{"id":52130,"date":"2023-05-31T12:18:57","date_gmt":"2023-05-31T11:18:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52130"},"modified":"2023-06-02T18:16:52","modified_gmt":"2023-06-02T17:16:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2024-quel-palazzo-rosso-di-davide-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52130","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 \u201cQuel palazzo rosso\u201d di Davide Greco"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella mattina, dopo tre&nbsp;lunghi&nbsp;mesi di&nbsp;lavori,&nbsp;la&nbsp;vecchia&nbsp;facciata grigia&nbsp;si mostrava in tutto il suo&nbsp;inedito&nbsp;splendore.<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno agli infissi originali&nbsp;(datati&nbsp;millenovecentodue)&nbsp;la pittura fresca cominciava la sua&nbsp;ultima fase di seccatura:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Guarda che schifo.&nbsp;Sembra&nbsp;un fungo\u2019\u2019&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mario, storico edicolante di zona, emetteva la sua sentenza. Sedeva&nbsp;fuori&nbsp;il negozio inspirando da una vecchia pipa di bamb\u00f9 alla Huckleberry Finn, tutto preso&nbsp;dalle&nbsp;critiche.<\/p>\n\n\n\n<p>A forza di criticare era diventato paonazzo,&nbsp;tanto che un paio di volte&nbsp;Carla,&nbsp;la moglie&nbsp;alla cassa,&nbsp;aveva dovuto&nbsp;ricordargli dell\u2019ipertensione cronica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Rosso&nbsp;l\u2019hanno dovuto fare. Un palazzo del genere, la storia della citt\u00e0: tutto al cesso.\u2019\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>La zona era stata recentemente sottoposta ad una&nbsp;massiccia&nbsp;operazione&nbsp;di&nbsp;<em>ripristino e&nbsp;<\/em><em>restauro<\/em>.&nbsp;Le facciate&nbsp;del quartiere erano&nbsp;state&nbsp;ridipinte. Alcune erano riuscite a recuperare l\u2019antico fascino&nbsp;d\u2019inizio novecento:&nbsp;fiducioso e contenuto, confidente e spaventosamente ingenuo.&nbsp;Qualcuno evidentemente non l\u2019aveva presa bene.&nbsp;Mario era nato negli anni cinquanta e quella Roma prefascista&nbsp;non l\u2019aveva vista, non la sapeva apprezzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva mai sfogliato&nbsp;quegli opuscoli diffusissimi,&nbsp;\u2018\u2019citt\u00e0 perdute\u2019\u2019&nbsp;o&nbsp;robe&nbsp;simili.&nbsp;Poco male, tutto in bianco e nero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mario sedeva da quarant\u2019anni&nbsp;fuori&nbsp;l\u2019edicola&nbsp;e&nbsp;ogni&nbsp;santo&nbsp;giorno guardava&nbsp;dall\u2019altro lato della strada, verso il palazzo.&nbsp;Sul&nbsp;marciapiede due sedie ed un tavolino, pizzeria&nbsp;FOLLIE DI PIZZA. Per anni lo stesso panorama, le stesse sedie, la stessa insegna e,&nbsp;ovviamente, lo stesso palazzo. Grigio&nbsp;topo: classico, rassicurante, eterno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre fumava leggeva fumetti. Si fermava a quelli da edicola: Topolini, riedizioni di Zagor, Tex Willer,&nbsp;Ratman,&nbsp;ecc..&nbsp;Viveva di magiche fiabe e delicati intrighi internazionali. Lasciava a Carla il resto dell\u2019attivit\u00e0: quotidiani, riviste e inserti lo nauseavano.&nbsp;Da sempre.Odiava il suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva ereditato l\u2019edicola dal padre, fin da piccolo passava pomeriggi interi dietro la cassa a leggere fumetti e fotoromanzi. Mario&nbsp;negli&nbsp;anni&nbsp;d\u2019infanzia&nbsp;s\u2019era affezionato in particolare a&nbsp;Gim&nbsp;Toro, una serie a fumetti italiana degli anni cinquanta ambientata a San Francisco:&nbsp;Gim&nbsp;\u00e8 un italoamericano che combatte il crimine grazie alla sua forza taurina, ereditata per magia col cognome di famiglia; non \u00e8 sempre contento di dover svolgere questo compito impartito dal destino, lo fa e basta.&nbsp;\u2018\u2019Come il toro alla corrida!\u2019\u2019, ripete sempre a indagine compiuta. Lasciate il resto alla fantasia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tramite il suo eroe,&nbsp;avveniva la proiezione infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inconscio era stato segnato definitivamente dall\u2019animale cornuto, il carattere s\u2019era sviluppato in quella direzione. Testardo e capoccione, nella vita si era sempre scaldato&nbsp;oltre il&nbsp;limite. A forza di scaldarsi era diventato iperteso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mario era un toro.<\/p>\n\n\n\n<p>Entr\u00f2 nel locale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Hai sentito Carla?\u2019\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Si, ho sentito. Sono tre mesi che ti sento.\u2019\u2019&nbsp;rispose&nbsp;la moglie&nbsp;mentre&nbsp;impilava giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Bene.&nbsp;Tre mesi sono&nbsp;pure&nbsp;pochi per esprimere lo sdegno per&nbsp;questo orrore.\u2019\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Carla smise per un secondo di lavorare e guard\u00f2 teneramente il marito, solo lei era a conoscenza del tremendo fardello che portava, solo lei sapeva quanto fosse insoddisfatto, arrabbiato e necessariamente distante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Non ti sembra di esagerare amore? Sei diventato tutto rosso;&nbsp;smetti almeno di fumare\u2026quantomeno lasciala fuori, non si respira qui dentro.\u2019\u2019&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla tenerezza si era passati agilmente alle minacce, Carla sapeva e comprendeva il carattere di Mario&nbsp;ma&nbsp;non&nbsp;sempre&nbsp;l\u2019accettava di buon grado.&nbsp;Sapeva diventare indomabile, avrebbe potuto continuare cos\u00ec tutto il giorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Nemmeno a casa mia posso lamentarmi in santa pace\u2026\u2019\u2019 lament\u00f2 Mario riposizionandosi sul proprio trespolo sulla strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel palazzo rosso lo schiacciava, rifiutava di alzare lo sguardo. Da&nbsp;<em>buon toro praticante<\/em>non sapeva dove sbattere la testa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pur essendo primo pomeriggio decise di lasciare l\u2019edicola e tornare a casa, l\u2019ira si trasformava in abbattimento. Sulla via&nbsp;guardava attentamente&nbsp;le facciate&nbsp;appena ridipinte, a suo dire ben riuscite: \u2018\u2019Ocra, bianco,&nbsp;caff\u00e9latte, colori di buonsenso. L\u2019unico stronzo al mondo&nbsp;sono. Che disgrazia\u2026\u2019\u2019 pensava fra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena entrato nel vecchio appartamento di famiglia si abbandon\u00f2 sul divano. Alla tiv\u00f9 davano un vecchio sceneggiato poliziesco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era ancora nervoso quando si addorment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco apparire un\u2019arena stracolma di gente. Uomini e donne di tutte le et\u00e0 ne riempivano gli spalti sbraitando e scalpitando. Al centro dello stadio il torero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Fate entrare l\u2019animale!\u2019\u2019 url\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un bovino mastodontico comparve davanti al piccolo uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La folla scalmanata&nbsp;si leccava i baffi, lo spettacolo cominciava.<\/p>\n\n\n\n<p>Il torero&nbsp;allora&nbsp;estrasse&nbsp;dalla giacca il drappo rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mario apr\u00ec gli occhi: sull\u2019orologio le tre e venti. Agguant\u00f2 in un colpo chiavi e giacca e si precipit\u00f2 fuori di casa. Sguardo assente e passo incerto, procedeva svelto verso l\u2019edicola a braccia conserte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mario&nbsp;soffriva di sonnambulismo. La condizione lo accompagnava da qualche anno, effetto collaterale delle cure per l\u2019ipertensione dicevano i dottori. Come tutti i sonnambuli eseguiva gesti&nbsp;meccanici,&nbsp;routinarii, intrappolato a met\u00e0 tra l\u2019Io diurno e quello notturno.Le due facce di Mario combattevano&nbsp;a mani nude&nbsp;per il controllo del corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019io diurno, quello cosciente, abbandonato agli incubi del sonno cerca con&nbsp;affanno un appiglio alla normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019io notturno, caotico e inconscio ama mescolare le carte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferm\u00f2 a comprare&nbsp;una tanica al&nbsp;ventiquattr\u2019ore&nbsp;dietro l\u2019edicola. L\u2019Io&nbsp;notturno&nbsp;tirava verso s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prosegu\u00ec sul viale alberato in direzione Agip. Ecco svelata la funziona della tanica.Venivano a galla piani misteriosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto il pieno, con la tanica fra le braccia conserte, Mario riprendeva il tragitto per l\u2019edicola.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunto al negozio attravers\u00f2 la strada.&nbsp;Nemmeno un\u2019occhiata&nbsp;all\u2019edificio detestato. Lo sguardo assente puntava la vecchia insegna&nbsp;FOLLIE DI PIZZA.&nbsp;Conosceva bene l\u2019ingresso di servizio&nbsp;per i locali della&nbsp;pizzeria. Spinse il maniglione antipanico ed entr\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La cucina era buia. Sbattendo qua e l\u00e0, Mario si&nbsp;arrest\u00f2&nbsp;di fronte al forno a legna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino aveva voluto che il servizio di quella sera fosse stato particolarmente fortunato, il locale aveva fatto gli straordinari. Nella sala i bicchieri e le posate giacevano addormentate sulle tovaglie macchiate, in attesa della mattinata successiva. Allo stesso&nbsp;modo i piatti sporchi nel lavabo e (ahi noi) i ciocchi ardenti dentro il forno.&nbsp;Mario distese la tanica&nbsp;di benzina&nbsp;sul fianco, infilandola maldestramente all\u2019imbocco della fornace.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Svitato il tappo rosso&nbsp;si sedette sul piano di lavoro, ancora sporco di pomodoro. Attraversato da&nbsp;un brivido&nbsp;si svegli\u00f2 di colpo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attorno a lui divampavano le fiamme:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018\u2019Spero si capisca\u2019\u2019.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52130\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52130\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina, dopo tre&nbsp;lunghi&nbsp;mesi di&nbsp;lavori,&nbsp;la&nbsp;vecchia&nbsp;facciata grigia&nbsp;si mostrava in tutto il suo&nbsp;inedito&nbsp;splendore. 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