{"id":53171,"date":"2024-01-03T16:33:51","date_gmt":"2024-01-03T15:33:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53171"},"modified":"2024-01-03T16:33:52","modified_gmt":"2024-01-03T15:33:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-luomo-imperfetto-di-adele-massi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53171","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;L\u2019uomo imperfetto&#8221; di Adele Massi"},"content":{"rendered":"\n<p>Tu lo sai. Mi sono chiesta molte volte come sarebbe stata la mia vita, se mia figlia non fosse morta e se non avessi seppellito con lei, tre mesi dopo, il mio primo matrimonio. Sarei rimasta seppellita anch\u2019io in provincia, che mi asfissiava, rassegnata ad una vita incolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma in quel momento e per molti mesi ancora, capivo solo che la mia vita si era capovolta. Era passata da un binario lineare e coerente ad un deragliamento senza appello. Mi resi conto, dopo, che della vita non avevo capito praticamente nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 opinione comune che una coppia, di fronte ad un enorme dolore, profondamente ingiusto e innaturale, o si cementa o si sfascia. Noi ci sfasciammo. Posso dire solo che, dopo, ripensando al mio matrimonio, realizzai che io ero stata sorda e cieca, vedevo solo quello che desideravo vedere. Insomma, era stato tutto un equivoco. Mio marito non si rivel\u00f2 la persona che credevo di conoscere. Quella grande intesa che pensavo ci avesse accomunati, in realt\u00e0 non c\u2019era o non c\u2019era pi\u00f9 o non c\u2019era mai stata. La cosa incredibile \u00e8 che ero stata felice.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, me lo dovevo strappare dal cuore e ci riuscii. Passai un lungo anno a compatirmi. Poi la vita mi present\u00f2 un\u2019incredibile svolta. Ricordo perfettamente, checch\u00e9 tu ne dica, i tempi, i modi. Potrei dirti anche gli attimi.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrai nella stanza insieme alle mie amiche, inconsapevole di trovarvi tante persone. Volsi lo sguardo a sinistra. Ero vestita malamente e avevo perso 12 chili ma la cosa mi donava, se escludiamo le pene per cui li avevo persi. Scorsi un uomo che stava maneggiando un videoregistratore. Alz\u00f2 su di noi lo sguardo e si sofferm\u00f2 su di me. Mi squadr\u00f2 dai piedi su fino alla testa, mi soppes\u00f2 quasi spogliandomi con lo sguardo, e poi torn\u00f2 al suo videoregistratore, senza salutare, senza dire una parola, come se non meritassimo altra attenzione. Eri tu. Sentii subito avversione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo poi che, seduto sul bracciolo di un divano, intervenivi ogni tanto; avevi i capelli precocemente brizzolati, ma, a sentir te, facevi la vita di un ventenne. Poi improvvisamente perdevi di interesse alla discussione, ti assentavi, guardavi fuori dalla finestra, come annoiato, come se volessi essere altrove. E poi ti concedevi ancora una volta all\u2019uditorio. Che stronzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu mi dicesti, poi, che mi detestasti subito anche tu, allo stesso modo. Me la tiravo, ero troppo decisa, troppo sicura di me, insomma una rompiballe categoria A. \u00c8 vero, ci trovammo insopportabili, quella prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu dopo, un\u2019altra sera a casa tua \u2013 erano le feste di Natale &#8211; che parlai della mia perdita e tu notasti quei tre capelli bianchi che mi erano venuti. Fu quello a forare la corazza del cinico ad oltranza che eri. Ero arrivata mio malgrado direttamente al tuo cuore, senza tu ne avessi il minimo sentore. A tradimento. Quella donna normale che ero ti cominci\u00f2 a piacere. Ma non avvertisti in tempo il pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardo questo cipresso maestoso e vedo gli stormi volteggiare in aria in mille carambole. Che miracolo, gli uccelli\u2026 Sento l\u2019autunno arrivare, me lo sento nelle ossa. Non l\u2019ho mai amato l\u2019autunno, mentre a te piaceva tanto. La mia mente vaga, sono ormai senza un perno. Mi si affastellano le immagini senza che io le possa fermare. Tutto si consum\u00f2 dal 27 dicembre al 6 gennaio. A pensarci ora sembra assurdo. Non eri il mio tipo e io non ero il tuo. Eravamo il diavolo e l\u2019acqua santa. Ma che mal\u00eca ci prese ad entrambi? Scorrevamo su un crinale in discesa, senza poterci fermare. Le nostre uscite si susseguivano. Non lo volevamo davvero. Fummo semplicemente travolti. Quale alchimia misteriosa ci ha uniti?<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo vissuti questi trent\u2019anni come su un ottovolante. Due opposti che hanno passato il tempo a combattersi. Ci siamo accapigliati su tutto, tre volte al giorno ma da quella notte del 6 gennaio non ci siamo pi\u00f9 lasciati. Quale recondito segreto ci tiene insieme, quale vicendevole disfunzione ci avvinghia, cosa ci rende reciprocamente indispensabili? Sei cos\u00ec greve, cos\u00ec instabile, cos\u00ec violento, cos\u00ec contraddittorio, prepotente, autoritario. Ti odio ancora un po\u2019. Ti ho ucciso molte volte nella mia mente. Ti ucciderei ancora, ripensandoci. Il mio compagno improbabile. Eppure, non mi sono annoiata mai, con te. C\u2019era sempre qualcosa di nuovo da fare, qualcosa di diverso da conquistare, qualche inquietudine da placare. Ed io sempre dietro, a moderare, a trattenere, a conciliare. &nbsp;Ma mi sentivo viva. Se guardo indietro, la mia pi\u00f9 bella avventura sei stato tu.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sono sul divano. Da alcuni anni stiamo un poco pi\u00f9 calmi, alla passione \u00e8 subentrata la tenerezza. Ma se a quarant\u2019anni non accettavi di invecchiare, avrei dovuto sapere che a settantacinque sarebbe stato lo stesso. Sei indomito, non ti arrendi mai, sei sempre quel bambino che \u00e8 in te. Ora, se fossi qui, mi diresti che dovrei fare mea culpa, che sono stata io insopportabile come poche. Lo so, anche se non so come. Non sono certo sexy come quelle che cambiavi ogni sera. Ma hai scelto me perch\u00e9 ti tenevo testa. E tu a me. Diresti che non \u00e8 vero, ma che film era? Manipolo i ricordi come fa comodo a me? No, non credo, anche se sono vecchia, ho un\u2019ottima memoria, non mi scordo un attimo della nostra vita. Sei tu il campione della rimozione. Per questo non hai memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli uccelli sono andati via, comincia a far freddo. Mi sento svuotata. Da quando non ci sei tu, si \u00e8 spenta la luce nelle mie giornate, che sono immancabilmente vuote. Con chi parlo, con chi litigo ora? Sono morta dentro. Eri tu che mi tenevi viva. E mi soffermo a pensare a quella volta, che rimasi ferma dieci lunghissimi minuti di fronte a quella porta. Come sarebbe stata la mia vita, se non l\u2019avessi aperta? Eppure, ne ero consapevole. La apro o non la apro, lo lascio salire o lo lascio fuori? Tu mi avevi tempestato di telefonate, per fortuna all\u2019epoca c\u2019erano le segreterie telefoniche. Giorno e notte. Non risposi mai. Ti avevo detto che avevo trent\u2019anni e non avevo tempo da perdere. Se non eri sicuro, pazienza. In fondo ci siamo visti solo tre volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu ti eri piazzato sotto casa mia con una pianta, un tronchetto giapponese. E volevi salire solo per darmi quella pianta, nient\u2019altro. Non ti avevo dato tempo di spiegarti. Non ti avevo creduto. Mi sentivo sull\u2019orlo di un baratro. Ma non dissi di no.<\/p>\n\n\n\n<p>E guardavo la porta di casa mia. Se apro questa porta mi travolger\u00e0, mi cambier\u00e0 la vita per sempre. Non potr\u00f2 arrestarlo. Sar\u00e0 tempestoso, sar\u00e0 difficile. E fu come mi ero immaginata. Mi abbracciasti e non ci lasciammo pi\u00f9. La pianta \u00e8 ancora sul nostro terrazzo. Il cimitero si svuota. Scorgo solo due signore frettolose che svuotano vasi e cambiano fiori sulle tombe di fronte a loro. Il custode sta fermo al cancello. Forse deve chiudere. Devo andare a prendere i bambini a scuola. Li vedessi. Sono terribili. Non stanno un attimo fermi. Devo lasciarti. Quanto mi manchi. Chiss\u00e0 dove sei. Passo il bordo della manica sulla tua foto. Ciao, amore mio. Il pi\u00f9 imperfetto tra gli uomini. Ma tutta la mia vita. Quant\u2019\u00e8 freddo questo marmo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53171\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53171\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tu lo sai. 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