{"id":52276,"date":"2023-06-01T09:56:18","date_gmt":"2023-06-01T08:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52276"},"modified":"2023-06-01T09:56:18","modified_gmt":"2023-06-01T08:56:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-mustafa-di-luisa-patta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52276","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Mustaf\u00e0&#8221; di Luisa Patta"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abArriva Mustaf\u00e0!\u00bb La sua voce \u00e8 un caldo benvenuto al profumo di spezie e passo lento, che affonda nella sabbia. Mustaf\u00e0, un uomo del Senegal dall&#8217;et\u00e0 indecifrabile e i denti ormai radi, \u00e8 per noi uno di famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo conosciamo da vent&#8217;anni, da quando io ero poco pi\u00f9 di una ragazzina e mio padre era ancora un gran chiacchierone. In tutti questi anni, mentre la nostra famiglia cresceva, lui ha continuato a solcare la sabbia cocente. Avanti e indietro, incessante come il moto del mare. Da destra a sinistra, da sinistra a destra. Nel nostro immaginario lui rimane sempre qua, sul palcoscenico d&#8217;arenile.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece Mustaf\u00e0 migra, come gli uccelli migratori. D&#8217;inverno torna in Senegal dalla sua famiglia, che d&#8217;estate diventa solo parole e mancanza. Toglie i carichi dalle spalle e le cianfrusaglie dalle tasche. A Dakar, la sua citt\u00e0, lo aspetta una stagione da pescatore al largo o da conciatore di pelli. Poi, ogni estate, ritorna a calcare le sue orme stanche sulla sabbia. Noi al riparo sotto l\u2019ombrellone, lui ambulante come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ondeggia, sommerso di teli, bracciali, cavigliere, maschere tribali e una pila di cappelli in testa, che a ogni passo allunga e accorcia la sua ombra, come una fisarmonica. Noi prima di tutto vediamo il suo sorriso, un tempo bianchissimo, ora un po&#8217; sdentato. Ma sempre sorriso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abArriva Mustaf\u00e0!\u00bb, la sua voce \u00e8 sempre pi\u00f9 vicina e si fa largo tra le onde e il vento. Noi ci prepariamo ad accoglierlo sul nostro telo, nella nostra ombra, come fosse casa. Perch\u00e9 Mustaf\u00e0 \u00e8 uno di famiglia. Gli chiediamo dei suoi cari lontani, della moglie, dei figli, di come se la passano in Senegal. Lui si inginocchia, appoggia i teli e toglie dalla testa i cappelli, mostrando la nuca di un nero lucente. \u00abAici aici\u00bb, dice &#8211; che in sardo significa cos\u00ec cos\u00ec &#8211; accompagnando con i gesti le parole. Il suo italiano \u00e8 buono, ma spesso risponde usando il dialetto. Forse \u00e8 qualcosa che lo fa sentire uno di noi, ancor pi\u00f9 di quando parla in italiano. Lo si intuisce dal leggero ghigno che gli ammorbidisce il volto, scavato, asciutto. Gli offriamo acqua, frutta, yogurt. Lui \u00e8 di un&#8217;educazione elegante e compassata che ti fa dimenticare il rito della compravendita e tutto il resto, e lo vorresti a tavola con te. Per quel gioco delle parti che non esiste. Mustaf\u00e0 ricambia le domande, si interessa di noi, di tutta la parentela della nostra grande famiglia e ogni anno fa l&#8217;appello. Chi manca? Chi c&#8217;\u00e8? Chi arriva? Chi parte?<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni la famiglia \u00e8 cresciuta e oggi anche i miei figli sono amici di Mustaf\u00e0. Lo aspettano, lo salutano ogni volta, anche se lo vedono passare venti volte al giorno davanti all&#8217;ombrellone. Il saluto a Mustaf\u00e0 \u00e8 un rito, scandisce le giornate. \u00abMustaf\u00e0 non riposa mai? Non sente caldo? Non si brucia i piedi? Non va mai a fare il bagno?\u00bb Mi domandano, preoccupandosi per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Stasera, mentre andavamo a prendere un gelato, appartato dietro il chiosco, abbiamo visto Mustaf\u00e0. Era in terra, ma non stava vendendo, i teli erano accatastati poco lontano. Mia figlia lo ha notato subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMamma, guarda, Mustaf\u00e0 sta facendo yoga.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io le ho sorriso e ho pensato a quanto sono buffe le intuizioni dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, amore, Mustaf\u00e0 non sta facendo yoga. Sta pregando.\u00bb Le ho sussurrato, per non disturbare il raccoglimento di Mustaf\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, ancora con il sorriso sulle labbra, ho capito che a farmi sorridere non sono le intuizioni dei bambini, piuttosto la loro straordinaria capacit\u00e0 di riconoscere e interpretare la realt\u00e0, partendo dai pochi elementi che padroneggiano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa vuol dire pregare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPregare significa parlare con Dio\u00bb, le ho risposto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 lo fa in terra? Sembra che fa ginnastica!\u00bb ha continuato lei, buttando il passo avanti e l&#8217;occhio indietro, verso Mustaf\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNella sua religione, che si chiama Islam, si prega in questo modo. E il suo Dio si chiama Allah.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai, non esiste solo una religione nel mondo. E non esiste solo un Dio. Ne esistono molti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto mamma, ognuno pu\u00f2 dare un nome diverso al suo Dio. Io il mio lo chiamo Angelo, come gli angeli. Perch\u00e9 mi piacciono gli angeli, hanno le ali. Come si chiama il tuo Dio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Io non le ho risposto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi aspettavo la solita conversazione su quale gelato avremmo scelto. E invece ero l\u00ec, tra lo sguardo curioso di mia figlia e la preghiera intima di Mustaf\u00e0. Due immagini in apparente contrapposizione che, senza parlarsi, dialogavano tra loro. La mia mente si \u00e8 allontanata. In quei pochi passi che mi dividevano dal chiosco ho percorso territori sconfinati, ho pensato alle religioni, alle culture, alle forme di tolleranza, al rispetto tra i popoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo sedute al tavolo, io e la mia bambina, con il gelato in mano. Nella quiete dei suoi silenziosi morsi al cremino, i miei ricordi hanno cominciato a fluire. Ho iniziato a raccontarle del primo viaggio in cui ho incontrato l&#8217;Islam. Lei, al mondo da quattro anni, ascoltava. Io, al mondo da trentasette, raccontavo. Che forse \u00e8 il mio unico modo per rispondere alle sue domande. Le ho parlato della Giordania, del richiamo del muezzin, dei tappeti nelle moschee, del profumo di cumino, dei suk gi\u00e0 affollati di primo mattino, di qualcosa che sembra cos\u00ec lontano, ma in realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto immaginiamo. Lei spalancava la bocca, sgranava gli occhi, domandava. E penso che mi abbia capito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGuarda mamma, Mustaf\u00e0 ha finito di pregare. Vado a salutarlo!\u00bb mi ha detto mia figlia, correndo verso il mondo a braccia aperte, come una rete pronta a raccogliere tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad accoglierla, il bianco sorriso sdentato di Mustaf\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52276\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52276\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abArriva Mustaf\u00e0!\u00bb La sua voce \u00e8 un caldo benvenuto al profumo di spezie e passo lento, che affonda nella sabbia. 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