{"id":5262,"date":"2011-02-10T18:25:00","date_gmt":"2011-02-10T17:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5262"},"modified":"2011-02-10T18:25:00","modified_gmt":"2011-02-10T17:25:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-nel-niente-sotto-il-sole-di-valeria-minaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5262","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Nel niente sotto il sole*&#8221; di Valeria Minaldi"},"content":{"rendered":"<p>Gli occhi le si aprirono di scatto: la musica della radio-sveglia aveva annunciato le sette e dieci sulle note di \u201cI&#8217;ve Got a Life\u201d degli Eurythmics. Con una smorfia infastidita stiracchi\u00f2 braccia e gambe fino a sentire un leggero scricchiolio dalle ginocchia. La punta del piede sinistro, uscita per sbaglio da sotto il piumone, assunse all\u2019istante il noioso ruolo del termometro. Sforzandosi si alz\u00f2 piano piano cercando di riprendere i contatti con la realt\u00e0. Ancora annebbiata si infil\u00f2 le pantofoline azzurre mentre mentalmente riordinava i pensieri ancora legati al sogno appena interrotto. Con gli occhi socchiusi si avvi\u00f2 verso la cucina. All\u2019improvviso ad ogni passo cominci\u00f2 ad accompagnarsi un imprevisto scricchiolio. Le suole delle pantofole si appiccicavano e spiccicavano ad ogni movimento. Nonostante l\u2019intontimento generale immediatamente intu\u00ec la natura del problema. La gatta, da qualche parte, aveva spruzzato quel suo fastidiosissimo \u201cumore\u201d. La seconda smorfia percorse il viso addormentato. Arriv\u00f2 in cucina dove la madre, come ogni giorno, la salut\u00f2 con \u201cil caff\u00e8 \u00e8 pronto!\u201d. Un sorriso di riconoscimento accolse il contatto verbale mentre si allung\u00f2 verso la guancia del viso noto \u201cbuongiorno mamma!Che giorno \u00e8 oggi?\u201d \u201cIl primo di dicembre!\u201d \u201cAh!di gi\u00e0?\u201d. Si sedette sullo sgabellino di paglia per cominciare la colazione. Latte,perch\u00e9 il latte fa bene,biscotti e caff\u00e8. Come nei primi mattini invernali, la luce non aveva ancora restituito colore alla citt\u00e0. Tutto sembrava riflettere quel senso di \u201cappannato\u201d tipico del risveglio. Gli arti indolenziti da una notte dormita sul fianco si facevano sentire mentre il liquido nero le riscaldava la gola. Apparve il padre che, come ogni giorno, le disse \u201cGuarda che \u00e8 gi\u00e0 tardi!\u201d \u201cbuongiorno pap\u00e0!\u201d. Quando finalmente la colazione ebbe fatto il suo effetto corse in bagno per lavarsi velocemente, si infil\u00f2 quattro cose stirate giusto per sembrare civile ed, infine, usc\u00ec dalla porta di casa per affrontare l\u2019esterno. Nella strada fischiett\u00f2 allegramente il motivetto della sveglia con un nuovo sorriso tra le labbra che l\u2019accompagn\u00f2 fino al cancello della scuola da cui da cinque anni entrava. Mentre con lo sguardo ammirava le sue scarpine nuove, raggiunse le scale principali dell\u2019edificio. Incontr\u00f2 tizio \u201cCiao!A che piano devi andare?\u201d \u201cBene tu?\u201d \u201cEhm anche io\u2026ciao!\u201d. Con il sopracciglio aggrottato, sal\u00ec a tre a tre i gradini grigi fino ad arrivare proprio davanti alla sua aula. Affannata salut\u00f2 amichevolmente in una sola volta i pochi compagni gi\u00e0 seduti. Ignor\u00f2 una lite nelle ultime file e si un\u00ec alle risate di alcuni vicino alla finestra. I soliti scherzi ovviamente ma lei ormai sentiva di farci pi\u00f9 caso. La noia veniva volutamente sostituita dal divertimento effimero. Inizi\u00f2 la lezione: ecco che saliva la solita ansia snervante per l\u2019interrogazione, ecco la solita rabbia per interventi stupidi ed interessati da parte di alcuni, ecco la solita noia nei tempi morti. Finalmente suon\u00f2 l\u2019assordante campanella. In un secondo la classe, come sempre, si svuot\u00f2 del tutto. Scese affamata sopportando divertita, come di norma, le spinte dei frettolosi estranei che, ovviamente, non potevano aspettare un momento di pi\u00f9. Alla luce del sole nel cortile salut\u00f2 gli amici dietro di lei \u201cA domani!\u201d \u201cA domani!\u201d. Si immerse completamente nella nube degli scarichi cittadini tirando sospiri tesi ad ogni atto incivile dei prepotenti guidatori. Un ragazzetto con la musica a palla, che sentiva l\u2019impellente bisogno di condividere con tutti, rischi\u00f2 di investirla per una non curanza. Un attimo prima che il semaforo si facesse verde, come puntualmente succedeva sempre, i clacson la invitarono gentilmente a sbrigarsi. Arrivata a casa pranz\u00f2 con il fratello davanti alla tv: le pubblicit\u00e0 a ripetizione invitarono i due a parlare del tempo nuvoloso. Quando poi inizi\u00f2 la sigla di un telefilm americano, l\u2019apparecchio venne spento del tutto. Una volta che si fecero le quattro si ricord\u00f2 d\u2019improvviso la necessit\u00e0 di fare delle fotocopie per l\u2019indomani. Infil\u00f2 le scarpe e ripiomb\u00f2 nel caos delle strade. In cartoleria ovviamente becc\u00f2 una signorina dalla congenita incapacit\u00e0 a compiere il suo lavoro ed una cassiera scontrosa e molto minacciosa.<\/p>\n<p>Tornata a casa si dedic\u00f2 alle equazioni goniometriche chinata sulla scrivania bianca. Ma mentre il seno stava per essere trasformato nel suo equivalente angolo, la suoneria polifonica riemp\u00ec la stanza della sua melodia.<\/p>\n<p>\u201cPronto?\u201d \u201cConfermato per le nove al solito posto?\u201d \u201cCerto!Perch\u00e9 no?\u201d.<\/p>\n<p>Alle nove nel suo vestito viola si avvi\u00f2 verso il luogo dell\u2019appuntamento. Le natiche contrite affrontarono la solita porzione di pietra lavica della scalinata dove gi\u00e0 gli altri si erano posizionati. Il gruppo entr\u00f2 facilmente nel momento di massima ilarit\u00e0 e pass\u00f2 cos\u00ec buona parte della serata. \u201cFacciamo qualcosa di nuovo!\u201d \u201cCosa?\u201d \u201cAndiamo a mangiare messicano!\u201d \u201cAh!\u201d. Si divertirono a sperimentare piatti dai colori accesi e dai sapori piccanti. Poi si congedarono sorridendo e sbadigliando rumorosamente. Cos\u00ec lei torn\u00f2 a casa e, dopo le solite procedure di preparazione per il letto, si infil\u00f2 sotto le coperte. Apr\u00ec il libro sul com\u00f2 e continu\u00f2 la lettura dal volantino arancione usato come segnalibro. Ma il suo sguardo si ferm\u00f2 su un pezzo: \u201cMagari scopriranno un sesto senso e se ne serviranno per cose mirabolanti, ma la vita rester\u00e0 sempre la stessa, fatica, mistero e felicit\u00e0. E fra mille anni l\u2019uomo sospirer\u00e0: &lt;Ah, che pena vivere!&gt; ma avr\u00e0 paura di morire, proprio come adesso, e si aggrapper\u00e0 disperatamente alla vita.\u201d**<\/p>\n<p>Emise un lungo sospiro e chiuse di colpo il libro. Domani doveva svegliarsi presto: c\u2019era compito.<\/p>\n<p>*\u00a0\u00a0 da \u201cNon trattare\u201d di Vinicio Capossela<\/p>\n<p>** da \u201cTre sorelle\u201d di Cechov<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5262\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5262\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli occhi le si aprirono di scatto: la musica della radio-sveglia aveva annunciato le sette e dieci sulle note di \u201cI&#8217;ve Got a Life\u201d degli Eurythmics. 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