{"id":5268,"date":"2011-02-10T18:28:21","date_gmt":"2011-02-10T17:28:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5268"},"modified":"2011-02-10T18:28:21","modified_gmt":"2011-02-10T17:28:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-anna-karenina-a-pezzi-di-pierfrancesco-matarazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5268","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Anna Karenina a pezzi&#8221; di Pierfrancesco Matarazzo"},"content":{"rendered":"<p>Immaginate una distesa di sabbia nervosa, pronta a saltarvi in bocca, chilometri di deserto davanti a voi. Siete una donna e avete attaccati alle gambe due bambini che hanno sete e ciononostante continuano a camminare, in silenzio. Vorreste abbracciarli, pulirli dalla sabbia che incrosta ogni loro sensazione, ogni loro pensiero, che dovrebbe lanciarsi sul mondo senza pensare e che invece \u00e8 a terra, immobile, seduto sulla loro ombra. Anche voi avete sete, ma questo \u00e8 poco importante, voi siete grande, voi siete una madre e una madre non si lamenta mai, almeno \u00e8 cos\u00ec che vi hanno insegnato.<\/p>\n<p>Portate in testa un bidone di plastica azzurra che risplende scioccamente in quel nulla giallo ocra. Fa caldo, cos\u00ec caldo che il sudore si rifiuta di uscire dal vostro corpo e vi scorre all\u2019interno, fino alle gambe che fanno male, ai piedi che non volete pi\u00f9 ascoltare.<\/p>\n<p>Dopo due ore di cammino, arrivate ad una grossa nuvola di sabbia. Dietro la nuvola c\u2019\u00e8 una lunga fila, centinaia di bidoni di plastica colorata su teste curve. Alla fine della fila un bancone, anzi una cattedra, come quella dove si sedeva la vostra maestra quando andavate a scuola; per terra non c\u2019era il pavimento, i banchi erano tenuti insieme dal fango e dalle termiti che sembravano aver deciso di razionare i loro pasti pur di non dover scoprire che di legno non vi era pi\u00f9 traccia. La cattedra per\u00f2 c\u2019era. Arrivava dall\u2019Inghilterra, una terra in cui un giorno vi piacerebbe portare i vostri figli. Dove l\u2019acqua esce dai rubinetti, i vestiti dagli armadi, il cibo dai frigoriferi, la musica dalle case e i libri, i libri sono dovunque, tanto che sembra che nessuno li legga pi\u00f9.<\/p>\n<p>I libri li avete sempre amati, ma a scuola ne erano conservati solo cinque ed erano cos\u00ec belli che a nessuno degli studenti era permesso toccarli. Erano arrivati da una scuola che aveva il vostro stesso nome \u201cSt. Mary Primary School\u201d, avevano tutti una copertina di pelle verde e le pagine dorate ai bordi, con uno stemma proprio al centro: un drago che lotta con un leone. Il gioved\u00ec era il giorno dedicato alla lettura. La maestra ne sceglieva uno, temporeggiando davanti a quei cinque titoli come se si trattasse di una biblioteca di migliaia di volumi e non sapesse proprio quale scegliere. Poi, finalmente, ne prendeva uno e voi chiudevate gli occhi per un momento, sperando che si trattasse di \u201cKim\u201d di Kipling, ma scoprendo, dalle prime righe lette dalla maestra, che si trattava di \u201cLittle Women\u201d di Louisa May Alcott, il libro preferito dalla vostra insegnante. Sospiravate delusa, ma non riuscivate ad impedirvi di ascoltare, desiderando di toccare, anche solo per una volta, quel drago. Poi un gioved\u00ec, era maggio e la terra si infliggeva crepe profonde in attesa della pioggia, la maestra, per premiare un vostro tema, vi aveva permesso di tenere uno dei cinque libri in mano, mentre lei lo leggeva alla classe.<\/p>\n<p>La fila davanti a voi prosegue, consumandosi troppo velocemente per la vostra memoria. Cercate di ricordare il titolo del libro che tenevate in mano mentre la maestra leggeva, ma non ci riuscite e guardate i vostri figli. Fissano la striscia di terra davanti a loro, non parlano, non saprebbero cosa dire, non saprebbero cosa chiedervi, dovreste comunque rispondere di \u201cno\u201d. Ecco siete vicine alla cattedra, dietro vi \u00e8 seduto un uomo che distribuisce l\u2019acqua da un grosso bidone alla sua sinistra. Non baster\u00e0 per tutti quelli che sono in fila, ma oggi riuscirete ad arrivare in tempo.<\/p>\n<p>Tocca a voi, vi fate avanti e l\u2019uomo comincia a riempire il vostro bidone azzurro, quel pezzo di libro \u00e8 l\u00ec, come al solito. Si tratta delle prime novanta pagine di \u201cAnna Karenina\u201d, avete cominciato a leggerlo quattro mesi fa, quando l\u2019uomo lo ha tirato fuori da una vecchia valigia che teneva sotto la cattedra. \u00c8 la storia di una donna con dei figli che aspetta il suo vero amore, come voi, beh non proprio come voi, ma anche voi aspettate qualcuno che vi porti via.<\/p>\n<p>Il bidone \u00e8 riempito, dovete smettere di leggere, dovete ritornare indietro, i bambini hanno bevuto, ma non parlano.<\/p>\n<p>Guardate l\u2019ultima parola delle venti righe che avete letto oggi: <strong><em>desiderio<\/em><\/strong>. Domani riprenderete esattamente da l\u00ec. \u00c8 strano, ma riuscite ancora a sentirlo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5268\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5268\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate una distesa di sabbia nervosa, pronta a saltarvi in bocca, chilometri di deserto davanti a voi. 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