{"id":52165,"date":"2023-05-31T18:14:33","date_gmt":"2023-05-31T17:14:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52165"},"modified":"2023-05-31T18:16:32","modified_gmt":"2023-05-31T17:16:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-alex-e-grace-di-pierfrancesco-roberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52165","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Alex e Grace&#8221; di Pierfrancesco Roberti"},"content":{"rendered":"\n<p>Alex roll\u00f2 l&#8217;ennesima sigaretta di quella gelida mattinata d&#8217;inverno poi con un soffio di voce dipinse la sua bestemmia sulle nubi &#8221; Ehi cielo guardami&#8230;un grumo di ossa tenute insieme dallo sputo dei santi&#8230; ecco chi sono&#8230;.&#8221; New Jork era bellissima; la neve l&#8217;aveva ricoperta tutta e le cime dei grattacieli sembravano le prospicenze del paradiso&#8230;..lui era lass\u00f9, lui e suoi 47 anni intabarrati in un giaccone troppo grande per contenere una vita. Era stanco dei perch\u00e9, quei maledetti pugni spaccati nelle lunghissime notti d&#8217;ospedale, tra le flebo che non scendono e gli urli della sua Grace&#8230;.Grace, il suo volto, il suo corpo i loro abbracci, i loro s\u00ec&#8230;..e poi il cancro gelido stillicidio di una cicuta bevuta troppo giovani&#8230;. .. toss\u00ec i suoi ultimi secondi di lacrime&#8230;. per un attimo Dio sembr\u00f2 dipingergli un sorriso&#8230;.. poi pi\u00f9 nulla. Nessuno sent\u00ec il tonfo&#8230;..nessuno&#8230; solo il silenzio. Lo trovarono con gli occhi riversi all&#8217;ins\u00f9, come una preghiera giunta al cielo; aperti come la vita che avevano corso da giovani con Grace. I paramedici lo avvolsero in un sudario e lo deposero con dolcezza nell&#8217;ambulanza parcheggiata tra due ali di folla silenziosa. Lo portarono all&#8217;ospedale di Manhattan dove il tempo si era fermato al momento in cui la sua Grace se n&#8217;era andata; li misero insieme come due novelli Romeo e Giulietta pure gli infermieri pi\u00f9 anziani piangevano a dirotto. <\/p>\n\n\n\n<p>Le famiglie arrivarono trafelate, impallidite e svuotate : era finita li avevano persi,per la seconda volta una volta era stata la loro arroganza la seconda volta il destino. Entrarono muti nella camera dove i loro ragazzi riposavano e le mamme si abbracciarono in un abbraccio che non ebbe fine. I padri no dritti nella loro austera nullit\u00e0 dietro le mogli guardarono la scena da lontano. Le famiglie uscirono ed ecco Jeannie una delle pazienti pi\u00f9 anziane dell&#8217;ospedale and\u00f2 loro incontro e abbracci\u00f2 le mamme. Un libretto scivol\u00f2 dalle sue mani incartapecorite a quelle di Lilly la mamma single di Alex e la sua voce roca ruppe la morte di quei secondi interminabili : &#8220;I vostri ragazzi hanno vissuto. La gioia la dolcezza l&#8217;amore la malattia erano come iil tutto che scandisce i giorni io c&#8217;ero&#8221;. Allora aprirono il libro e riconobbero la calligrafia di Grace e le prime lettere &#8220;Cara mamma, caro pap\u00e0&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Si dice che il mondo ti casca addosso, si dice tanto per dire invece \u00e8 vero; un botto dentro al petto, un colpo un vuoto e appresso scivolasti a terra fiera, dolcissima Josephine mamma senza pi\u00f9 domani&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ritrovarono svenuta con gli occhi all&#8217;ins\u00f9 che urlavano quelle lettere che si ripetevano senza fine :&#8221;Cara mamma, caro pap\u00e0&#8221;; il mio bocciolo colorato che ora riposava per sempre&#8230;. Gli infermieri aiutarono a rialzare le tue povere ossa e l&#8217;appoggiarono delicatamente su una sedia, tu che stringevi i pugni in un anelito di preghiera :&#8221;O Signore dammi un&#8217;altra possibilit\u00e0, ridammi il mio fiore!!&#8221;. Girasti la pagina e la vita di Grace accarezz\u00f2 le tue guance&#8221; Ti ricordi dei nostri sorrisi, delle nostre assurde litigate, delle lacrime di quel giorno quando sbattei la porta per sempre per il buio dei vostri no&#8230;..corsi, corsi e corsi su migliaia di marciapiedi fin quando il mantello della notte vest\u00ec il mio corpo di sudore e le mie ginocchia di silenzio. Mi rialzai ed ero sola, iNew Jork era bellissima avvolta in un regno di ombre, mi avvicinai e scorsi quegli occhi. tristi di mille solitudini le cui lacrime sembravano fiumi senza fine&#8230;&#8230;&#8221;Mi fai accendere?&#8221; Chiesi distrattamente lui si avvicin\u00f2 e mi diede l&#8217;accendino poi mi chiese &#8220;Che ci fa una ragazza sola a quest&#8217;ora di notte?&#8221; Rimanemmo in silenzio per lunghissimi interminabili secondi poi gli risposi &#8220;Sono scappata volevo vivere&#8230;..&#8221; Ti capisco mi rispose io non sono mai diventato uomo&#8230;&#8230;&#8221; Ci accogliemmo quella notte in una strada senza nome da quel momento in poi fummo solo noi ALEX e GRACE nelle vite consumate di cicche e di parole&#8230;&#8230;&#8230;&#8221; I giorni si sono fatti anni vissuti nei migliaia di tramonti che New Jork ci donava, abbracciati di un sentimento nuovo che nasceva&#8230;.l&#8217;amore&#8230;.. C&#8217;\u00e8 solo la strada su cui puoi contare, la strada \u00e8 l&#8217;unica salvezza pens\u00f2 Jacqueline dopo l&#8217;ennesima notte insonne passata da sola; Rob se n&#8217;era andato e quell &#8216;appartamento era diventato troppo grande e pieno di fantasmi&#8230;&#8230;. New Jork non s&#8217;era mai pi\u00f9 riaccesa dal momento che il suo bocciolo aveva richiuso le sue ali e le lettere che vestivano quel libro avevano spremuto il suo sudore in notti e notti di silenzio&#8230;&#8230;.. <\/p>\n\n\n\n<p>Usc\u00ec di casa un giorno di primavera con il peso d&#8217;uno zaino di vita e gli occhi di quel dolce passato nel cuore&#8230;.. Corse per giorni e giorni e giorni sotto un cielo di uomini poi sdrai\u00f2 le sue ossa stanche nell&#8217;angolo di un condominio senza nome. Per lunghissimi istanti ferm\u00f2 il suo sguardo al cielo e guard\u00f2 la luna e forse per la prima volta sembr\u00f2 felice&#8230;&#8230;.. Tir\u00f2 fuori quel libro e l&#8217;amore dei ragazzi color\u00f2 quella notte &#8221; I nostri baci fragorose speranze dei nostri giorni felici in quella soffitta disordinata, intrecciati come stelle incandescenti d&#8217;amore&#8230;&#8230;.ci raccontammo in migliaia di attimi fotografati di preghiere e le nostre notti si bagnarono di sorrisi&#8221; ALEX e GRACE urlarono da quel libro la loro vita breve ma immensa cicca consunta d&#8217;una notte d&#8217;estate&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. Jacqueline si svegli\u00f2 era l&#8217;aurora, aveva gli occhi gonfi di stupore, si stiracchi\u00f2 e vide gli ultimi tiratardi tornare a casa. Era sola ed il sole piano piano accarezz\u00f2 la fronte consumata dalle troppe lacrime che aveva versato in quei giorni&#8230;.. La vista dei ragazzi in quella camera mortuaria l&#8217;aveva d&#8217;un botto invecchiata di anni, pensava sorseggiando il primo nero caff\u00e8 dell&#8217;ennesimo giorno d&#8217;inutile vita&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel libro si stava lentamente piegando consunto di lacrime e caff\u00e8, fu in quel momento che il buio entr\u00f2 con le prime parole e la tosse di GRACE&#8230;&#8230;&#8230;.. I colpi di tosse bucarono la solennit\u00e0 delle notti ed il suo fragile corpo vibr\u00f2 davanti al terremoto del destino. GRACE era malata ma la sua anima lottava come un vecchio pugile dinanzi al tramonto. &#8220;I giorni e le notti tra gli abbracci stretti di ALEX ed i pugni al destino&#8221;, cos\u00ec accolse quelle parole Jacqueline stretta nel suo cuore di mamma con il suo tormento senza risposta :&#8221;Perch\u00e8 al mio bocciolo?&#8221; . Cammin\u00f2 per chilometri e chilometri ed alla fine arriv\u00f2 al loro palazzo; appena entr\u00f2 vide un omone di colore che gli si fece appresso dicendogli : &#8220;Dove va signora?&#8221; Jacqueline con un velo di tristezza gli rispose &#8220;Voglio vedere la soffitta ci abitava mia figlia&#8221; Allora l&#8217;omone si ricord\u00f2 di ALEX e GRACE e si commosse &#8220;Me li ricordo bene erano una bellissima coppia sempre insieme fino alla fine di lei&#8230;..poi non ho saputo pi\u00f9 niente&#8221; Apr\u00ec la soffitta ed una fitta avvolse il cuore di Jacqueline c&#8217;era un tavolo con due ritratti dei due ragazzi ed un letto ancora sfatto simbolo che la vita li aveva consumati oltre le parole, i sorrisi e le lacrime&#8230;&#8230;Maledetto libro pens\u00f2 per un attimo ma l&#8217;attrazione verso la vita dei ragazzi fu pi\u00f9 profonda della tristezza e lo riapr\u00ec cos\u00ec GRACE parl\u00f2 tra i pallidi occhi di sua madre :&#8221;Quanti medici mamma quanti ne ho dovuto passare senza di te t&#8217;avrei voluto avrei voluto la stretta della tua mano ma c&#8217;era ALEX il mio uno il mio tutto che riusciva sempre a farmi sorridere anche quando sarei voluta impazzire di lacrime&#8230;.. In quei mesi ci siamo avvolti di parole come se fossero scudi alla sofferenza lui abbracciava le mie notti assopendo il mio dolore \u00e8 stato lui a convincermi di scrivere queste parole&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..Mi ha detto &#8220;Devono sapere chi sei, che donna eri diventata e che mi avevi insegnato a vivere&#8230;&#8230;.&#8221; Richiuse il libro tra le lacrime e prese un ritratto quello di sua figlia e ALEX che sorridevano nel parco e richiuse dietro di se la porta&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Basta, Basta se ne and\u00f2 in preda ad una crisi di pianto, il dolore le stava trapanando le ossa&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;Si ferm\u00f2 sul marciapiede e lentamente si calm\u00f2 :&#8221;Quanta sofferenza non \u00e8 giusto povera figlia mia&#8221;&#8230;..E s&#8217;avvi\u00f2 con il sorriso di sua figlia stampato nel cuore&#8230;. La neve cadeva sugli alberi e New Jork era bellissima nel suo silenzio irreale; Jacqueline vide il paesaggio dalla sua finestra del suo appartamento all&#8217;Upper East Side e d&#8217;improvviso la trad\u00ec una lacrima &#8220;Quanto vuoto senza i tuoi sorrisi piccola mia&#8230;&#8230;&#8221; E riapr\u00ec quel libro unto di anni e di caff\u00e8 e gli sembr\u00f2 che il rumore delle emozioni dei ragazzi potesse irrompere vestito di lunghissimi baci e di perdute insonnie. GRACE era un grumo di ossa con occhi gonfi di troppi silenzi e troppe cicute seminate per la casa ed ALEX l&#8217;accompagnava cingendo i suoi fianchi con la forza folle dei suoi sorrisi. Tutti sapevano di GRACE ma nessuno si azzardava a compatirla di fronte alla sua dignit\u00e0 ed ai suoi bellissimi occhi. Quel sabato che cadde per l&#8217;ultima volta era sola&#8230;&#8230;..ALEX era uscito quella mattina finalmente il sole lo baciava dopo giorni e giorni di forzata claustrofobia &#8220;Quanto sei bella New Jork, quanto sei bello sole&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>E GRACE cadde sfinita da quel maledetto cancro&#8230;&#8230;ALEX buss\u00f2 buss\u00f2 e url\u00f2 disperato quando entrarono sfondando il portone lla trovarono svenuta senza pi\u00f9 una lacrima da versare&#8230;.. Arriv\u00f2 l&#8217;ambulanza e volarono verso l&#8217;ospedale l&#8217;ultimo viaggio delle loro bellissime anime&#8230;&#8230;&#8230;Arrivarono e trasferirono il suo corpo esanime alle emergenze ALEX la seguiva tenendogli la sua povera mano e d&#8217;improvviso i suoi sorrisi sparirono &#8220;Quanto sei bella amore mio Dio Dio mio perch\u00e8 me la devi portare via?&#8221; Ed il silenzio gli rig\u00f2 il suo pallido volto e le notti sfinirono la sua fragrante giovinezza; la sua vita era quella camera quanto avrebbe voluto abbracciare sua mamma ma era solo, con la sua GRACE&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Quante notti e quanti giorni su quella sedia tenendo la mano della sua GRACE&#8230;&#8230;quel corpo disteso che urlava vita da tutti i suoi pori &#8220;Quanto sei bella bocciolo mio&#8221;pens\u00f2 ALEX guardandola negli occhi, non vide entrare Jeannie la pi\u00f9 anziana delle pazienti dell&#8217;ospedale in punta di piedi gli si accost\u00f2 e gli disse &#8220;So chi sei qui tutti sanno di te e GRACE&#8221; stupefatto ALEX avrebbe voluto rispondergli ma la forza gli venne meno e d&#8217;improvviso scoppi\u00f2 a piangere sulla sua spalla. Jeannie lo accompagn\u00f2 un momento fuori da quella stanza si presero un caff\u00e8 e ALEX gli raccont\u00f2 del giorno in cui per la prima volta rimase solo quando sua madre se ne and\u00f2 e del giorno quando conobbe GRACE il suo tutto. Per un momento il ricordo delle folli risate con lei gli diedero forza e quella notte preg\u00f2, preg\u00f2 e preg\u00f2 che la sua GRACE rinvenisse un&#8217;altra volta. Ma il cancro fini di straziare proprio quella notte il suo povero corpo, l&#8217;infermiere svegli\u00f2 ALEX ancora trasognante e lo schiaffeggi\u00f2 facendolo svegliare &#8220;La sua GRACE l&#8217;abbiamo dovuta intubare purtroppo non ce la far\u00e0&#8230;..&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>ALEX corse disperato per il corridoio ed alla fine si ferm\u00f2 chino verso il muro sferr\u00f2 un pugno per sentire di essere ancora vivo&#8230;.. Troppe settimane aveva passato gonfio di vana speranza e stanchezza incontr\u00f2 nel corridoio Jeannie e in un secondo d&#8217;immenso silenzio s&#8217;abbracciarono&#8230;. Jeannie gli disse &#8220;Caro mio so che il dolore ti distrugge le ossa ma gli devi dire addio lo devi al tuo tutto se vuoi io ci sar\u00f2 accanto a te ma glielo devi&#8230;..&#8221; Torn\u00f2 in quella stanza per l&#8217;ultima volta con Jeannie lei sembrava finalmente trovare un po di pace ALEX si asciug\u00f2 le lacrime e gli regal\u00f2 la promessa d&#8217;amore che gli aveva fatto quel giorno che s&#8217;erano uniti&#8230;&#8230;strinse forte forte la sua mano&#8230;..il suo cuore batteva fortissimo&#8230;..grazie vita mia per aver illuminato i miei giorni detto ci\u00f2 si alz\u00f2 e usc\u00ec &#8230;&#8230;.d&#8217;improvviso sent\u00ec i suoi 47 anni un peso insopportabile, Jeannie lo vide uscire dall&#8217;ospedale solo, rassegnato senza pi\u00f9 niente&#8230;&#8230;&#8230; GRACE era volata via come un dolcissimo angelo e di ALEX nessuno aveva pi\u00f9 saputo niente. Solo il cielo un giorno lo vide su quel tetto di New Jork sotto la neve, bellissima anima con gli occhi spenti che si rollava l&#8217;ultima sigaretta.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52165\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52165\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alex roll\u00f2 l&#8217;ennesima sigaretta di quella gelida mattinata d&#8217;inverno poi con un soffio di voce dipinse la sua bestemmia sulle nubi &#8221; 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