{"id":5291,"date":"2011-02-14T12:34:12","date_gmt":"2011-02-14T11:34:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5291"},"modified":"2011-02-14T12:34:12","modified_gmt":"2011-02-14T11:34:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-dove-finisce-lamore-di-roberto-riccardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5291","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Dove finisce l&#8217;amore&#8221; di Roberto Riccardi"},"content":{"rendered":"<p>Amore che nasce, amore che muore. Una ruota che la vita ci mette ogni giorno sotto gli occhi. Di solito per\u00f2 succede agli altri, quando capita a te \u00e8 un\u2019altra storia. Non so come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto, gli amici ci vedevano come una coppia inossidabile. Avevamo il nostro appartamento in un quartiere elegante, arredamento moderno con un tocco di antico, lo schermo al plasma, il Suv. Abbiamo cresciuto due figli, viaggiato, frequentato la buona societ\u00e0, eravamo invidiati da tutti.<\/p>\n<p>Giulio arriva fra mezz\u2019ora. Da un mese si \u00e8 trasferito in un residence, dice che ha bisogno dei suoi spazi, ha bisogno di riflettere. Anch\u2019io sto pensando molto negli ultimi tempi, magari \u00e8 un modo per recuperare, in passato non lo avevo fatto abbastanza. Non mi ero interrogata, non ero stata attenta ad interpretare i segnali.<\/p>\n<p>La vita fa cos\u00ec. Ti avvolge in una quotidianit\u00e0 piena di avvenimenti di apparente importanza, una tempesta di rumori che ti assalgono da ogni direzione, e in mezzo a quel frastuono non ti accorgi del silenzio che regna fra le pareti di casa tua.\u00a0<\/p>\n<p>Come abbiamo fatto a ridurci cos\u00ec, amore mio? Ammesso che abbia senso chiamarti amore. Mi ricordo il giorno in cui ci siamo conosciuti, in una libreria del centro dove ogni tanto mi trovo ancora a passare. Tu sedevi in seconda fila, da promettente critico letterario qual eri ascoltavi attentamente e annotavi con diligenza i passaggi pi\u00f9 importanti sul tuo Moleskine nero. Io come al solito ero arrivata in ritardo e mi sono seduta in fondo, avevo incastrato la presentazione fra mille impegni perch\u00e9 avevo letto il romanzo e mi aveva conquistata.<\/p>\n<p>La scrittrice era bella e tu non le staccavi gli occhi di dosso, chinavi il capo per assentire a ogni affermazione, ridevi a ogni tentativo di battuta anche se nessun altro lo faceva. Perch\u00e9 lei era impacciata, non era per niente a suo agio, parlare e scrivere sono due talenti diversi, l\u2019uno non implica l\u2019altro. Aveva un eloquio involuto, si ripeteva di continuo e il pubblico si stava annoiando. A un certo punto un signore si \u00e8 alzato ed \u00e8 uscito, altri lo hanno imitato e tu ogni volta li guardavi male, poi ti voltavi di nuovo verso di lei e sembrava che volessi dirle: \u201cNon curartene, sono degli stupidi, tu vali molto pi\u00f9 di loro\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 strano, ma \u00e8 stato allora che ho iniziato ad amarti. Avevo smesso quasi subito di osservare il tavolo dei relatori e tenevo lo sguardo fisso su di te, con un pizzico di assurda gelosia. \u00c8 stato allora che mi sono accorta dei tuoi colpi di tosse meccanici e continui, molte persone che ti conoscono da anni non li hanno mai notati.<\/p>\n<p>Finalmente la presentazione \u00e8 finita. Avevo gi\u00e0 il libro, ne ho acquistata un\u2019altra copia e sono passata a farmela firmare solo per farti piacere. Ormai nella sala eravamo rimasti in pochi, tu eri accanto all\u2019autrice e io come una stupida ho cominciato a parlarle del suo romanzo: \u201cquanto mi ha colpita\u201d, \u201cuna prosa degna dei maggiori autori del Novecento\u201d. Al mio ennesimo commento entusiastico mi hai guardata di traverso, sotto le lenti dorate dei tuoi occhialetti tondi da intellettuale, per un attimo mi \u00e8 sembrato che sorridessi.<\/p>\n<p>Prima di uscire ho aspettato che anche tu salutassi la donna, avevo paura che potessi restare solo con lei. Ho sentito quando le hai promesso di mandarle in anticipo la recensione, che naturalmente sarebbe stata perfetta. Le tue lo sono sempre, \u00e8 un\u2019altra cosa che amo di te. Dovrei dire \u201cche ho amato\u201d, prima o poi mi ci abituer\u00f2.<\/p>\n<p>Ti ho seguito senza una ragione, andavi nella direzione opposta alla mia ma non m\u2019importava, volevo portare ancora un po\u2019 con me il tuo profilo distinto e affilato, il colore intenso dei tuoi occhi che in realt\u00e0 non vedevo pi\u00f9. Eri davanti a me e avevo solo la tua schiena, su una strada bagnata di pioggia che portava chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p>Dopo un po\u2019 per\u00f2 ti sei girato e questa volta ne sono stata sicura: stavi sorridendo, sorridevi proprio a me, una stupida dipendente di un\u2019azienda di trasporti che passava il suo tempo a leggere romanzi d\u2019amore e a sognare di vivere le stesse avventure. Una piccola, scialba impiegata che non aveva uno straccio di fidanzato e si era invaghita di uno sconosciuto visto a una presentazione per una burla del destino.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>\u201cFaccio anch\u2019io cos\u00ec\u201d mi hai detto, sorprendendomi. Devo averti guardata con un\u2019aria totalmente stralunata, perch\u00e9 ti sei affrettato a spiegare. \u201cQuando un libro mi colpisce, se vado a un incontro con l\u2019autore e ho dimenticato la mia copia, ne compro subito un\u2019altra\u201d. Io ero nel pallone e non capivo ancora. Non capivo nulla a parte il fatto che ti eri fermato, con un lampo nascosto dei tuoi occhi di cielo mi avevi vista anche se ero dietro di te e adesso mi stavi parlando, parlavi proprio a me. \u201cPer via dell\u2019autografo\u201d hai aggiunto, non sapendo pi\u00f9 come fare per aiutarmi a comprendere. \u201cL\u2019autografo, certo\u201d ho risposto. Per un riflesso ho infilato una mano nella borsa, a toccare quel libro che mi aveva dato tanta emozione e ora mi portava qualcosa di molto pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>Sei mesi dopo eravamo fidanzati ufficialmente, un altro anno e ci trovavamo su un altare, io felice come non ero mai stata, come non sarei stata pi\u00f9. Ricordo perfettamente di essermi chiesta, un attimo prima del <em>s\u00ec<\/em> che ci ha uniti, da dove era saltato fuori tutto l\u2019amore che provavo per te. Non capivo quale spazio avesse potuto contenerlo, per poi lasciarlo venire a riempire il mio cuore. Ora mi chiedo dove sia andato a finire. Magari nel posto in cui si trovava prima che noi due c\u2019incontrassimo, una stazione dove la passione \u00e8 ferma in attesa di raggiungerci e ritorna quando la smarriamo lungo il cammino. Perch\u00e9 \u00e8 questo che ci \u00e8 successo, Giulio, non \u00e8 vero? Lo abbiamo perso per strada, il sentimento che ci teneva legati come se fra noi ci fosse un filo invisibile che c\u2019impediva di stare lontani.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Stefano mi passa davanti senza vedermi. Sta andando in palestra, oggi \u00e8 mercoled\u00ec. Gli urlo di prendere la borsa, come al solito la stava dimenticando, se ne sarebbe accorto una volta arrivato, al momento di cambiarsi. Hanno ancora bisogno di noi, i nostri figli, anche se tu da qualche tempo mi dici il contrario.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Laura non ha nemmeno dato il suo esame, l\u2019altro ieri, ma tu non lo sai. Lei non ha avuto il coraggio di dirtelo e tu non sai pi\u00f9 niente di quello che avviene o non avviene in questa casa.<\/p>\n<p>Fra poco sarai qui. Il tempo scorre inesorabile, a momenti ti avr\u00f2 di fronte e sar\u00f2 costretta a chiedermi cosa \u00e8 cambiato fra di noi, dal momento che io e te siamo gli stessi di allora, sono uguali i tuoi occhi, \u00e8 uguale anche il sole di marzo che promette tepori dolcissimi.\u00a0<\/p>\n<p>Forse dovr\u00f2 chiedermelo per il resto della mia vita, mentre tu andrai avanti con un\u2019altra donna accanto. Almeno non sar\u00e0 quella scrittrice, ormai vecchia, che in un giorno lontano mi ha ferito il cuore senza che io riuscissi ad odiarla.<\/p>\n<p>Per\u00f2 qualche volta te lo chiederai anche tu, cosa \u00e8 cambiato, perch\u00e9 ventisei anni di vita non sono acqua, i nostri figli non lo sono, non \u00e8 acqua nemmeno quel giorno a Berlino, quando camminavi distratto e un automobilista ti stava investendo, tu attraversavi col rosso e lui aveva ragione, non era tenuto a fermarsi. Io mi sono lanciata verso di te e ti ho tirato indietro appena in tempo, e tu che non avevi visto nulla mi hai urlato \u201cCosa fai?\u201d, non capivi perch\u00e9 ti avessi strattonato a quel modo.\u00a0<\/p>\n<p>Poi la sera in albergo, dopo che abbiamo fatto l\u2019amore, mi hai cinto le spalle con un braccio e mi hai detto \u201cMi hai salvato\u201d. Io ho chiuso gli occhi e mi sono sentita bene, senza pensarci ti ho risposto \u201cAnche tu lo hai fatto\u201d. Pensavo a com\u2019ero triste e sola prima d\u2019incontrarti. Domani mi sentir\u00f2 di nuovo cos\u00ec, quando te ne sarai andato per sempre e io rester\u00f2 in questa casa che avr\u00e0 mille tracce della tua assenza.<\/p>\n<p>La chiave gira nella toppa. Com\u2019\u00e8 possibile che io la senta? Per forza, sono nell\u2019ingresso, davanti alla porta, me ne rendo conto solo adesso. Entri, ti guardo e chiss\u00e0 perch\u00e9 vorrei chiederti se quella sera, dopo la presentazione, ti sei accorto per sbaglio della mia presenza o sapevi dall\u2019inizio che ti avrei seguito. Ma se \u00e8 cos\u00ec vuol dire che sapevi gi\u00e0 tutto, pure che oggi saremmo stati qui, uno di fronte all\u2019altra, a ricordare insieme il nostro amore buttato alle ortiche e a dirci che \u00e8 stato bello finch\u00e9 \u00e8 durato, tanto per trovare il positivo. Vorrei proprio capire come hai fatto a sentire che ero alle tue spalle e perch\u00e9 diavolo ti sei girato, invece di continuare ad andare per la tua strada. Ma non ne ho il coraggio.<\/p>\n<p>Che strano, in questo momento stiamo di nuovo camminando fianco a fianco. Ci dirigiamo insieme verso il soggiorno, in un silenzio che parla per noi. Quando siamo vicini alla nostra libreria, dove nessun volume si trova a caso nel suo scaffale, trovo finalmente le parole. Soltanto tre, non me ne servono di pi\u00f9. \u201cFinisce tutto qui?\u201d. Tu non dici niente, raggiungi ad occhi bassi la finestra e ti metti a guardare il cortile.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5291\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5291\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amore che nasce, amore che muore. 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