{"id":51887,"date":"2023-05-29T12:33:48","date_gmt":"2023-05-29T11:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51887"},"modified":"2023-05-29T12:33:49","modified_gmt":"2023-05-29T11:33:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-la-spada-celeste-di-alessia-olivieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51887","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;La spada celeste&#8221; di Alessia Olivieri"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel lontano regno di Wuela in una bottega il giovane David, sotto la guida del padre, lavorava e imparava il mestiere che nella sua famiglia veniva tramandato da generazioni; la bottega Favrin, orami da decenni, lavorava al servizio dei Re che si susseguivano. Il loro lavoro spiccava su tutti gli altri per la minuziosa attenzione nella fabbricazione delle armi.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni i materiali lavorati dalla bottega erano diventati sempre pi\u00f9 pregiati, grazie ai territori ricchi di Rinnean, che il re faceva arrivare ai Favrin tramite le sue stesse armate.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tre anni per\u00f2 ricevere il Rinnean era diventato difficile, vista la guerra dichiarata dal regno a fianco le armate erano occupate a difendere i confini.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno arriv\u00f2 una grande partita di materiale -\u201cil Re ha richiesto nuove armi\u201d- disse la guardia mentre le altre scaricavo le carrozze colme -\u201criferite al re che in tre giorni ricever\u00e0 tutto ci\u00f2 di cui ha bisogno\u201d- David con espressione fiera pos\u00f2 la mano sul mucchio di Rinnean grezzo di fianco a lui, il padre Robert Favrin, ormai pieno di rughe e con i capelli bianchi, lo rimprover\u00f2 -\u201cfigliolo non promettere nulla in maniera cos\u00ec affrettata, non sai quanto lavoro abbiamo da fare\u201d- nonostante il rimprovero del padre il giovane continu\u00f2 a pavoneggiarsi con le guardie -\u201cfar\u00f2 spade e lance cos\u00ec leggere che potrete maneggiarle senza sforzi, ma cos\u00ec resistenti da trafiggere qualsiasi armatura! Trafiggeranno anche la pietra!\u201d- si ferm\u00f2 ad osservare il padre che fermo e autoritario come sempre gli lanci\u00f2 uno sguardo di ammonizione e poi asser\u00ec riferendosi alle guardie -\u201c\u00e8 un giovane spavaldo, faremo del nostro meglio\u201d- cos\u00ec una volta scaricate tutte le carrozze le guardie tornarono al vicino castello e i due iniziarono a lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Passarono tre giorni e due notti, riposando il minimo necessario e, grazie alle donne che vivevano l\u00ec, mangiavano in bottega; dalla morte della madre Gwenda, uccisa durante un attacco all\u2019inizio della guerra, le madri e le mogli delle famiglie del regno avevano iniziato a prendersi cura dei due. La notte in cui donna Gwenda mor\u00ec, cos\u00ec la chiamavano, il regno di Rutolas aveva mandato i soldati a saccheggiare il popolo; venne trovata esanime dal figlio, che ritorn\u00f2 a casa dalla bottega di corsa quando vide un uomo in armatura nera uscire da casa tenendo stretta tra le mani la collana d\u2019oro che la madre potava sempre al collo, varc\u00f2 la soglia e lei giaceva sul pavimento, gli occhi azzurri rivolti verso la porta, la pelle di porcellana gelida e i lunghi capelli biondi ormai zuppi di sangue le coprivano le spalle e il collo; in quel momento David, giovanissimo giur\u00f2 vendetta, avrebbe vendicato la povera madre entrando nelle armate del Re Federik II.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo tre anni erano l\u00ec, avevano finito di fabbricare le nuove armi, e dopo averle consegnate rientr\u00f2 in bottega, il padre era tornato a casa sfinito per la grande fatica e per l\u2019et\u00e0 ormai avanzata, David nonostante la forte stanchezza prese il bastone di legno, al quale aveva dato la forma di una spada e inizi\u00f2 ad allenarsi, si era ripromesso di diventare il miglior guerriero dell\u2019armata cos\u00ec tutte le notti imbracciava la sua finta spada e combatteva con finti nemici; il padre non gli aveva mai permesso di creare la sua spada di Rinnean o di atri materiali presenti in bottega, nessuno della famiglia Favrin aveva accesso alle armi, specialmente lui, unico figlio maschio al quale sarebbe stata lasciata l\u2019attivit\u00e0, non avrebbe mai potuto lasciare il suo posto ad altri, visto il segreto di famiglia per la lavorazione dei materiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio mentre il giovane combatteva guerre immaginarie, dalla finestrella, sopra al banco da lavoro, vide i cavalieri di Wuela partire per i confini in sella ai loro cavalli, il rumore della armature risuonava in tutto il regno, le spade riflettevano la luce del lieve sole nelle parti non coperte dalle fodere in cuoio; in quel momento David rimase incantato, sognando ad occhi aperti il giorno in cui anche lui avrebbe attraversato le strade della contea in groppa al suo cavallo pronto a vendicare la madre.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi sogni vennero interrotti da un bagliore proveniente dalla sua destra, in un angolino seminascosto c\u2019era qualcosa di somigliante al Rinnean ma che non aveva il colore bianco perla tipico delle armi che ne venivano prodotte, questo era stranamente azzurro, ma ne riconobbe le striature del Rinnean grezzo; prese tra le mani quel sasso e in quel momento fu sopraffatto da un\u2019idea, lo nascose per tenerlo lontano dagli occhi del padre e decise di tornare la notte per fabbricare la sua spada per poi andare a chiedere al Re di unirsi ai suoi cavalieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Di notte accese un piccolo cero e inizi\u00f2 a fondere e lavorare il Rinnean, e dopo qualche ora di lavoro, la spada pi\u00f9 bella, pi\u00f9 leggera e pi\u00f9 affilata mai creata dal giovane era tra le sue mani; quasi immediatamente inizi\u00f2 a farla girare con abilit\u00e0, lui stesso rimase scioccato di quanto fosse bravo in quel momento, mai aveva pensato di riuscire a brandire in quel modo un\u2019arma; cos\u00ec ancora per ore continu\u00f2 ad usare la spada come mai prima, convincendosi che quel Rinnean avesse qualcosa di speciale, forse di magico, e proprio per questo pens\u00f2 di aver acquisito abilit\u00e0 speciali per via di quel materiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Corse al castello, con la spada nella fodera e con il povero padre ormai arreso e senza speranza per il giovane figlio che provava a chiamarlo a gran voce ma senza alcun risultato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta arrivato davanti al grande Re Federik II si inginocchi\u00f2 e con voce ferma e a testa bassa dire -\u201csua altezza sono qui per chiederle accesso alle sue grandiose armate\u201d- il Re lo guard\u00f2 restando in silenzio per qualche istante, poi un sorriso si form\u00f2 sul suo volto -\u201cgiovane Favrin conosci gli accordi con la tua famiglia, nessun Fabbro nella mia cavalleria\u201d- David alz\u00f2 la testa e guard\u00f2 il viso del Re, i suoi occhi brillavano a causa della grande tristezza, cos\u00ec prov\u00f2 a mantenere un tono fermo -\u201cla prego mio Re, mi metta alla prova\u201d- il sovrano si alz\u00f2 dal trono e avvicinandosi al giovane disse -\u201cnon posso permettere che l\u2019unico successore dei Favrin muoia in battaglia, se questa guerra dovesse durare il popolo sarebbe in pericolo se i miei guerrieri non avessero le tue armi\u201d- la mano del Re si pos\u00f2 sulla spalla del giovane -\u201ctorna a casa e riposa, tuo padre sar\u00e0 preoccupato\u201d- cos\u00ec venne congedato, si alz\u00f2 e and\u00f2 via con la testa china ma non arreso; mentre camminava per gli immensi corridoi del castello sent\u00ec delle persone parlare, cos\u00ec cerc\u00f2 di capire da dove provenissero le voci, si avvicin\u00f2 ad una stanza con la porta aperta; tre uomini in armatura parlavano di cosa sarebbe accaduto il giorno dopo -\u201cpartiremo all\u2019alba, in due ore saremo al confine, il cavaliere nero di Rutolas sta sterminando i nostri soldati\u201d- gli occhi di David si illuminarono, e un bagliore di speranza lo fulmin\u00f2, avrebbe preso parte alla missione, con o senza consenso.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 in bottega e spostando una tenda trov\u00f2 un\u2019armatura impolverata, messa l\u00ec anni prima e mai data dal Re a causa di un problema, decise di utilizzare quella, somigliante alle armature degli altri soldati.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec fu\u2019 notte fonda e il giovane indoss\u00f2 l\u2019armatura, prese la sua spada e corse verso la le stalle reali, dove tutti gli altri cavalieri si stavano preparando per partire; copi\u00f2 gli altri mettendo la sella al cavallo passando totalmente inosservato; all\u2019alba tutti montarono in sella e partirono alla volta dei confini sotto attacco del cavaliere in armatura nera, colui che aveva tolto la vita alla povera madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutto il viaggio David non fece altro che pensare a quanto forte quella spada lo avesse reso e alla defunta madre, arrivarono al confine e ci\u00f2 che si trovarono davanti fu incredibile, le armate di Rutolas avevano avuto la meglio e i soldati di Wuela erano quasi tutti morti; smontarono da cavallo e si avvicinarono agli accampamenti, due uomini uscirono da una tenda ormai quasi del tutto distrutta -\u201csolo uno li ha uccisi tutti\u201d- disse il pi\u00f9 grande dei due -\u201c\u00e8 spietato e forte\u201d- disse l\u2019altro, in quel momento David ringrazi\u00f2 di avere quella spada magica con se, senza quella non sarebbe mai riuscito ad affrontarlo, cos\u00ec con supremazia e un tocco di presunzione asser\u00ec -\u201cnon \u00e8 altro che mangimi per gli animali, lo uccider\u00f2 con le mie stese mani\u201d- tutti risero e un uomo pi\u00f9 anziano prese la parola -\u201cgiovane Favrin pensi non ti abbia riconosciuto?\u201d- si avvicin\u00f2 e gli strappo la spada dalla fodera -\u201ctorna a casa\u201d- gli disse a pochi centimetri dal volto -\u201cio non&#8230;\u201d- non fece in tempo a finire che il giovane fu interrotto dal nitrito di un cavallo, eccolo l\u00ec, fiero e possente davanti a loro c\u2019era il cavaliere dall\u2019armatura nera; in soldati lo attaccarono e David rimase in disparte per poco, finch\u00e9 il cavaliere, dopo un furioso scontro, uccise tutti, appropriandosi poi della spada azzurra del giovane; rimase fermo a guardare come con agilit\u00e0 il misterioso uomo la sostitu\u00ec alla sua e poi gli si avvicin\u00f2, tenendo la punta della spada verso di lui, prov\u00f2 ad indietreggiare con scarsi risultati poich\u00e9 alle sue spalle vi era una grande roccia che lo ferm\u00f2 dal suo allontanarsi, il cavaliere continu\u00f2 ad avvicinarsi finch\u00e9 David non sent\u00ec una lieve pressione sul petto; aspettava la morte, era consapevole che senza quella spada non sarebbe riuscito a vincere, una scarica gli attravers\u00f2 il petto quando vide un altro fioretto a pochi metri da lui, scivol\u00f2 svelto e riusc\u00ec ad afferrarlo, si alz\u00f2 in fretta e lo punt\u00f2 verso l\u2019uomo in piedi davanti a lui. Solo quando iniziarono a scontrarsi il ragazzo si rese conto di non aver assorbito nessun potere speciale e di essere in grado da solo, senza l\u2019aiuto di nulla di magico, ad affrontare il cavaliere nero, solo in quell\u2019istante si accorse di valere pi\u00f9 di quanto pensasse, si rese conto solo allora che era grazie alla fatica di quelle notti in cui, mentre tutti dormivano, lui sotto la luce della luna imparava ad imbracciare la sua spada di legno, quelle notti in cui tutto ci\u00f2 a cui pensava era migliorare se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Combatterono a lungo una battaglia che sembrava persa, fin quando un altro gruppo di uomini armati di Wuela interven\u00ec ed aiut\u00f2 il giovane. Si fermarono quando la spada celeste, che fino a quel momento era in mano al cavaliere di Rutolas, cadde al suolo insieme al soldato; ci fu silenzio assordante per qualche secondo, fino a quando il giovane David sfinito cadde sulle sue ginocchia abbastando la testa -\u201cnon credevamo in te, ma tu, con la tua forte autostima, ci hai fatto cambiare idea\u201d- il giovane alz\u00f2 la testa guardando il soldato che aveva parlato, i suoi occhi si riempirono di lacrime -\u201coggi ho imparato una grande lezione\u201d- sussurr\u00f2 alzandosi -\u201cnon c\u2019\u00e8 bisogno di magia, solo credere in te stesso ti aiuter\u00e0 nella vita, nessun potere e nessuna spada magica migliorer\u00e0 ci\u00f2 che sei, solo te stesso puoi aiutarti e migliorarti\u201d- \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>-\u201callora? Hai capito la morale?\u201d- mi chiese mio padre posandomi una mano sulla testa, strinsi gli occhi e feci cadere le ultime lacrime -\u201cdevo credere di pi\u00f9 in me stessa\u201d- lui mi sorrise e mi sollev\u00f2 le coperte -\u201c\u00e8 ora di andare a dormire, buonanotte tesoro\u201d- mi baci\u00f2 la testa e usc\u00ec dalla stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne feci tesoro tutta la vita di quell\u2019insegnamento e spero anche voi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51887\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51887\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel lontano regno di Wuela in una bottega il giovane David, sotto la guida del padre, lavorava e imparava il mestiere che nella sua famiglia veniva tramandato da generazioni; la bottega Favrin, orami da decenni, lavorava al servizio dei Re che si susseguivano. 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