{"id":52935,"date":"2023-10-31T15:57:46","date_gmt":"2023-10-31T14:57:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52935"},"modified":"2023-10-31T15:57:46","modified_gmt":"2023-10-31T14:57:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-tavolata-di-fabio-fulfaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52935","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2024 &#8220;Tavolata&#8221; di Fabio Fulfaro"},"content":{"rendered":"\n<p>Il brusio di fondo si stabilizza a un certo punto su di una determinata intensit\u00e0 e sono discorsi interrotti esclamazioni interiezioni incidentali monologhi autocelebrazioni comizi contratti contrasti confessioni rumori di posate strisciate di seggiole che pulsano all\u2019unisono con lo scopo di coprire naturali imbarazzanti silenzi. I tuoi compagni di tavolo si impegnano in circolari discussioni a cul de sac e non si sforzano a darti una mano: ti concentri per volerli tradire\u2026 Vorresti afferrare qualcosa di solido in quel fiume di parole, isolare qualche sentenza definitiva o magari scoprire chi bleffa spudoratamente collezionando pi\u00f9 di tre indizi scelti tra raucedini ben simulate, contraddizioni grossolane e cambi di voce e di storie.&nbsp; Nella folla ci si confonde ed \u00e8 problematico smascherare il millantatore: duro davanti a una pizza, con il cocktail di scampi pi\u00f9 indulgente. Cerimoniali standardizzati per soffocare perfidi pensieri. Lapsus freudiani: \u201d<em>Potresti chiavarmi al telefonino?\u201d<\/em>\u2026.solo un rutto un singhiozzo, una sindrome da soffocamento pu\u00f2 mostrare chi \u00e8 veramente s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>E non certo le lusinghe ben siliconate o panegirici da plastica facciale\u2026.ti sei vestito troppo sbadatamente per non poterti fare notare e cos\u00ec, puntualmente, gli occhi irrequieti dei clienti si adagiano fugacemente sui mocassini color ruggine, blue jeans anemici e camicia troppo trasparente che lascia intravedere una maglia interna alquanto patetica. Gi\u00e0 per entrare hai dovuto incontrare la resistenza di mille pupille disprezzanti che edificavano insormontabili valli. Per fortuna i tuoi amici hanno speso una buona parola e grazie alla loro interessata intercessione puoi consumare in compagnia il sacro rituale del sabato sera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Alcuni gioielli da trenta denari luccicano quel tanto che basta\u201d<\/em> . Apri gli occhi su una risata troppo sguaiata per potere passare liscia senza conseguenze: la battuta era davvero micidiale, ma ora sospetti che il prezzo da pagare probabilmente \u00e8 troppo elevato, considerando che c\u2019\u00e8 in ballo una vita. Noti la ragazza al tuo fianco bloccarsi e spalancare le palpebre atterrita, allungare la mano a V verso la propria gola e cercare con occhi imploranti un disperato aiuto. Sono pochi secondi, ti alzi di scatto e l\u2019afferri da dietro serrando le tua braccia a cintura sul suo diaframma, cingendolo ben stretto. Noti i pomelli auricolari cambiare velocemente colore verso il blu notte. Quasi blu. Dai un colpo con il pugno ben chiuso sopra l\u2019ombelico di lei e senti il corpo vibrare in scosse piccole e lente. Blu Klein. Hai paura, senti il profumo denso della sua chioma bionda allontanarsi e svanire, un senso di distaccata lontananza di un corpo che si sta svuotando\u2026nero di seppia\u2026dai una nuova compressione verso l\u2019alto, stavolta pi\u00f9 vigorosa verso l\u2019interno e verso l\u2019alto, aiutandoti con le gambe e piegandoti su di lei <em>more ferarum<\/em>: il colpo ben assestato proietta fuori l\u2019ossicino incriminato che, beffardo, si nasconde in un bicchiere lontano dopo avere rimbalzato su un Cuv\u00e8\u00e8 Dom Perignon\u2026lo osservi e hai voglia di non mollare pi\u00f9 la presa per unirti in eterno a lei\u2026ritornano ad irrorarsi le mucose\u2026la sorreggi per le ascelle\u2026.\u00e8 ancora tremante non parla, ti guarda, prima di ringraziare sviene. Le sbottoni la camicetta con rapidi ed esperti movimenti delle falangi, cerchi il polso ed un bicchiere d\u2019acqua che, nello stordimento generale, tarda ad arrivare. Il capannello di gente attorno al tuo tavolo si dirada appena si accorge del lieto fine e della ragazza accompagnata dal suo lui frastornato quanto imbarazzato. Ritorni apparentemente calmo al tuo posto e purtroppo hai da sorbirti i commenti vicini e lontani che si intrecciano come parole dettate da pi\u00f9 telescriventi \u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cpoteva restarci secca\u2026era diventata nera\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cridere da morire, allegria\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201ccredo si chiami manovra di Heimlich\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>3 risolini satanici, canti di gallo\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00e8 un dottore suppongo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cpeccato si vesta in quella maniera\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201carrivederci mi \u00e8 passata la fame\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cme ne vado, me ne vado\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201ctranquilla\u2026.aspettami\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>trenta? trenta denari per pagare\u2026\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 chiaro che sono mutate le posizioni di forza poich\u00e9 \u00e8 sufficiente una azione fuori dalla ordinaria amministrazione per ottenere un mutamento di pensiero e considerazione. I compagni di tavola ti investono con accenti di elogio, di comprensione tu dondoli il capo travolto dalla ipocrisia e anche a te passa l\u2019appetito. Sbuffi percettibilmente ma non puoi sfuggire all\u2019interrogatorio, vogliono sapere come si fa, dove si pu\u00f2 imparare, quanto costa un corso completo di pronto soccorso\u2026ehi non puoi mica tradirli, Giuda dell\u2019ultima cena, adesso sei il Messia salvatore devi distribuire il pane, moltiplicare i calamari, insomma interpretare un ruolo che \u00e8 l\u2019opposto di ci\u00f2 che ti eri promesso di realizzare. Mancano solo gli autografi e il minestrone \u00e8 al punto giusto di cottura. Ti distorce tanta umana leggerezza, ricordi l\u2019onda che ti ha risparmiato, ti commuove tanta inutile processione o forse \u00e8 la stagnante nuvola di fumo passivo a creare problemi alla congiuntiva, ti impietosisce questo camaleontico modo di porsi di fronte alla realt\u00e0. Qualche signora dai tavoli bene lancia messaggi in codice o ha un tic devastante alle palpebre. Non ci vuole molto per capire che la tua scientifica ricerca della verit\u00e0 si complica maledettamente: quelli che hai accanto o relativamente vicino sono amici o futuri miracolati? Potranno anche loro dire:\u201d<em>io c\u2019ero, anche se ho dormito tutto il tempo<\/em>!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>In verit\u00e0 in verit\u00e0 vi dico voi sarete con me alla Rinascente<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ti riscopri con un bel cappio al collo, munito di splendido nodo. Inoltre hai seri affanni nella digestione e tra meteorismi e rumori apocalittici, pensi come sia tremendamente impervio fingere in una immagine o meglio che l\u2019immagine statica regala la possibilit\u00e0 di scoprire ogni tipo di forzatura ma non i suoni o le voci del reale. Stai per ritrovare il filo quando ti violentano seduta stante con una domanda retorica: \u201d<em>Ce l\u2019ha sodo il sedere<\/em>?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa fare? E\u2019 spontaneo, \u00e8 vero, \u00e8 sincero. Non \u00e8 una battuta gettata sul tappeto verde in azzardo. Glielo leggi negli occhi. Pietro \u00e8 spaventosamente sincero. Non vuole provocarti. Dice semplicemente ci\u00f2 che gli detta l\u2019istinto, la prima scarica neuronale del rinencefalo e zac\u2026.spara la cavolata sulla tavolata. Evidentemente sei in crisi e ti volti verso il tuo interlocutore arrossendo non per l\u2019argomento trattato, ma perch\u00e9 crolla buona parte della tua teoria. La verit\u00e0 di un cervello normale \u00e8 pi\u00f9 dannosa della bugia di un genio. Sei troppo stravolto dalle macerie del tuo filosofeggiare instancabile e un po\u2019 rompicoglioni. E allora \u00e8 necessaria tutta questa verit\u00e0? Compromessi, non \u00e8 onesto ritornare ai compromessi, una scelta dovrebbe essere definitiva; mentre Pietro attende curioso la risposta versandosi altro vino bianco, i suoi sguardi irrequieti danno il la per una originale soluzione: ogni verit\u00e0, filtrata dall\u2019apparato fonatorio di un uomo, di per s\u00e9 \u00e8 gia distorta nelle intenzioni e nei toni, e cessa di esistere dal momento che noi vogliamo ardentemente che sia o che non sia, che appaia meglio o peggio, che colpisca pi\u00f9 o meno. Secondo gli scopi. Ecco naturale la risposta: \u201cNon sono un dottore sono un medico, <em>i trenta denari dalli al boia per farti impiccare\u201d<\/em>. E gi\u00f9 una risata da taverna obnubilatrice con serio rischio di auto-soffocamento.<\/p>\n\n\n\n<p>La parte maschile della tavolata, molto concreta e pragmatica, riprende fortunatamente a detestarmi e a calcolarmi con sufficienza. Tutti gli altri, passato lo smarrimento del momento, si incanalano in un ennesimo accenno di turpiloquio a sfondo sessuale che tu tagli corto brindando alla laurea di Luca. Ti sei conservato questo espediente nei momenti di difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brindisi augurale permette al resto della comitiva di riprendere i loro atavici discorsi su amicizia amore sesso e libert\u00e0 e a te di estraniarti dalla folla e focalizzare una immagine, l\u2019immagine dell\u2019uno che tradir\u00e0. Punti lo sguardo fisso verso il fondo della sala e procedi dinamicamente in linea retta. Quello che ti intristisce \u00e8 il dovere restare fermo su di una sedia mentre l\u2019angolo di visuale procede in profondit\u00e0 nel campo visivo. Basterebbe qualche supporto farmacologico per procedere in questo percorso con origine dal punto medio delle tue sclere fino ad un muro\u2026.e allora via in successione il lobo dell\u2019orecchio di Paolo, una sedia vuota o meglio con sopra quattro molliche di pane, giacca con perline, orecchini taroccati in nuvola passeggera di fumo, registratore di cassa con mano pelosa e con fede, passa veloce un cameriere, si solleva la signora con giacca e anelli dovunque, ancora una sedia vuota, passa un inserviente con mano nel registratore di cassa, due clienti imputati protestanti, tre calici vuoti uno rovesciato a terra, tieni duro, vai veloce su due bocche, ecco due bocche.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stanno baciando sulla retta, la retta si conclude al punto medio delle due bocche poco prima della parete, di tutto l\u2019intorno non ti deve interessare, devi rimanere neutrale, devi zoommare sulle quattro labbra, il punto a fuoco sono le quattro labbra, sotto di esse un segno evidenziatore. Un bacio non pu\u00f2 durare infinito, si dovranno staccare per i normali scambi respiratori, per problemi di ossigenazione. Credi di essere prossimo al tuo concetto di verit\u00e0, ne sei tanto preso che non esiti a tralasciare il grande mormorio della tavolata sempre pi\u00f9 flebile, abbandonandoti in un angolo egoistico di meditazione. Ora le bocche sembrano separarsi&nbsp; e appare un punto come un inizio di immagine, ritornano insieme: un aggrovigliarsi di ombre umane si affolla sulla tua retta, maledetta la gente, maledetta la massa che fa massa, riesci a stento a trattenere lo sguardo e mantenerti saldo. Concentrazione, non ti distrarre\u2026.non si accettano carte di credito, sbadigli dei proprietari, cameriere impercettibile deviazione, le mani con soldi. Adesso si allontanano piano le bocche e l\u2019immagine ti ferisce come lama d\u2019alabarda. Uno specchio, \u00e8 uno specchio e riflette pupille come fessure, le spalle ricurve, il tronco proteso in avanti in morbosa investigazione, le mani, non vedo le mani\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La tua immagine contorta ti \u00e8 insopportabile, detesti questo boomerang sinistro e speri che qualcosa o qualcuno ti possa insegnare l\u2019arte del respirare a pieni polmoni l\u2019infantile voglia di esistere. Ma per salvare delle vite, la propria \u00e8 sempre in discussione, specchio rotto dei tradimenti del mondo. Ti verrebbe da singhiozzare se davanti a te non si piazzasse un cameriere, tarchiato e olivastro, con baffo da gigol\u00f2 e peli ribelli sulle guance e ti intimasse: \u201d<em>Paga lei il conto<\/em>?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ti volti a cercare gli amici ma non ci sono.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52935\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52935\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il brusio di fondo si stabilizza a un certo punto su di una determinata intensit\u00e0 e sono discorsi interrotti esclamazioni interiezioni incidentali monologhi autocelebrazioni comizi contratti contrasti confessioni rumori di posate strisciate di seggiole che pulsano all\u2019unisono con lo scopo di coprire naturali imbarazzanti silenzi. 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