{"id":51834,"date":"2023-05-27T17:52:22","date_gmt":"2023-05-27T16:52:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51834"},"modified":"2023-05-27T17:52:22","modified_gmt":"2023-05-27T16:52:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-prima-comunione-di-carlo-magliola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51834","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Prima Comunione&#8221; di Carlo Magliola"},"content":{"rendered":"\n<p>Ebbene s\u00ec, per qualche giorno, una settimana di preciso, sono stato quasi un prete, un seminarista. Avevo dieci anni e, forza della religione, quella esperienza mi \u00e8 rimasta impressa per tutta la vita. Avevo dieci anni e mio padre e mia madre decisero di mandarmi a fare la prima comunione e la cresima alle cappellette di san Luigi Gonzaga, a Roma.<\/p>\n\n\n\n<p>La mia era una famiglia religiosa, tutte le sere, prima di andare a letto, mio padre metteva me e i miei due fratelli davanti al letto matrimoniale, dietro il quale c\u2019era, attaccato sul muro, un crocefisso. Noi appoggiavamo un ginocchio sul letto e, con le mani giunte, recitavamo le nostre preghiere, sempre le stesse e sempre nello stesso ordine. Intanto mia madre finiva di preparare la cena e, dopo l\u2019ultimo amen, si correva a tavola, sperando di trovare le patate fritte.<\/p>\n\n\n\n<p>La religiosit\u00e0 dei miei sfiorava in realt\u00e0 la superstizione e non erano sicuramente gli unici a vivere la religione in questo modo. Mio padre andava a messa tutte le domeniche, senza tuttavia confessarsi, n\u00e9 comunicarsi, non era obbligatorio farlo. Col tempo, la messa della domenica si spost\u00f2 al sabato pomeriggio, cos\u00ec da avere la domenica libera. In chiesa si entrava qualche secondo prima dell\u2019elevazione, cio\u00e8 della consacrazione dell\u2019ostia, almeno cos\u00ec credo. Cos\u00ec si saltava tutta la prima parte della messa, a cui non era obbligatorio assistere e soprattutto si saltava la predica del prete, e questo poco non era.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, questa era la religiosit\u00e0 dei miei, non so se Dio esiste o no, ma nel dubbio, a messa andiamoci, non si sa mai e poi tutto sommato costa poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questo background spirituale i miei mi spedirono per una settimana alle cappellette, per ricevere la prima comunione e la cresima (il ricevere due sacramenti in un colpo solo era un\u2019altra classica ottimizzazione di mio padre, che in questo modo poteva risparmiare tempo e costi, ottenendo lo stesso risultato). Mi accompagnarono in questa sorta di convento cittadino, a due passi dalla stazione Termini e l\u00ec mi lasciarono, con la promessa di rivenirmi a prendere una settimana dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella settimana, avrei dovuto ripetere tutto il catechismo, gi\u00e0 peraltro fatto con il prete di parrocchia, e avrei vissuto come un seminarista, senza tuttavia avere avuto la chiamata divina.<\/p>\n\n\n\n<p>La giornata, a memoria, prevedeva una sveglia piuttosto precoce, una prima passata di preghiere e la colazione. Imparai allora cosa volesse dire la parola refettorio. Ci sedevamo, io e gli altri sventurati pseudo-seminaristi, lungo tavoloni, in una stanza spoglia, con solo qualche crocifisso sparso qua e l\u00e0. La colazione era composta da latte caldo e pane e, tutto sommato, non era poi cos\u00ec male.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi tutti in un\u2019aula, a studiare catechismo. Io ero avvantaggiato perch\u00e9 lo avevo gi\u00e0 studiato. I preti erano piuttosto severi, soprattutto uno, alto e magro; con lui non si poteva sbagliare. L\u2019idea che piano piano si formava, durante quella settimana era di stare continuamente sull\u2019orlo di un precipizio, al di sotto del quale ardevano le fiamme dell\u2019inferno.<\/p>\n\n\n\n<p>Finito il catechismo, poco prima del pranzo, c\u2019era la passeggiata nel chiostro. Era la nostra ricreazione. Si camminava in fila per due e si facevano una decina di giri, cantando o recitando versi che sinceramente ho rimosso di brutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto sta che, dopo questa allegra cantata, si tornava nel refettorio per il pranzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel pomeriggio ancora preghiere, studio e poi cena e a letto nella camerata.<\/p>\n\n\n\n<p>Al terzo o quarto giorno, con l\u2019avvicinarsi del fatidico momento in cui avrei ricevuto i sacramenti, il prete alto e magro cominci\u00f2 a spiegarci come si sarebbe svolta la cerimonia e come ci saremmo dovuti preparare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sarebbero state le prove generali il giorno prima, la confessione e poi il digiuno, la vestizione e infine l\u2019apoteosi, in presenza del vescovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, tra un\u2019ave Maria e un paternostro arriv\u00f2 il venerd\u00ec pomeriggio, giorno dell\u2019esame finale: chi non lo avesse superato sarebbe stato rispedito a casa. Ero terrorizzato, se non altro perch\u00e9 ormai il pi\u00f9 sembrava fatto e il dover ricominciare da capo mi avrebbe veramente procurato una crisi tutt\u2019altro che mistica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esame per fortuna and\u00f2 bene, d\u2019altronde ormai sapevo tutto della vita di Ges\u00f9, degli apostoli, della creazione del mondo e del peccato originale. Quest\u2019ultimo, in realt\u00e0, mi riusciva un po\u2019 ostico, non riuscivo proprio a capire perch\u00e9 gi\u00e0 appena nato ci si ritrovava a dover avere qualcosa di cui farsi perdonare. Ma la cosa pi\u00f9 grave era che non riuscivo proprio a capire cosa fosse la cresima, e questo era molto grave a due giorni dal ricevimento di quel sacramento: la discesa dello spirito santo\u2026chi era, da dove e da chi veniva\u2026ero confuso, ma naturalmente lo tenni per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sabato era il giorno della confessione. Vivevo questo avvenimento come una sorta di autolavaggio, un grande shampoo che mi avrebbe ripulito da tutti i miei peccati. Gi\u00e0, ma quali peccati? Sicuramente qualcuno ne avevo, avr\u00f2 sicuramente disubbidito ai miei in dieci anni di vita, avr\u00f2 sicuramente fatto qualcosa che mi era stato vietato. In verit\u00e0 non riuscivo a ricordare niente in particolare. Decisi che mi sarei tenuto sulle generali. E cos\u00ec fu. Terminai la confessione con la classica frase: non me ne ricordo pi\u00f9, soddisfatto di essere riuscito a inanellare quattro o cinque bei peccatoni da farmi perdonare. Il prete anche sembrava abbastanza soddisfatto, mi diede da fare la penitenza, qualche preghiera da recitare e mi assolse da tutti i miei peccati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma fu in quel momento che entrai completamente in crisi: avevo ingannato il prete, Ges\u00f9 e Dio. Non avevo confessato quello che io ritenevo un grosso peccato e che avevo taciuto per vergogna. Il fattaccio risaliva a circa tre anni prima, quando, all\u2019et\u00e0 di circa sette anni, mi ero ritrovato a fare salti in costume da bagno sulla rete del letto matrimoniale dei miei con la mia cuginetta, anche lei in costume e anche lei di sette anni. Quel gioco mi aveva provocato un abbozzo di pulsione sessuale, una delle prime, se non la prima. Ma come avevo potuto fare quel gioco e soprattutto come avevo potuto non confessarlo al mio fiducioso prete? E con che faccia avrei fatto la mia prima comunione e la cresima con il vescovo l\u2019indomani?<\/p>\n\n\n\n<p>Non ne potevo pi\u00f9 e quando il prete alto e magro, verso le cinque del pomeriggio, ci convoc\u00f2 nella cappella e ci disse: \u201cSe c\u2019\u00e8 qualcuno che deve confessare qualche altro peccato dimenticato questa mattina, si faccia avanti ora\u201d. Era il momento, Dio mi aveva dato un\u2019altra chance per salvare la mia anima. Alzai la mano e timidamente dissi: \u201cIo padre, vorrei confessarmi ancora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, sotto gli sguardi dei miei confratelli mi avvicinai al confessionale, mi inginocchiai e raccontai tutto al prete.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto sommato, pensavo che il padre avrebbe capito che in fondo non c\u2019era niente di male, era solo un gioco innocente, eravamo in costume solo perch\u00e9 era estate, insomma pensavo che mi avrebbe sorriso e tutto sarebbe finito l\u00ec. Invece no, altro che innocente. Mi guard\u00f2 con aria severa, mi fece promettere di non farlo pi\u00f9, mi rimprover\u00f2 di non averlo confessato subito e mi diede come penitenza da recitare un rosario.<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, ora per\u00f2 mi sentivo l\u2019anima veramente pulita, avrei fatto la mia bella figura difronte al vescovo.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata si concluse con la preghiera in cappella. C\u2019era, sopra l\u2019altare un quadro raffigurante la Madonna e il prete ci ordin\u00f2 di fissarla intensamente e di lasciare andare i nostri sentimenti: \u201cPiangete\u201d, ci disse, \u201cpiangete davanti alla Madonna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cristo, a me non veniva proprio da piangere, non riuscivo a capire perch\u00e9 avrei dovuto piangere, ma dovevo farlo, soprattutto dopo quello che era successo tre anni prima. Mi sforzai e alla fine riuscii a far uscire qualche lacrima.<\/p>\n\n\n\n<p>La sveglia, la domenica, suon\u00f2 presto. Tutti in refettorio, per le ultime raccomandazioni. Finita la colazione, non avremmo pi\u00f9 dovuto mangiare niente per almeno tre ore prima di ricevere la comunione. Era permessa solo l\u2019acqua, nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori dovevano essere gi\u00e0 arrivati, perch\u00e9 mi fu portato il vestito che avrei dovuto indossare. Era un completo grigio, giacca e calzoni corti, camicia bianca e cravatta, scarpe nere. Che figo!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma fu durante la vestizione che ebbi, proprio prima della comunione, l\u2019incontro con il maligno, che mi si present\u00f2 travestito da bambino: mi offr\u00ec una caramella e io la mangiai e solo dopo averla succhiata tutta, mi resi conto che mancava solo un\u2019ora al ricevimento dell\u2019ostia. Cristo, cosa avevo fatto! Che fare? Se lo avessi confessato al prete alto e magro mi avrebbe probabilmente mozzato il capo, ma non potevo tenere per me questo terribile segreto. Cos\u00ec, piangendo andai dal prete, gli raccontai quello che era successo e lui, con mio grande stupore, mi disse che per questa volta ci avrebbe messo una pietra sopra. A posteriori, capisco che l\u2019annullamento della mia prima comunione avrebbe avuto serie conseguenze organizzative e anche economiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che ricevetti comunione e cresima e fu cos\u00ec che uscii finalmente dalle cappellette, con la mia brava fascia bianca sulla fronte, quale segno di ritrovata purezza e santit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, ho letto, che le cappellette di San Luigi sono state trasformate in un albergo a quattro stelle, ma non so se ci torner\u00f2 mai a dormire, la santit\u00e0 magari potr\u00f2 cercarla altrove.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51834\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51834\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ebbene s\u00ec, per qualche giorno, una settimana di preciso, sono stato quasi un prete, un seminarista. 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