{"id":51918,"date":"2023-05-29T17:23:30","date_gmt":"2023-05-29T16:23:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51918"},"modified":"2023-06-09T18:07:05","modified_gmt":"2023-06-09T17:07:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-elisir-post-atomico-di-flavia-musella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51918","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Elisir post atomico&#8221; di Flavia Musella"},"content":{"rendered":"\n<p>Cinepresa alta che gira a 360\u00b0, mostra un mondo in rovina, macerie sopra resti di grandi edifici crollati, sedi delle banche, della finanza, del potere e poi resti sopra le macerie degli ideali, delle speranze, della fede.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro di questo grande spazio, nel quale il grigio della terra e delle sue rovine si confonde con il grigio del cielo e delle sue fuliggini, la telecamera si ferma su un unico fascio di luce, una colonna, grande, vivida, alta, quasi una connessione fra cielo e terra di antichi menhir.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E all&#8217;improvviso, dai portoni sdraiati, dalle finestre divelte, da sotto i ponti atterrati, esce un unico minuscolo gruppo di uomini ed una sola donna, dapprima incuriositi, poi attratti da quella luce che ora comincia ad irradiarsi, a illuminare, a rubare spazi al grigio.<\/p>\n\n\n\n<p>La telecamera adesso si fissa sull\u2019unico edificio rimasto in piedi dalla distruzione totale, \u00e8 un bar, un bar costruito in legno, ricoperto da tavole chiare disposte come certi saloon del Far West.<\/p>\n\n\n\n<p>La macchina da presa ora \u00e8 dentro, \u00e8 tutto buio e avvolto da una nebbia che confonde ogni cosa, le pochissime rimaste integre e le molte sparse a terra in mille pezzi scomposti. I sopravvissuti si guardano, sembrano contarsi, sono pochi, sono davvero pochi, cinque in tutto: quattro uomini e una donna, sporchi, spettinati, con gli occhi sgranati di chi conosce benissimo il passato dal quale \u00e8 emerso, come scelto dal caso, e non sa niente di quello che succeder\u00e0 in un futuro che potrebbe gi\u00e0 non esserci pi\u00f9, neanche fra qualche dannatissima ora.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unico bar rimasto in piedi li attrae come una calamita, seguono la scia di quella strada fatta di detriti, di vetri rotti e crolli di muratura ed entrano da una porta rimasta in piedi solo per met\u00e0. Si trascinano fino al bancone lungo e scuro, sul legno di massello ci sono almeno quattro dita di polvere e al centro esatto di quel bancone, una bottiglia di vetro rimasta incredibilmente intatta. Ora sono tutti appoggiati al bancone e guardano quella bottiglia illuminata da una strana luce che filtra dal soffitto, bucato al centro, ma ancora integro tutt\u2019intorno, la guardano come si guarda un simbolo religioso, la guardano come si guarda una fonte d\u2019acqua dopo chilometri camminati nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>Parla il primo uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe non fosse tutto cos\u00ec drammatico e senza speranza, sarebbe da ridere, uno scherzo del destino, l\u2019unica cosa rimasta in piedi ed integra dopo la distruzione totale. Cosa vorr\u00e0 dire? Stabilir\u00e0 l\u2019ora della nostra morte o sar\u00e0 l\u2019oracolo della nostra sopravvivenza?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Parla il secondo uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon ci provate neanche, non pensate che ci si possa salvare da questo disastro e non pensate che questa bottiglia possa farci sopravvivere se non per qualche minuto ancora e allora, che senso avrebbe?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Parla il terzo uomo, ma solo dopo aver preso la bottiglia in mano e averla ripulita dalla polvere. Compare un\u2019etichetta di carta gialla con una scritta scolorita ancora leggibile \u201cELISIR POST ATOMICO\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa vi rendete conto, \u00e8 come se questa bottiglia fosse l\u2019unico oggetto sulla terra a sapere cosa sarebbe successo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ora i cinque appaiono ancora pi\u00f9 spaventati, ora davvero non sanno cosa potranno mai fare con quel liquido senza alcun colore. Tutti rimangono fermi per un tempo che nessun orologio potr\u00e0 pi\u00f9 scandire.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il compagno della donna prende la parola.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo non capisco, di cosa dovremmo aver paura, di morire di fame e di sete in un mondo dove tutto \u00e8 andato distrutto o di morire per colpa di un liquido infernale che un destino beffardo ci ha messo davanti?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La sua compagna allora, gli prende per mano, lo rassicura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon devi fare cose avventate, caro, non adesso, potrebbe esserci una logica sia nell\u2019approfittare di quello che questo destino beffardo, come lo chiami tu, ci ha messo davanti, sia nel non toccare il liquido e andare a cercare l\u2019unica forma di vita in grado di farci andare avanti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo uomo ora non parla, urla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAvanti dove, me lo sapete spiegare, avanti a morire, avanti a vivere morendo, avanti a cercare altre forme di morte vivente come noi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si lascia andare ad un pianto disperato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo uomo rimane in silenzio e non stacca mai gli occhi dalla bottiglia, ne \u00e8 come ipnotizzato, poi improvvisamente la afferra, fa saltare il tappo con l\u2019unghia del pollice sinistro e beve un lungo sorso di liquido.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti urlano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa cosa fai?\u00bb&nbsp; \u00abSei impazzito?\u00bb&nbsp; \u00abE ora?\u00bb&nbsp; \u00abE ora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si asciuga la bocca con la manica polverosa e tranquillizza tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE ora staremo a vedere chi l\u2019avr\u00e0 vinta, se io o questo scherzo del destino. Ora ho bevuto l\u2019elisir post atomico, sono un uomo post atomico e far\u00f2 un gran botto atomico oppure\u2026\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non finisce la frase ma ride, ride a crepapelle e la sua risata isterica fa rabbrividire i suoi compagni di destino. Il terzo uomo \u00e8 ammirato dal suo coraggio e prende quella risata come l\u2019effetto corroborante e magico del liquido trasparente. Allunga la mano e beve un sorso anche lui, cos\u00ec senza pensarci affatto, quasi come se una volont\u00e0 non sua si fosse impossessata del suo braccio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa s\u00ec \u2013 esclama &#8211; cosa potrebbe succedermi ancora, cos\u2019altro potrebbe succedermi?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>E all\u2019improvviso scoppia in una risata che il suo vocione, quasi baritonale, rende agghiacciante nel silenzio irreale che li circonda.<\/p>\n\n\n\n<p>La telecamera si sposta ora dietro di loro. Sono tutti di spalle, due ridono a tratti, uno \u00e8 spaventato a morte e l\u2019uomo e la donna si tengono per mano.<\/p>\n\n\n\n<p>I due che hanno bevuto si allontanano dal bancone e cercano qualcosa da mangiare l\u00ec intorno ma non trovano niente, si rendono conto di essere in un vero bar, c\u2019erano solo cose da bere l\u00ec e nient\u2019altro e adesso solo frantumi e liquidi sparsi a terra appiccicati con la polvere piovuta loro sopra. Gli altri&nbsp; li osservano in silenzio come se si aspettassero una qualsiasi reazione da un momento all\u2019altro, ma non succede niente. Il primo uomo, sempre spaventato a morte, ora prende coraggio e beve, beve mandando dentro un liquido e fuori un altro, lacrime, cos\u00ec salate e polverose, capaci di disegnare strade sul suo volto e sul bancone sporco del locale. L\u2019uomo e la donna rimangono per mano, lei lo tiene cos\u00ec stretto da fargli quasi male.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDi cosa hai paura? \u00bbsussurra lui, \u00abChe tu ti lasci convincere e beva\u00bb, le risponde in tono quasi di supplica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTanto le cose non cambieranno, vedi, loro sono ancora vivi, ridono e ragionano\u00bb, \u00abNo loro sono solo dei sopravvissuti e non sanno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa neanche noi sappiamo niente tesoro mio, e niente cambier\u00e0 niente, questi verbi al futuro dovrebbero essere cancellati dalle grammatiche, io bevo, sto morendo di sete.\u00bb \u00abE a me non pensi, io non bevo e se dovessi rimanere sola? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna come te se la caver\u00e0 sempre, anche se dovrei dire se la cava, qualunque cosa dovesse succedermi, io ti ho amato tanto e se anche dovessi morire adesso, sono felice di aver messo presente, passato e futuro nella stessa frase, mi fa sentire quasi \u2026 eterno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo le lascia la mano e beve, tutto d\u2019un fiato, un lungo sorso, si asciuga la bocca con la manica della giacca e le da un bacio. Lei sente un sapore amaro, un sapore che non aveva mai sentito prima, lo guarda disperata ma non riesce a dire niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo uomo che ha bevuto sembra ormai preso da una crisi di riso, non riesce pi\u00f9 a fermarsi, ride, ride, non riesce a proferire parola e alla fine si accascia a terra. Tutti gli si fanno intorno e impallidiscono, \u00e8 morto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo uomo viene anche lui preso da un convulso di risa, abbassa la testa sul corpo dell\u2019amico di sventura e ride senza potersi fermare, poi d\u2019improvviso silenzio, cade riverso su quel cadavere, senza pi\u00f9 vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terzo, che aveva bevuto piangendo, ha un secondo di atterrimento e, subito dopo, comincia a ridere come un ossesso, come se non avesse fatto altro per tutta la vita e, mentre lo fa, si sdraia prefigurando gi\u00e0 quello che sta per accadere e, in questo suo accomodarsi, muore.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna prende per la giacca il suo amore, lo scuote e lo percuote, \u00abChe ti avevo detto, e ora?\u00bb, \u00abE ora morir\u00f2 ridendo, la morte che ho sempre sognato, sii felice per me e pensa a metterti in salvo, solo una donna pu\u00f2 sopravvivere a tutto, persino a un\u2019esplosione atomica, perch\u00e9 \u00e8 la sola che sa ricreare la vita.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La bacia ancora, la tiene stretta per un tempo che sembra dilatarsi dentro i loro corpi e poi comincia a singhiozzare, pare quasi che pianga, invece ride, di una risata aperta, larga, mostra a lei tutti i denti e quella gola profonda e buia come una caverna, un posto dove le parole hanno trovato rifugio per quasi cinquant\u2019anni e ora muoiono l\u00e0 dentro, seppellite per sempre da quella risata. Il corpo dell\u2019uomo scende lentamente, lei lo accompagna sempre abbracciandolo fino al pavimento e poi lo guarda insieme agli altri, stesi, tutti con lo stesso sorriso beffardo come a prendere in giro un mondo che invece ha preso in giro loro. La donna \u00e8 disperata, torna al bancone, ha bisogno di appoggiarsi ma non beve, guarda quella bottiglia, la sua malefica etichetta sembra aver acquistato uno splendore nuovo, da inchiostro appena vergato \u201cELISIR POST ATOMICO\u201d, a osservarla bene, ora, dal suo interno esce una luce, una luce vivida e frizzante, sempre pi\u00f9 intensa e sale, sale, la donna la segue con lo sguardo e poi la segue con il corpo, come ammaliata, la luce si sposta, esce dal locale, la donna si sposta, esce dal locale. La macchina da presa allora si alza, segue la luce e la donna da sempre pi\u00f9 lontano e sulla scia lunga e bianca nasce la parola <em>fine<\/em>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51918\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51918\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinepresa alta che gira a 360\u00b0, mostra un mondo in rovina, macerie sopra resti di grandi edifici crollati, sedi delle banche, della finanza, del potere e poi resti sopra le macerie degli ideali, delle speranze, della fede. 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