{"id":52055,"date":"2023-05-31T11:27:14","date_gmt":"2023-05-31T10:27:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52055"},"modified":"2023-05-31T11:27:15","modified_gmt":"2023-05-31T10:27:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-mal-dafrica-di-margherita-farci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=52055","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Mal d&#8217;Africa&#8221;\u00a0di Margherita Farci"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abSono in ritardo! Ginni perch\u00e9 non mi hai svegliata?!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ottenne risposta, probabilmente Ginevra era gi\u00e0 uscita da tempo. Prese i primi vestiti che le capitarono a tiro, si precipit\u00f2 in bagno e si guard\u00f2 allo specchio: sulla pelle chiara spiccavano due occhi ambrati dallo sguardo assonnato; il pigiama stropicciato evidenziava la corporatura longilinea e un cespuglio di capelli fulvi &#8211; non intenzionato a sciogliersi! &#8211; le incoronava il viso tempestato di lentiggini. Si prepar\u00f2 in fretta, prese le chiavi, lo zaino e corse gi\u00f9 per le scale. Arriv\u00f2 giusto in tempo per salire sul tram 19, la linea che ogni giorno prendeva per raggiungere la facolt\u00e0 di architettura del Politecnico.<\/p>\n\n\n\n<p>Matilde era una ragazza solare, spiritosa e altruista; viveva con la sua coinquilina Ginevra a Milano, dove frequentava l\u2019universit\u00e0. I suoi genitori erano separati e lei aveva sempre vissuto con il padre Andrea che ora abitava in Tanzania da oltre un anno e l\u00e0 lavorava con grande passione come fotografo, essendosi innamorato della luce di quei luoghi, affetto dal mal d\u2019Africa.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 sera, finite le lezioni, Matilde come al solito prese il tram affollato; chiuse gli occhi per isolarsi da tutto quel caos, ma all\u2019improvviso uno squillo risuon\u00f2 nel vagone: era il suo cellulare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPronto, chi parla?\u00bb. Dall\u2019altro capo rispose una roca voce maschile: \u00abSalve signorina Matilde, sono Zawadi Luhende, un collega e amico di suo padre\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abZawadi, certo che mi ricordo di te, come stai? Perch\u00e9 mi chiami?\u00bb; con voce grave l\u2019uomo rispose: \u00abScusi se la chiamo. Io sto bene, ma non \u00e8 questo l\u2019importante: suo padre sta molto male da giorni, siamo tutti in pensiero e il medico non ci ha tranquillizzato! Chiede di lei in continuazione ed io penso che sarebbe importante per lui che lei lo raggiungesse. Non le nascondo che il viaggio \u00e8 lungo ed impegnativo, ma se decider\u00e0 di venire io organizzer\u00f2 tutto, facendo in modo di minimizzare tempi e spese\u00bb. Solo allora Matilde rispose con un secco \u00ab Ti richiamo io al pi\u00f9 presto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiuse la chiamata e rimase in silenzio: non sentiva pi\u00f9 il frastuono del tram che cigolava sui binari, non sentiva pi\u00f9 la stanchezza. Matilde stava vivendo la cosiddetta fase della \u201cnon accettazione\u201d e, trovandosi da sola a Milano, lontana dal padre malato, si sentiva disorientata e confusa. Dopo alcuni minuti interminabili, si ricompose e pens\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9: \u00abNon \u00e8 il momento di perdere la speranza: babbo ha bisogno di me e io ci sar\u00f2!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Telefon\u00f2 a Ginevra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEhi Ginni, hai il pc davanti? Dai uno sguardo ai voli dei prossimi giorni per Dar es Salaam e annotali. Niente domande, ti prego, fallo e basta! Ti spiego tutto dopo, sto arrivando\u00bb. Scesa dal tram, trov\u00f2 la forza per richiamare Zawadi, che le deline\u00f2 le tappe principali del viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Apr\u00ec la porta, lanci\u00f2 le chiavi e si avvi\u00f2 verso la cucina. Appena la vide, Ginevra esclam\u00f2: \u00abMat, ho fatto il compitino! Ma che ti succede? Sei pallida come un lenzuolo\u2026\u00bb. Matilde si sedette, e le raccont\u00f2 ogni cosa tra le lacrime. Cenarono e poi andarono a dormire, ognuna con mille pensieri per la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente Matilde usc\u00ec presto. Arriv\u00f2 in bici all\u2019Ufficio visti; le dissero che, in via urgente, i tempi d\u2019attesa erano di due settimane: Matilde non volle arrendersi e, dopo infinite peripezie, grazie a una vecchia amica riusc\u00ec ad ottenere il visto per tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>I due giorni seguenti mise a punto i dettagli del viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>La sera del secondo giorno ritir\u00f2 il visto, giusto in tempo per la partenza dell\u2019indomani; il volo era alle 11:15 e prevedeva uno scalo di un\u2019ora e mezza nell\u2019aeroporto di Londra.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due coinquiline cenarono, poi Matilde and\u00f2 a farsi un doccia calda e, a letto, si addorment\u00f2 di sasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle 7:00 suon\u00f2 la sveglia e un profondo sbadiglio risuon\u00f2 in tutto l\u2019appartamento fino ad allora avvolto nel silenzio; Matilde si prepar\u00f2; quando fu pronta, abbracci\u00f2 Ginevra: il loro silenzio diceva pi\u00f9 di mille parole. Il taxi gi\u00e0 l\u2019aspettava sotto casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo quando fu tra le nuvole, si guard\u00f2 attorno: vicino al finestrino c\u2019era un signore dai capelli candidi che leggeva \u201c Il Giorno\u201d, invece a fianco aveva una ragazza con un cappello sul volto che dormiva profondamente. Dopo un po\u2019 si assop\u00ec cercando di liberarsi da ogni inquietudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Atterr\u00f2 a Londra. Matilde chiam\u00f2 Ginevra per darle notizie. L\u2019attesa sembrava infinita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un\u2019ora Matilde era di nuovo a bordo. Durante il volo guard\u00f2 un film per distrarsi un poco e poi cen\u00f2, ma il pensiero del padre non l\u2019abbandonava mai: pens\u00f2 al suo profumo, al suo sorriso, alle sue smorfie, alla sua voce calda e profonda e alla sua risata. Le mancava assai.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto tra Matilde e suo padre era puro e spontaneo. Un patto tacito regnava tra i due; discutevano spesso ma, non riuscendo a tenersi il muso, finivano sempre col ridere a crepapelle e risolvere ogni grattacapo. Malgrado le fosse mancata la figura materna, suo padre aveva colmato questo vuoto; insieme avevano costruito ricordi felici che Matilde, lontana da lui, rammentava con nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si addorment\u00f2 profondamente, cullata da questi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mattino arriv\u00f2 a destinazione. La vicinanza al padre le infondeva serenit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aeroporto era davvero affollato e una volta uscita tir\u00f2 un sospiro di sollievo. Sal\u00ec sul primo taxi e arriv\u00f2 &#8211; in anticipo &#8211; al luogo dell\u2019appuntamento indicatole da Zawadi, presso una vecchia pensilina arrugginita. Matilde, non avendo voglia di aspettare tra la polvere e il niente, raggiunse delle bancarelle poco distanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Con sorpresa scopr\u00ec un esteso mercato, che si diramava tra gli alberi e le stradine. Era un vero e proprio spettacolo per la vista: un tumulto di tonalit\u00e0 scarlatte e ocra creava uno splendido contrasto con i legni delle bancarelle e con i colori vividi dei tessuti e dei frutti. Persone di ogni tipo affollavano le strade e i profumi delle spezie invadevano l\u2019aria in modo inebriante; incuriosita, si inoltr\u00f2 tra la folla.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po\u2019 torn\u00f2 alla pensilina e attese l\u2019arrivo del collega del padre, che l\u2019avrebbe condotta in sicurezza al centro fotografico.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme ad una nuvola di polvere arriv\u00f2 un fuoristrada verde piuttosto sgangherato, il finestrino si abbass\u00f2 e un signore sui settant\u2019anni la invit\u00f2 a salire frettolosamente. Era calvo, il suo volto era segnato da rughe profonde, aveva una carnagione scurissima color caff\u00e8. L\u2019uomo cominci\u00f2 a parlarle in inglese: \u00abSignorina Matilde, il mio nome \u00e8 Bakari e sar\u00f2 la vostra guida. Il nostro viaggio durer\u00e0 una decina di ore perci\u00f2 faremo una pausa pi\u00f9 tardi. Com\u2019\u00e8 andato il suo volo?\u00bb; lei rispose \u00abIl viaggio \u00e8 andato bene, sono solo un po\u2019 stanca\u00bb. Raccont\u00f2 del mercato all\u2019aperto e di averlo trovato affascinante; Bakari allora le spieg\u00f2 che la Tanzania era un paese ricco di sorprese e luoghi mozzafiato e che gi\u00e0 lungo la strada avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di ammirare animali e paesaggi .<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSa, suo padre \u00e8 un eccellente lavoratore e un uomo di grandi vedute, ma soprattutto un amico. \u00c8 un uomo forte; non perdiamo la speranza.\u00bb disse con dolcezza Bakari mentre scrutava lo specchietto retrovisore alla ricerca dello sguardo della passeggera; la ragazza gli sorrise con speranza. Dopo circa sei ore, si fermarono davanti ad un campo di banani e pranzarono all\u2019ombra degli alberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si riposarono e infine ripresero il viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono due ore e Bakari si fece sempre pi\u00f9 meditabondo. All\u2019improvviso sbott\u00f2:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abACCIDENTI! Mi sono perso!\u00bb; Matilde cerc\u00f2 un punto in cui ci fosse campo per orientarsi, ma tra le distese fitte di vegetazione fu impossibile; cos\u00ec decisero di cercare aiuto, scesero dall\u2019auto portandosi dietro qualche provvista e si incamminarono tra gli sterminati campi di alberi da frutto, con la speranza di incontrare un agricoltore che fornisse loro qualche informazione..<\/p>\n\n\n\n<p>Camminarono. Camminarono. Di essere umani neanche l\u2019ombra. Continuarono a percorrere campi coltivati fino a quando Matilde esclam\u00f2: \u00ab Mi scusi, ho finito l\u2019acqua da pi\u00f9 di un\u2019ora ormai, ho caldo e giramenti di testa: non ce la faccio pi\u00f9!\u00bb. Bakari, dopo alcuni secondi di riflessione, propose di rifocillarsi prima di tornare alla macchina, con la speranza di risolvere il problema.<\/p>\n\n\n\n<p>La vista dell\u2019usurato fuoristrada parve un miraggio ai loro occhi. Arrivati alla macchina, si riposarono alla fresca penombra: erano distrutti ma entrambi determinati a raggiungere il prima possibile la destinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo si rimisero in viaggio vagando alla cieca; Matilde &#8211; non trovando i suoi occhiali da sole &#8211; frug\u00f2 nelle borse e nelle tasche dei sedili; ed ecco che i suoi occhi attenti scorsero una vecchia cartina, che pass\u00f2 a Bakari, il quale scoppi\u00f2 quasi in un pianto di gioia \u00abMungu mwema! La cartina regionale con il percorso segnato! Signorina Matilde, \u00e8 proprio una ragazza d\u2019oro! Ora lasci fare a me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollevati ripresero il tragitto e Matilde ne approfitt\u00f2 per dormire un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando apr\u00ec gli occhi, un\u2019accesa macchia verde le si present\u00f2 davanti; mise a fuoco il panorama incorniciato dal finestrino: un cielo di un azzurro vivo, tipico dei pomeriggi estivi, si estendeva senza nuvole, stagliandosi sulla distesa di terra rossiccia e rigogliosa di vegetazione; in lontananza si intravedevano alcune sinuose giraffe che sgranocchiavano le foglie di un\u2019 acacia.<\/p>\n\n\n\n<p>Regnava la quiete pi\u00f9 totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Bakari scrutava compiaciuto gli occhi luminosi di Matilde.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSignorina, guardi avanti! Le riesce di vedere?\u00bb domand\u00f2 Bakari, \u00abS\u00ec\u00bb annu\u00ec lei : di fronte ai loro occhi, tra gli alberi, si scorgevano delle casupole di legno e lamiera: il campo era ormai vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il petto di Matilde sembrava scoppiare e il cuore le pulsava violento. Pensava all\u2019incontro ormai prossimo con il padre: era impaziente ed emozionata, ma provava paura per le sue possibili reazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente la macchina si ferm\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Matilde era immobile, non aveva il coraggio di scendere dalla macchina, l\u2019ansia e l\u2019attesa erano alle stelle. Si decise solo quando Bakari fu di ritorno; mille pensieri le passarono per la testa: era l\u00ec per quello, no? Che le stava succedendo?<\/p>\n\n\n\n<p>Fece qualche passo e alz\u00f2 lo sguardo: \u00ab \u00c8 un deserto desolato\u00bb pens\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9, mentre Bakari lanci\u00f2 un grido: \u00abLa figlia di Andrea \u00e8 qui!\u00bb. Subito una trentina di persone &#8211; per lo pi\u00f9 tanzaniane &#8211; usc\u00ec dalle case chiassosamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCom\u2019\u00e8 stato il viaggio signorina ?\u00bb, \u00ab Le piace il nostro paese?\u00bb, \u00ab Ha sete?\u00bb, \u00abFame?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel turbinio di domande non le interessava; salut\u00f2 tutti (bench\u00e9 non avesse la minima idea di chi fossero) e rifiut\u00f2 cordialmente. In quel momento pensava solo al padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiese a Bakari dove si trovasse Andrea e lui indic\u00f2 un vialetto poco pi\u00f9 avanti; Matilde lo percorse con decisione ma, una volta arrivata davanti ad una porta, si blocc\u00f2. Poi prese coraggio e spalanc\u00f2 la porta aspettando di trovare un triste scenario, ma non fu cos\u00ec: nella stanza si apriva una finestra velata da una tenda che creava delle penombre accoglienti, sul pavimento un tappeto variopinto ravvivava l\u2019ambiente e le pareti erano tappezzate con numerose fotografie. Sul letto era disteso un uomo magro, dalla pelle abbronzata ma dal volto emaciato e con gli occhi semichiusi, come se fosse addormentato: riconobbe suo padre. La vista &nbsp;di quell\u2019ambiente cos\u00ec caldo la rincuor\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza si rese conto della presenza di un uomo alto che sedeva all\u2019angolo della stanza e sembrava dormire: aveva in mano un bastone intagliato, indossava un copricapo dai pendagli aurei, una tunica blu e alle orecchie portava dei grossi cerchi dorati, che luccicavano guizzando al filtrare di un debole raggio di sole; la sua presenza aveva un che di ieratico, Matilde pens\u00f2 che si trattasse di uno sciamano. Stette in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Con passi leggeri, la ragazza si sedette a fianco al letto e rimase a contemplare il padre, commossa; poi gli prese la mano, \u00abEccomi babbo, sono qui. Hai visto? Ho fatto il prima possibile\u00bb sussurr\u00f2 dolcemente; non aspettava una risposta, ma il padre &#8211; al sentire quelle parole &#8211; apr\u00ec gli occhi e sorrise silenziosamente, guardando con tenerezza gli occhi della sua bambina a cui tanto aveva pensato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo alcuni minuti di un silenzio carico di parole d\u2019amore, il padre prese fiato e bisbigli\u00f2: \u00abSapessi quanto mi sei mancata, Mati\u2026 Mi dispiace che tu mi riveda dopo tanto tempo in queste condizioni\u00bb. Matilde lo abbracci\u00f2 con il volto rigato dalle lacrime ed entrambi rimasero stretti l\u2019uno all\u2019altro. Erano felici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome stai?\u00bb domand\u00f2 Matilde con tono grave.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOggi sto meglio di ieri. La tua presenza, sono sicuro, mi aiuter\u00e0\u00bb; poi continu\u00f2: \u00abHo avuto paura di morire, tesoro. Non rivederti prima della fine sarebbe stata la mia condanna\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEro certa che mi avresti aspettato\u00bb disse Matilde.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella stanza i sentimenti erano tangibili; una calma serenit\u00e0 invase il cuore di Matilde, che osservava il padre, felice di averlo vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Di una cosa era sicura, non lo avrebbe pi\u00f9 lasciato.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte dormirono tenendosi per mano e finalmente Matilde fu in pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino seguente venne il medico che visit\u00f2 il padre: \u00abIl signor Andrea ha avuto una brutta intossicazione alimentare, ha rischiato veramente tanto, adesso il peggio \u00e8 passato, \u00e8 fuori pericolo. Fortunatamente questo tipo di reazione violenta non ha lasciato gravi conseguenze\u00bb. Matilde si sent\u00ec leggera come non mai e anche Bakari appariva sollevato.<\/p>\n\n\n\n<p>I giorni successivi il padre rimase a riposo all\u2019ombra degli alberi di Guaiava e Matilde trascorse delle meravigliose giornate in compagnia dei colleghi di Andrea: vide le giraffe, il bagno degli elefanti, e impar\u00f2 a cucinare alcuni piatti tradizionali, come l\u2019anatra stufata nel latte di cocco; osserv\u00f2 le stelle distesa nel silenzio notturno, aiut\u00f2 Zawadi a tingere coloratissime stoffe e impar\u00f2 a guidare il fuoristrada. Si sentiva bene, libera e a suo agio.<\/p>\n\n\n\n<p>I giorni passarono veloci, mentre si avvicinava Eid al-Adha: una tipica festa musulmana che si celebra ogni estate, durante la quale si prega al mattino e si festeggia alla sera con danze e sontuosi banchetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutti era un\u2019occasione di festa e di allegria e i preparativi iniziavano da giorni prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Matilde, insieme al padre &#8211; che si era ripreso &#8211; e ad altri colleghi, si spartirono i compiti; Matilde si occup\u00f2 della decorazione del loggiato dove si sarebbero svolte le cene e le danze: incominci\u00f2 ad intrecciare le foglie di banano con i fiori e con pazienza cre\u00f2 numerose ghirlande, che poi appese tra gli alberi. Aiut\u00f2 Zawadi a posizionare dei tavoli e delle panche nell\u2019area centrale. L\u2019allestimento era alla buona ma si adattava alla semplicit\u00e0 dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 il giorno tanto atteso. Matilde si svegli\u00f2 di buonora ma prefer\u00ec rimanere a letto ad ascoltare e a farsi cullare dalla preghiera del mattino che le arrivava come una ninnananna dalla finestra socchiusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziarono la preparazione della cena, che fu lunga e laboriosa; furono servite diverse pietanze: la torta al pepe, l\u2019ugali, il pane di noci e datteri, il nyama choma, il platano fritto e la zuppa di fagioli e cocco. Tutto fu mangiato con gusto tra le risate e le chiacchiere.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo cena ebbero inizio le danze tradizionali e Matilde, dopo aver preso parte alla prima, si volt\u00f2 e vide il padre seduto in disparte con sguardo assorto; gli si avvicin\u00f2 temendo stesse male e gli chiese se fosse tutto a posto. Andrea disse: \u00abMi stavo chiedendo quando te ne andassi, cara. Non ti nascondo che sono triste al solo pensiero!\u00bb; la ragazza rimase in silenzio e lui continu\u00f2: \u00abQuesti giorni passati con te sono stati meravigliosi\u2026\u00bb &#8211; fece una pausa &#8211; \u00abSai Mati, anche se non te l\u2019ho mai detto, averti vicino \u00e8 una ragione per sorridere. Quando tua madre si \u00e8 allontanata, pensavo di non essere in grado di crescerti, ma poi col tempo mi hai fatto cambiare idea, mi hai reso felice. Pur essendo tuo padre, ti devo molto. Ma, a parte tutti questi discorsi, sebbene mi piacerebbe che tu rimanessi qui con me, \u00e8 giusto che torni alla vita di ogni giorno, e cos\u00ec vale per me\u00bb. Matilde, commossa, prese le mani del padre tra le sue e, mentre osservava le danze degli amici, gli disse: \u00ab Tu per me sei importantissimo; non c\u2019era giorno, a Milano, in cui non pensassi con nostalgia agli anni passati insieme, da soli contro il mondo\u00bb. \u00abDa quando sono arrivata qui, mi \u00e8 capitato di tutto&#8230;. Beh\u2026questo viaggio mi ha fatto capire tante cose e ha risposto a domande che mi pongo da lungo tempo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il volto del padre si illumin\u00f2 di gioia ma, senza proferire parole, lasci\u00f2 proseguire la figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMai mi sono sentita cos\u00ec a casa come in questa ultima settimana. Credo proprio che rimarr\u00f2 qua, con te, in questi luoghi. Al solo pensiero di andarmene, provo gi\u00e0 nostalgia\u2026 ed \u00e8 come un mal d\u2019Africa\u2026\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_52055\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52055\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSono in ritardo! Ginni perch\u00e9 non mi hai svegliata?!\u00bb. Non ottenne risposta, probabilmente Ginevra era gi\u00e0 uscita da tempo. Prese i primi vestiti che le capitarono a tiro, si precipit\u00f2 in bagno e si guard\u00f2 allo specchio: sulla pelle chiara spiccavano due occhi ambrati dallo sguardo assonnato; il pigiama stropicciato evidenziava la corporatura longilinea e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_52055\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"52055\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26238,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[],"class_list":["post-52055","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52055"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26238"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=52055"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52126,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/52055\/revisions\/52126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=52055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=52055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=52055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}