel trattore gesticolando con la mano destra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer fare il cavaliere errante in cerca di ventura!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCapisco\u2026Anche lei \u00e8 un altro di quei tizi che gli piace travestirsi come i personaggi di fumetti o rievocazioni storiche&#8230; s\u00ec, s\u00ec ho capito\u2026Le serve un passaggio per andare nel borgo dove questa sera si festeggiano i 700 anni dalla nascita del castello del conte di Roscopello, non \u00e8 cos\u00ec?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa, ma sono io il conte di Roscopello! Joachim Friederich III di Poiters conte e governatore del borgo di Roscopello! Sono appena partito da l\u00ec. Come osa\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh. Quindi il vostro personaggio sarebbe questo\u2026conte dal nome lunghissimo? Bah, mi sembra cos\u00ec anacronistico\u2026Ma dopotutto \u00e8 una rievocazione storica quindi\u2026\u201d comment\u00f2 l\u2019agricolo alzando spallucce non capendo: questa festivit\u00e0 per lui inutile, come il fatto di mascherarsi con i panni di un personaggio immaginario, non capendo poi che l\u2019uomo incontrato gli stava parlando seriamente. Stava d\u2019avvero cercando in tutti i modi di poter vivere quest\u2019esperienza come un vagabondo, anzi: come un cavaliere fuggendo verso la libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe vuole fare signor conte? Sale a bordo e l\u2019accompagno alla festa medievale o preferisce arrivarci a piedi come un viandante in questo mare di nebbia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La fitta nebbia inizi\u00f2 ad annebbiare la mente del conte a prendere possesso del suo corpo rendendolo invisibile e sparendo via come un fantasma, evaporando in quel fumo bianco nebuloso che tutto avvolgeva e che tutto nascondeva, sotto il suo fitto strato di vapore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSveglia!\u201d url\u00f2 una voce autoritaria maschile sbattendo il manuale di letteratura sul banco dell\u2019alunno intransigente seduto in ultima fila, che si era appisolato durante la noiosa, solita lezione dell\u2019insegnante.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alunno, sorpreso e svegliandosi di soprassalto come se gli fosse esplosa una granata sotto il suo naso, per alcuni attimi divent\u00f2 sordo e mentre incominciava a riprendere coscienza della vista e dell\u2019udito da poco traumatizzati; in lontananza vide diradarsi la nebbia, l\u2019oscurit\u00e0 della notte e l\u2019illusione di una fuga inutile per lasciar posto all\u2019aula di scuola coi banchi, le sedie e la luce solare del giorno che filtrava dalle tende di poliestere gialle facendolo ritornare con i piedi per terra, in questa realt\u00e0 fatta di solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi dorme non piglia pesci! E se si riaddormenta di nuovo alla mia lezione di letteratura medievale le giuro, signor Leoni, che all\u2019esame sar\u00f2 come una spina nel fianco per lei! E questo vale per tutti. Sono stato sufficientemente chiaro?\u201d Concluse il rimprovero il docente osservando dagli spessi occhiali in metallo uno ad uno i visi dei suoi cari studenti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53420\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53420\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo, una sera d\u2019inverno, passeggiava per le vie di un borgo medievale. 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