{"id":51848,"date":"2023-05-28T19:29:52","date_gmt":"2023-05-28T18:29:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51848"},"modified":"2023-05-28T19:29:53","modified_gmt":"2023-05-28T18:29:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-solo-andata-di-simona-visciglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51848","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Solo Andata&#8221; di Simona Visciglia"},"content":{"rendered":"\n<p>Ti osservo da un po\u2019: sei seduto di fronte a me, nel salottino del Frecciarossa Roma-Milano. Ci separano il tavolino, la custodia dei miei occhiali da vista, un libro dalla copertina stropicciata.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo sul lato del corridoio, di fianco a me un uomo di mezza et\u00e0 in giacca e cravatta, di fianco a te un ragazzo sulla trentina, molto elegante anche lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu quanti anni avrai? Non pi\u00f9 di ventidue o ventitr\u00e9, potresti essere mio figlio. Ma io non ho figli, non ne ho mai voluti, mi \u00e8 mancata l\u2019occasione forse. E adesso, a cinquant\u2019anni \u2013 s\u00ec, proprio oggi ne compio cinquanta \u2013 non ha neanche pi\u00f9 senso chiedersi come sia andata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti avevo gi\u00e0 intravisto prima di salire sul treno, tu con il tuo zaino in spalla, l\u2019aria distratta, gli auricolari piantati nelle orecchie, il cellulare in mano; io in attesa, ferma l\u00ec sul binario, a fumarmi una sigaretta senza tanta voglia, giusto per mettere a tacere l\u2019astinenza che sopraggiunger\u00e0 nelle prossime ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti vedo salire sulla mia stessa carrozza e mi ritrovo a desiderare di averti vicino. Ti seguo con lo sguardo, cercandoti tra gli altri viaggiatori. E sei l\u00e0, al 6D, proprio di fronte al mio posto. Quando mi siedo, urto le tue ginocchia:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Scusami! \u00c8 che questi posti sono davvero stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>Accenni un sorriso, non so neanche se tu abbia sentito quello che ti ho detto, forse stai ascoltando della musica. Che musica ti piacer\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ha ragione, signora \u2013 mi risponde l\u2019uomo di mezza et\u00e0 \u2013 la prima classe \u00e8 addirittura pi\u00f9 scomoda della seconda! Meglio viaggiare in Intercity, ha presente quelle belle poltroncine larghe? Ecco, quelle s\u00ec che sono comodissime\u2026 Ma oramai l\u2019offerta commerciale \u00e8 monopolizzata dall\u2019Alta Velocit\u00e0 e poco importa se stiamo tutti appiccicati come le sardine!<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta sorrido io. Evidentemente ho beccato una di quelle persone che in treno non vedono l\u2019ora di attaccare bottone e infatti questo incrocio tra un milanese rampante e un cabarettista napoletano inizia a intrattenerci, con la sua parlantina sciolta e un vago accento partenopeo. Viaggia per lavoro, come anche noialtri. Chiss\u00e0 tu invece perch\u00e9 sei qui? Una vacanza, un colloquio di lavoro, una fidanzata che vive in un\u2019altra citt\u00e0, stai tornando a casa dai tuoi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ti togli gli auricolari solo quando arriva il capotreno per controllare i biglietti, urti di nuovo le mie gambe e mi fai un cenno con la mano come per chiedere scusa. Il nostro vicino logorroico ne approfitta per trascinarti nella conversazione e tu non puoi pi\u00f9 tirarti indietro. Ti ritrovi coinvolto nelle chiacchiere di tre estranei, manipolate da un unico regista intraprendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre il paesaggio sfila sui finestrini, le nostre parole si mescolano, si moltiplicano, si sovrappongono. Ed io ti guardo, continuo a guardarti anche quando non parli, anche se non ne avrei motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Hai le unghie tutte rosicchiate e non fai niente per nasconderle. Esibisci la tua fragilit\u00e0 con disinvoltura, perch\u00e9 sei un essere fragile, ti immagino cos\u00ec, uno che lotta con fatica per tenersi a galla, come tutti i ragazzi che hanno davanti l\u2019incognita del futuro. Ci pensi tu al futuro, vero? O magari hai gi\u00e0 raggiunto tutti i tuoi obiettivi e quelle unghie sono una valvola di sfogo, forse hai gi\u00e0 una vita piena di incombenze, soffri lo stress come un uomo navigato. Mi fanno tenerezza quelle dita sbucciate, a cui non vuoi rendere conto, perch\u00e9 ti dai un tono, hai l\u2019aria di un ragazzo assennato, anche nella nostra conversazione frivola, non dici banalit\u00e0. Sei un tipo intelligente e sei carino. Sei davvero molto carino, con i capelli spettinati ma pulitissimi \u2013 hanno anche un buon odore? Hai l\u2019aspetto curato e allo stesso tempo trasandato, come molti tuoi coetanei, a met\u00e0 strada tra fotomodelli strapagati e barboni che vivono sotto i ponti. Come ci riuscite? Come ci riesci tu?<\/p>\n\n\n\n<p>Continuiamo a urtare le nostre ginocchia, oramai ci siamo accordati nel non chiederci pi\u00f9 scusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre stai raccontando di un viaggio in Madagascar \u2013 che sei andato a fare fin laggi\u00f9? \u2013 riuscendo a silenziare il nostro mattatore, decido di farmi un regalo. Per i miei cinquant\u2019anni, voglio regalarmi un\u2019avventura. Perch\u00e9 no? O almeno provarci, a regalarmene una. Se c\u2019\u00e8 una cosa per cui vale la pena arrivare alla mia et\u00e0 forse \u00e8 questa noncuranza delle proprie azioni. Il non avere pi\u00f9 paura delle conseguenze. Lasciarsi scivolare addosso le ansie e trasformale in occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Azzardo un movimento diverso delle mie gambe: provo a premerle contro le tue, con insistenza, e ti guardo fisso negli occhi, senza indietreggiare quando te ne accorgi. Fai il vago, perch\u00e9 hai notato che il mio sguardo adesso \u00e8 diverso, te lo senti addosso, con tutto il peso di pensieri diversi, i miei pensieri su di te. Ti schiarisci la voce. Ti ho imbarazzato? Continui a raccontare, il trentenne di fianco a te ti subissa di domande, stava giusto pensando di organizzare un viaggio alternativo e il tuo lo ha incuriosito parecchio. Io resto in silenzio, non ho pi\u00f9 voglia di partecipare, ti studio, cerco di capire come fare per portarti dove voglio che tu arrivi. Devi aver capito, ma hai ancora qualche dubbio. Ed io non voglio pi\u00f9 farti dubitare. Allungo le mani sul tavolino, come per riporre i miei occhiali nella custodia e riesco a sfiorarti la mano \u2013 quelle dita corrose dall\u2019ansia di vivere. Un tocco quasi impercettibile, velocissimo. Adesso sei tu che mi guardi. Sei curioso, te lo leggo negli occhi. Che colore hanno i tuoi occhi? Un castano indeciso, che vorrebbe sconfinare nel verde. Smetti per un momento di parlare, l\u2019uomo di fianco a me si apre un varco nella conversazione per riprendere le redini che gli avevi strappato. A te non interessa pi\u00f9 finire quello che stavi dicendo, adesso ci sono io al centro dei tuoi pensieri. Ti stai chiedendo cosa devi fare? Se puoi tirarti indietro, se devi tirarti indietro? Forse un po\u2019 mi diverte tenerti sulle spine, lasciarti il dubbio che una come me \u2013 posso ammetterlo senza falsa modestia, sono una donna niente male, ho sempre avuto cura del mio aspetto \u2013 possa provarci con uno come te, perch\u00e9 in fondo sei un ragazzino come se ne vedono tanti, eccetto che per quell\u2019aria sprovveduta e un po\u2019 sognante che mi \u00e8 piaciuta dall\u2019inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come direbbe la protagonista di un vecchio film: signori, vado ad incipriarmi il naso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo, per dirigermi alla toilette, e lo faccio chinandomi leggermente in avanti per sfilarmi dalla poltroncina e dal tavolino. Gli altri due viaggiatori stanno guardando qualcosa sui cellulari e non fanno caso a noi.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei capelli sfiorano il tuo viso, siamo vicinissimi. Lo senti il mio profumo? Le due gocce di una raffinata fragranza francese che ho nebulizzato dietro le orecchie, alla base del collo. E tu sai di fresco, sai di pulito, sai di frutti di bosco, sai di ogni cosa dolcissima che mi passa per la testa in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>So che hai capito. So che tra un po\u2019 ti alzerai, forse dirai che vai a prenderti un caff\u00e8 nel vagone ristorante o che hai bisogno di sgranchirti le gambe o che devi fare una telefonata. So che ti inventerai qualcosa per seguirmi.<\/p>\n\n\n\n<p>E ci sei, mi segui, mi hai seguita. Ti sto aspettando tra la nostra carrozza e quella successiva, tra le due porte automatiche. Arrivi con la stessa camminata dinoccolata che mi aveva colpito sul binario, quell\u2019aria distratta, come di passaggio su questa Terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci guardiamo, tu metti le mani in tasca, i tuoi vent\u2019anni ti si vedono tutti in questo gesto quasi maldestro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vieni \u2013 ti dico, aprendo la porta della toilette.<\/p>\n\n\n\n<p>E furtivi scivoliamo in questo piccolissimo bagno in cui ci stiamo appena in due. Con una manovra impercettibile, ti faccio scivolare con le spalle alla parete e ci stiamo gi\u00e0 baciando.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quanto tempo non baciavo cos\u00ec qualcuno? Solo per il gusto di farlo, con tutto il desiderio di farlo e di sentire che sapore ha l\u2019altro. Che sapore hai tu. Tu che sei incontenibile, \u00e8 scomparso tutto il tuo imbarazzo? Ho le tue mani ovunque e mi ritrovo ad essere io con le spalle alla parete fredda, anzi sulla porta, perch\u00e9 non ci stiamo, perch\u00e9 \u00e8 tutto troppo piccolo per contenere la nostra passione, senza freni, senza limiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dove ce l\u2019avevi tutta questa carnalit\u00e0? Le hai gi\u00e0 dimenticate le tue unghie rosicchiate dall\u2019insicurezza? Ora fai tutto tu: le tue dita senza spigoli scivolano morbide sulla mia pelle, sotto i miei vestiti. Dentro di me.<\/p>\n\n\n\n<p>Frutti di bosco e profumo francese che si mescolano.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno da fuori batte un colpo alla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondo, prendendo fiato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Un attimo, \u00e8 occupato!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi tiro gi\u00f9 la camicetta, mi ricompongo, ti blocco le mani, respingo il tuo viso, le tue labbra. Hai la pelle tutta arrossata, gli occhi sgranati, sei ancora pi\u00f9 spettinato di quando ti ho visto poche ore prima sul binario. E anche io ho i capelli in disordine, il rossetto sbavato, il cuore in gola. Sei la cosa pi\u00f9 bella che mi sia capitata oggi. La cosa pi\u00f9 dolce. Il regalo perfetto, ma non te lo dico.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Usciamo, dai \u2013 ti dico \u2013 lasciami sistemare un attimo e poi usciamo da qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu mi sistemi i capelli, con quelle mani dalle unghie rosicchiate. Sembri il mio amante da tempo, anche se non abbiamo finito ci\u00f2 che avevamo incominciato. Ci sei rimasto un po\u2019 male, ma capisci che forse qui non possiamo, che magari poi\u2026&nbsp; Chiss\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo ai nostri posti, avendo cura di farlo separatamente. Deve essere una cosa solo nostra, questo lo hai capito e non ti tradisci. Non tradisci il nostro patto silenzioso, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stato bisogno di dircelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci siamo detti niente in realt\u00e0. Siamo stati solo due corpi, avvinghiati l\u2019uno all\u2019altra, fatti semplicemente di desiderio e di pelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci resta ancora mezz\u2019ora di viaggio. Il chiacchierone ha ripreso a intrattenerci, il trentenne parla al telefono con la moglie. Tu mi guardi in maniera insistente, non puoi pi\u00f9 farne a meno e aspetti un mio cenno, un sorriso, un punto di incontro. Ti lascio credere, ti lascio aspettare, ti lascio nel dubbio, ti sorrido di tanto in tanto, solo se la conversazione lo giustifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arriviamo a Milano, mi dai una mano a prendere il mio piccolo trolley dal portabagagli in alto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Che ragazzo educato che sei! \u2013 ti dice il nostro compagno di viaggio pi\u00f9 anziano.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu sollevi il mento, ringrazi, sorridi. Sorridi a lui, sorridi a me:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; \u00c8 stato un piacere viaggiare con lei, con tutti voi, eh! \u2013 gli dici.<\/p>\n\n\n\n<p>Scendiamo, dapprima incolonnati nello stretto corridoio, sento che mi stai troppo vicino, cerco di distanziarmi da te.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando siamo fuori, salutando definitivamente gli altri, tu mi afferri la mano, sapendo che sto per andare via, per la mia strada, che ti lascer\u00f2 l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Con lo sguardo di chi ha capito, mi chiedi:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dimmi almeno come ti chiami\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Non ti rispondo, ti guardo, accenno un sorriso quasi amaro e penso che hai rovinato tutto chiedendomi chi sono, che hai sciupato il mio bellissimo regalo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovevamo essere semplicemente un uomo e una donna e tu, invece, sei solo un ragazzo che si mangia ancora le unghie.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51848\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51848\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ti osservo da un po\u2019: sei seduto di fronte a me, nel salottino del Frecciarossa Roma-Milano. 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