{"id":5207,"date":"2011-01-31T18:02:53","date_gmt":"2011-01-31T17:02:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5207"},"modified":"2011-01-31T18:02:53","modified_gmt":"2011-01-31T17:02:53","slug":"premio-racconti-per-corti-2011-un-figlio-e-un-padre-come-tanti-di-fabio-boscaini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5207","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2011 &#8220;Un figlio e un padre, come tanti&#8221; di Fabio Boscaini"},"content":{"rendered":"<p>Matteo ha dodici anni ed \u00e8 a scuola. Un aspetto tutto sommato medio, di un carattere mite e incerto, di una personalit\u00e0 che si sta ancora cercando. A ricreazione si \u00e8 messo in disparte. In fondo vicino alla recinzione, il gruppo di quelli cattivi, i bulli della scuola. Buriani, una sigaretta accesa, \u00e8 il leader. L\u2019hanno bocciato un anno, \u00e8 pi\u00f9 grande e ora fa il boss.<\/p>\n<p>A cena il padre racconta della giornata di lavoro. \u201cOh, finalmente sviluppi importanti. Se va tutto dritto a fine mese concludiamo\u201d, dice il padre. Silenzio della mamma, solo un sorriso, ma con un ombra. Matteo ascolta quasi distratto, ma \u00e8 contento per il pap\u00e0. Il padre gli scompiglia i capelli. Matteo si ritrae, mezzo infastidito, mezzo in imbarazzo.<\/p>\n<p>Il giorno dopo sull\u2019autobus, Matteo \u00e8 costretto a salire dietro. Ci sono i bulli, Buriani il solito che si prende i sedili in fondo. Non bisogna guardalo negli occhi, senno ti punta. Ma non sempre basta, a quella et\u00e0 si \u00e8 cattivi e non c\u2019\u00e8 sempre un senso o una logica&#8230; e infatti. In tre circondano Matteo, Buriani gli si para davanti e gli impedisce di scendere alla propria fermata, gli d\u00e0 anche qualche botta con i gomiti. Tutti ridono. Matteo non pu\u00f2 reagire e, ovviamente, neppure piangere, mai, che poi non \u00e8 pi\u00f9 finita. Accetta lo scherzo stupido, scende qualche chilometro pi\u00f9 avanti. Nella tasca il cellulare, c\u2019\u00e8 da chiamare mamma, avvertirla che arriver\u00e0 con un po\u2019 di ritardo, ma il cellulare \u00e8 morto, il display fracassato dallo stronzo.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della strada un bar, forse un telefono. Matteo dalla vetrina vede un uomo che conosce. E\u2019 il pap\u00e0. Matteo \u00e8 felice, si affretta, ma poi qualcosa frena il suo slancio. Il padre non \u00e8 in giacca e cravatta come al solito, \u00e8 in tuta da ginnastica, legge un giornale. Matteo si ferma fuori ad osservare il padre dalla vetrina. Vede che scorre con un dito una pagina, un caff\u00e8 lasciato a met\u00e0 gli fuma davanti, poi solleva il viso, lo sguardo vuoto. Matteo se ne va.<\/p>\n<p>A cena, il pap\u00e0 parla della giornata. \u201cAllora ci siamo, ancora un paio di giorni e il cliente firma. Che ne dici Chiara? Bel colpo, eh?\u201d. Matteo \u00e8 perplesso, accenna un s\u00ec. \u201cMa te l\u2019hanno detto oggi?\u201d, chiede Matteo. \u201cS\u00ec. A pranzo. Siamo andati tutti in quel ristorante, quello in centro, come si chiama?&#8230; Non me lo ricordo, comunque pesce, fatto da dio \u2026\u201d, risponde il padre. Matteo annuisce, guarda la mamma, la mamma guarda da un\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, lo stesso autobus, le stesse facce. Qualcosa da capire, Matteo non scende alla sua fermata, prosegue, arriva al solito bar e&#8230; stessa scena. Il padre seduto, fermo, assente, lo sguardo aperto sul nulla.<\/p>\n<p>La sera Matteo ha un sonno da morire ma si impone di non addormentarsi. Sa che i suoi parlano un po\u2019 a letto prima di dormire, e lui deve sapere. Matteo si ferma in corridoio, in ascolto. Di l\u00e0 i genitori parlano piano. \u201cMi sa che neanche alla Riter mi prendono&#8230; \u201c. \u201cPerch\u00e8?\u201d, chiede la mamma. \u201cDicono che non c\u2019ho lo skill&#8230; Matteo non deve saperlo mai, capito? Mai! Voglio che sia sempre fiero del suo pap\u00e0, ok?\u201d. &#8220;Certo amore, vieni qui\u201d. \u201cDomani vado a sentire quelli della Spert One. L\u00ec andr\u00e0 bene, me lo sento\u2026\u201d<\/p>\n<p>Matteo torna in camera, prova a dormire, ma il cuore batte all\u2019impazzata, niente sembra pi\u00f9 come prima.<\/p>\n<p>La sera dopo a cena Matteo \u00e8 silenzioso. \u201cChe c\u2019\u00e8 campione?\u201d, chiede il padre. \u201cNiente\u201d. \u201cCome niente? Non dici nulla?!\u201d. \u201cNon mi va di parlare\u201d. Silenzio. La mamma fa un gesto strano, si butta indietro i capelli, si alza di scatto, dice che c\u2019\u00e8 una cosa sul fuoco, ma la cena \u00e8 gi\u00e0 tutta l\u00ec, in tavola.<\/p>\n<p>A scuola, in classe la professoressa di italiano riprende Matteo. \u201cChe cosa fai Matteo? Guarda cosa hai combinato!\u201d, dice la professoressa. Matteo guarda il quaderno, \u00e8 pieno di inchiostro. \u201cNon sono stato io, io ero&#8230; Era tutto a posto prima!\u201c. La classe ride, la maestra anch\u2019ella sorride un po\u2019. \u201cTi hanno fatto uno scherzo?\u201d, chiede. Buriani ha un ghigno di soddisfazione. Matteo incassa il colpo. \u201cVa bene, quel compito me lo prepari per domani\u201d, dice la professoressa a Matteo.<\/p>\n<p>A cena, Matteo guarda il padre e\u2026 d\u2019improvviso lo abbraccia. \u201cOh oh, che fai campione?\u201d, dice il padre, ma lo accarezza con affetto, la mamma, sorpresa che quasi si commuove. Tutto si ferma per qualche istante. \u201cPap\u00e0, domani sar\u00e0 una grande giornata\u201d, dice Matteo. \u201cPerch\u00e8?\u201d, chiede il padre. \u201cPerch\u00e8 di s\u00ec\u201d, risponde Matteo e ha una luce nuova, decisa, negli occhi<\/p>\n<p>Ricreazione. Buriani e i suoi compari vicini alla recinzione del cortile. Matteo arriva a testa bassa. \u201cEcco quello che si sporca i quaderni per non fare i compiti. Che cazzo vuoi?\u201d, chiede. Matteo respira forte, poi quasi in un soffio solo, ma la voce \u00e8 ferma. \u201cTu le mie cose non le tocchi pi\u00f9\u201d, dice Matteo. Buriani sorride sorpreso, sembra un lupo pronto a saltare su una preda inaspettata. \u201cE se non lo faccio tu che fai?\u201d. Buriani afferra Matteo per il bavero della giacca, ma Matteo non cede. Lo guarda negli occhi deciso, i pugni stretti calati lungo i fianchi. Avanza di un passo, spinge il braccio di Buriani, i due sono quasi a contatto con i visi. Buriani regge lo sguardo per un momento, ma poi arretra. Lascia la maglia di Matteo. \u201cAndiamo via da questo coglione\u201d, dice ai suoi.<\/p>\n<p>Il solito bar. Matteo arriva. Si ferma un istante ma ormai \u00e8 convinto. Entra, Matteo si avvicina, si ferma di fronte al padre, attende che il suo sguardo lo possa riconoscere, tornando da quel posto lontano che si chiama disoccupazione. \u201cCiao pap\u00e0\u201d, dice Matteo, piano con affetto. Il padre sembra scuotersi. Scoperto, si passa la mano sulla tuta da ginnastica, sui capelli scomposti. Si guarda attorno, imbarazzato, risponde al saluto. \u201cCiao&#8230;\u201d, dice il padre. \u201cPosso stare un po\u2019 qui con te?\u201d, dice Matteo. E su questa domanda infinita dissolviamo a nero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5207\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5207\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo ha dodici anni ed \u00e8 a scuola. 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