{"id":524,"date":"2009-01-27T12:17:52","date_gmt":"2009-01-27T11:17:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=524"},"modified":"2009-01-27T12:17:52","modified_gmt":"2009-01-27T11:17:52","slug":"fantasmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=524","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Fantasmi&#8221; di Aldo De Michelis"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"style9\"><span style=\"x-small;\">Mattina presto.<br \/>\nMalgrado non ne avesse pi\u00f9 bisogno non riusciva a svegliarsi pi\u00f9 tardi delle 7.<br \/>\nMancanza di bisogno di sonno o indotto senso di responsabilit\u00e0?<br \/>\nSe lo era chiesto tante volte; senza risposta, come tante altre domande.<br \/>\nUn\u2019occhiata alla stanza, sempre la stessa.<br \/>\nSorrise pensando al disordine che regnava nella sua casa.<br \/>\nMalgrado tutti i buoni propositi nessuno aveva come dono quello dell\u2019ordine.<br \/>\nUna famiglia tutto genio e sregolatezza, pens\u00f2 dirigendosi verso la cucina per prepararsi il primo caff\u00e8 della giornata.<br \/>\nIn una mattina simile di molti anni prima si era trovato davanti alla prima vera responsabilit\u00e0 della sua vita: comunicare la morte del fratello pi\u00f9 piccolo al fratello superstite.<br \/>\nLo aveva incaricato la zia da cui erano stati mandati la sera prima.<br \/>\nUna telefonata durante l\u2019ora di cena.<br \/>\nI genitori che scappavano e gli lasciavano confuse istruzioni, l\u2019arrivo dei nonni, una seconda telefonata che aveva fatto stare male il nonno, la corsa alla ricerca di una medicina per il cuore.<br \/>\nIn quel momento aveva realizzato che il pi\u00f9 piccolo della famiglia era morto.<br \/>\nIl trasferimento dalla zia e quella strana sensazione\u2026\u2026 doveva sembrare tutto normale.<br \/>\nPassata la notte e arrivata la luce del giorno per\u00f2 il mistero doveva per\u00f2 essere svelato.<br \/>\nEra stato scelto lui. Non gli sembrava possibile. Ancora non aveva inteso cosa volesse dire MORIRE e doveva comunicarlo al fratello.<br \/>\nLo aveva fatto. Aveva immaginato pianti, disperazione, recriminazioni. Invece nulla. Aveva continuato a giocare al piccolo flipper di plastica rispondendo un semplice \u201clo so\u2019.<br \/>\nCome tante altre volte si trov\u00f2 a pensare se e quanto questo lutto avesse modificato la sua vita.<br \/>\nMa la caffettiera cominciava a borbottare.<br \/>\nSi vers\u00f2 un\u2019abbondante dose nella grande tazza e prese a sorseggiare la bevanda bollente.<br \/>\nUna volta la prima tazza di caff\u00e8 era necessaria per accendere la prima sigaretta della giornata.<br \/>\nDa tempo aveva smesso. Era una cosa della quale andava orgoglioso.<br \/>\nLiberarsi da una schiavit\u00f9.<br \/>\nPurtroppo in una vita le schiavit\u00f9 sono tante\u2026.<br \/>\nLa giornata poteva dirsi iniziata. Aveva da continuare lo scavo.<br \/>\nNei due giorni precedenti aveva lavorato con impegno, ormai la buca era profonda quaranta centimetri, sessanta la larghezza e due metri l\u2019altezza.<br \/>\nIl suo progetto prevedeva di arrivare ad almeno un metro di profondit\u00e0.<br \/>\nCi sarebbero volute almeno altre tre-quattro giornate di lavoro. Aveva tempo.<br \/>\nQuante volte aveva scavato quel terreno!<br \/>\nRicord\u00f2 la costruzione del recinto delle tartarughe. Ci volle una giornata intera.<br \/>\nUn lavoro immenso\u2026.. una giornata.<br \/>\nUna buca\u2026\u2026 una settimana.<br \/>\nCominci\u00f2 a scavare. Picco e pala.<br \/>\nOgni tanto si fermava e si detergeva il sudore.<br \/>\nLa montagnola di terra lentamente cresceva e la buca diventava pi\u00f9 profonda.<br \/>\nErano ormai le nove e mezza.<br \/>\nTra poco sua moglie sarebbe comparsa sulla porta. Da che i ragazzi erano andati via di casa lei si alzava pi\u00f9 tardi.<br \/>\nSi era sempre chiesto se la ragione fosse la stanchezza, il fatto di non avere pi\u00f9 molto da fare o il sistema per evitare lunghi momenti di intimit\u00e0.<br \/>\nSperava fosse semplice \u201cpigrizia\u201d.<br \/>\nDopo pochi minuti, come previsto, lei comparve sulla porta di casa.<br \/>\n\u201cAmore, dove sei\u201d?<br \/>\nLa risposta fu la stessa di sempre: \u201ca Milano\u201d.<br \/>\nNon faceva pi\u00f9 ridere nessuno dei due, ma veniva riproposta da oltre 40 anni, sempre uguale, prevista eppure indispensabile alle tante convenzioni che esistevano e venivano santificate giornalmente.<br \/>\nSorrise pensando a quanto non amava l\u2019epiteto di \u201camore\u201d, non lo amava ora e non lo aveva amato anni prima.<br \/>\nLe carinerie non erano ammesse.<br \/>\nAnche queste eredit\u00e0 di un passato pesante?<br \/>\nLei si fece avanti.<br \/>\nArrivata in prossimit\u00e0 dello scavo domand\u00f2: \u201cma chi devi seppellirci qui dentro\u201d?<br \/>\n\u201cHo ucciso un giovane screanzato\u201d rispose lui.<br \/>\nNaturalmente la risposta caus\u00f2 una certa ilarit\u00e0.<br \/>\n\u201cCerto\u201d disse lei.<br \/>\n\u201cVuoi un altro caff\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, grazie\u201d disse lui pensando all\u2019effetto della tanta caffeina sulle sue arterie ormai consumate.<br \/>\nLa mente corse veloce a tre sere prima.<br \/>\nAveva giocato un\u2019altra maledetta partita di pallone.<br \/>\nIl ragazzino che gli era toccato marcare era veloce e, lo ammetteva con rincrescimento, piuttosto bravo.<br \/>\nNaturalmente la differenza di et\u00e0 si era sentita.<br \/>\nLo screanzato si era dimostrato poco rispettoso.<br \/>\nAlla fine della partita, dopo essersi complimentato con lui, lo aveva invitato a bere una birra.<br \/>\nUcciderlo non era stato difficile.<br \/>\nLe mani che si stringevano sul collo.<br \/>\nQualche sussulto.<br \/>\nIl giovane screanzato non si aspettava un\u2019aggressione.<br \/>\nIl colore del viso diventava sempre pi\u00f9 congestionato.<br \/>\nLe braccia, protese verso le sue mani, a poco a poco si allargavano come in una accettazione del proprio destino.<br \/>\nUn destino di morte.<br \/>\nSi sarebbe aspettato grida, singulti, sofferenza. Invece nulla. Come tanti anni prima. La morte, cos\u00ec tanto temuta, apparentemente, non lasciava traccia.<br \/>\nUn corpo ormai inanimato giaceva ai suoi piedi, e questa volta non avrebbe dovuto dare comunicazioni luttuose a nessuno.<br \/>\nRientr\u00f2 in casa a bere il caff\u00e8 ormai pronto.<br \/>\nFrasi di routine.<br \/>\nCosa mangiamo oggi.<br \/>\nChiss\u00e0 se qualcuno dei nostri figli verr\u00e0 a trovarci&#8230;.. le solite illusioni dei vecchi.<br \/>\nLei sperava sempre in una visita.<br \/>\nLui aveva smesso da quando i figli avevano creduto di essere indipendenti.<br \/>\nLo capiva.<br \/>\nAnche a lui era accaduto.<br \/>\nVoler diventare grande.<br \/>\nAspirare alla indipendenza.<br \/>\nDimostrare di essere capaci.<br \/>\nInvecchiare.<br \/>\n\u00c8 curioso. Non rassegnarsi alla vecchiaia e, allo stesso tempo, aspirarci.<br \/>\nI ragazzi, di tanto in tanto, andavano a trovarli.<br \/>\nErano visite brevi, dove si raccontavano avvenimenti.<br \/>\nNon era sicuro di riuscire a seguire tutto quanto gli veniva detto, ma si sforzava di comprendere.<br \/>\nA volte era pi\u00f9 faticoso che correre dietro a qualche giovane giocatore&#8230;.<br \/>\nMa loro erano i suoi figli. Anche se non era stato capace di abbattere il muro che inevitabilmente si crea ad un certo punto delle reciproche esistenze, li amava e si illudeva del fatto che anche per loro fosse lo stesso.<br \/>\nIl caff\u00e8, come sempre, gli caus\u00f2 un piccola vertigine.<br \/>\nNon poteva arrendersi ora, c\u2019era un lavoro da finire.<br \/>\nLa sparizione del giovane calciatore presto si sarebbe notata e, forse, avrebbero potuto sospettare anche di lui.<br \/>\nPens\u00f2 che il cadavere del giovane presto avrebbe cominciato a deteriorarsi attirando qualche animale nel giardino.<br \/>\nNon voleva succedesse.<br \/>\nIl lavoro era ancora lungo.<br \/>\nSi diresse verso lo scavo.<br \/>\nCi sarebbe voluto ancora molto.<br \/>\nMagari poter avere ancora la forza e resistenza di una volta&#8230;. ma in quel caso non avrebbe avuto bisogno di uccidere!<br \/>\nAffermava la sua vitalit\u00e0: il tempo non lo avrebbe piegato.<br \/>\nSi sentiva vivo. Il sangue pulsava, le braccia dolevano dalla fatica, le gambe si piegavano sotto lo sforzo della vanga.<br \/>\nEra ancora vivo!<br \/>\nCe la avrebbe fatta anche questa volta.<br \/>\nSi ramment\u00f2 dei tanti incubi che avevano popolato le notti di quando era pi\u00f9 giovane: non sapere come nascondere il frutto di un suo omicidio.<br \/>\nOra non aveva questa paura.<br \/>\nAveva solo bisogno di tempo.<br \/>\nChi avrebbe mai sospettato di quel candido vecchietto?<br \/>\nLa vanga continuava ad allargare la ferita nella terra. Come si apriva! Le sue braccia secche parevano dotate di una grande forza.<br \/>\nO era solo un\u2019illusione?<br \/>\nUna delle tante.<br \/>\nA volte gli sembrava di sentire delle voci.<br \/>\nCredeva di parlare con qualcuno.<br \/>\nPoi si accorgeva che nulla era successo.<br \/>\nDi solito parlando con altri.<br \/>\nUna sua affermazione e di rimando un commento del suo interlocutore apparentemente fuori luogo.<br \/>\nRimaneva perplesso.<br \/>\nAveva ormai imparato che era lui l\u2019anello debole della catena. Era lui che non aveva capito, lui che aveva sentito voci inesistenti, lui che aveva immaginato discussioni mai avvenute.<br \/>\nEra come tornare bambini.<br \/>\nLe giacche e le maglie che nella notte diventavano mostri.<br \/>\nI tragitti verso la sicurezza della camera dei genitori; lo stop imposto: \u201csei grande oramai, torna nella tua camera\u201d.<br \/>\nNon c\u2019era nulla di cui avere paura.<br \/>\nComunque l\u2019aveva.<br \/>\nUn rumore improvviso. Si gir\u00f2 e gli sembr\u00f2 di scorgere l\u2019ombra di qualcuno.<br \/>\nImpossibile. Era solo se si escludeva il corpo del giovane giocatore che certo non poteva essersi mosso.<br \/>\nIl sudore gli stava colando sugli occhi facendoli bruciare in maniera assai dolorosa.<br \/>\nDecise di sciacquarsi il volto.<br \/>\nL\u2019acqua fresca gli diede subito sollievo, lo straccio posato sull\u2019aiuola serv\u00ec ad asciugarsi. Poteva ricominciare il lavoro.<br \/>\nAndando in profondit\u00e0 il colore della terra cambiava, si faceva pi\u00f9 scuro.<br \/>\nUmidit\u00e0.<br \/>\nAveva fatto pi\u00f9 in fretta di quanto avesse pronosticato.<br \/>\nNon era poi cos\u00ec fuori forma!<br \/>\nLombrichi. Dimostravano la bont\u00e0 della terra.<br \/>\nCorti serpenti rossi che venivano colpiti dalla vanga. Spezzati in due si contorcevano per continuare il loro lavoro anche se dimezzati.<br \/>\nNegli anni dell\u2019infanzia questi cilindretti di carne erano stati protagonisti di storie raccapriccianti.<br \/>\nFacevano schifo alle ragazze e venivano immaginati spazzini delle carogne di inesistenti nemici facenti parte di bande avversarie contro le quali si sognava di combattere.<br \/>\nChe giornate!<br \/>\nLa nostra banda. Soli contro tutti\u2026.e sempre vincenti!<br \/>\nQuesta volta l\u2019aveva vista. Era un\u2019ombra molto grande che si spostava velocemente come i suoi pensieri.<br \/>\nGli era passata dietro le spalle, ne aveva sentito lo spostamento d\u2019aria. Non poteva essersi sbagliato.<br \/>\nUsc\u00ec dalla buca e fece qualche passo indietro.<br \/>\nIncespicando nel piccone posato a terra evit\u00f2 di un pelo la caduta.<br \/>\n<\/span><\/span><span class=\"style9\"><span style=\"x-small;\">Per\u00f2\u2026..che riflessi! Era riuscito a non cadere.<br \/>\nRitorn\u00f2 a rinfrescarsi il volto. Faceva caldo. E aveva l\u2019impressione di essere osservato.<br \/>\nImpossibile.<br \/>\nNon c\u2019era nessuno. Ne era certo.<br \/>\nNon aveva voglia di andare a vedere gli occhi senza vita della sua vittima.<br \/>\nE poi un morto non si muove ed i fantasmi non esistono.<br \/>\nLo sapeva.<br \/>\nQuante volte tra ragazzini si erano raccontate storie di sepolti vivi, fantasmi, spettri? Tutte fantasie.<br \/>\nEra quello che, pi\u00f9 o meno tutti, si ripetevano nel buio della propria camera mentre si faticava a prendere sonno: NON ESISTE E\u2019 SOLO FANTASIA.<br \/>\n\u201cI fantasmi non esistono\u201d, si ripeteva a distanza di decine di anni, ora.<br \/>\nMa l\u2019impressione era reale, molto reale.<br \/>\nC\u2019era qualcuno.<br \/>\nLa moglie non poteva essere, era in casa.<br \/>\nIn giardino c\u2019era solo lui e l\u2019ex giocatore a cui aveva accorciato la carriera.<br \/>\nSi decise ad andare a controllare.<br \/>\nAveva sistemato il corpo in un sacco che aveva fatto entrare, a fatica, nel piccolo ricovero attrezzi in plastica che si trovava sotto il grande pino marittimo che alleviava la calura nelle giornate estive.<br \/>\nCinquanta metri davanti a lui.<br \/>\nLentamente si mosse in quella direzione.<br \/>\nIl contenitore plastico era schermato dal grande tronco che lasciava per\u00f2 visibile una delle porte.<br \/>\nLa porta gli sembr\u00f2 leggermente aperta.<br \/>\nIl suo cuore prese a correre. Sentiva distintamente i battiti. Li sentiva nel petto e nella testa. Sempre pi\u00f9 forti e rimbombanti.<br \/>\nSudori freddi gli bagnavano la fronte.<br \/>\nLe gambe si fecero rigide, faceva fatica a muoverle.<br \/>\nMa doveva andare avanti, doveva sapere\u2026\u2026\u2026..<br \/>\nI metri si riducevano lentamente.<br \/>\nEra a met\u00e0 strada ormai e la visuale era meno parziale.<br \/>\nLe porte erano tra loro discoste, parzialmente aperte. Lo vedeva. Ne era certo.<br \/>\nAncora qualche passo. Faticoso, lento, pesante\u2026..<br \/>\nIl cuore pompava velocissimo e un dolore sordo cominciava a farsi strada dentro di se\u2019.<br \/>\nNon poteva stare male ora. Non poteva non sapere.<br \/>\n\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026<br \/>\nIl mondo divenne tutto nero. Poi pi\u00f9 nulla.<br \/>\nSilenzio.<br \/>\nSilenzio.<br \/>\nQuando riapr\u00ec gli occhi era tutto luce.<br \/>\nTutto candido.<br \/>\nStrizz\u00f2 gli occhi, la luce era troppo forte, lo accecava.<br \/>\nDove era?<br \/>\nEra questa la morte?<br \/>\nPoi vide il viso familiare della moglie.<br \/>\nPossibile che fossero morti assieme?<br \/>\nLentamente altri volti lo fissarono.<br \/>\nI suoi figli.<br \/>\nNon era possibile.<br \/>\nEra vivo.<br \/>\nIn ospedale.<br \/>\nProv\u00f2 a parlare. Non ci riusc\u00ec e fu panico.<br \/>\nProbabilmente chi lo stava osservando cap\u00ec il suo stato d\u2019animo e lo rassicur\u00f2, non era successo nulla di particolarmente grave.<br \/>\nSi sarebbe ripreso presto, qualche giorno di riposo.<br \/>\nNella sua mente si fecero strada gli ultimi momenti prima del buio.<br \/>\nVagamente si fece strada nella sua mente il terrore: c\u2019era un corpo in giardino. Quanto tempo era passato?<br \/>\nLo avevano trovato?<br \/>\nNon riusciva a parlare. Gli pareva che le labbra si muovessero ma non ne usciva alcun suono.<br \/>\nSi chinarono su di lui per tentare di capire\u2026\u2026\u2026\u2026<br \/>\nFlebilmente: \u201cin giardino, in giardino\u201d<br \/>\n\u201cSar\u00e0 ora che la smetti di affaticarti troppo in quel dannato giardino\u201d disse sorridendo la moglie.<br \/>\n\u201cMa nel posto degli attrezzi\u2026\u2026.?\u201d<br \/>\n\u201cTranquillo, la buca per i carciofi l\u2019abbiamo finita noi e abbiamo rimesso in ordine tutto\u201d dissero i figli.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_524\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"524\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mattina presto. Malgrado non ne avesse pi\u00f9 bisogno non riusciva a svegliarsi pi\u00f9 tardi delle 7. Mancanza di bisogno di sonno o indotto senso di responsabilit\u00e0? Se lo era chiesto tante volte; senza risposta, come tante altre domande. Un\u2019occhiata alla stanza, sempre la stessa. Sorrise pensando al disordine che regnava nella sua casa. Malgrado tutti [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_524\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"524\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":141,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-524","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/524"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/141"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=524"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/524\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}