{"id":53137,"date":"2024-01-02T17:24:15","date_gmt":"2024-01-02T16:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53137"},"modified":"2024-01-02T17:24:16","modified_gmt":"2024-01-02T16:24:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-viaggio-di-ritorno-di-manuela-fabbrini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53137","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Viaggio di ritorno&#8221; di Manuela Fabbrini"},"content":{"rendered":"\n<p>Ancora poca strada e poi la rivedr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 successo tutto cos\u00ec in fretta, che ancora non riesco a realizzare cosa mi abbia portato a intraprendere questo viaggio assurdo, dopo quasi trent\u2019anni di assenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopotutto, la mia vita, quella vera, si \u00e8 costruita altrove. Se mi guardo allo specchio, so di avere tutto ci\u00f2 che si possa desiderare: una cattedra in filologia romanza, una famiglia rispettabile, un\u2019esistenza di continue ascese, conquiste, premi, trofei. Storie immortalate su pagine, pagine rilegate in libri, libri divenuti best seller, interviste, strette di mano; dediche a persone sconosciute, impresse su pergamene ingiallite, improvvisate di corsa alla fermata del treno.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, senza sapere come n\u00e9 perch\u00e9, una forza magnetica e soprannaturale mi sta riportando l\u00e0, come una calamita verso l\u2019assidua ricerca del suo polo opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorro le ultime due curve, dopo otto ore di guida ininterrotta e finalmente mi appare di fronte, come una cartolina invecchiata di altri tempi, rimasta prigioniera di una camera oscura.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia chiesa. Con la sua inconfodile facciata giallo ocra, il portone verde rigorosamente serrato, che ogni domenica mattina, come consueta tradizione, spalanca le sue braccia ai devoti fedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il mio campanile, con le sue trame di mattoncini grigi e rossicci. Una sentinella disarmata, che continua incessantemente a scandire il tempo in un luogo in cui il tempo sembra ormai essersi fermato.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia Rocca millenaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Una fortezza senza guerra e senza guerrieri, che pu\u00f2 concedersi ora di riposare in pace sul suo morbido colle.<\/p>\n\n\n\n<p>Una genitrice premurosa, che ogni notte conta le sue rughe per conciliare il sonno dei suoi figli.<\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggio l\u2019auto sotto la quercia secolare e mi sporgo per ammirare il fiume. Il suo scorrere placido e silenzioso mi infonde una serenit\u00e0 ignota e familiare al tempo stesso. Il suo letto rassegnato, che pian piano si restringe oltre l\u2019orizzonte, fino a confondersi con il rosa antico del cielo, mi riconnette con una dimensione remota, gi\u00e0 vissuta. Mi siedo sulla panchina rossa, ai piedi della grande quercia, e in un istante mi ricongiungo a un bambino dai capelli neri come la pece, la frangia ribelle e gli occhi spalancati e curiosi. Sta camminando lungo il fiume mano nella mano con un uomo e una donna un po&#8217; curvi, con le chiome ingrigite dal tempo. Si ferma di colpo, e raccoglie un sasso piatto. Chiude gli occhi e, con tutto il coraggio che ha in corpo, lo getta nell\u2019acqua scura. Il sasso rimbalza tre volte, come un danzatore inesperto. I suoi sogni volano leggeri, oltre la sponda opposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno li raccoglier\u00e0 un giorno. Forse. Chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Riapro gli occhi, mi alzo, e mi volto a sinistra. Vedo un lungo viale alberato, ricoperto di neve. Tre bambini stanno giocando davanti a una casa con la facciata bianca, vicino a una pianta di alloro. La bambina pi\u00f9 piccola indossa un cappellino di lana fatto a mano, dal quale fanno capolino morbidi riccioli ribelli. Raccoglie la neve con le mani nude e sorride per una sensazione nuova. Ne fa una palla e punta il viso del fratello maggiore, che abbassa la testa appena in tempo. La neve si infrange nel muretto alle sue spalle. Tutti e tre ridono a crepapelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi volto a destra e inizio a camminare nella nebbia fitta. In lontananza, avverto un suono primitivo, figlio di in un altro tempo. Quel suono sembra uscirmi dalle viscere e si confonde con i battiti del mio cuore.&nbsp; D\u2019istinto, lo seguo come un sonnambulo in balia della notte, finch\u00e9 non riesco a distinguerlo. &nbsp;Sembra il tintinnio di campanelli. Nella nebbia, intravedo i contorni di un carro, trainato da un trattore, seguito da un corteo di persone. A bordo ci sono bambini, giovani e adulti, che intonano nenie antiche come il mondo. Al centro, una vecchia con la gobba, la scopa e un sacco di iuta pieno di dolciumi e balocchi sembra compiaciuta dai canti in suo onore.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza pensarci, seguo il corteo e mi unisco al coro. Sono pervaso da un senso di familiarit\u00e0 e di ritorno nel grembo materno. Fisso quei volti uno ad uno e mi pare di conoscerli tutti, anche se nessuno di loro sembra far caso a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Il carro procede lentamente finch\u00e9 non si ferma davanti ad un cancello socchiuso. Mi affaccio per vedere oltre. Sullo sfondo, intravedo un edificio con la facciata decadente, con due rampe di scale che convergono verso un portone accostato. Il cortile di fronte, fatto di prato e ghiaino, accoglie dei piccoli banchetti, per allietare la festa di grandi e piccini. Sono tentato di entrare, per partecipare a questa gioia, che straripa da ogni angolo, dalle mura, dagli alberi. Ma poi mi sento di troppo, faccio un passo indietro e in modo defilato inverto la rotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre cammino a passo svelto a testa bassa, con le mani intirizzite dal freddo rannicchiate nelle tasche, sento che l\u2019atmosfera di gioia e calore si fa sempre pi\u00f9 lontana. Avverto una sensazione di gelo e solitudine che mi sorprende e mi avvolge come un mantello nero. Mi fermo di colpo, alzo la testa e mi ritrovo di fronte alla chiesa. Il portone \u00e8 stranamente spalancato, nonostante non sia domenica mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una folla di persone, con il volto mascherato di tristezza e le vesti scure si annida sugli scalini e nella piazza. Sembra un corteo funebre. I tre rintocchi gravi delle campane rimbombano tra le mura delle case per ricordare a tutti che \u00e8 il momento delle lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Varco l\u2019uscio della chiesa e scorgo un feretro, ricoperto da una corona di rose rosse. Di fianco, un bambino girato di spalle abbraccia con fiducioso conforto la sorellina minore, mentre l\u2019altra mano tremante stringe quella di una giovane donna, in piedi vicino a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino si volta di scatto con gli occhi offuscati di lacrime, fino ad incrociare il mio sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra di conoscerlo. \u00c8 il bambino del fiume.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019improvviso, come in un flash repentino, avverto il suo dolore vivo e mi sento parte di esso. Il cuore mi esplode nel petto, esco dalla chiesa ed inizio a correre a perdifiato. Vorrei spogliarmi di questa sofferenza e strapparla dal corpo, ma ormai fa parte di me come un vestito cucito addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Piango senza controllo e senza inibizioni. Mi sento leggero e libero.<\/p>\n\n\n\n<p>Risalgo il ponte e mi dirigo verso la macchina, sotto la grande quercia. La cerco, ma non la trovo. Al suo posto, appoggiata al tronco dell\u2019albero secolare, c\u2019\u00e8 una piccola bicicletta verniciata di rosso, con un cestino di paglia, contenente una palla a strisce bianche e blu. Mi fermo incredulo e mi guardo intorno, confuso. Da dietro l\u2019albero, spunta lo stesso bambino. Avanza verso di me a piccoli passi, mentre accenna un sorriso di intesa. Il suo sguardo mi penetra dentro, come se mi conoscesse da sempre. Come se fosse parte di me. Di colpo, realizzo che \u00e8 l\u2019unica persona con cui sono riuscito ad interagire da quando sono arrivato in questo luogo, cos\u00ec familiare ed estraneo al tempo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Allunga la mano nel cestino, afferra la palla e la getta verso di me, all\u2019altezza delle ginocchia. Di istinto, la paro di tacco e ricambio con un palleggio. Giochiamo come due compagni di scuola in mezzo a una strada deserta, in una dimensione oltre lo spazio e il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome ti chiami?\u00bb mi domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGiuseppe\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe buffo, ti chiami come me\u00bb, risponde compiaciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi prende per mano e mi conduce sopra una muraglia calpestabile in cemento armato, che separa il fiume da un canale, contornata da un corrimano di ferro battuto. Mi lascio trascinare lungo questo corridoio surreale, sospeso tra acqua e cielo. Ci fermiamo a met\u00e0 della muraglia, e ci sediamo su un piccolo terrazzino sporgente, protetto da una ringhiera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVenivo sempre qui con mio padre a osservare le stelle. Sai, gli somigli molto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnche tu somigli a qualcuno, ma non riesco a ricordare chi\u00bb, rispondo di getto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMio padre amava le stelle, e mi portava sempre qui quando ero triste, perch\u00e9 da qui si possono vedere a occhio nudo, senza bisogno di telescopio\u00bb mi confida, mentre con il dito indice traccia il contorno del Piccolo Carro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAnche mio padre amava le stelle e, come il tuo, mi ha lasciato troppo presto\u00bb, gli confesso con spontaneit\u00e0, mentre realizzo dentro di me che questo particolare lo avevo rimosso da tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMio padre diceva che ogni stella custodisce un sogno che le viene affidato. Non occorre che cada perch\u00e9 si realizzi, ma \u00e8 sufficiente avere fede. E crederci\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChe bella cosa hai detto. E dimmi, i tuoi sogni si sono realizzati?\u00bb, gli domando con sincero interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBe\u2019, direi che sono sulla strada giusta. Per il primo \u00e8 stato piuttosto semplice. Sul secondo, ci sto ancora lavorando\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSarebbe bello se tu potessi confessarmeli\u00bb, continuo fiducioso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto, come no. Nessuno, ormai, crede pi\u00f9 alla storia che i desideri non si possano svelare. Partir\u00f2 dal sogno su cui sto lavorando\u2026vorrei imparare a raccontare storie. E magari a scriverle, un giorno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE quello che si \u00e8 gi\u00e0 esaudito?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Abbassa la testa, per mascherare il lieve rossore comparso sulle guance paffute.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo imparato ad essere felice\u00bb, risponde con fermezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo guardo commosso e mi perdo nei suoi occhi puri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abForse sono i miei stessi desideri\u00bb, bisbiglio con un sorriso accennato. \u00abSo scrivere e raccontare storie, mentre sull\u2019altro\u2026 ci sto ancora lavorando. Forse\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Alzo lo sguardo verso il cielo dipinto di stelle e ne scelgo una, la pi\u00f9 brillante. Mi tuffo nella sua luce bianca, chiudo gli occhi e inizio a nuotare in lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOra ti devo salutare piccolo. Credo che sia arrivato il momento di ritornare indietro\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Allungo un braccio per afferrargli la mano, ma lui non c\u2019\u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Riapro gli occhi e la stessa luce bianca continua ad accecarmi la vista.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDottore, dottore, si \u00e8 risvegliato!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mi sta tenendo la mano. Incrocio i suoi occhi e percepisco lo smarrimento, la rabbia, la paura. So che vorrebbe gridare, piangere, strapparsi i capelli, ma l\u2019unica cosa che riesce a fare \u00e8 cingere il mio corpo in un abbraccio senza fine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome hai potuto farlo? Perch\u00e9?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerdonami amore mio. Ora ho capito tutto. So che non \u00e8 troppo tardi e che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 accadere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE come puoi esserne certo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Volto il capo, per nascondere il tenue rossore comparso sulle mie guance scavate.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo imparato ad essere felice\u00bb.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora poca strada e poi la rivedr\u00f2. \u00c8 successo tutto cos\u00ec in fretta, che ancora non riesco a realizzare cosa mi abbia portato a intraprendere questo viaggio assurdo, dopo quasi trent\u2019anni di assenza. Dopotutto, la mia vita, quella vera, si \u00e8 costruita altrove. Se mi guardo allo specchio, so di avere tutto ci\u00f2 che si [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_53137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":27405,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[676],"tags":[],"class_list":["post-53137","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2024"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53137"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/27405"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=53137"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53137\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":53160,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/53137\/revisions\/53160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=53137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=53137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=53137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}