{"id":52224,"date":"2023-05-31T18:51:36","date_gmt":"2023-05-31T17:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52224"},"modified":"2023-05-31T18:51:36","modified_gmt":"2023-05-31T17:51:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-giulia-e-giulia-di-simonetta-micheli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52224","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Giulia e Giulia&#8221; di Simonetta Micheli"},"content":{"rendered":"\n<p>Esit\u00f2 un poco prima di chiudere il pesante portone di legno verde scrostato dal tempo, dalla scarsa manutenzione e dalle improvvise folate di vento che in certi periodi dell\u2019anno battevano incessanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ultimo sguardo all\u2019interno, fotografando ogni dettaglio di quella casa che stava per lasciare, poi chiuse facendo attenzione a non fare troppo rumore. Al risveglio i suoi genitori avrebbero trovato un biglietto sul tavolo della cucina, poche righe di saluto e spiegazioni rassicuranti, cos\u00ec tenere che nel rileggerle una lacrima le era scivolata rapida dagli occhi facendo sbiadire le ultime parole.<\/p>\n\n\n\n<p>La campana della chiesetta poco distante le ricord\u00f2 che doveva spicciarsi, cos\u00ec corse via attraverso i campi ancora brinati, non prima per\u00f2 di aver portato il cibo ai suoi cari animali, salutandoli nome per nome per l\u2019ultima volta ed imponendosi di non piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe lo perdo di sicuro non trover\u00f2 mai pi\u00f9 il coraggio di andarmene\u00bb si disse Giulia.<\/p>\n\n\n\n<p>Impieg\u00f2 il tempo che aveva previsto per giungere a destinazione. Del resto aveva gi\u00e0 provato a fare quel tragitto pi\u00f9 di una volta, e sempre calcolando con precisione i minuti che le erano necessari, se non anche i secondi!<\/p>\n\n\n\n<p>Invece era l\u00ec, sbuffava ma immobile. Come l\u2019attendesse. Mancava ancora un quarto d\u2019ora alla partenza. Controll\u00f2 il cartellone, facendo fatica a rinvenirsi tra tutti quei nomi di citt\u00e0 sconosciute e quei tanti numeri ed orari diversi, e infine lo vide. Quel treno fermo ed enorme era proprio il suo, quello per il \u201ccontinente\u201d!<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziava ad albeggiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal\u00ec emozionata i tre piccoli gradini di ferro che l\u2019avrebbero condotta all\u2019interno, guardandosi i piedi per non inciampare, ed entr\u00f2. Una persona alle sue spalle la invit\u00f2 a procedere, anche con malagrazia. Forse per lo sconosciuto quella non era la prima volta che saliva su un treno, ma per lei s\u00ec!<\/p>\n\n\n\n<p>Sedili di cuoio un po\u2019 sciupati dal tempo, ma di un\u2019eleganza dal sapore antico, schienali di velluto verde, rifiniture in legno e un grande specchio tra i sedili ed il ripiano per le valigie. Si era immobilizzata nello stupore di una visione cos\u00ec inaspettatamente bella. Scusandosi entr\u00f2 nel primo scompartimento dove il posto al finestrino era libero: non avrebbe voluto perdersi niente del paesaggio che gradualmente sarebbe cambiato durante quel lungo viaggio in treno. E che avrebbe cambiato la sua vita. Non avrebbe saputo dire esattamente come, ma di sicuro niente sarebbe pi\u00f9 potuto essere come era stato e questo la rendeva un po\u2019 inquieta. Temeva di non essere all\u2019altezza di un cos\u00ec grande cambiamento e soprattutto temeva di perdere un po\u2019 di se stessa. L\u2019emozione del suo primo viaggio in treno velocemente prevalse ed annient\u00f2 ogni altro pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec osservata mentre sistemava la valigia. Seduta nel primo posto accanto alla porta, un\u2019anziana signora seguiva con attenzione ogni sua mossa. Arross\u00ec quando si rese conto che la ragazza si era accorta del suo sguardo e si scus\u00f2 garbatamente. Giulia strofin\u00f2 istintivamente la mano al vestito e gliela porse. \u00abMi chiamo Giulia, piacere\u00bb. \u00abGiulia?\u00bb e sorridendo aggiunse \u00abmi chiamo Giulia anche io, ma tutti mi hanno sempre chiamata Giulietta\u00bb. Minuta, anche gli occhi erano piccoli, azzurri e ridenti. Ogni ruga del viso lasciava trasparire una vita fatta pi\u00f9 di sorrisi che di espressioni tristi o corrucciate. Insomma, era tutta all\u2019ins\u00f9!<\/p>\n\n\n\n<p>Giulietta sarebbe scesa a Cassino. Andava a trovare alcuni parenti che non vedeva da anni e forse si sarebbe trattenuta per molto, molto tempo. Raccont\u00f2 che era rimasta vedova da tre anni e che adesso finalmente si sentiva pronta per allontanarsi dai luoghi ove aveva vissuto con il marito. Rosario era di Cefal\u00f9 e lei, che non aveva mai pensato sino ad allora di lasciare la famiglia, peraltro adorata, lo aveva seguito per amore senza troppo pensarci. Subito dopo il matrimonio si erano trasferiti al paese di lui, dove la casa dei nonni paterni era stata approntata per loro. Ovviamente c\u2019era anche una camera in pi\u00f9: \u201cper i bambini che verranno\u201d le avevano detto ammiccanti le sorelle di Rosario. Invece i bambini non erano mai arrivati, ma Giulietta non se ne era fatta troppo un cruccio; era felice anche solo per la fortuna che riteneva di aver avuto incontrando il \u201csuo\u201d Rosario. Adesso, continu\u00f2, sentiva il richiamo delle sue origini: voleva annusare ancora i profumi della sua terra, toccare le pietre delle mura medievali che circondavano il paese dove era nata e da cui era stata lontana per cos\u00ec tanto tempo. \u00abPrima che sia troppo tardi, capisci?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, Giulia capiva e pensava che anche lei, un giorno (chiss\u00e0 quando!) avrebbe sicuramente preso un treno per tornare a casa. Prima che fosse troppo tardi&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Il treno proseguiva la sua corsa e ogni tanto lanciava il suo fischio per annunciare l\u2019arrivo in stazione o per segnalare qualcosa d\u2019altro che Giulia non poteva intuire ma che ad ogni modo le metteva allegria. Anche la conversazione procedeva fluida e piacevole, sembravano conoscersi da sempre. Forse per il nome che le univa? O per il bisogno, uguale e contrario, di salire su un treno e dare una svolta alla propria vita?<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia si faceva molte domande, lo sguardo per\u00f2 sempre attento al finestrino. Vedeva il mare allontanarsi poco a poco, sino a svanire. Come anche la sua nostalgia di casa. Il nuovo si stava preannunciando e gi\u00e0 i colori erano cambiati: prevalevano i toni del grigio degli edifici, delle strade affollate di persone, apparentemente grige anche loro, che andavano di fretta, o almeno cos\u00ec a Giulia pareva. Si immaginava vite fatte di impegni, lavoro, commissioni da sbrigare una via l\u2019altra, tutto a incastro. Senza un attimo di tregua. Senza una pausa per rilassarsi, magari al tavolino di un bar davanti ad una tazzina di caff\u00e8 fumante e ristoratore.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Giulia era abituata a correre, ma il suo era un ritmo diverso, scandito dalla natura. Alle prime luci dell\u2019alba si alzava. Sistemava la cucina dai residui della cena, usciva in cortile per accudire gli animali, che solo al vederla arrivare le correvano incontro, poi raccoglieva in un grande canestro tutto ci\u00f2 che avrebbe portato al mercato rionale per essere venduto. Era una cadenza molle la sua, un giro di valzer tra ortaggi, frutta e uova ancora tiepide di cova. Infine si incamminava attraverso i campi e ad ogni passo percepiva il calore e le vibrazioni della terra sotto i suoi piedi. Ondeggiando poi tra le signore sorridenti che l\u2019attendevano, rimaneva al mercato sino all\u2019ultimo frutto venduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella gente per strada invece andava s\u00ec di fretta, come lei, ma i movimenti erano rigidi, meccanici. Gli occhi abbassati, nessuno che cercasse lo sguardo di chi incontrava. Era tutto uno zigzagare tra corpi che altrimenti avrebbero rallentato l\u2019andatura veloce. Nessuno sorrideva: soldati grigi in marcia solitaria verso chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>Era questo ci\u00f2 che tanto aveva desiderato?<\/p>\n\n\n\n<p>Era per questo che aveva abbandonato il paese, lasciando soli i suoi genitori?<\/p>\n\n\n\n<p>Non voleva pi\u00f9 essere costretta a leggere nella semioscurit\u00e0 i pochi libri di cui disponeva, alla luce tremolante di una candela per non dare fastidio, e con la stanchezza per la lunga giornata di lavoro che le faceva cadere la testa sul libro. La voglia di conoscere, imparare, studiare era grande, come quella di prendere quel diploma che i suoi genitori reputavano superfluo e troppo costoso. Ecco qual\u2019era il motivo della sua decisione di abbandonare tutto e partire, e questo la stava attendendo!<\/p>\n\n\n\n<p>Giur\u00f2 a se stessa che avrebbe per\u00f2 continuato a tenere gli occhi alti e il sorriso in tasca, a disposizione per ogni incontro. Avrebbe danzato e non marciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si assop\u00ec, rasserenata.<\/p>\n\n\n\n<p>La svegli\u00f2 il suono di un campanello (o erano le campane della chiesetta?). Si stropicci\u00f2 gli occhi: nel corridoio un ragazzo stava trasportando, con evidente fatica, un carrello colmo di vivande, bibite e caff\u00e8. Stava annunciando il suo arrivo al suono di un leggero scampanellio.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulietta la guard\u00f2, e scuotendo lievemente la testa le offr\u00ec la met\u00e0 di un enorme panino che profumava di buono. \u00abL\u2019ho tagliato poco fa con il coltello, per me era troppo grosso e lo divido volentieri con te; lascia perdere quelle robe imbustate, non sanno di niente e costano pure care\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In effetti Giulia era un po\u2019 preoccupata: aveva portato con s\u00e9 solo un po\u2019 di frutta, il viaggio era lungo e la fame si faceva gi\u00e0 sentire. Ma i soldi erano pochi, davvero contati per le spese che necessariamente avrebbe dovuto sostenere per giungere a Roma e stabilirvisi. Anche se sarebbe stata ospite dalla zia di una signora molto gentile che aveva conosciuto al mercato, ed alla quale aveva raccontato del suo sogno di andare in cerca di una citt\u00e0 ove iscriversi a scuola, le spese sarebbero state comunque molte e i soldi trafugati dal portafoglio nei pantaloni del padre (scusa pap\u00e0, te li render\u00f2 prima possibile!) a malapena le sarebbero bastati per una settimana. Nel frattempo avrebbe cercato un lavoretto e gi\u00e0 si era segnata gli indirizzi di alcune persone che cercavano chi una baby-sitter, chi un aiuto per le pulizie o per fare compagnia ad un anziano. Non appena scesa dal treno avrebbe telefonato a tutti, presentandosi e chiedendo un appuntamento. Ma a tutti avrebbe precisato che non cercava un lavoro a tempo pieno, perch\u00e9 era l\u00ec per studiare e prendere il diploma.<\/p>\n\n\n\n<p>Si accorse che mentre si stava perdendo in questi pensieri, Giulietta aveva ancora la mano a mezz\u2019aria con il panino da offrirle. Lo prese con gratitudine, arrossendo un poco. E a sua volta le offr\u00ec un\u2019arancia del suo campo \u00absenza concimi chimici o altre schifezze, eh?\u00bb precis\u00f2 nel dargliela.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello scambio di cibo nutr\u00ec anche la loro conoscenza, che gi\u00e0 si capiva sarebbe diventata amicizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano ancora tante ore da trascorrere insieme e tante cose da raccontarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulietta tendeva ad ascoltare pi\u00f9 che a parlare di s\u00e9 in modo profondo. Si percepiva un certo riserbo, forse dovuto all\u2019et\u00e0 o all\u2019educazione ricevuta. Giulia al contrario trovava ogni scusa per intavolare un argomento e finiva spesso con il chiederle consigli. Riconosceva che il suo passo, seppur lungamente meditato, era un po\u2019 azzardato ed iniziava ad avere molti dubbi, se non vere e proprie paure. Giulietta alternava rassicurazioni: \u00abSei giovane, forte, determinata e molto, molto carina, non avrai grandi problemi ma devi saperti gestire\u00bb a consigli pratici, informazioni e strategie utili che Giulia proprio non conosceva e di cui capiva l\u2019importanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo con il carrellino ancora si annunci\u00f2, stava facendo il giro di ritorno ed oltre che dal suono del campanellino Giulia lo cap\u00ec dal buon profumo di caff\u00e8 che si stava spandendo nell\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ammise repliche, apr\u00ec rapidamente il borsellino e pag\u00f2 lei il caff\u00e8 anche per Giulietta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridendo fecero un brindisi con i bicchierini di plastica marrone. \u00abAl tuo futuro\u00bb dissero quasi all\u2019unisono. \u00abFacciamo al nostro incontro\u00bb propose allora Giulia. E con questo l\u2019amicizia era suggellata.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulietta poco dopo chiuse gli occhi. Era alquanto stanca e aveva anche bisogno di riposare la mente da tutte quelle domande, pur piacevoli, cui la sottoponeva la ragazza. \u00abBeata giovent\u00f9, come sono cambiati i tempi! io sarei stata persa se non ci fosse stato Rosario quando lasciai casa!\u00bb pens\u00f2 nell\u2019addormentarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia, gli occhi fissi al finestrino, continuava incantata a guardare il mondo che velocemente correva via. Non riusciva a stare dietro a tutti quei cambiamenti rapidissimi. A volte appariva una stazione, in cui per\u00f2 non sempre il treno si fermava, altre volte una citt\u00e0 di cui non faceva in tempo a percepire i dettagli. Ma anche molta campagna, e quello s\u00ec che le piaceva! Era un po\u2019 come portarsi dietro un pezzo di casa. La faceva sentire meno sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre faceva correre questi pensieri si volt\u00f2 verso Giulietta, felice e certa che, comunque, sola non lo sarebbe mai stata.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine anche in lei prevalse la stanchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu una mano leggera a svegliarla, questa volta. Giulietta, valigia in mano, si scus\u00f2 ma il treno stava arrivando nella stazione ove sarebbe scesa ed aveva piacere di salutarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Si abbracciarono tenendosi strette per un poco, affinch\u00e9 nei loro corpi rimanesse impresso il ricordo dell\u2019altra. Come Giulietta scese, Giulia not\u00f2 un bigliettino sul sedile: \u201cPer Giulia, l\u2019altra me\u201d. Non lo aveva ancora aperto e gi\u00e0 le lacrime stavano scivolando, inaspettate ed inarrestabili. Un altro addio, pens\u00f2, troppi in cos\u00ec poco tempo. Lasci\u00f2 che il dolore, tutti i suoi dolori ricacciati sino ad allora nell\u2019angolo pi\u00f9 profondo del suo cuore, uscissero allo scoperto liberandola da un peso opprimente. Poi lesse. Erano poche parole d\u2019incoraggiamento per la sua nuova vita e un indirizzo. Giulietta la salutava cos\u00ec. Non era un addio, ma un arrivederci. La invitava, se il destino lo avesse consentito, ad andare a farle visita. Ci sarebbe sicuramente stato un treno per raggiungerla.<\/p>\n\n\n\n<p>E il treno Giulia lo prese, non molto tempo dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Era estate e la scuola aveva appena chiuso per le vacanze. Sent\u00ec l\u2019urgenza di non rimandare. In poco tempo consult\u00f2 l\u2019orario ferroviario e sped\u00ec una lettera a Giulietta preannunciando il suo arrivo. Pens\u00f2 che era inutile perdere tempo nell\u2019attesa di una risposta, era certa che Giulietta non avrebbe potuto che essere felice di rivederla. L\u2019indomani mattina riemp\u00ec una borsa con pochi semplici abiti scelti tra i pi\u00f9 comodi che possedeva, chiuse casa e salut\u00f2 Giulietta promettendole che sarebbe tornata presto. Eh s\u00ec, aveva chiamato proprio cos\u00ec quella gattina abbandonata che un giorno aveva deciso di farsi adottare da lei!<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno seguente era gi\u00e0 sul treno diretta a Cassino. Non era un lungo viaggio, si sarebbe trattenuta giusto il tempo per stare un po\u2019 con Giulietta e aggiornarsi su tutto quanto successo da quando si erano salutate. Aveva tanto da raccontare e ancora tante domande da farle. Si sarebbe goduta qualche giorno di riposo in piacevole compagnia e poi sarebbe tornata a casa per riprendere a studiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla stazione nessuno ad aspettarla. Non si stup\u00ec poi troppo, forse Giulietta era in ritardo. Poi le venne il dubbio che non avesse ancora ricevuto la lettera che le aveva inviato. A quel punto decise che l\u2019unica cosa da fare era incamminarsi verso casa, all\u2019indirizzo che aveva e che non era poi cos\u00ec distante dalla stazione, augurandosi che Giulietta ci fosse e che non si sarebbe troppo stupita per vedersela comparire cos\u00ec all\u2019improvviso. In cuor suo era comunque certa che Giulietta sarebbe stata molto felice del suo arrivo e che avrebbe organizzato in un attimo la sua sistemazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno strano sentimento, quasi un filo di angoscia, per\u00f2, pervadeva i suoi pensieri. E fu cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulietta se ne era andata il giorno prima del suo arrivo. Sapeva che il suo viaggio in treno sarebbe stato senza ritorno e per questo aveva deciso di tornare alla sua vecchia casa; lo aveva promesso ai suoi genitori e voleva rispettare la promessa, anche se oramai non c\u2019erano pi\u00f9. Desiderava rimanere in eterno vicino a loro e cos\u00ec aveva disposto. A Giulia aveva lasciato quello scialle ricamato che indossava quando si erano incontrate sul treno e che a lei era tanto piaciuto, e un bigliettino: \u00ab Questa casa sar\u00e0 sempre aperta per te per quando avrai tempo e voglia di prenderti una vacanza. Qui troverai un po\u2019 della tua terra, i suoi colori, il profumo dei limoni e qualche piantina aromatica da cogliere\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Da allora ogni estate Giulia va a trovare la sua \u201caltra s\u00e9\u201d e ancora si stupisce di come quel giardino possa essere sempre cos\u00ec rigoglioso. Giulietta dorme serena a poca distanza dai suoi genitori, sotto il limone, e la terra in quel punto \u00e8 particolarmente morbida e profumata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che torna, Giulia si avvolge nello scialle, si sdraia, chiude gli occhi e rivive il loro magico incontro.<\/p>\n\n\n\n<p>In lontananza il fischio di un treno le fa compagnia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52224\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52224\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esit\u00f2 un poco prima di chiudere il pesante portone di legno verde scrostato dal tempo, dalla scarsa manutenzione e dalle improvvise folate di vento che in certi periodi dell\u2019anno battevano incessanti. 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Al [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_52224\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52224\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26390,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-52224","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52224"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26390"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52224"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52224\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52230,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52224\/revisions\/52230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52224"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52224"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52224"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}