{"id":52161,"date":"2023-05-31T19:16:13","date_gmt":"2023-05-31T18:16:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52161"},"modified":"2023-05-31T19:16:14","modified_gmt":"2023-05-31T18:16:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-nella-faretra-un-cric-di-emanuela-baldassari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52161","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Nella faretra&#8230; un cric&#8221; di Emanuela Baldassari"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La penna trema sul foglio. \u00c8 esitante, incerta, non sa se sta facendo bene, se conosce le parole giuste per arrivare a te. D\u2019altronde la capisco, come potrebbe non tentennare? \u00c8 stato sempre cos\u00ec difficile il dialogo tra di noi. Del pi\u00f9 e del meno, delle uscite fuori luogo del vicino, del pettegolezzo di turno, insomma, sulla banalit\u00e0 del quotidiano era facile scambiarsi qualche opinione. Il nostro problema non era la superficie (quella era sempre lucida, inattaccabile dallo sguardo esterno, di cristallina lucentezza come un mattonato di marmo sapientemente trattato). Il nostro problema era l\u2019immergerci, lo spostarci dalla riva e prendere il largo, avanzare, andare oltre e in profondit\u00e0, sentire l\u2019acqua che dalle caviglie pian piano sfiorava i polpacci, le ginocchia, il bacino, la schiena, fino ad accarezzare la nuca, pizzicare il naso, senza avere il timore di annegare, neanche per un momento, perch\u00e9 avvinghiati al salvagente dell\u2019amore. Tutte azioni che una coppia dovrebbe condividere, ma per te la spartizione della vita, quella con la \u201cV\u201d maiuscola, non era importante. La condivisione del resto \u00e8 questo, giusto? Spartire qualcosa con qualcun altro, un piatto di pasta, una fetta di torta, un\u2019esperienza affinch\u00e9 questa possa crescere, dal momento che solo vivendo anche in un&#8217;altra persona essa potr\u00e0 ampliarsi. \u00abSei troppo filosofica, fai un giro immenso di parole e si perde il senso del tuo messaggio\u00bb mi diresti ora se fossi qui, ma ribadisco la mia convinzione: qualsiasi cosa si faccia in due ha la potenzialit\u00e0 di diventare un progetto comune, di condurre oltre rispetto al punto in cui ci si trova da individui singoli. Evidentemente non abbiamo saputo essere architetti precisi, n\u00e9 attenti ingegneri, ci siamo persi nei calcoli, nei parametri, nei permessi, nella burocrazia del lecito e del non lecito, ma in amore non si dovrebbe fare cos\u00ec: la sua regola aurea \u00e8 l\u2019espansione di s\u00e9 nell\u2019altro e dell\u2019altro in s\u00e9. Conoscere lo spazio che si occupa in lui e mostrargli quello che lui occupa in noi. Non si tratta di invasione, capiscimi bene almeno ora! Si chiama convivenza. Per te, invece, era sufficiente trovarsi nella stessa unit\u00e0 abitativa, calpestarne il pavimento, respirarne l\u2019aria, ma lo spazio della coppia non \u00e8 dato una volta per tutte e, soprattutto, per sempre. \u00c8 un luogo in continua costruzione: i mattoni sono le esperienze che si fanno insieme, i pilastri sono i valori che si scelgono congiuntamente, l\u2019aria che circola in esso sono le confidenze che ci si scambia, le parole d\u2019amore talvolta sussurrate come carezze materne, talaltra gridate come la fame di un neonato. Lo so bene che dagli elementi costitutivi non si pu\u00f2 prescindere: un muro portante non si pu\u00f2 buttare gi\u00f9 a proprio piacimento, per\u00f2 si possono spostare dei tramezzi, cambiare la posizione dei mobili, scegliere la tappezzeria nuova, ritinteggiare le pareti, insomma dare una veste diversa allo spazio, affinch\u00e9 possa sentirsi nuovo. Che \u00e8 un po\u2019 quel che fa una donna quando decide di comprare un abito, che a voi uomini sembra simile ad altri gi\u00e0 presenti nell\u2019armadio: non distrugge elementi strutturali, cambia solo tramezzature. Non ho avuto misura. Probabilmente no, non ne ho avuta. Anzich\u00e9 migliorare ho stravolto. Anzi\u2026 distrutto. Ho intaccato le fondazioni, non eravamo abbastanza forti, noi, per ondeggiare alle oscillazioni di quell\u2019uragano e non abbiamo sostenuto il carico. Ricordo alla perfezione l\u2019incontro che ebbi con quella calamit\u00e0 atmosferica in quell\u2019agenzia investigativa, almeno l\u2019annuncio sul giornale la definiva in questo modo, anche se in realt\u00e0 tale dicitura non celava altro che una sordida attivit\u00e0 di escort. Lei si chiamava Maya. Era l\u2019opposto di me: capelli lunghi biondi, occhi verdi, fisico atletico, padronanza del suo corpo e dell\u2019aria che esso faceva vibrare. E soprattutto, padronanza dei suoi obiettivi. Ma allora non potevo ancora saperlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abInsomma, lei vuole la prova d\u2019amore. Vuole capire se suo marito la ama\u00bb mi aveva detto con voce ferma dall\u2019accento estero, e sguardo sornione. \u00abFin dove posso spingermi?\u00bb era stata la sua prima domanda. \u00abVuole sia video che foto?\u00bb la seconda. \u00abQuali sono i tempi?\u00bb la terza. Alla quarta non la feci arrivare. Capii che ne sarebbero seguite altre e non sapevo se avrei retto all\u2019imbarazzo. Cos\u00ec, lasciai l\u2019acconto pattuito alla segretaria; voltai velocemente le mie rotondit\u00e0 verso la porta, i miei capelli corti neri non si mossero al vento al pari di steli di grano dorati, come dondolavano sulla schiena quelli dell\u2019infima barbie nordica che avevo appena ingaggiato, e i miei occhi scuri, orientati verso il pavimento, guadagnarono presto l\u2019uscita da quel bordello camuffato da organizzazione di pubblica utilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa contatteremo non appena avremo tutto il materiale\u00bb fu il saluto che mi accompagn\u00f2 all\u2019esterno. E quello, \u201cil materiale\u201d, quasi si trattasse di un carico di scorie radioattive da smaltire, non tard\u00f2 ad arrivare, come un ospite sgradito al campanello quando l\u2019intestino ti costringe in bagno: minuti di sussulti erotici, di incontrollati fremiti spalmati sopra i miei occhi e di ansimate scabrosit\u00e0 verbali bruite nelle mie orecchie. Perch\u00e9 nel tradimento \u00e8 d\u2019uopo andare oltre la soglia della decenza, e questa non \u00e8 altro che il limite imposto dal partner ufficiale al nostro gioco sessuale. So cosa mi diresti ora: che la volgarit\u00e0 non esiste. Sono gli occhi con cui guardiamo le cose a sporcarle. Forse hai ragione: i miei occhi sono luridi, ma sono andata oltre. Ho macchiato anche le mie mani quando ho afferrato il cric della mia modesta utilitaria e ho distrutto il parabrezza della tua lussuosissima auto sportiva. A essere resistente ha resistito, nulla da eccepire, materiali di ottima qualit\u00e0, sicuramente ne consiglierei l\u2019acquisto; i primi colpi, infatti, lo hanno solo abbozzato, lievemente incrinato, hanno intaccato di striscio lo strato corneo della sua superficie. Ce ne sono voluti sei, sette per vederlo esplodere in aria come gli schizzi colorati dei fuochi d\u2019artificio. E io ero l\u00ec a godere del mio personale spettacolo pirotecnico, ma c\u2019eravate anche voi, solo che l\u2019angolazione della visuale era diversa: io ero fuori dall\u2019auto, voi eravate dentro. Come brillavate! Vi foste visti! Due star sotto i riflettori. Le schegge rifrangevano la luce dei lampioni e nel colpirvi vi illuminavano. Io volevo solo questo: che tu ti illuminassi, giungessi alla verit\u00e0, cio\u00e8 a me, perch\u00e9 la tua verit\u00e0 ero io, solo che ero nascosta sotto il velo di Maya, o forse dovrei dire le mutande, o meglio ancora quel velo delle mutande di Maya. E quel velo dovevo strappartelo via dagli occhi. E dalle mani. E dalla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChiara, io amo Maya.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMatteo, \u00e8 una escort che ho pagato per capire se mi ami.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeh\u2026 ora l\u2019hai capito.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Sette anni di fidanzamento, cinque di convivenza, tre di matrimonio (aggiungerei all\u2019elenco anche i sei traslochi, perch\u00e9 dopo un po\u2019 ti annoi e ti piace cambiare. E ora mi \u00e8 chiaro in modo incontrovertibile quanto tu sia portato alle sostituzioni) che volevi concludere con un \u201cBeh\u2026 ora l\u2019hai capito\u201d? Evidentemente io non ce l\u2019ho fatta, avevo bisogno di qualche parola in pi\u00f9, di centinaia di metri, di chilometri di frasi in pi\u00f9 che mi spiegassero il senso di tutto. Non potevo certo immaginare che una scheggia le si sarebbe conficcata nel collo e l\u2019avrebbe spedita in terapia intensiva. Non era questa la mia intenzione, l\u2019ho ripetuto pi\u00f9 volte alla polizia, ma purtroppo le intenzioni non contano, contano i fatti, mi hanno riposto loro. Se un\u2019intenzione nobile conduce a un fatto ignobile, allora l\u2019intenzione perde la sua originaria signorilit\u00e0. Lo devo tenere a mente per il futuro. Fortunatamente, le tue preziose mani da cardiochirurgo sono uscite illese: potrai accarezzare ancora altri cuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so se capirai. Sto procedendo senza freni, come un fiume dopo l\u2019apertura di una diga. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 sbarramento ormai: il corso d\u2019acqua si \u00e8 innalzato e ha invaso territori pi\u00f9 ampi. \u00c8 risaputo che quando finisce un\u2019unione il fatto non riguarda mai solo i diretti interessati. L\u2019amore non \u00e8 una questione personale, noi vorremmo che fosse cos\u00ec, ma \u00e8 una spinosa, reticolare faccenda sociale: gli amici che si schierano dalla parte di lei o da quella di lui, i genitori dell\u2019uno che danno la colpa all\u2019altro andando a caccia nella memoria di fatti screditanti. Mi sembra gi\u00e0 di sentirla mia madre citare a riguardo i suoi ricordi migliori: \u00abEra chiaro che non ti meritasse dalla sgarbatezza con cui ti ha risposto la Vigilia di Natale del 1999, quando gli hai chiesto di prenderti un bicchiere d\u2019acqua a temperatura ambiente e te l\u2019ha portato frizzante e di frigo, totalmente incurante della catastrofe cui saresti andata incontro a causa della sindrome del colon irritabile che \u00e8 venuta a farti visita sei mesi dopo averlo sposato. Non ti ha accompagnato al primo controllo medico dopo l\u2019asportazione del neo, se avesse tenuto veramente a te sarebbe venuto a piedi nudi su un tappeto di sassolini appuntiti senza lamento alcuno, come si fa in un pellegrinaggio a un santuario in ottemperanza a un voto fatto. Guardava di ogni donna che varcasse accidentalmente la soglia del suo campo visivo anche l\u2019impronta che il suo odore scavava nell\u2019aria\u00bb. &nbsp;E la traccia nei social? Lasciamo pezzi della nostra intimit\u00e0 che girano in internet, al pari di cellule epiteliali morte sulle lenzuola. Facciamo dei tentativi per farli sparire come con la biancheria del letto battendola dalla finestra, ma l\u2019unico risultato che otteniamo \u00e8 spargerle nell\u2019aria. Della nostra storia ora \u00e8 rimasto questo: frammenti confusi e di parte nel ricordo altrui, pulviscoli di bite svolazzanti tra le maglie della rete, e un verbale contro di me negli archivi della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho intenzione di rileggere. Voglio che questa lettera sia come il discorso che ti avrei fatto se fossi stato qui davanti a me. Non avrei potuto correggerlo, riavvolgerlo e modificarlo. Non voglio dare colpe n\u00e9 scusarmi. Ognuno ha reagito mosso dagli istinti pi\u00f9 bassi: tu quelli che custodisci sotto la cintura dei pantaloni, io quelli che eclisso sotto la gentilezza. Nascondevamo entrambi qualcosa. E questo qualcosa ha iniziato a fare troppa pressione, come un barattolo che racchiude pi\u00f9 di quanto possa contenere. Cos\u00ec siamo esplosi. So gi\u00e0 cosa pensi: a te \u00e8 esplosa la passione, a me la follia. Devo contraddirti, perch\u00e9 io ero lucidissima, nel pieno di me, di tutte le facolt\u00e0 mentali, corporee, animiche. Hai capito bene: animiche. Pensate tutti che l\u2019anima sia fragile, accomodante, conciliante. Sbagliate! L\u2019anima \u00e8 la prima a impugnare la spada quando si tratta di lottare per la sua sopravvivenza. Purtroppo, io di spade non ne avevo: ho trovato solo il cric.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo di averti detto tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ti stimavo, ora non pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il verbo amare usare l\u2019imperfetto mi \u00e8 ancora difficile.<\/p>\n\n\n\n<p>P.S. Dato che grazie a me hai conosciuto l\u2019amore della tua vita, potresti saldare tu la fattura dell\u2019agenzia? Io ho da pagare le spese dell\u2019avvocato (per l\u2019aggressione e la separazione), e come ben <a>sai<\/a> il mio stipendio da impiegata amministrativa non \u00e8 di quelli che permette di nuotare ad ampie bracciate. Per di pi\u00f9, il mio capo a causa degli arresti domiciliari mi ha sospesa dal lavoro. Secondo me non mi ha licenziata in tronco, perch\u00e9 ha paura che io dia di matto: vuoi vedere che con questa faccenda dei fuochi d\u2019artificio ora le persone mi prenderanno in maggiore considerazione? Dobbiamo mostrare agli altri anche la nostra ombra. O la nostra luce? Non ti nascondo che la parte di me riottosa non mi infastidisce per niente, anzi\u2026 mi piace parecchio. Capisco che al prossimo procuri qualche disagio, perch\u00e9 si gestisce meglio un docile agnellino che un ariete agguerrito, ma a questo punto non me ne importa. Ciascuno deve fare i conti con s\u00e9 stesso. Al momento, per i miei avrei bisogno di un calcolatore multifunzione. Ora basta! Questo post-scriptum sta diventando un plus scriptum. E non va bene. Alcune cose dovrebbero essere inalienabili: le gambe depilate, il pranzo di Natale, i matrimoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tua (fin quando lo sono stata) Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>(E tu, mio, lo sei mai stato?)<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52161\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52161\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La penna trema sul foglio. \u00c8 esitante, incerta, non sa se sta facendo bene, se conosce le parole giuste per arrivare a te. 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