{"id":51943,"date":"2023-05-31T19:20:35","date_gmt":"2023-05-31T18:20:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51943"},"modified":"2023-05-31T19:20:35","modified_gmt":"2023-05-31T18:20:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-le-lacrime-in-tasca-di-marina-corsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51943","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Le lacrime in tasca&#8221; di Marina Corsi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cronaca d&#8217;amore e libert\u00e0 <\/h2>\n\n\n\n<p><em>L\u2019anoressia \u00e8 un richiamo d\u2019amore urlato<\/em> (Fabiola De Clerq) <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\" style=\"font-size:18px\">\u00c8 una fresca mattina d&#8217;estate, la strada si presenta deserta di fronte ai miei occhi. Guido freneticamente, per arrivare in tempo all&#8217;appuntamento. Vari pensieri corrono nella mia mente, gli occhi vagano in quell\u2019immensa distesa di sabbia e di mare. Tutto sembra essere cos\u00ec accogliente: la striscia azzurra del cielo mi accompagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il profumo delle ginestre si sparge nell&#8217;aria e mi dona un&#8217;inconsueta allegria. So di andare troppo in fretta, vorrei fermarmi per godere di tutti quegli odori e quei sapori che avverto sulla mia pelle, ma \u00e8 troppo tardi. Sento sul viso il fresco sapore del mare, i miei seni respirano l&#8217;odore intenso dei fiori gialli delle dune, le mie gambe provano il calore rosso della sabbia. Improvvisamente, in lontananza mi sembra di udire grida giocose di bambina. Piano piano si delineano come in trasparenza degli occhi grandi, curiosi, pieni di una delicata tristezza. Mi rivedo bambina, capelli lunghi e lisci, labbra ben disegnate e quell\u2019aria troppo malinconica e poco infantile per la mia et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi diverto a tirar calci nell\u2019acqua e a correre veloce a piedi nudi sulla sabbia ancora fresca del mattino. Cosa avrei voluto essere in quel momento? Forse un bel gabbiano per poter volare. L\u2019immensit\u00e0 del cielo e del mare mi affascina, cos\u00ec come tutto ci\u00f2 che si estende illimitatamente intorno a me. In quell\u2019immensit\u00e0 la mia fantasia pu\u00f2 creare delle immagini irreali e sognare degli spazi infiniti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il piede spinge forte sull&#8217;acceleratore e quelle immagini mi corrono dietro. Visioni, sogni, pensieri, tutto si accavalla nella mia mente. Risento dei suoni, delle voci, il mio pianto. La voce di mia madre:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Hai le lacrime in tasca, possibile che ogni volta che si <\/em><em>deve uscire, tu pianti una grana?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sei la solita piagnona rompiscatole <\/em>&#8211; fa eco mia sorella, pi\u00f9 grande di me di cinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non sapevo cosa fosse quel disagio che provavo. Gli occhi improvvisamente si riempivano di lacrime e inondavano il mio viso piccolo e minuto. Ho sei anni in quella foto sul mobile della sala da pranzo; ho il vestitino da casa azzurro, gli occhi languidi, lo sguardo triste.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sola. Non so cosa mi faccia star male. La mamma si preoccupa solo se ho mangiato, se sono ben vestita e se tutto \u00e8 in perfetto ordine per uscire. Nessuno mi chiede perch\u00e9 sia triste, perch\u00e9 pianga. Da sempre sento ripetermi che non voglio bene a nessuno e cos\u00ec sono cresciuta con questa convinzione. A soli pochi mesi, uno spasmo allo stomaco mi faceva rimettere tutto. Sono passati sei anni e quello spasmo si \u00e8 trasformato in ansia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Corri, sbrigati che passa il pullman per andare a scuola<\/em>!<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono inconfondibile del clacson mi rimbomba ancora nelle orecchie, puntualmente rimettevo la colazione che avevo forzatamente mandato gi\u00f9 poco prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente si arriva a scuola. Qui so il fatto mio, sono la pi\u00f9 brava, sempre al primo banco, leggo e scrivo gi\u00e0 all&#8217;et\u00e0 di cinque anni. La mamma mi ha insegnato tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Di nuovo l&#8217;angoscia mi prende quando sento diffondersi l&#8217;odore inconfondibile del refettorio. Si sparge nei corridoi, quell&#8217;insipido sapore di minestra.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dai, stupida, mangia. Perch\u00e9 piangi? Cosa ci vuole a finire, sono solo pochi cucchiai!<\/em> &#8211; incalzava mia sorella impaziente di andare a giocare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lacrime mi scendevano senza sosta.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo ancora lungo la strada che costeggia il mare. I gabbiani si allontanano a gruppi, all\u2019arrivo dei primi bagnanti. Un ultimo gabbiano solitario indugia ancora sulla sabbia. La corsa di un bambino verso di lui, lo fa librare alto nel cielo. Seguo con lo sguardo la sua virata dietro il promontorio, il suo verso risuona come in un&#8217;eco lontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono seduta accanto alla mamma, nella vecchia cucina con il tavolo di marmo bianco e l&#8217;odore del sugo appena fatto. Pendo dalle sue labbra, sta intonando una vecchia canzone romanesca. Piango per le storie che si narrano in queste canzoni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho buona memoria dei racconti di mia madre, mi scolpivano dentro, mi entravano nell&#8217;anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivevamo in simbiosi, da lei non riuscivo a separarmi. Nel nostro perfetto microcosmo, dove tutto sembrava funzionare alla perfezione, nessuno si accorgeva di me, della mia solitudine. Ognuno di noi era pietrificato, imprigionato, non circolavano le emozioni, i desideri, tutto era perfettamente calcolato, misurato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Esci da quello stanzino, non c&#8217;\u00e8 aria! &#8211; <\/em>mi ripeteva mia madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece era l\u00ec, la vera aria, la mia aria. Nel mio rifugio mi isolavo e vivevo i miei sogni ed i miei desideri di bambina. Ero al riparo dalle liti dei miei genitori, e mi proteggevo dall&#8217;invadenza di mia madre, che come un uragano entrava prepotentemente e mi obbligava ad uscire e a spegnere la luce. Cos\u00ec costretta a restare al buio per ore ed ore, sentivo crescere la paura, tanta paura, finch\u00e9 non scoppiavo in un pianto sommesso.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel piccolo angolo, tra gli odori di detersivi e di polvere, mi nascondevo per sfuggire al mondo, alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 molto vuoto dentro e fuori di me. Ormai riesco ad amare solo il vuoto, ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cammino nell&#8217;aria, sui parapetti della mia casa, dal quarto piano scendo, librandomi nell&#8217;aria percorro obliquamente le pareti del palazzo. Mi sento leggera, libera di andare e venire, salire e scendere e lo faccio con una grande disinvoltura: non ho paura del vuoto, guardo in basso e tutto mi appare normale. Mi trasferisco da una stanza all&#8217;altra passando da fuori, non percorro lo spazio interno del mio appartamento, ma mi servo di quello esterno che nessuno vede e soprattutto nessuno sa che esiste, perch\u00e9 ovviamente, \u00e8 impraticabile agli altri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che chiudo gli occhi mi capita di fare questo sogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono una ragazzina che vorrebbe fare tante cose, che ha un grande bisogno di sfogare la sua creativit\u00e0, la sua fantasia. Amo la danza e per ben due volte mi viene negata. Mia madre mi ha sempre tarpato le ali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutto il periodo della pubert\u00e0 non ho &nbsp;deluso le sue aspettative. Sempre la prima della classe, la figlia perfetta, educata ed obbediente, poi improvvisamente sono diventata la figlia ribelle, l&#8217;oppositrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Non volevo adattarmi pi\u00f9 ai suoi desideri, alla logica che cercava di impormi, e che mi&nbsp;proponeva come l&#8217;unica valida. Non potevo esprimere con lei nessun tipo di desiderio, nessuna aspirazione perch\u00e9 subito riusciva a sminuire tutto. Di fronte ad una logica cos\u00ec rigidamente impietosa avevo solo due possibilit\u00e0, la sottomissione o la ribellione. Ho cercato di adottare inizialmente la prima, poi la seconda.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur di farmi mangiare, mi prometteva &nbsp;tante &nbsp;cose che poi puntualmente non manteneva. Mi sento ingannata, penso di poter meritare molto di pi\u00f9 di quello che ho, pi\u00f9 comprensione e pi\u00f9 rispetto per le mie esigenze ed i miei bisogni non primari.<\/p>\n\n\n\n<p>Comincio a vagare alla ricerca di punti fermi, di una mia identit\u00e0. Non sono pi\u00f9 in grado di decidere da sola cosa desidero veramente, forse non ho pi\u00f9 neanche un desiderio oppure \u00e8 solo paura di averne uno. Mi reprimo e nel frattempo mi chiedo dov\u2019\u00e8 la mia realt\u00e0. Mi sento una nullit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Non ti fidare di nessuno, ricordati che solo tua madre pu\u00f2 darti consigli senza altri fini&#8221; <\/em>&#8211; cos\u00ec mi preparavo al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma mi ha insegnato che la felicit\u00e0 non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p>In nome di questo suo amore per me, mi chiudeva e mi proteggeva dai pericoli esterni. Si pu\u00f2 condannare una madre per avere troppo amato? Eppure da quell&#8217;amore cercavo di fuggire, di liberarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da un po&#8217; di tempo che mangio sempre di meno. Scruto il mio corpo allo specchio, sono gi\u00e0 donna: le forme si impongono sotto i vestiti che diventano sempre pi\u00f9 larghi per nasconderle, gli sguardi degli uomini accrescono la mia difficolt\u00e0 ad accettare questo corpo che piano piano si trasforma e matura. Rifiuto di crescere, rifiuto il mio corpo, la mia sessualit\u00e0. Rifiuto il mondo esterno, ho paura di non farcela ad affrontare la vita, ho paura del confronto con gli altri. Temo le sconfitte anche le pi\u00f9 banali. Mi chiudo sempre di pi\u00f9. Vivo isolata anche dal mondo dei miei coetanei.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Comincio a rallentare, non ho pi\u00f9 voglia di correre, il mare \u00e8 alle mie spalle, il paesaggio sta cambiando improvvisamente sotto i miei occhi. Piccole alture si alternano a campi di girasoli. Il sole \u00e8 gi\u00e0 alto nel cielo, forse ho qualche minuto per riposarmi. Scendo dalla macchina, l&#8217;asfalto \u00e8 rovente, l&#8217;umidit\u00e0 mi incolla addosso il vestito. Cerco un po\u2019 di fresco in un bar sulla strada. \u00c8 molto piccolo e pieno di volti seccati dal sole, sono tutti uomini. Indugio, sento il peso degli sguardi fissi sulle mie forme invadenti, ho le labbra secche e non riesco a parlare.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Non ricordo proprio quando \u00e8 iniziata quella che gli altri chiamano la mia malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Terza media. La visita scolastica. Cammino in lungo e in largo, seminuda sotto gli sguardi di due dottorini che tra di loro azzardano dei commenti, ammiccano e ridono compiaciuti. Avrei voluto scappare via e nascondermi, sentivo tutto il peso del mio corpo, il disagio che stavo provando era tutto l\u00ec, in quelle forme ormai da donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo la visita scolastica elimino subito tutto quello che posso, sfuggendo inizialmente al controllo materno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio stomaco per\u00f2 si ribella. I morsi della fame si fanno sempre pi\u00f9 insistenti, i crampi dolorosi mi svegliano la notte. Bevo acqua. Non voglio cedere ad un bisogno che \u00e8 solo materiale.<\/p>\n\n\n\n<p>A mano a mano riesco a controllare anche la fame, allenando il mio corpo a non mangiare. Tutto questo mi da sicurezza, \u00e8 il mio grido, la mia ribellione.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivo costantemente con le mie insanabili contraddizioni. Amo la vita, ma invoco la morte, ho fame, ma mi ostino a non mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Le mie braccia iniziano a somigliare a tronchi di rami in autunno, il seno \u00e8 ormai un piccolo abbozzo sul mio scarno torace, anche le gambe non hanno pi\u00f9 forma. Mi guardo allo specchio e mi trovo bella. Mi piace il mio corpo ridotto all&#8217;essenziale, senza forma, adesso lo posso anche mostrare. Mi sento pi\u00f9 libera, ora mi posso vestire come voglio. Ostento jeans e maglietta, Sono riuscita anche a liberarmi delle mestruazioni, adesso sono davvero diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sono pi\u00f9 leggera potr\u00f2 alzarmi e volare via.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aeroporto brulica di gente, per la prima volta sono un passeggero come tanti che prender\u00e0 un volo per Londra. Sono molto entusiasta, non ho nessun tipo di ansia o di paura, vorrei solo affrettare la mia partenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento molto forte, in grado di riuscire in tutto. Cammino tantissimo, non mangio quasi mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno mi chiede perch\u00e9 non mangi, nessuno sembra accorgersi di quanto sia magra.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono aggrappata a questa situazione e per ben otto anni l&#8217;ho vissuta come l&#8217;unica soluzione di rottura con il contesto in cui vivevo, mi rigenerava, mi dava forza per continuare a vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Durava poco per\u00f2, perch\u00e9 ogni volta al rientro cadevo in una forte depressione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho da poco superato i vent&#8217;anni e la mia vita trascorre sempre come prima. Frequento l&#8217;universit\u00e0, ma non sono soddisfatta, lavoro allo stesso tempo e mi sottopongo ad uno sforzo che supera le mie capacit\u00e0. Considero la vita come una continua prova di resistenza, mi affanno in mille attivit\u00e0 per convincermi che sono ancora viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco una strada da seguire, non capisco cosa desidero, cosa voglio fare, quale sia il mio posto in societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;idea di ripartire e andarmene mi perseguita di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il desiderio di fuga mi accompagna sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Uso continuamente il cibo come barometro delle mie emozioni: sono insoddisfatta, non mangio.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono a casa sola con mia madre, quando ad un tratto la vedo scagliarsi contro di me con la punta di un ombrello che va a colpirmi in un occhio dal quale comincia a scorrere molto sangue. La supplico e la incito affinch\u00e9 continui a colpirmi. \u00c8 pronta ad infilzarmi di nuovo, in un&#8217;altra parte del corpo, quando invece la fermo, ho paura. Le chiedo allora di fare in modo che io non &nbsp;me ne accorga, ma lei rinuncia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ritrovo questo sogno scritto sulle pagine di un diario, anche la calligrafia mi appare molto turbata e cambiata. Ho dimenticato gran parte della mia sofferenza, di quei giorni terribili in attesa della morte che aspettavo come salvezza contro il mio dolore del vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;anoressia mentale \u00e8 stato il mio ultimo grido contro un bisogno d&#8217;amore mai soddisfatto. Come attraverso una lente d\u2019ingrandimento ora vado incontro alla vita, provo il piacere di scoprire le piccole cose, i piccoli gesti.<\/p>\n\n\n\n<p>Riprendo a mangiare, piano piano come un malato. E come un vero malato provo dolore nell&#8217;ingoiare i primi bocconi, forse \u00e8 disgusto o forse \u00e8 rabbia. Ho rinunciato a lottare? Mi sono lasciata dietro tante angosce e tanti tormenti che adesso dopo tanti anni provo molta tenerezza per quello che sono stata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho scoperto &nbsp;la gioia e il piacere di dirmi che non \u00e8 finita, che non \u00e8 mai troppo tardi, che si pu\u00f2 iniziare a vivere. Dopo che si \u00e8 disprezzata la vita che ci hanno donata,&nbsp; &nbsp;s&#8217;impara ad amarla una seconda volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho salvato il corpo, ora devo salvare la mia anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi avvicino alla medicina alternativa e comincio a frequentare i centri macrobiotici. L\u2019attenzione al mangiare sano mi riconcilia con il cibo e riprendo a mangiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardo intorno, procedo lentamente, l&#8217;essenza stessa della vita mi sembra racchiusa in quello che ho davanti agli occhi: la schiuma bianca del mare, due piccole isole ai lati, l&#8217;orizzonte. Mi piacciono le luci del tramonto, si insinuano sulle cose e le fanno apparire come veramente sono. Le linee sono nette, decise, non lasciano dubbi, sono pi\u00f9 reali. I colori accesi e intensi lasciano distinguere le forme. La luce si diffonde dappertutto, attraversa gli oggetti e li scolpisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019ora che preferisco, \u00e8 la pi\u00f9 bella, mi abbandono ai caldi raggi del sole e riprovo un piacere dimenticato. Ora amo. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono felicemente sposata, ho tre splendidi figli e continuo a vivere all\u2019estero.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51943\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51943\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronaca d&#8217;amore e libert\u00e0 L\u2019anoressia \u00e8 un richiamo d\u2019amore urlato (Fabiola De Clerq) \u00c8 una fresca mattina d&#8217;estate, la strada si presenta deserta di fronte ai miei occhi. Guido freneticamente, per arrivare in tempo all&#8217;appuntamento. Vari pensieri corrono nella mia mente, gli occhi vagano in quell\u2019immensa distesa di sabbia e di mare. Tutto sembra essere [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_51943\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51943\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26359,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[657],"tags":[674,355,25,47],"class_list":["post-51943","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2023","tag-liberta","tag-raccontinellarete","tag-amore","tag-racconto-breve"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26359"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=51943"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":52242,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/51943\/revisions\/52242"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=51943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=51943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=51943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}