{"id":53072,"date":"2023-12-15T17:09:42","date_gmt":"2023-12-15T16:09:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53072"},"modified":"2023-12-15T17:09:43","modified_gmt":"2023-12-15T16:09:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-prigioniero-di-alberto-fumagalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=53072","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Prigioniero&#8221; di Alberto Fumagalli"},"content":{"rendered":"\n<p>Doveva essere stato il graffiante strillare di un qualche uccellaccio ad avermi fatto svegliare di soprassalto.<br>Mi ci vollero alcuni attimi prima di cominciare a definire con chiarezza le ombre e i contorni delle sagome sfocate che percepivo a fatica nell\u2019alone di una fievole luce bluastra, quasi notturna; doveva essere giunto da poco il mattino, erano forse le 5.<br>Quella sveglia improvvisa mi gett\u00f2 in quella tipica condizione di stato confusionale dove il panico causato dal disorientamento ti brucia il sangue e ti lascia per un secondo senza fiato.<br>Riprendere coscienza non serv\u00ec per\u00f2 a tranquillizzarmi, anzi mi gett\u00f2 decisamente nello sconforto.<br>Ero ancora bloccato a quel dannato paletto di legno, prigioniero di quelle stupide corde tozze che mi strozzavano i polsi in una fastidiosa morsa.<br>Ormai dunque mi fu chiaro che non poteva essere tutto orchestrato da un lungo delirante incubo.<br>Quello era il mio primo risveglio in quelle condizioni sebbene fosse gi\u00e0 la mia terza mattina da prigioniero.<br>Le prime due notti le avevo passate sveglio, incapace di dormire poich\u00e9 terrorizzato all\u2019idea di abbassare le difese di fronte ai miei rapitori.<br>Quando poi mi resi conto che cos\u00ec legato le mie difese erano comunque nulle e che mi sarebbe stato in ogni caso impossibile combattere e tanto meno scappare allora mi arresi all\u2019evidenza; avevo perso completamente la capacit\u00e0 di agire nella mia volont\u00e0, inerme stavo cos\u00ec come loro volevano vedermi: prigioniero.<br>La luce intanto iniziava a scaldare i colori del paesaggio a me circostante. Mi resi improvvisamente conto di essere spettatore di una scenografia meravigliosa, cos\u00ec carica di purezza che pian piano cominci\u00f2 ad acquietarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero all\u2019interno di una profonda gola, c\u2019erano immense pareti rocciose tutt\u2019intorno che circondavano un paradiso di prati e boschi interrotti qua e la da chiazze di brillante terra ocra e tagliati in due da uno stretto rivolo di acqua corrente limpida e cristallina che attraversava tutta la conca fino al perdersi dell\u2019orizzonte.<br>Io stavo proprio l\u00ec, non distante dalla riva di quel serpentello azzurro in una zona dove iniziavano a sorgere alcune piccole abitazioni appartenenti ai miei rapitori e alla loro gente.<br>Nemmeno loro ad essere sincero erano cos\u00ec tremendi, un po\u2019 spaventosi forse, non nel comportamento quanto probabilmente lo erano nell\u2019aspetto a causa dei segni che esibivano sul loro viso.<br>Era un aggressivit\u00e0 passiva che veniva mostrata solo a livello estetico, quanto al loro agire non sembravano violenti guerrieri di una qualche cultura demoniaca; tutt\u2019altro. Apparivano molto pi\u00f9 composti e pudici della mia gente.<br>Stando immobile nella mia prigionia avevo infatti avuto la possibilit\u00e0 di notare come nessuno di loro guardava direttamente gli occhi dei loro compagni e delle loro compagne di sesso opposto. Mantenevano lo sguardo basso, come se ci tenessero a rispettare una non ben precisa legge sociale, morale o molto pi\u00f9 probabilmente religiosa.<br>In effetti quest\u2019ultimo motivo spiegherebbe alcuni dei loro spaventosi tatuaggi sul volto come i teschi scuri cicatrizzati ai lati esterni delle orbite degli occhi, oppure quelle linee rosso scuro che partivano dalle palpebre inferiori e puntavano tutte dritte verso il resto del corpo al di sotto del collo.<br>Potevano benissimo essere ammonimenti divini, magari cicatrici di qualche doloroso rituale tribale rimaste segnate nella loro carne.<br>Mentirei per\u00f2 dicendo di non aver visto alcuna dimostrazione di amore e affetto. Donne e uomini si stringevano, si abbracciavano e si accarezzavano dolcemente proprio come la mia gente fa quando si vuole bene.<br>Pure io tutto sommato ero stato trattato dignitosamente da quando ero stato fatto prigioniero. Non mi mancava mai acqua o cibo, venivano sempre rigorosamente uomini a curarmi e tenermi controllato. Una guardia una volta aveva addirittura provato a farmi sorridere (o almeno questo credo fosse l\u2019intento). Ma io di voglia di ridere non ne avevo poi molta, ero pur sempre prigioniero, bloccato l\u00ec, lontano dalla mia gente, lontano dai miei familiari, lontano da Andrea\u2026<br>Chiss\u00e0 dov\u2019era, chiss\u00e0 a cosa star\u00e0 pensando, chiss\u00e0 se mi star\u00e0 cercando\u2026<br>In verit\u00e0 speravo che non lo stesse facendo. L\u2019amavo, perci\u00f2 l\u2019ultima cosa che avrei desiderato era che rischiasse di vivere la mia stessa situazione.<br>Per\u00f2 ora la sua assenza e il desiderio della sua presenza erano sentimenti potenti che mi turbavano terribilmente.<br>Cercai di distrarmi.<br>Rivolsi nuovamente lo sguardo verso il mio schermo sul paradiso, il sole aveva ormai abbracciato le abitazioni alitando di vita il villaggio.<br>Il primo ad abbandonare il sonno oltre a me e ovviamente al mio guardiano fu un anziano. Egli stava gi\u00e0 da qualche minuto seduto su di un sasso a guardare ed ascoltare l\u2019anima del ruscello, poco dopo fu raggiunto da un giovane uomo.<br>Abbandonata la sua abitazione si mise seduto vicino al vecchio, quasi certamente intento a catturare quanti pi\u00f9 insegnamenti sulla vita potesse dargli. A quell\u2019et\u00e0 si ha nell\u2019animo una belva infuocata e affamata sempre pronta a nutrirsi di consigli e a digerir determinazione e affermazione di s\u00e9.<br>Intanto il sole saliva lemme.<br>Usc\u00ec quindi una ragazza che, fiancheggiando con passo deciso ma leggero il rivolo giunse in un punto tranquillo, appena fuori dal villaggio. Estrasse uno strumento simile a un flauto intagliato nel legno e inizi\u00f2 a soffiarci dentro facendone uscire una soffice melodia che lontana mi raggiungeva debole in un eco di suoni.<br>Probabilmente quell\u2019eco raggiunse pure una coppia di amanti che svegliatisi fecero capolino uno dopo l\u2019altro fuori dal loro rifugio mettendosi ad assaporare mano nella mano quel momento magico nel loro paradiso.<br>Quella soffice atmosfera per\u00f2 dovette dopo non molto lasciare il posto al vivace vociare di gioiosi bambini che si erano precipitati fuori casa per trovarsi e giocare.<br>Perfino i bambini seguivano quella loro legge morale, le bambine non guardavano negli occhi i bambini e viceversa, pure nel gioco.<br>Mi sembrava cos\u00ec alieno da me quell\u2019atteggiarsi alla vita, quel vivere l\u2019amore.<br>Perch\u00e9 c\u2019era amore tra loro, lo ripeto, era palpabile. Per\u00f2 nella mia sfera personale era cos\u00ec insopportabile l\u2019immagine di dover vivere in quella ristrettezza un sentimento tanto forte. La mia gente non lo avrebbe concepito.<br>Ma l\u00ec non ero con la mia gente e quel loro modo di vivere si riconduceva lo stesso al volersi bene, inoltre ero in una situazione di sfavore perci\u00f2 sentivo di poter accettare tutto ci\u00f2 all\u2019interno della mia sfera globale della concezione di amarsi.<br>Eravamo un poco diversi ma a me questo stava comunque bene.<br>Quello che non mi stava bene era che non mi venisse data la possibilit\u00e0 di muovermi a mio piacere, ero ancora un prigioniero legato al palo.<br>Stetti li mansueto ancora per un po\u2019 a guardare il paesaggio. Poi a un tratto da dietro di me incominciai a percepire l\u2019eco lontano di un violento pulsare di tamburi seguito e accompagnato da un canto ritmato di voci, doveva essere una specie di canto tribale che tra l\u2019altro non mi suonava neanche troppo sconosciuto. Era molto simile al rombo di uomini e percussioni che mi aveva scortato in quella mia prigione.<br>Mi accorsi che tutti gli uomini ora avevano lo sguardo basso dritto verso i loro piedi.<br>Il suono si faceva sempre pi\u00f9 vicino e pi\u00f9 forte.<br>Erano voci femminili.<br>Cominciai a sentire pure il ritmo dei passi decisi che scuotevano il terreno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tump! Tump! Tump!<br>Ed eccole li, a due a due, marcianti fiere, un piccolo esercito di sole donne.<br>Due, quattro, sei, otto, dieci.. Queste ultime tenevano ciascuna una corda tozza a trainare qualcosa o qualcuno. Mi passarono vicino dei passi pi\u00f9 leggeri, vidi i piedi, poi le gambe, quindi l\u2019intero corpo trascinante del prigioniero.<br>Un brivido mi elettrizz\u00f2 completamente la schiena\u2026 non poteva essere!<br>Fui travolto da un\u2019onda di emozioni differenti.<br>D\u2019impatto mi esplose il cuore di gioia, era Andrea!<br>Mi mancava, mi mancava terribilmente, temevo che non avrei rivisto pi\u00f9 quella sagoma tanto amata a causa della mia prigionia\u2026<br>A quel punto elaborai la realt\u00e0, l\u2019onda di gioia si incanal\u00f2 in una corrente di risacca che mischi\u00f2 in un vortice l\u2019agitazione con la mia felicit\u00e0 trascinando a fondo una grossa parte di quest\u2019ultima, non ero pi\u00f9 il loro unico prigioniero.<br>Preso da uno slancio incontenibile di estasi urlai comunque il suo nome.<br>Si gir\u00f2, mi vide e in un attimo il suo animo divamp\u00f2 in una fiamma incontenibile ed improvvisa di forza. Tent\u00f2 di corrermi incontro dando uno strattone tanto violento da gettare a terra una delle due guerriere che teneva la corda. L\u2019altra riusc\u00ec a tenere una presa salda ma da sola non era in grado di contenere l\u2019impeto, non abbastanza da impedire ad Andrea di raggiungermi.<br>Riuscimmo in un attimo a guardarci negli occhi e a strofinarci guancia contro guancia in una specie di carezza che sostitu\u00ec l\u2019impossibilit\u00e0 di un abbraccio legati com\u2019eravamo.<br>D\u2019un tratto non mi importava pi\u00f9 di esser prigioniero, non mi importava di nulla, vivevo solo quella mia emozione.<br>Purtroppo tutto dur\u00f2 pochissimi meravigliosi attimi, immediatamente le guerriere ripresero il controllo delle corde e ci separarono. Il trambusto aveva attirato l\u2019attenzione degli abitanti del villaggio che accorsero per capire cosa stesse succedendo.<br>Si cre\u00f2 una crescente agitazione nel villaggio, la gente iniziava a discutere chi spaventato, chi pieno di rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci eravamo guardati negli occhi io e Andrea\u2026 Ci eravamo proprio amati con lo sguardo come la nostra gente \u00e8 solita fare\u2026 Ma non i nostri rapitori.<br>Probabilmente era stato come una sorta di sacrilegio per loro.<br>Che stupidit\u00e0.<br>Ma loro amano cos\u00ec.<br>Non sentivo di aver commesso alcun errore ma comprendevo il loro turbamento.<br>Intervenne una delle guerriere mettendo ordine tra le urla aggrovigliate che si andavano accavallando.<br>Disse qualcosa che non compresi ma fu ascoltata da tutti.<br>Smisero gli schiamazzi e tornarono tutti alle loro abitazioni, chi pi\u00f9 convinto di altri.<br>Poi le guerriere portarono Andrea al lato opposto del villaggio ben lontano da me e rientrarono poco dopo pure loro nelle rispettive abitazioni.<br>Rimasi cos\u00ec nuovamente prigioniero, soltanto con il mio guardiano che ora per\u00f2 mi guardava con aria severa e giudicante.<br>Passarono diversi minuti ed ecco di nuovo un tamburo, stavolta proveniente dal centro del villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono pi\u00f9 lento e sommo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli abitanti del villaggio uscirono dalle case e si diressero tutti in direzione di quel suono. Pensai a una riunione, sicuramente avrebbero parlato di noi prigionieri, probabilmente del nostro gesto d\u2019amore istintivo che li aveva tanto scossi.<br>Anche il guardiano dopo aver stretto pi\u00f9 forte la corda lasciandomi delle dolorosissime piaghe si diresse verso il cuore del villaggio.<br>Poi il tamburo si fermo.<br>Prima un brusio di voci lontane poi il silenzio. A questo punto a uno a uno iniziarono a discutere tra di loro chi urlando di rabbia, qualcun\u2019altro invece pi\u00f9 composto.<br>Riuscii a riconoscere la voce del vecchio: appuntita, incattivita, sputava giudizi gi\u00f9 dalla sua profonda conoscenza. Fu proprio in quel momento che vidi avvicinarsi da lontano un\u2019ombra, minuta ma ben definita nei muscoli.<br>La luce che nel frattempo era di nuovo calante mi permise comunque di riconoscere il giovane che quella stessa mattina stava seduto l\u00ec accanto all\u2019anziano ad ascoltarlo.<br>Camminava a passo svelto, sempre pi\u00f9 svelto, quasi di corsa, gli occhi sbarrati puntati dritti verso di me. Non feci neanche in tempo a comprendere quello che sarebbe andato a succedere di li a poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane che ormai era a pochi passi da me rugg\u00ec qualcosa, tir\u00f2 fuori una lama e me la conficc\u00f2 dritta in un occhio, poi ne prese un\u2019altra e mi trafisse il cuore. Tutto si oscur\u00f2.<br>Perch\u00e9? Perch\u00e9 non mi comprendi uomo? Perch\u00e9 non riesci a vivere le nostre diversit\u00e0? Perch\u00e9 ti spaventi? Tu mi tratti come un vorace invasore. Non legarti prigioniero alle leggi mistiche e all\u2019etica sociale. \u00c8 la volont\u00e0 di mettersi in mostra? Di dimostrare al vecchio, al villaggio il tuo potere? O \u00e8 forse la paura a muover la tua mano? \u00c8 l\u2019ordine delle cose a consigliarti? \u00c8 la distruzione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 caos a tenere in mano i fili di un burattino?<br>Eros e Thanatos, i tuoi veri Dei, i tuoi gelosi maestri, decidi bene a chi dare il permesso di animarti giovane.<br>Guardami morire, questi occhi sono gli occhi di Andrea.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei tu colpevole ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Sei tu prigioniero ora.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_53072\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"53072\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Doveva essere stato il graffiante strillare di un qualche uccellaccio ad avermi fatto svegliare di soprassalto.Mi ci vollero alcuni attimi prima di cominciare a definire con chiarezza le ombre e i contorni delle sagome sfocate che percepivo a fatica nell\u2019alone di una fievole luce bluastra, quasi notturna; 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