{"id":52286,"date":"2023-06-01T10:33:14","date_gmt":"2023-06-01T09:33:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52286"},"modified":"2023-06-01T10:33:14","modified_gmt":"2023-06-01T09:33:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-tempo-di-pace-di-arturo-tripiciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52286","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Tempo di Pace&#8221; di Arturo Tripiciano"},"content":{"rendered":"\n<p>E. Toussaint sedeva con il capo chino e le gambe incrociate, la schiena poggiata sul tronco della grande quercia che si ergeva sulla cima della collina, sotto un cielo di azzurro assoluto. Se solo avesse alzato di un poco la testa, da l\u00ec il suo sguardo avrebbe potuto spaziare su tutto l\u2019accampamento che si allargava nella pianura sottostante, e poi ancora pi\u00f9 in l\u00e0 verso Sud, oltre i colli e le foreste dell\u2019Alvernia, lontano oltre il Rodano scintillante, fino alle Alpi che andavano sfumando in lontananza, le cime aguzze ancora innevate in quella mattina di primavera. Era il venti di Aprile -o, come si sarebbe detto fino a un paio d\u2019anni prima, <em>Greffoir<\/em>, l\u2019ultimo giorno di Germinale-. Tuttavia, non erano n\u00e9 lo splendido panorama indorato dal sole del mattino, n\u00e9 tantomeno particolari riflessioni di ambito calendaristico a interessare la mente di Toussaint. Ci\u00f2 a cui continuava a pensare, senza sosta e senza riposo, era che questo venti di Aprile sarebbe stato il giorno della sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Era successo la notte scorsa,&nbsp; ma i ricordi erano fragili e sfocati. Nel richiamarli, a Toussaint sembrava di dover mettere insieme forme riflesse sulla superficie increspata di uno stagno: c\u2019erano sprazzi, immagini e suoni che si sovrapponevano, ma ci\u00f2 che mancava era l\u2019ordine, e la calma per avere una visione d\u2019insieme. C\u2019era la sala buia e fumosa, illuminata a stento dalle braci del camino e da qualche candela, di una taverna della periferia di Langeac. C\u2019era il volto di una ragazza (gli sembrava di averla gi\u00e0 vista, forse in giro per il campo). C\u2019era della musica, e delle canzoni roche che cantava stonato insieme agli altri ufficiali. Aveva bevuto troppo,&nbsp; come al solito. Negli ultimi mesi, beveva sempre di pi\u00f9. Le rare volte in cui si soffermava a pensarci, nelle mattine in cui la testa gli doleva in maniera veramente insopportabile, solitamente dava la colpa alla pace. Toussaint aborriva la pace, perch\u00e9 era in quegli interminabili momenti di attesa e torpore che i ricordi della guerra lo raggiungevano strisciando insieme alle ombre della sera. Lo raggiungevano i campi disseminati di corpi di Ulm e Austerlitz, Eylau e &nbsp;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Battle_of_Sch%C3%B6ngrabern\">Sch\u00f6ngrabern<\/a>, le urla e i volti dei soldati, l\u2019odore della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Della guerra aveva paura, ma la pace lo terrorizzava. E ora che le firme di Tilsit e Poznan avevano consegnato all\u2019Imperatore la sua ultima vittoria, quell\u2019inferno silente aveva di nuovo avvolto Toussaint come un sudario.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, la sera prima aveva bevuto troppo, e qualcosa era andato storto. Cosa, esattamente, continuava a sfuggirgli. Ricordava per\u00f2 il volto pieno d\u2019ira del Catalano, a un palmo dal suo, e gli altri ufficiali che a stento riuscivano a trattenerlo. Doveva averlo insultato da ubriaco, o forse aveva insultato la sua famiglia, o il suo paese. In ogni caso, l\u2019aveva offeso profondamente, ed erano usciti sulla strada barcollando. L\u00ec, quando il Catalano si era visto negato dall\u2019intervento dei loro commilitoni la vendetta mediante la pi\u00f9 diretta via della rissa, l\u2019aveva sfidato ad un duello di pistole da tenersi all\u2019indomani.<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint, traboccante di vino e fiducia, aveva accettato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Seduto sulla cima del colle, appoggiato alla grande quercia, teneva tra le mani una pistola, e tremava. Era la sua pistola da ufficiale: il marchio di fabbrica recitava \u201cManifatture Imperiali di Charleville\u201d. La osservava, cercava di memorizzarne ogni pi\u00f9 piccolo dettaglio, ogni graffio e ogni decorazione in maniera ossessiva. &nbsp;Era pi\u00f9 piccola e leggera di quella che avrebbe usato nel duello, pi\u00f9 rozza. Toussaint possedeva un paio da pistole da duello: grandi, pesanti e finemente decorate con motivi classici, erano un regalo di un suo vecchio amico, ma non aveva mai seriamente pensato che un giorno avrebbe potuto averne bisogno. Non che potessero essergli d\u2019aiuto, ora, riposte al sicuro in un\u2019elegante scatola di noce nella sua casa a Parigi -tanto grande quanto fredda e solitaria- a quattrocento chilometri di distanza. &nbsp;No, per il duello avrebbero usato le pistole del Catalano. Toussaint ripose l\u2019arma, e si prese la testa fra le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Al limite del suo campo visivo, scorse una figura muoversi alla base della collina. Il cuore gli balz\u00f2 in gola, poi riconobbe che si trattava di Courbet, il suo secondo. Un vento freddo aveva iniziato a spazzare la pianura, e l\u2019uomo incedeva stringendosi nel mantello e reggendosi il cappello per non farlo volare via.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l\u2019uomo lo raggiunse, Toussaint alz\u00f2 lo sguardo. Doveva avere un aspetto miserabile, perch\u00e9 Courbet lo squadr\u00f2 da capo a piedi, e poi gli chiese se avesse dormito affatto quella notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza riuscire a parlare, Toussaint scosse la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro lo guard\u00f2 con aria grave. \u201cMi hanno mandato a riferirti il regolamento,\u201d disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint lo guardava con espressione vuota, al che Courbet prosegu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa disputa si terr\u00e0 alle tre del pomeriggio. Inizierete schiena&nbsp; a schiena, e la distanza proposta \u00e8 di dieci passi. Nel caso in cui entrambi i contendenti manchino il bersaglio, le pistole saranno caricate nuovamente e avr\u00e0 luogo un nuovo scambio, fino ad un massimo di tre volte in totale. Allo stesso modo, lo sfidante si dichiarer\u00e0 soddisfatto nel terminare la disputa al primo colpo andato a segno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ci fu un momento di silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cToussaint,\u201d disse Courbet, \u201cora dovresti dirmi se sei d\u2019accordo con questa proposta, o se hai intenzione di presentare un\u2019alternativa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint sent\u00ec la bocca aprirsi,&nbsp; ma la voce rimase dentro. Annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, cosa?\u201d chiese Courbet, confuso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec\u2026 accetto le condizioni.\u201d Ogni parola aveva richiesto uno sforzo immane.<\/p>\n\n\n\n<p>I due rimasero in silenzio, mentre il vento soffiava ancora pi\u00f9 forte, portando sulla collina l\u2019odore dei fuochi che i soldati all\u2019accampamento iniziavano ad accendere. Courbet si aggiust\u00f2 i baffi, con aria imbarazzata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon hai mai partecipato a un duello, vero?\u201d chiese infine.<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo le parole erano bloccate, di nuovo Toussaint scosse la testa. Non conosceva bene l\u2019altro uomo, e aveva l\u2019impressione che si fosse proposto di fargli da secondo pi\u00f9 per pena che altro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh,\u201d continu\u00f2 quello. \u201c\u00c8 una faccenda breve, soprattutto con le pistole. Finir\u00e0 subito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa non lo rassicur\u00f2 per nulla. Conosceva la fama del Catalano. Della carriera che nella Grande Arm\u00e9e Toussaint aveva fatto grazie alla sua ricca famiglia, lui ne aveva sudato ogni passo con fatica e determinazione. Era un luogotenente giovane, appena promosso, con un temperamento focoso come il sole che ardeva nella sua terra nat\u00eca.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello, e al contrario di Toussaint, una mira eccezionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo che lo spaventava pi\u00f9 di ogni altra cosa. Non l\u2019attesa del duello in s\u00e9, ma la consapevolezza di essere completamente superato in quanto a capacit\u00e0. La sensazione che aveva di star camminando verso un\u2019esecuzione si era annidata sul fondo del suo stomaco ed era sempre pi\u00f9 pesante con ogni minuto che passava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi, Courbet,\u201d trov\u00f2 la forza di mormorare. \u201cTu credi che possa farcela?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Courbet gett\u00f2 uno sguardo veloce verso l\u2019accampamento, poi si rivolse a lui. \u201cSenti,\u201d disse, \u201cnon dovrei darti consigli, ma ascolta. Quell\u2019uomo \u00e8 un diavolo con la pistola, e non mancher\u00e0 il bersaglio,&nbsp; questo posso assicurartelo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint sent\u00ec una stretta di ferro chiuderglisi sulla gola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPer\u00f2,\u201d continu\u00f2 l\u2019altro, \u201c\u00e8 anche superbo e arrogante. Sa che sei spaventato, e si aspetta che sparerai alla prima opportunit\u00e0. Non colpir\u00e0 per primo: vorr\u00e0 prima vederti sbagliare. Puoi avere un attimo -il tempo di un battito del cuore, bada- in cui aggiustare la mira. Lo prender\u00e0 alla sprovvista, e quella sar\u00e0 la tua opportunit\u00e0, capito? Colpisci per primo, ma al momento giusto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint annu\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra devo andare, buona fortuna,\u201d disse Courbet facendogli un cenno col capo, e inizi\u00f2 ad incamminarsi verso l\u2019accampamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando vide che l\u2019uomo si era allontanato abbastanza, Toussaint lasci\u00f2 uscire un lungo sospiro. Aveva nel petto una sensazione indecifrabile. Il consiglio l\u2019aveva rincuorato, ma ora che si rendeva conto di avere una possibilit\u00e0, sentiva anche l\u2019obbligo schiacciante di dovervisi attenere: non poteva pi\u00f9 nascondersi dietro la certezza di essere gi\u00e0 morto.<\/p>\n\n\n\n<p>Trasse un profondo sospiro, si alz\u00f2, e lasci\u00f2 vagare lo sguardo. Prima in lontananza, sui profili lontani delle montagne che svanivano man mano nell\u2019azzurro del cielo, e poi pi\u00f9 vicino, tra le tende del campo. Un gruppo di tre individui, presi da una conversazione di fronte a uno dei padiglioni che sorgevano vicino alla base del colle, attir\u00f2 la sua attenzione. Anche a quella distanza, riconobbe immediatamente il Catalano, dai ricci neri e carnagione olivastra. Stava parlando con due sottotenenti di cui non ricordava il nome, presenti la notte precedente nella taverna, quando uno di essi fece un gesto verso la collina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Catalano si volt\u00f2, e il suo sguardo incontr\u00f2 quello di Toussaint.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio pens\u00f2 di essersi sbagliato, dovevano trovarsi a pi\u00f9 di cento metri di distanza, non era possibile. Eppure, aveva la sensazione che gli occhi scuri del Catalano fossero piantati dritti nei suoi.<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint sent\u00ec l\u2019anima distendersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva &nbsp;pi\u00f9 a muoversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento smise di soffiare, o forse ne dimentic\u00f2 il suono.<\/p>\n\n\n\n<p>I limiti della sua visione divennero tremuli, mentre ci\u00f2 che guardava era messo a fuoco alla perfezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Annaspava, non riusciva pi\u00f9 a respirare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedeva, era l\u00ec davanti a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedeva lo sguardo fatale e ineluttabile, scevro di qualsiasi forma di piet\u00e0 e di risentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint inizi\u00f2 a tremare. Era prigioniero di quell\u2019attimo, inchiodato sulla cima della collina dal tempo immobile che si rifiutava di lasciarlo andare. Non poteva gridare, non poteva fuggire, poteva solo continuare a fissare all\u2019infinito quegli occhi che promettevano morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno sguardo pieno di tutto ci\u00f2 che a lui era sempre mancato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se il tempo era immobile, il suo cuore non lo sapeva, e batteva furiosamente. Sempre pi\u00f9 forte, mentre il panico montava, sempre pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 assordante, nel petto e nella testa. E all\u2019improvviso non era pi\u00f9 il suo cuore: era il rombo delle batterie di cannoni, il crepitio delle scariche di moschetto, il fragore delle&nbsp; grida&nbsp; di uomini che si confondevano con il nitrito selvaggio dei cavalli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019immagine gli si par\u00f2 davanti agli occhi, reale tanto quanto lo era stato Courbet poco prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Austerlitz. Un corazziere a cavallo, con la sciabola sguainata, incedeva al passo a fianco della sua compagnia. Nel caos senza fine della battaglia, il fischio improvviso di una palla di cannone. Il cavaliere veniva centrato in pieno petto, passato da parte a parte, l\u2019armatura squarciata come un foglio di carta. Con un buco nel torace grande quanto la sua testa, l\u2019uomo scivolava dalla sella, rovinando a terra senza emettere alcun suono, mentre i soldati continuavano a marciare.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, di nuovo, tornarono gli occhi del Catalano. Ora, Toussaint era certo nella maniera pi\u00f9 assoluta che lo stesse guardando davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019attimo, durato quanto l\u2019eternit\u00e0, pass\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua mente, gi\u00e0 fragile, and\u00f2 in frantumi. Ogni pensiero razionale era scomparso. Il prezioso consiglio di Courbet, disperso come cenere. Anche la paura aveva cambiato forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Toussaint era finito. Ogni volont\u00e0 di opporsi, finita. La salvezza non era che un ricordo lontano, dopo aver incrociato quello sguardo. Lo sguardo che quel pomeriggio si sarebbe posato sul suo cadavere. Senza dubbio, senza scampo. Aveva perso il duello.<\/p>\n\n\n\n<p>Vacillando, fece un passo. Aveva le vertigini, quasi cadde a terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua mente, c\u2019era solo una cosa che potesse fare ora. Solo una cosa l\u2019avrebbe salvato, solo una cosa avrebbe potuto liberarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il cuore che continuava a martellare e il respiro boccheggiante incominci\u00f2 a discendere la collina, incespicando. Aveva gli occhi sbarrati, e sentiva il sudore colargli sulla fronte e lungo la schiena. Sembrava uno di quei fantasmi, superstiti per puro caso, che barcollanti si aggiravano per il campo di battaglia coperti di sangue e fuliggine, con lo sguardo vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunse all\u2019accampamento e percep\u00ec appena su di lui sguardi allarmati. A pochi passi di distanza, il Catalano e i due ufficiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno di questi cerc\u00f2 di fermarlo, dicendo qualcosa che Toussaint non percep\u00ec appieno. Cosa fai, non puoi stare qui, devi mandare il tuo secondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nuovamente, il Catalano si volt\u00f2 verso di lui, nuovamente Toussaint si trov\u00f2 sotto il peso inesorabile dei suoi occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSei venuto a implorare piet\u00e0, per caso?\u201d chiese quello, sprezzante.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era solo una cosa che potesse fare, ora. Solo una cosa che potesse liberarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Rantolando, senza rispondere, Toussaint estrasse la pistola, gliela punt\u00f2 al petto, arm\u00f2 il cane e tir\u00f2 il grilletto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una deflagrazione, e poi grida ovattate. Braccia che lo afferravano, che gli toglievano l\u2019arma fumante dalle mani.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutto questo, non stacc\u00f2 mai gli occhi da quelli castani del Catalano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spensero in un istante, mentre l\u2019uomo cadeva, ma Toussaint ebbe l\u2019impressione che dietro di essi fosse passata l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52286\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52286\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E. 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