{"id":51832,"date":"2023-05-27T17:49:42","date_gmt":"2023-05-27T16:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51832"},"modified":"2023-05-27T17:49:43","modified_gmt":"2023-05-27T16:49:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2023-haiti-di-carlo-magliola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=51832","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2023 &#8220;Haiti&#8221; di Carlo Magliola"},"content":{"rendered":"\n<p>Ero salito sull\u2019aereo a Parigi con la febbre, nausea e mal di pancia. Non era il massimo per affrontare un volo intercontinentale. La destinazione era Fort de France, nell\u2019isola della Martinica. Da l\u00ec avrei dovuto prendere un altro aereo, con destinazione Miami e scalo intermedio a Port au Prince, Haiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo probabilmente contratto un virus intestinale, che aveva deciso di fare il viaggio con me, per andare a contagiare un po&#8217; di persone nel nuovo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, con la pandemia, mi avrebbero rinchiuso in una cella frigorifera insieme al mio amico, ma allora l\u2019esportazione di virus era abbastanza libera.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivato alla Martinica, non mi rendevo conto di niente. Soprattutto non mi rendevo conto di essere in uno dei posti pi\u00f9 ambiti del mondo. La cosa che mi colp\u00ec di pi\u00f9 era che stavo ai Caraibi, eppure ero in Francia. Perch\u00e9 noi italiani non avevamo delle colonie in quei posti meravigliosi? In fondo avevamo scoperto l\u2019America, tutto poteva e doveva essere una nostra colonia. Ma di italiano, nella scoperta del nuovo Mondo, c\u2019\u00e8 solo il fatto che Colombo \u00e8 nato in Italia, e poi non \u00e8 nemmeno detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Fatto sta che, passata la sbornia da colonialista, non mi passava assolutamente il mal di pancia e la sua fastidiosa conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi imbarcai sull\u2019aereo per Miami. I miei compagni di viaggio erano tutti bianchi, tranne qualcuno di colore. La mia destinazione non era Miami, ma Port au Prince, capitale della Nazione pi\u00f9 povera del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivai all\u2019aeroporto, scesi, insieme a tutti i passeggeri di colore, in un ambiente surreale, con strade polverose, baracche fatiscenti, auto e mezzi pubblici improbabili.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 conservava qua e l\u00e0 i segni di un passato coloniale, frammisto a un tessuto urbano estremamente degradato, dove baracche dipinte con colori vivaci facevano ricordare che in fondo era sempre un\u2019isola caraibica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il turismo era inesistente, anche se una volta c\u2019era stato un villaggio turistico, poi chiuso per motivi politici. La popolazione era quasi totalmente di colore, i bianchi erano una vera rarit\u00e0, ed essendo rari e generalmente pi\u00f9 ricchi degli altri abitanti, erano anche facili bersagli della malavita.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista politico, quando arrivai a Haiti, c\u2019era una situazione alquanto complessa, figlia di una storia del paese molto triste e travagliata:<\/p>\n\n\n\n<p>Haiti fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492. Nei decenni successivi fu usata come base per i commerci dalla compagnia francese delle Indie Occidentali, e nel 1697 fu annessa all\u2019Impero francese. La dominazione francese fu durissima: i fertili terreni dell\u2019isola furono sfruttati in maniera intensiva per produrre zucchero e caff\u00e8 da smerciare in Europa, fino a che buona parte del territorio fu completamente desertificato. Per lavorare nei campi l\u2019amministrazione imperiale import\u00f2&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2010\/jan\/14\/haiti-history-earthquake-disaster\">fino a 40mila<\/a>&nbsp;schiavi africani all\u2019anno, che morivano nella lunga traversata in mare oppure dopo pochi anni di fatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma dopo la rivoluzione francese, anche Haiti si ribell\u00f2 alla Francia e, nonostante i successivi tentativi di Napoleone di sedare le rivolte, nel 1804 il paese si dichiar\u00f2 indipendente. Haiti divenne il primo stato indipendente dell\u2019America Latina e il primo di colore.<\/p>\n\n\n\n<p>I problemi di Haiti per\u00f2 erano appena iniziati.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Novecento ad Haiti \u00e8 capitato un po\u2019 di tutto, fra cui un\u2019invasione degli Stati Uniti, almeno due dittature sanguinose, quelle di Francois \u201cPapa Doc\u201d Duvalier e di suo figlio Jean-Claude, \u201cBaby Doc\u201d, vari colpi di stato appoggiati dall\u2019esercito e un intervento dei caschi blu dell\u2019ONU, che si rivel\u00f2 inutile.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa situazione sociale e politica molto delicata, per uno straniero, soprattutto se bianco, girare per strada a piedi era decisamente sconsigliato, se non per brevi tratti e in quartieri un po&#8217; pi\u00f9 tranquilli (si fa per dire).<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio albergo stava vicino alla zona residenziale ed era una vecchia struttura coloniale, tutto sommato di uno squallore veramente autentico. La camera era arredata con un letto matrimoniale, un armadio, un tavolino e una sedia. Alle pareti bianche non c\u2019era attaccata nemmeno una stampa e sul soffitto girava una ventola con la luce al centro. Senza aver mangiato nulla, mi sdraiai sul letto, fissando le pareti bianche e pensando: ma se adesso muoio qui, chi mi viene a pescare? Con questo allegro pensiero finalmente mi addormentai, alla fine della giornata pi\u00f9 strana, nel posto pi\u00f9 strano che avessi mai visto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani era programmato il viaggio a Cap Haitien, dall\u2019altra parte di Haiti. L\u00e0, era previsto un sopralluogo di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>La strada per arrivarci era un insieme di buche con un po&#8217; di terra intorno. Avevamo un fuoristrada, che saltellava come un canguro. Si attraversavano villaggi del tutto simili a quelli africani. La particolarit\u00e0 che mi salt\u00f2 agli occhi fu che gli uomini vivi abitavano in capanne di fango, mentre i morti erano sepolti in strutture in cemento e muratura. Spesso la religione fa fare strani ragionamenti al nostro cervello, \u00e8 inutile trovare la razionalit\u00e0 in ci\u00f2 che \u00e8 guidato dalla superstizione. Per carit\u00e0, non voglio togliere niente ai cari estinti haitiani, che peraltro, prima di morire, ne hanno viste veramente di tutti i colori, per\u00f2, insomma, perch\u00e9 non prevedere un paio di pareti in muratura anche per i poveri viventi.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, saltellando sulla Route Nationale 1, a un certo punto, la mia pancia chiese decisamente aiuto. Non ero assolutamente guarito dal mio virus, anzi, ero abbastanza peggiorato. Cos\u00ec, quando la strada attravers\u00f2 un raro tratto boschivo, chiesi all\u2019autista di fermarsi, perch\u00e9 avevo bisogno di appartarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei compagni di viaggio mi guardarono strano: addentrarsi da solo nella foresta non era cosa particolarmente consigliabile, ma a me non interessava niente, chiunque si sia trovato nelle mie condizioni, mi pu\u00f2 capire. Cos\u00ec mi accovacciai dietro un cespuglio e\u2026cominciai a sentire dei rumori e dei fruscii intorno a me. Ecco, pensai, che fine ingloriosa, cosa avrebbero raccontato a mia figlia\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma guardando bene fra le foglie, cominciai a distinguere degli occhietti vispi appartenenti a tanti bambini che, indicandomi con un dito e ridendo a pi\u00f9 non posso, gridavano: blanc, blanc, blanc!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, che c\u2019\u00e8 da ridere?\u201d urlai, e con dignit\u00e0 mi tirai su i calzoni e mi avviai verso la macchina. Se i bambini ridevano, i miei compagni di viaggio non erano da meno. Per\u00f2 stavo un po&#8217; meglio e poi son sicuro che, alla sera nel villaggio dove vivevano quei bambini, sarei stato la notizia principale.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivammo in serata a destinazione. Cap Haitien era molto pi\u00f9 confortevole di Port au Prince, l\u00ec ti rendevi conto di essere ai Caraibi. La mattina dopo, essendo domenica, non si lavorava e cos\u00ec decidemmo di andare sulla spiaggia. Era la zona dove era affondata la Santa Maria di Colombo, il giorno di Natale del 1492. Poco lontano, pi\u00f9 a ovest, c\u2019era l\u2019isola della Tortuga. Era la famosa isola dei bucanieri, che dal 1600 razziavano le navi, che riportavano merci pregiate verso la madrepatria. Soltanto con la pace di Utrecht, nel 1713 le potenze europee si coalizzarono contro la pirateria, portando, di fatto, alla fine l&#8217;epoca dei filibustieri nei Caraibi. Ma l\u2019isola della Tortuga divenne principalmente nota per merito di Emilio Salgari e del suo Corsaro Nero, alla fine dell\u2019ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pranzo sulla spiaggia consistette in un\u2019aragosta servita su una foglia: niente male, fortuna che il virus ormai era stato sconfitto. Di domenica le donne e le bambine erano vestite a festa, con vestiti molto allegri e raffinati, in netto contrasto con la povert\u00e0 in cui versava quella povera gente. La meta era naturalmente la chiesa, che si riempiva di gente, secondo i dettami di un cattolicesimo importato ad Haiti pi\u00f9 per convenienza, che per fede.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio lavoro, per il quale ero stato spedito in quei posti dalla mia societ\u00e0, consisteva nell\u2019identificare la gestione del territorio pi\u00f9 adatta a limitare il fenomeno della desertificazione. Il lavoro veniva svolto in collaborazione con dei tecnici locali, che conoscevano bene la realt\u00e0 locale.<\/p>\n\n\n\n<p>A capo del gruppo di lavoro c\u2019era una ragazza haitiana, di nome Gina, sposata con un americano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo circa un mese, il progetto poteva ritenersi concluso e quindi era arrivato il momento di presentarlo alle autorit\u00e0 haitiane.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro avvenne in una sala prefabbricata, senza aria condizionata, alla presenza dei rappresentanti del Ministero dell\u2019Agricoltura e del territorio e di tutto il nostro gruppo di lavoro. In totale saremo stati una cinquantina di persone in circa 100 m2 di superficie. La temperatura percepita era tuttavia notevolmente maggiore di quella reale, a causa dell\u2019emozione che mi attanagliava dalla testa ai piedi. Infatti ero stato incaricato di presentare quanto era stato elaborato durante il nostro soggiorno ad Haiti. La cosa non sarebbe stata particolarmente ardua, se non fosse per il mio francese estremamente carente. Il discorso lo avevo pi\u00f9 o meno preparato e sarei potuto andare abbastanza bene a meta, ma quello che mi preoccupava erano le domande: e se a qualcuno dei ministeriali haitiani gli fosse venuto qualche dubbio e mi avesse interrotto con qualche domanda assassina? E infatti, fu cos\u00ec. Finita la mia esposizione, Gina chiese cortesemente se c\u2019era qualche domanda e domanda ci fu, anzi, pi\u00f9 di una. Se sto qui a raccontare vuol dire che in qualche modo riuscii a rispondere, ma di sicuro quel giorno persi molti chili di peso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ripresi l\u2019aereo per tornare in Europa, mi sentii come se uscissi da un sogno. Avevo veramente la sensazione di essere stato in un altro mondo, penso molto di pi\u00f9 di quello che possono aver provato Cristoforo Colombo e quelli dopo di lui, che quel nuovo mondo lo distrussero in pochissimo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo Haiti e la sua gente mi sono rimasti nel cuore e penso che, se Dio esiste, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza e finalmente aiutarli un po&#8217;.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito, nel 2010, nove anni dopo il mio viaggio, ci fu un fortissimo terremoto che fece pi\u00f9 di 200.000 vittime. Tra loro anche Gina e i miei colleghi di lavoro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_51832\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"51832\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero salito sull\u2019aereo a Parigi con la febbre, nausea e mal di pancia. 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