{"id":5288,"date":"2011-02-14T12:36:28","date_gmt":"2011-02-14T11:36:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5288"},"modified":"2011-02-14T12:36:28","modified_gmt":"2011-02-14T11:36:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-i-fiori-blu-di-giuliana-ricci-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5288","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;I fiori blu&#8221; di Giuliana Ricci (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Tanto tanto tempo fa, in un&#8217;epoca cos\u00ec lontana da perdersi nella memoria, un asino stava trotterellando al fresco, sotto gli alberi di un bosco. All&#8217;improvviso cadde sulla sua groppa una scimmia. L&#8217;asino ragli\u00f2 per il dolore e la scimmia, impaurita, si scus\u00f2 dicendo che non era stata colpa sua.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Infatti, mentre la scimmia procedeva per la sua strada, saltando da un albero all&#8217;altro, aveva udito una voce orrenda emettere un verso strano proprio sopra la sua testa. Si era cos\u00ec spaventata che aveva mancato la presa del ramo, cadendo sul malcapitato asino. Per dar conferma alle sue parole, indic\u00f2 qualcosa che si muoveva tra le foglie. Un attimo dopo s&#8217;affacci\u00f2 una cicala, molto offesa per il giudizio che la scimmia aveva espresso sulla sua voce: quello era un canto che lei rivolgeva al sole nei giorni pi\u00f9 caldi.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Brutta scimmia, non trovare scuse! Sei tu che non ci senti bene. &#8211; grid\u00f2 la cicala &#8211;\u00a0 Piuttosto lavati le orecchie, invece di ciondolare maldestra sotto le fronde. Sono solo io, in questo mondo, a regalare una melodia al sole!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E quelle note sgraziate, tu hai il coraggio di chiamarle melodia? Meglio tenere le orecchie otturate dal cerume. &#8211; le rispose la scimmia e gi\u00f9 a ridere di brutto insieme all&#8217;asino.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vi sembran cose da ridere? &#8211; domand\u00f2 ancora pi\u00f9 arrabbiata la cicala &#8211;\u00a0 E tu caro asino di cosa ti lamenti? Se hai tanta voglia di divertiti non hai certo ricevuto un gran danno. Sei un bugiardo!<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io non sono un bugiardo! &#8211; rispose l&#8217;asino risentito.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 S\u00ec, che lo sei! Figurati se quella grossa schiena spelacchiata non pu\u00f2 reggere il mio peso. &#8211; disse allora la scimmia &#8211;\u00a0 Ti ho visto, sai? Camminavi dandoti le arie di uno stallone e adesso ti lamenti come un vecchio ronzino ma, al tempo stesso, hai voglia di ridere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 La scimmia non voleva essere incolpata, la cicala era offesa e l&#8217;asino pretendeva delle scuse. Ognuno voleva dire la sua e, alla fine, tra i tre scoppi\u00f2 una lite furibonda. Purtroppo, non si resero\u00a0 conto che stavano perdendo tempo prezioso: proprio in quel giorno, infatti, erano partiti, come tutti gli altri animali, alla ricerca di un cespuglio incantato, sul quale sbocciavano bellissimi fiori blu. Questi fiori, se mangiati, erano in grado di esaudire un desiderio e gli animali, in questo modo, potevano ottenere una dote particolare, una virt\u00f9 o semplicemente abbellire il proprio aspetto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;interesse suscitato da questo cespuglio era dovuto al fatto che gli animali, che a quel tempo camminavano sulla terra, non erano come adesso ma erano tutti un po&#8217; anonimi e dall&#8217;aspetto insignificante. Il leone soffriva di questo fatto pi\u00f9 di tutti gli altri e passava ore ad osservare gli uccelli che volavano in cielo: le loro piume erano di tanti colori, i loro canti melodiosi e i movimenti aggraziati delle loro ali seguivano magnificamente le scie del vento. Di tutti gli uccelli che solcavano l&#8217;azzurro dell&#8217;aria, non ce n&#8217;era uno uguale all&#8217;altro. Per non parlare delle farfalle che con le loro ali colorate erano belle come fate.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Un giorno il leone si trov\u00f2 accanto ad una farfalla che aveva sete e desiderava bere dalla sorgente a cui lui stesso si stava dissetando. Il leone le promise che non le avrebbe fatto alcun male se, in cambio, gli avesse rivelato il segreto di tanta variet\u00e0 e tanta bellezza. La farfalla felice gli raccont\u00f2 che gli animali del cielo, potendo volare, avevano avvistato una valle verdeggiante dove cresceva un cespuglio dai fiori blu con magici poteri. Mangiando uno di quei fiori, il leone avrebbe potuto esprimere un desiderio e vederlo avverare.<\/p>\n<p>Doveva, per\u00f2, fare molta attenzione perch\u00e9 sul cespuglio crescevano due tipi di fiori: alcuni erano completamente blu e altri erano blu con striature gialle. Solo i fiori completamente blu erano quelli giusti e il leone avrebbe dovuto evitare quelli striati di giallo perch\u00e9, in quel caso, l&#8217;effetto sarebbe stato opposto a quello richiesto. Inoltre, ad ogni animale era concesso di mangiare un solo fiore\u00a0 affinch\u00e9 questa possibilit\u00e0 fosse uguale per tutti.<\/p>\n<p>Il leone si mise subito in cammino alla ricerca del cespuglio e, grazie alle indicazioni della farfalla, non tard\u00f2 a trovarlo. Mangi\u00f2 immediatamente il proprio fiore chiedendo di diventare il re della foresta e come segno di ci\u00f2 gli spunt\u00f2 una bella criniera intorno al collo. Poi corse ad avvisare tutti gli altri animali e insegn\u00f2 loro la strada.<\/p>\n<p>Ecco come fu che, il giorno della lite, tutti gli animali della terra si stavano dirigendo verso la valle. I primi, ad arrivare al cespuglio per mangiare il proprio fiore, furono la tigre, il leopardo e la pantera che, avendo ammirato la criniera del leone, chiesero anche loro di avere un aspetto elegante: la tigre volle un mantello a strisce gialle e nere, il leopardo a pois e la pantera nero come la notte.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 anche la volpe che, mangiando il proprio fiore, ottenne di diventare il pi\u00f9 furbo fra tutti gli animali mentre il cane volle essere un fedele amico dell&#8217;uomo. Il gatto ottenne occhi che s&#8217;illuminavano nel buio e il topo chiese di essere molto veloce per sfuggire al gatto.<\/p>\n<p>I tre litiganti intanto erano sempre occupati nella loro discussione.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io canto bene e quanto mi pare. La colpa non \u00e8 mia. &#8211; stava brontolando la cicala.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E io non sono maldestra e non ho le orecchie sporche. &#8211; ribatt\u00e9 la scimmia.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed io non sono n\u00e9 spelacchiato n\u00e9 bugiardo. &#8211; concluse l&#8217;asino prima di gettarsi in una zuffa tale da sollevare un gran polverone sulla strada.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Nel frattempo, altri animali correvano e si affannavano per raggiungere la valle pur di vedere avverare i loro desideri: il cavallo chiese gambe forti per il galoppo e l&#8217;orso impar\u00f2 come dare la caccia al miele delle api di cui era ghiotto; la formica, essendo piccolina, volle un corpo molto forte per trasportare grossi carichi di cibo e l&#8217;elefante ottenne un naso tanto lungo da poter arrivare all&#8217;acqua senza fatica; la lepre divenne velocissima per poter fuggire ai cacciatori; la zebra, ispirandosi alla tigre, volle un mantello a strisce bianche e nere; la giraffa, golosa delle foglie degli alberi, chiese un collo molto lungo; la tartaruga e la lumaca che erano pigre, ottennero un guscio solido da poter portare con s\u00e9 e avere sempre una casa a portata di mano; il serpente costretto a strisciare sul terreno chiese di poter, ogni tanto, cambiare la propria pelle. Infine, per ultima giunse la rana che da quel momento riusc\u00ec a respirare anche sott&#8217;acqua.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Sul cespuglio erano rimasti soltanto tre fiori e tutti gli animali pazientemente cominciarono ad aspettare i ritardatari mentre contemplavano meravigliati tutte le caratteristiche che facevano parte del loro nuovo aspetto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Aspetta, aspetta! Non arrivava nessuno. Il cane and\u00f2 a cercarli e da lontano vide la zuffa in cui la cicala, la scimmia e l&#8217;asino erano impegnati. Tent\u00f2 di chiamarli ma invano. Tornato indietro inform\u00f2 gli altri animali:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli stanno a litigare! Chiss\u00e0, quando verranno a mangiare i loro fiori!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alla fine gli animali si stancarono di attendere e cominciarono a protestare. La volpe, a quel punto, si avvicin\u00f2 furtiva al cespuglio:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tra tre litiganti, il quarto gode! &#8211; disse e mangi\u00f2 uno degli ultimi fiori rimasti, grazie al quale le crebbe una bellissima coda. Altrettanto fece il leone che, come re, chiese di avere un ruggito forte e profondo per richiamare all&#8217;ordine tutti gli animali.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Era rimasto solo un fiore e la rana salt\u00f2 per mangiarlo ma sbagli\u00f2 la mira e ne ingoi\u00f2 uno striato di giallo: con grande sorpresa di tutti i presenti il suo aspetto peggior\u00f2 e il suo corpo divenne viscido e bolloso. Dalla vergogna, la povera rana, and\u00f2 a nascondersi in una pozzanghera fangosa. Allora, si fece avanti il cavallo che mangiando l&#8217;ultimo fiore ottenne una criniera e una coda di grande eleganza.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 I tre sciagurati stavano ancora litigando:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vedrete, se avrete ancora il coraggio di criticare la mia voce, dopo che avr\u00f2 mangiato uno dei fiori. &#8211; stava dicendo la cicala.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Che m&#8217;importa! Non sarai pi\u00f9 in grado di spaventarmi e farmi cadere perch\u00e9 chieder\u00f2 un paio di ali. &#8211; le rispose la scimmia.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 I fiori! &#8211; grid\u00f2 l&#8217;asino all&#8217;improvviso &#8211;\u00a0 Abbiamo dimenticato i fiori!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 Subito lasciarono perdere la lite e si misero a correre come pazzi verso la valle dove si trovava il cespuglio. Quando arrivarono, senza prima controllare, si avventarono avidamente sui fiori e non s&#8217;accorsero che ormai erano rimasti solo quelli striati di giallo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0 La cicala prov\u00f2 a cantare ma dalla sua bocca usc\u00ec una sola nota rauca e monotona. Non aveva mai cantato cos\u00ec male in vita sua. Alla scimmia, invece di un paio d&#8217;ali, crebbero due braccia smisurate che giunsero fino ai piedi: erano adatte per dondolarsi da un ramo all&#8217;altro ma la rendevano ridicola quando camminava a terra. L&#8217;asino si ritrov\u00f2 con un mantello dal pelo ispido e di un grigio scolorito. Non capacitandosi di quanto era successo, l&#8217;asino ebbe il coraggio di mangiare un secondo fiore e cos\u00ec la sua intelligenza fu ridotta al minimo per sempre.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno ha mangiato i nostri fiori! &#8211; accus\u00f2 la cicala.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; giusto cos\u00ec! Avete perso troppo tempo e chi dorme non piglia pesci! &#8211; rispose il leone.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma noi non stavamo dormendo. &#8211; disse la scimmia.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Peggio! &#8211; afferm\u00f2 la volpe che con la sua astuzia, appena conquistata, si sentiva in grado di lanciar sentenze &#8211;\u00a0 Se vi \u00e8 piaciuto stare a litigare, non vi lamentate adesso se non trovate pi\u00f9 pesci ma solo lische.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5288\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5288\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tanto tempo fa, in un&#8217;epoca cos\u00ec lontana da perdersi nella memoria, un asino stava trotterellando al fresco, sotto gli alberi di un bosco. 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