{"id":5297,"date":"2011-02-15T17:05:31","date_gmt":"2011-02-15T16:05:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5297"},"modified":"2011-02-15T17:05:31","modified_gmt":"2011-02-15T16:05:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-lunedi-mattina-di-giulio-traversi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5297","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Luned\u00ec mattina&#8221; di Giulio Traversi"},"content":{"rendered":"<p>Dario in macchina con la radio accesa e i fari rossi delle luci d\u2019arresto, in fila. Piove e il fumo esce dal motore surriscaldato. Tutti i vetri appannati, macchioline di pioggia dappertutto offuscano la vista, i tergicristalli scandiscono la monotonia di un luned\u00ec mattina. Sono le otto e trenta ma \u00e8 come se fosse sera, d\u2019inverno.<\/p>\n<p>Mattina bagnata. Ogni metro pi\u00f9 avanti Dario guarda dentro l\u2019abitacolo degli altri e cerca lo sguardo degli altri. Se riconosce gli sguardi. Quando ci si incontra si prova imbarazzo. Se gli occhi sono estranei si possono fissare, assorbirli nei pensieri, perch\u00e9 non esistono.<\/p>\n<p>Gli occhi degli altri non esistono finch\u00e9 non ti guardano.<\/p>\n<p>Il peso degli occhi addosso.<\/p>\n<p>Qualche altro metro in avanti, e qualcuno con l\u2019ombrello aperto corre saltando tra le pozzanghere.<\/p>\n<p>Impermeabili bianchi.<\/p>\n<p>La sigaretta \u00e8 accesa.<\/p>\n<p>Oggi piove.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019abitacolo manca il saliscendi ipnotizzante per il parabrezza. Uscire dalla pioggia e bagnarsi il volto, scolarsi, sotto un albero. Ma l\u2019acqua scende gi\u00f9 come un peso sulla testa e stai con gli occhi fissi, non puoi muoverti; piove gi\u00f9 fitto col fumo del rombo del motore e i fanali rossi e i fari nel buio delle otto di mattina.<\/p>\n<p>Radio. Spenta. Semaforo rosso.<\/p>\n<p>Davanti alla macchina di Dario una ragazza attraversa le strisce pedonali, le cade qualcosa sull\u2019asfalto, lei s\u2019abbassa per raccogliere, poi si volta e riconosce chi c\u2019\u00e8 dentro l\u2019abitacolo. Ciao, fa con la mano. Dario la vede, non la riconosce. Lei ripete in mezzo alla strada, Ciao, e s\u2019avvicina al finestrino. Ciao, risponde Dario dal finestrino, non ti avevo riconosciuta, vuoi un passaggio? Dario non pensa pi\u00f9 all\u2019acqua che scroscia ma saluta Annamaria che ora sta l\u00ec seduta sul sedile nero dentro l\u2019abitacolo; la riconosceva poco alla volta: gli occhi gli occhiali che non porta mai, neri come gli occhi, quella camicetta stile rivoluzione francese bianca coi merletti, i jeans le spalle larghe capelli neri tirati, un sorriso d\u2019attesa, curioso, le solite scarpe viola coi tacchi, i tacchi coi jeans con l\u2019acqua in giro, trafelata e nervosa; aveva in mano una borsa, l\u2019ombrello fradicio e quella carpetta verde che le era caduta.<\/p>\n<p>\u00abChe pioggia, Dario!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCome stai?\u00bb<\/p>\n<p>Come stai, Annamaria?, da mesi che non si vedono, qualche sms di tanto in tanto quando monta la nostalgia, tra un fidanzato e l\u2019altro, tra fidanzati! Quante volte Dario aveva pensato di incontrarla, anche quella mattina, incontrarla per caso, per dirle qualcosa di poco casuale, ci pensava ogni giorno, per almeno cinque minuti al giorno, da diversi mesi. Come sta Annamaria?, e anche Annamaria ci pensava. Aveva fatto di tutto per dimenticarlo. E forse c\u2019era riuscita. Dario invece aveva ancora qualcosa da chiederle, sentiva di doverla rincontrare, aveva addirittura pensato di invitarla a cena. Io sto bene, dice lei col solito sorriso ingenuo. Io sto bene e tu? Entra d\u00e0i! Si va avanti, bene. Dove vai cosa fai il lavoro la sera il cinema il teatro e Ivo? Selma e Marco? Carlotta l\u2019hai pi\u00f9 vista? S\u2019\u00e8 lasciata, sembravano perfetti l\u2019uno per l\u2019altro, Giulio \u00e8 un tipo difficile, uscite ancora insieme? Scrive ancora? Ho incontrato Sardella, quando suona? Il lavoro va bene, \u00e8 pesante a scuola, ma va bene, la solita vita, che giornataccia! mi piace quando piove. \u00c8 una pioggia allegra questa, per me.<\/p>\n<p>Anche a Dario piace il rumore della pioggia.<\/p>\n<p>Ma sentirlo da fuori l\u2019automobile, con l\u2019odore della terra e del cemento, sarebbe un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>\u00abAnnamaria, stai con qualcuno?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe importanza ha?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon lo so. Forse per te ha importanza, per me anche, forse&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>&#8230;<\/p>\n<p>\u00abAllora?\u00bb ripete Dario.<\/p>\n<p>\u00abE tu?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIo s\u00ec.\u00bb<\/p>\n<p>(<em>non \u00e8 vero<\/em>)<\/p>\n<p>\u00abChe ingorgo oggi&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi interessa uno.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCi vai a letto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDario, non sono cose ti riguardano!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDimmelo, non c\u2019\u00e8 niente di male&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSei uno stronzo!\u00bb<\/p>\n<p><em>(Apre la portiera e vuole andare via)<\/em><\/p>\n<p>\u00abNon andare, scherzavo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDa quando sei diventato cos\u00ec stronzo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo vuoi spiegato!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDi solito non perdi tempo.\u00bb<\/p>\n<p>Dario era abituato al cinismo e alla disinvoltura.<\/p>\n<p>\u00abAnche tu, no? Il sesso non c\u2019entra.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNe sei stata sempre convinta.\u00bb<\/p>\n<p>Annamaria apre lo sportello, esce e lo sbatte. Entra nella pioggia, stenta a coprirsi con un ombrello che non si vuole aprire, e corre via. Dario esce dall\u2019abitacolo e la chiama, <em>Ti devo dire una cosa importante davvero<\/em>. Lei fa finta di non ascoltare, poi si gira, sotto l\u2019acqua. Anche lui sotto l\u2019acqua che scroscia, le grida di tornare in auto. La gente intorno sta a guardare da dentro le autovetture, finch\u00e9 qualcuno non si mette a strillare col clacson perch\u00e9 Dario ha bloccato il traffico. L\u2019auto \u00e8 in fila, le chiavi appese e il quadro illuminato. Dario salta una pozzanghera, l\u2019altra l\u2019ha presa in pieno, <em>Annamaria<\/em>, chiama, la raggiunge e la trattiene per un braccio.<\/p>\n<p>\u00abChe sei scemo!\u00bb gli fa.<\/p>\n<p>I clacson delle auto sembrano impazziti.<\/p>\n<p>\u00abD\u00e0i, parliamo un poco, ti devo parlare!\u00bb dice Dario.<\/p>\n<p>\u00abSei tutto scemo\u00bb gli fa lei, e si mettono sotto i portici. Aspetta che sistemo meglio la macchina, dice Dario, e corre dall\u2019altra parte e posteggia sopra il marciapiede, che quasi investe una ragazza che cammina rasente il muro per ripararsi dall\u2019acquazzone.<\/p>\n<p>Annamaria sta in piedi sotto il portico e scuote la testa e ripete fra s\u00e9 e s\u00e9: Questo \u00e8 proprio scemo!<\/p>\n<p>\u00abA che ora sei a lavoro?\u00bb<\/p>\n<p>Lui dice che telefona e avverte del ritardo.<\/p>\n<p>Lei invece \u00e8 libera.<\/p>\n<p>\u00abDove andavi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abA casa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe hai fatto stamattina?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo preso un caff\u00e9.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSaliamo a casa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abD\u2019accordo. Ma vai subito via, ho da fare.\u00bb<\/p>\n<p>Salgono, lei cammina avanti, lui dietro.<\/p>\n<p>\u00abDi cosa volevi parlarmi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCon calma, prima saliamo.\u00bb<\/p>\n<p>Da quanto tempo Dario non faceva quelle scale! Quando si conoscevano da poco tempo, saliva ogni giorno, la sera. Lui stava con lei, poi di notte andava via. E quelle scale erano sempre l\u00ec, le stesse, come un fedele guardiano. Mute. Fare l\u2019amore era un crescendo, \u00e8 stato un crescendo. Lei non parlava. Non diceva nulla. Stava ferma. Provava a muoversi, ma poi stava ferma. Lei lo faceva cos\u00ec. Ed era dolce ma freddo. Semifreddo. Con gli occhi chiusi, come se avesse aspettato da sempre un\u2019onda che non arrivava, ne aveva il ricordo, un\u2019onda come quando da bambina andava in spiaggia con i cavalloni e stava ferma sulla battigia con gli occhi chiusi, attendeva che le onde le fossero finite addosso; e cadeva e rideva, con la sabbia in bocca. Rideva dalla paura e dalla gioia, da sola, in silenzio. Non usava difese, non le chiedeva. Non le interessava. A Dario invece interessava. Forse anche per questo l\u2019ha mollata. L\u2019ha mollata perch\u00e9 era ferma. Ma voleva farlo sempre, non si tirava mai indietro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, le solite scale, la solita porta, il solito letto.<\/p>\n<p>\u00abAnnamaria, nonostante tutto io ti ho amato e ti amo, non mi dimenticher\u00f2 mai di te.\u00bb<\/p>\n<p>Annamaria lo guarda stranita. Non crede alle parole di Dario. Ma ha un sorriso di contentezza. \u00c8 arrossita. Si tocca le guance con le mani.<\/p>\n<p>\u00abVuoi qualcosa da bere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTi penso almeno una volta al giorno\u00bb ha detto lui.<\/p>\n<p>\u00abUn t\u00e8?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo sai perch\u00e9 ti ho lasciata?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 sei irresponsabile.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNe abbiamo parlato. Eri tu che avevi paura.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo sei.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo sono.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLo sai perch\u00e9 ti amo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 sei un\u2019irresponsabile.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAncora, ma che dici?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe ti amo perch\u00e9 sei matta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi prendi in giro, lo so.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ti prendo in giro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE io che sto qui ad ascoltarti. Lo sai che sto con un altro?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche io.\u00bb<\/p>\n<p>Mentre parlano, Dario stringe i fianchi di Annamaria e le sbottona la camicetta della rivoluzione francese. Andiamo di l\u00e0, dice lei; lui invece le sbottona anche i jeans, che erano bagnati e la pioggia si sentiva ancora. E poi si sono sdraiatii sul pavimento: lei col suo solito modo di farlo aspettava che arrivasse l\u2019onda, e che tutto andasse come doveva andare.<\/p>\n<p>Vanno a fare la doccia, separatamente.<\/p>\n<p>Si sdraiano sul letto.<\/p>\n<p>\u00abTu mi ami?\u00bb dice lui.<\/p>\n<p>Lei non risponde. Dice che \u00e8 stato un errore.<\/p>\n<p>\u00abLo so\u00bb risponde lui.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCos\u00ec\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAvevi nostalgia di tutto questo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abForse.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato bello\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, come una volta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e8 dici che \u00e8 stato un errore?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;hai detto tu.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;ho detto cos\u00ec per dire, per metterti alla prova\u2026\u00bb dice lei.<\/p>\n<p>\u00abHai ragione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn errore ma non importa\u00bb dice lei.<\/p>\n<p>\u00abNon importa, \u00e8 vero\u00bb dice lui<\/p>\n<p>\u00abSorridi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi fai sorridere.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche tu\u00bb dice lei.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 stato un errore?\u00bb chiede lui.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 oggi forse pioveva\u00bb ha detto lei.<\/p>\n<p>Dario si riveste e saluta la sua ex fidanzata.<\/p>\n<p>Annamaria \u00e8 contenta, rimane coricata svestita sotto le lenzuola, pensa quanto sia scemo Dario, e quanto siano belle le giornate di pioggia: non \u00e8 bella questa pioggia? \u00e8 una pioggia allegra, il rumore sui vetri, le nubi basse, il ticchettio delle gocce sulla ringhiera, l\u2019odore d\u2019umido della terra; Annamaria s\u2019addormenta, anche se sono gi\u00e0 le undici e un sottile raggio di sole ha bucato appena il cielo dall\u2019alto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5297\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5297\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dario in macchina con la radio accesa e i fari rossi delle luci d\u2019arresto, in fila. Piove e il fumo esce dal motore surriscaldato. Tutti i vetri appannati, macchioline di pioggia dappertutto offuscano la vista, i tergicristalli scandiscono la monotonia di un luned\u00ec mattina. Sono le otto e trenta ma \u00e8 come se fosse sera, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5297\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5297\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1472,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-5297","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5297"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1472"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5297"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5311,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5297\/revisions\/5311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}